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Abramo,enoch e gli altri in cielo secondo ebrei 11:16?

Ultimo Aggiornamento: 14/02/2018 16.29
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12/02/2018 17.36
 
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Sempre a proposito di fissazioni... VVRL oltre alla discussione citata sull'argomento di cosa sia questo "luogo" celeste ne abbiamo discusso con te almeno altre due volte

testimonidigeova.freeforumzone.leonardo.it/discussione.aspx?idd=...

testimonidigeova.freeforumzone.leonardo.it/discussione.aspx?idd=...

E' davvero necessario ripetere la discussione?

Shalom
[Modificato da barnabino 12/02/2018 17.37]
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Perché? La terra non è forse la patria di Abraamo? E la terra non è forse parte integrante del dominio divino, celeste?

La Terra promessa a Isacco! In Mose porta Israle!
[SM=g27987]
12/02/2018 17.55
 
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Re:
barnabino, 12/02/2018 17.12:


Perché? La terra non è forse la patria di Abraamo? E la terra non è forse parte integrante del dominio divino, celeste?


Certo, ma Paolo non sta parlando di dominio celeste. Dove lo leggi?
Sta parlando di un luogo invisibile dove abitare e questo non può essere sulla terra dato che sarebbe visibile.
Non sta neanche parlando di una promessa invisibile.
Di continuo tu ed Aquila aggiungete parole che Paolo non menziona mai.



E allora non capisci l'italiano... Paolo non parla di un luogo nei cieli, ma un luogo che appartiene ai cieli. La terra non appartiene forse a Dio, non fa parte del dominio divino? Poteva Abraamo aspirare ad un luogo nei cieli letterali se Dio gli promette la terra?


Dove leggi in Ebr. 11 che Dio ha promesso ad Abramo un luogo della terrà? Me lo dici per favore?



Infatti io non voglio ridiscutere di 12:22



Bene, allora smettila di tirarlo fuori un post si e l'altro anche.



Si ma se tu sei onesto devi ammettere che la città che Dio ha preparato ad Abramo è la Gerusalemme Celeste [SM=g27988]



[Modificato da barnabino 12/02/2018 19.21]
12/02/2018 18.06
 
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Re:
dom@, 2/12/2018 5:37 PM:

Perché? La terra non è forse la patria di Abraamo? E la terra non è forse parte integrante del dominio divino, celeste?

La Terra promessa a Isacco! In Mose porta Israle!
[SM=g27987]



C.E.I.:

Genesi 15:13

Allora il Signore disse ad Abram: «Sappi che i tuoi discendenti saranno forestieri in un paese non loro; saranno fatti schiavi e saranno oppressi per quattrocento anni.
[SM=g10765]
12/02/2018 18.16
 
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Re: Re:
VVRL, 12/02/2018 14.34:


Ma come io non leggo quello che c'è scritto?
Se Abramo aspira ad un luogo del cielo, dove dimorare, coma fa questo luogo ad essere della terra?
Capisci che la tua conclusione è proprio contraddittoria in termini?
Per il resto la tua obiezione che sia una speranza futura è corretta, ma se questa città la si intende come l'unica realtà che esisterà in senso escatologico per tutti i giusti, beh è normale che sia un qualcosa che riguarda il futuro al tempo di Paolo.





La "città", come ti è stato già detto decine di volte, vuole indicare un dominio, un dominio celeste ma che estende la propria autorità anche sulla terra come in ogni dove (1 Corinti 15:27).

Pertando "protendersi a una migliore, cioè celeste" (letterale dal greco) non significa protendersi al cielo ma a quel Regno, quel dominio che estenderà la sua autorità ovunque.

Siccome la speranza dei giusti è sia terrena che celeste (2 Pietro 3:13) e siccome viene detto in Ebrei 11:40 che Dio ha stabilito per i coeredi di Cristo "qualcosa di migliore", ecco che è tutt' altro che peregrino affermare che Abraamo potrà - una volta risuscitato - vivere sulla nuova terra.
Del resto mai il N.T. accenna ad Abraamo e ai patriarchi come regnanti celesti e non mi pare poca cosa...


VVRL, 12/02/2018 17.05:


Si ma come detto e ridetto Paolo qui non parla di Regno del Cielo o Regno di Dio, ma di una patria del Cielo come luogo dove abitare.







no no......il sostantivo patris non c' è in Ebrei 11:16, quindi questa è una tua inferenza, nel testo non c' è scritto affatto che Paolo parli di una "patria celeste come luogo da abitare per Abraamo"!

[Modificato da Aquila-58 12/02/2018 18.37]
-------------------------
"Perciò, siccome abbiamo questo ministero secondo la misericordia che ci è stata mostrata, non veniamo meno; 2 ma abbiamo rinunciato alle cose subdole di cui c’è da vergognarsi, non camminando con astuzia, né adulterando la parola di Dio, ma rendendo la verità manifesta, raccomandandoci ad ogni coscienza umana dinanzi a Dio" (2 Cor. 4:1-2)

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12/02/2018 18.17
 
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Re:
barnabino, 12/02/2018 16.10:

Caro Ricercatore,


15 Se avessero pensato a quella da cui erano usciti, avrebbero avuto possibilità di ritornarvi; 16 ora invece essi aspirano a una migliore, cioè a quella celeste



Il luogo da cui erano usciti era la città di Ur, Abraamo aveva abbandonato quella terra chiamato da Dio. L'aspirazione di Abraamo era legata alla promessa celeste, fatta da Dio, che tutte le nazioni della terra si sarebbero benedette grazie al suo seme, quella era un'aspirazione migliore, legata alle cose celesti, invisibili, e non a quelle terrene, visibili, come la vita agiata a Ur dei Caldei.

Shalom




Bene,grazie, ma altra cosa, Paolo dice "ORA aspirano a una migliore."
Nella morte come la intendete voi non si può certo aspirare a nulla.
Ma ai tempi di Paolo questi erano tutti morti.





12/02/2018 18.30
 
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Re: Re:
RicercatoreUniverso, 12/02/2018 18.17:




Bene,grazie, ma altra cosa, Paolo dice "ORA aspirano a una migliore."
Nella morte come la intendete voi non si può certo aspirare a nulla.
Ma ai tempi di Paolo questi erano tutti morti.









è molto facile risponderti, Ricercatore.
L' avverbio nyn, "ora" in Ebrei 11:16 "indica una contraddizione con ciò che è stato detto precedentemente", cioè in Ebrei 11:15, come ci informa il Dizionario Esegetico del Nuovo Testamento di Balz e Schneider.
Non indica quindi che ora siano vivi...


[Modificato da Aquila-58 12/02/2018 18.31]
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"Perciò, siccome abbiamo questo ministero secondo la misericordia che ci è stata mostrata, non veniamo meno; 2 ma abbiamo rinunciato alle cose subdole di cui c’è da vergognarsi, non camminando con astuzia, né adulterando la parola di Dio, ma rendendo la verità manifesta, raccomandandoci ad ogni coscienza umana dinanzi a Dio" (2 Cor. 4:1-2)

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Caro VVRL,


Certo, ma Paolo non sta parlando di dominio celeste. Dove lo leggi? Sta parlando di un luogo invisibile dove abitare e questo non può essere sulla terra dato che sarebbe visibile



Hai sempre difficoltà a capire l'italiano, Paolo infatti non dice che Abraamo aspirava ad un luogo invisibile, ma ad un "luogo migliore" (quello della promessa) che appartiene a ciò che è trascendente. Continui a confondere lo stare in cielo con lo stare in un luogo che appartiene al cielo. Abraamo non aspira ad andare nel cielo letterale o in un luogo nascosto, invisibile, ma ad un luogo migliore che appartiene al cielo. Leggi l'italiano.


Non sta neanche parlando di una promessa invisibile



La promessa era ancora invisibile al tempo di Abraamo ma sarà tangibile quando si adempirà e finalmente le nazioni della terra saranno benedette da Dio, ma Paolo spiega che questo si adempie grazie a ciò appartiene alla sfera celeste, invisibile.


Di continuo tu ed Aquila aggiungete parole che Paolo non menziona mai



Paolo non deve aggiungere nulla, la promessa fatta da Geova ad Abraamo riguardo alla benedizione delle nazioni della terra è univoca, non è ambigua, e da nessuna parte Paolo dice che tale promessa fatta ad Abraamo è cambiata o che Abraamo è visto in cielo con gli unti, insieme a Geova e Gesù. Sei tu che aggiungi, semmai.


Dove leggi in Ebr. 11 che Dio ha promesso ad Abramo un luogo della terrà? Me lo dici per favore?



Banalmente in Genesi, dove la promessa fatta ad Abraamo riguarda tutte le nazioni della terra, Abraamo non risulta che l'abbia mai intesa nel senso di andare a vivere in una città in cielo. Piuttosto sei tu che devi mostrarci dove è detto ad Abraamo che il luogo migliore a cui aspirava era il cielo.


Si ma se tu sei onesto devi ammettere che la città che Dio ha preparato ad Abramo è la Gerusalemme Celeste



Ci sono almeno 4 discussioni in cui ne abbiamo discusso di cosa sia la Gerusalemme Celeste, vattele a rileggere se non hai capito, non possiamo ripeterci qui.

Shalom
[Modificato da barnabino 12/02/2018 19.26]
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Re:
barnabino, 12/02/2018 19.20:



Si ma se tu sei onesto devi ammettere che la città che Dio ha preparato ad Abramo è la Gerusalemme Celeste







poi dice che siamo noi che "aggiungiamo delle parole a Paolo".
Mi piacerebbe sapere dove diamine Paolo dica che Dio ha preparato per Abraamo la Gerusalemme celeste.....boh, non si sa che Bibbia usi VTRL.


Ovviamente è solo una constatazione, lungi da me voler ricominciare il tormentone della Gerusalemme Celeste, ci basta il tempo sprecato (inutilmente a quanto pare....) tre o quattro anni fa [SM=g27985]
[Modificato da Aquila-58 12/02/2018 20.02]
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"Perciò, siccome abbiamo questo ministero secondo la misericordia che ci è stata mostrata, non veniamo meno; 2 ma abbiamo rinunciato alle cose subdole di cui c’è da vergognarsi, non camminando con astuzia, né adulterando la parola di Dio, ma rendendo la verità manifesta, raccomandandoci ad ogni coscienza umana dinanzi a Dio" (2 Cor. 4:1-2)

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Re: Re:
VVRL, 12/02/2018 17:05:


Si ma come detto e ridetto Paolo qui non parla di Regno del Cielo o Regno di Dio, ma di una patria del Cielo come luogo dove abitare.
E' chiaro che la terrà fa parte del dominio divino, ma Paolo non dice che Abramo aspirava ad un luogo della terra, ma ad un luogo del Cielo.
Purtroppo continui a fare confusione. ...




E quando mai avrebbe aspirato a questa "patria dei cieli" per andarci abitare, il patriarca Abramo?

Simon
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Re: Re:
RicercatoreUniverso, 12/02/2018 18:17:




Bene,grazie, ma altra cosa, Paolo dice "ORA aspirano a una migliore."
Nella morte come la intendete voi non si può certo aspirare a nulla.
Ma ai tempi di Paolo questi erano tutti morti.



Esatto, già da molto tempo.
Infatti Paolo dichiarava e proclamava la resurrezione dei morti, a cui avrebbero partecipato anche i patriarchi.

Simon
13/02/2018 13.26
 
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Caro VVRL,


Ora io dico, piuttosto che ripetere a pappagallo sempre le stesse cose, perché non entri nel merito di quello che sto ripetendo da sempre e fai vedere dove sbaglio



Io e te non abbiamo mai mangiato pasta e fagioli assieme, dunque che "ripeto a pappagallo" lo vai a dire a qualcun altro, o ti astieni da questi commenti maleducati oppure cancello i tuoi post. Dove tu sbagli te l'ho già detto e non tollero altra maleducazione nei miei confronti, ma con chi pensi di parlare? Rivolgiti così al tuo vescovo e vedi come reagisce. Non ci siamo proprio.

Ripeto, tu continui a dire che il "luogo migliore" è in cielo, ma Paolo non lo dice, dice piuttosto che il "luogo migliore" appartiene al cielo, essere in cielo e appartenere al cielo è differente e citare il DENT non serve a nulla perché non dice da nessuna parte che per Paolo Abraamo aspirasse al cielo fisico, semmai ad un luogo nascosto e invisibile preconizzato della profezie. Il resto è un'inutile ripetizione a meno che come chiede Simon tu non ci mostri dove per le Scritture la "patria" di Abraamo fosse celeste, dove Dio promette ad Abraamo di andare in cielo o dove in Ebrei Abraamo sia visto in cielo accanto a Dio e Gesù come i santi...

Shalom [SM=g10765]
[Modificato da barnabino 13/02/2018 13.41]
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Re:
barnabino, 12/02/2018 19.20:




Hai sempre difficoltà a capire l'italiano, Paolo infatti non dice che Abraamo aspirava ad un luogo invisibile, ma ad un "luogo migliore" (quello della promessa) che appartiene a ciò che è trascendente. Continui a confondere lo stare in cielo con lo stare in un luogo che appartiene al cielo. Abraamo non aspira ad andare nel cielo letterale o in un luogo nascosto, invisibile, ma ad un luogo migliore che appartiene al cielo. Leggi l'italiano.
Non sta neanche parlando di una promessa invisibile


Senza offesa Barnabino, ma sei tu ad avere problemi di comprensione del testo biblico.
Di nuovo ti riporto quello che dice la tua Bibbia
Ma ora aspirano a un luogo migliore, cioè uno che appartiene al cielo
Quindi il luogo migliore coincide con il luogo del cielo (genitivo usato nel testo greco). Qui il DENT ci dice che con epouranios si indica non una cosa che proviene dal cielo, ma una cosa invisibile agli occhi umani.
Continui inoltre a ripetere la tiritera sterile del dire che appartenere al Cielo non significa essere in Cielo che come detto prima il DENT esclude per Ebr. 11:16. Ma anche l'esempio fatto prima, applicato, applicato al termine patris (patria/ luogo di residenza) ti da decisamente torto. Infatti se io dico di avere la residenza in una città appartenente alla Toscana, significa sicuramente che abito in Toscana
. E' proprio l'uso del sostantivo patris in accoppiamento all'aggettivo epouranios che esclude il significato che gli vuoi dare tu e questo il DENT lo fa capire chiaramente.
Piuttosto che stare a ripetere le stesse cose, potete entrare nello specifico di queste mie considerazione facendo vedere dov’è l’errore?


Paolo non deve aggiungere nulla, la promessa fatta da Geova ad Abraamo riguardo alla benedizione delle nazioni della terra è univoca, non è ambigua, e da nessuna parte Paolo dice che tale promessa fatta ad Abraamo è cambiata o che Abraamo è visto in cielo con gli unti, insieme a Geova e Gesù. Sei tu che aggiungi, semmai.


Ti sbagli. Dio continuamente ha dovuto rivedere i patti stipulati con Israele, non perché cambiasse idea dall'oggi al domani, ma perché era l'uomo stesso che non rispettava quanto pattuito con Dio. Guarda cosa dice Geremia 31:31-32
Ecco”, dichiara Geova, “verranno i giorni in cui concluderò con la casa d’Israele e con la casa di Giuda un nuovo patto.+ 32 Non sarà come il patto che conclusi con i loro antenati nel giorno in cui li presi per mano e li portai fuori dal paese d’Egitto,+ ‘patto che infransero,+ benché io fossi il loro vero signore’,* dichiara Geova


Quindi, se Dio ha dovuto continuamente rivedere le promesse fatte, perché arrivati ad un certo punto non ha potuto cambiare idea e premiare i patriarchi con la stessa patria degli unti?



[Modificato da barnabino 13/02/2018 16.02]
13/02/2018 15.56
 
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Re: Re: Re:
Aquila-58, 12/02/2018 18.30:




è molto facile risponderti, Ricercatore.
L' avverbio nyn, "ora" in Ebrei 11:16 "indica una contraddizione con ciò che è stato detto precedentemente", cioè in Ebrei 11:15, come ci informa il Dizionario Esegetico del Nuovo Testamento di Balz e Schneider.
Non indica quindi che ora siano vivi...






Secondo quel che ha scritto Paolo si, almeno tu non credi alle sue Parole. [SM=x1408427]




13/02/2018 16.00
 
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Caro VVRL,


Ma ora aspirano a un luogo migliore, cioè uno che appartiene al cielo. Quindi il luogo migliore coincide con il luogo del cielo (genitivo usato nel testo greco). Qui il DENT ci dice che con epouranios si indica non una cosa che proviene dal cielo, ma una cosa invisibile agli occhi umani



Per la verità il DENT, che rappresenta solo un'opinione non la verità assoluta, non dice essattamente questo ma dice che nell'epocalittica indica "ciò che è sottratto agli occhi umani ma viene descritto da precedenti testi scritturistici". Vedi tu se parla del cielo come luogo letterale... in ogni caso non cambia il senso, Paolo usa un genitivo e non uno stato in luogo dunque non parla di un luogo migliore nei cieli, come tu sostieni ma un luogo migliore che (genitivo) apartiene ai cieli, ovvero a ciò che è invisibile ma descritto nei testi delle Scritture, cioè il regno di Dio, la "basileia celeste" di 2 Timoteo 4:18 citata appunto nel DENT in 2b.


Infatti se io dico di avere la residenza in una città appartenente alla Toscana, significa sicuramente che abito in Toscana



Potresti abitare anche nell'isola d'Elba o al Giglio, non necessariamente a Firenze. Se come dice il DENT il riferimento apocalisttico è alla basilia celeste quando si parla di un luogo migliore che appartiene a ciò che è nascoscosto agli occhi si parla parla di qualcosa che appartiene al regno di Dio. O non ti risulta che la terra che Geova ha promessa ad Abraamo appartenga al regno di Dio?


E' proprio l'uso del sostantivo patris in accoppiamento all'aggettivo epouranios che esclude il significato che gli vuoi dare tu e questo il DENT lo fa capire chiaramente



Non vedo come, la parola patris quando indicherebbe il cielo? Abraamo aspiravano ad una patria migliore cioè quella promessa da Dio quando dice che tutte le nazioni della terra si sarebbero benedette per mezzo del suo seme, non il cielo. Certo questa patria si raggiunge solo attraverso l'azione salvifica che passa per la basileia celeste di Cristo. Dove il DENT in 2b direbbe che il luogo migliore è il cielo?


Piuttosto che stare a ripetere le stesse cose, potete entrare nello specifico di queste mie considerazione facendo vedere dov’è l’errore?



Te l'abbiamo ripetuto decine di volte, sei tu che ripeti sempre le stesse obiezioni. Dato che ti lamenti delle ripetizioni non resta che chiudere il 3D tanto chi legge ha capito il senso della discussione e degli opposti argomenti.


Ti sbagli. Dio continuamente ha dovuto rivedere i patti stipulati con Israele, non perché cambiasse idea dall'oggi al domani, ma perché era l'uomo stesso che non rispettava quanto pattuito con Dio



Guarda che qui non parliamo del patto della Legge con Israele ma del patto con Abraamo, il padre di tutti quelli che hanno fede. Quando Dio avrebbe rotto la promessa fatta ad Abraamo? Quel patto è in vigore tuttora.


Barnabino, Genesi non è Ebr. 11 e poi cosa centra la promessa fatta in Genesi con il fatto che Abramo andasse a vivere in Cielo? Abramo re e sacerdote in Cielo con i 144000 unti e la sua progenie non unta sulla terra. Dove starebbe il problema?



Abraamo non riceva alcuna promessa di andare il cielo, questo è il punto. La promessa a cui aspirava Abraamo è quella che Geova stipulà solennemente in Genesi, ne vedi della altri? Leggi che Dio o Abraamo ruppe quella promessa? Leggi mai che Abraamo è visto come "re e sacerdote" in cielo accanto a Dio e all'Agnello? Allora di che cosa stiamo parlando?

Sulla "Gerusalemme celeste" come detto non è il caso di parlarne qui, ti abbiamo già confutato nella ben quattro discussioni che ossessivamente avevi aperto in passato ed ho linkato. Rileggiti quelle per favore.

Shalom
[Modificato da barnabino 13/02/2018 16.27]
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Secondo quel che ha scritto Paolo si, almeno tu non credi alle sue Parole



Ho l'impressione che tu non abbia capito quello che dice il DENT. La parola greca tradotta "ora" non significa "adesso" ma qui significa qualcosa che potrebbe essere tradotto con "stando così le cose".

Shalom
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Re: Re: Re:
(SimonLeBon), 2/12/2018 10:44 PM:



Esatto, già da molto tempo.
Infatti Paolo dichiarava e proclamava la resurrezione dei morti, a cui avrebbero partecipato anche i patriarchi.

Simon




C.E.I.:

Atti 24:15

nutrendo in Dio la speranza, condivisa pure da costoro, che ci sarà una risurrezione dei giusti e degli ingiusti.

[SM=g10765]
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Re: Re: Re:
(SimonLeBon), 2/12/2018 10:44 PM:



Esatto, già da molto tempo.
Infatti Paolo dichiarava e proclamava la resurrezione dei morti, a cui avrebbero partecipato anche i patriarchi.

Simon




C.E.I.:

Atti 24:15

nutrendo in Dio la speranza, condivisa pure da costoro, che ci sarà una risurrezione dei giusti e degli ingiusti.

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Re: Re:
Caro VTRL

VVRL, 13/02/2018 14.49:


Senza offesa Barnabino, ma sei tu ad avere problemi di comprensione del testo biblico.
Di nuovo ti riporto quello che dice la tua Bibbia
Ma ora aspirano a un luogo migliore, cioè uno che appartiene al cielo
Quindi il luogo migliore coincide con il luogo del cielo (genitivo usato nel testo greco). Qui il DENT ci dice che con epouranios si indica non una cosa che proviene dal cielo, ma una cosa invisibile agli occhi umani.
Continui inoltre a ripetere la tiritera sterile del dire che appartenere al Cielo non significa essere in Cielo che come detto prima il DENT esclude per Ebr. 11:16. Ma anche l'esempio fatto prima, applicato, applicato al termine patris (patria/ luogo di residenza) ti da decisamente torto. Infatti se io dico di avere la residenza in una città appartenente alla Toscana, significa sicuramente che abito in Toscana
. E' proprio l'uso del sostantivo patris in accoppiamento all'aggettivo epouranios che esclude il significato che gli vuoi dare tu e questo il DENT lo fa capire chiaramente.
Piuttosto che stare a ripetere le stesse cose, potete entrare nello specifico di queste mie considerazione facendo vedere dov’è l’errore?






l' errore è facilissimo, ma purtroppo non te ne accorgi!

Intanto, c' è da dire che il sostantivo patris, che secondo il Dizionario Esegetico del Nuovo Testamento di Balz e Schneider (volume II, pagina 856), significa “patria, città paterna, villaggio natio”, è presente in Ebrei 11:14, ma non nel versetto 16, dove alla lettera, dal testo greco, leggiamo:

adesso invece (a) migliore si protendono, cioè celeste

(Ebrei 11:16)


Abraamo non ricevette l’ eredità promessa nella sua vita (Ebrei 11:13), ma aspettava già “la città dalle salde fondamenta” (Ebrei 11:10 CEI), che altro non è che il Regno di Dio retto dal Messia.

Ecco perché nè lui nè gli altri patriarchi pensavano di tornare alla vecchia patria da cui erano usciti, piuttosto soggiornavano, vivendo in tende, come stranieri e pellegrini sulla terra, dichiarando di essere tali, ma quale terra?

Nella terra promessa, che consideravano come una regione straniera, come viene detto in Ebrei 11:9, perché attendevano la vera eredità, il Regno di Dio ("nuovi cieli e nuova terra"), che “vedevano da lontano” (Ebrei 11:13).

Ricordiamo ancora che Abraamo stesso "vide" con gli occhi della fede il giorno di Cristo e se ne compiacque (Giovanni 8:56).

Abraamo e i patriarchi non faranno parte del celeste Regno Messianico e della Nuova Gerusalemme, e lo sai perchè?

Perchè quell' appartenenza spetterà ai coeredi di Cristo, come Paolo, che infatti dice:

"Dio aveva previsto per noi qualcosa di migliore" (Ebrei 11:40).

Qui per "migliore" abbiamo l' aggettivo kreitton, "migliore, superiore", come in Ebrei 7:19, 9:23, 11:35:

"Ma le realtà celesti richiedono sacrifici molto migliori (de ta epourania kreittosin) " (Ebrei 9:23)

Il pronome hemon, “noi” di Ebrei 11:40 si riferisce ai coeredi di Cristo, “partecipi della chiamata celeste” (Ebrei 3:1), per i quali Cristo ‘inaugurò una via nuova e vivente’ per entrare nel luogo santo della celeste presenza di Dio. (Ebrei 10:19- 20)

Quindi Re e Sacerdoti di Dio e di Cristo....

Mi dispiace ma ritengo che tu sia in errore.


Ciao.





[Modificato da Aquila-58 13/02/2018 19.14]
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"Perciò, siccome abbiamo questo ministero secondo la misericordia che ci è stata mostrata, non veniamo meno; 2 ma abbiamo rinunciato alle cose subdole di cui c’è da vergognarsi, non camminando con astuzia, né adulterando la parola di Dio, ma rendendo la verità manifesta, raccomandandoci ad ogni coscienza umana dinanzi a Dio" (2 Cor. 4:1-2)

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13/02/2018 19.20
 
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Re: Re: Re: Re:
RicercatoreUniverso, 13/02/2018 15.56:




Secondo quel che ha scritto Paolo si, almeno tu non credi alle sue Parole. [SM=x1408427]








no, perchè l' avverbio nyn non è qui un avverbio di tempo, te lo dice lo stesso DENT che certamente di greco ne capisce più di te.

Che ne dici?

[SM=x1408430]
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"Perciò, siccome abbiamo questo ministero secondo la misericordia che ci è stata mostrata, non veniamo meno; 2 ma abbiamo rinunciato alle cose subdole di cui c’è da vergognarsi, non camminando con astuzia, né adulterando la parola di Dio, ma rendendo la verità manifesta, raccomandandoci ad ogni coscienza umana dinanzi a Dio" (2 Cor. 4:1-2)

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