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Confutazione trasmissione Radio Maria del GRIS di novembre 2013...

Last Update: 11/26/2013 2:53 PM
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11/8/2013 2:32 PM
 
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su: Testimoni di Geova/proselitismo e intendimenti/cristologia/nome di Gesù
[Edited by admintdg2 11/21/2013 7:00 PM]
11/8/2013 2:39 PM
 
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La trasmissione di novembre di Radio Maria a cura del GRIS, si apre con l’intervento del conduttore don Franco Fiorino in collegamento da Mazara del Vallo.

Cita alcuni documenti ufficiali cattolici che spiegano come devono essere considerati i testimoni di Geova.

Il primo documento, del 1993, è L'impegno pastorale della chiesa di fronte ai nuovi movimenti religiosi e alle sette. Nota pastorale del Segretariato per l'ecumenismo e il dialogo in cui si legge fra le altre cose:


Ci sentiamo in dovere di dichiarare con franchezza che i Testimoni di Geova non appartengono alla comunione cristiana e non solo a quella cattolica. Rifiutano infatti esplicitamente verità fondamentali della nostra fede, innanzitutto quella del Dio uno e trino, Padre, Figlio e Spirito Santo, e quindi della divinità del Signore Gesù Cristo; negano la spiritualità e immortalità dell'anima; interpretano in modo letterale e fondamentalista, e persino falsificante, la Sacra Scrittura.
I Testimoni di Geova si dedicano alla diffusione del loro messaggio con zelo e spesso con soggettiva sincerità di adesione alle proprie convinzioni; ma è evidente in loro un atteggiamento aggressivo e denigratorio, una preparazione superficiale e artefatta, un riferirsi alla Scrittura per frasi staccate da ogni contesto e assai spesso travisate.



Poi cita il n. 477 del Catechismo degli adulti che in merito ai tdG dice che:


Mettono l’Antico Testamento sullo stesso piano del Nuovo, perché non hanno idea del carattere progressivo della rivelazione. La loro interpretazione consiste nel prendere frasi staccate dal contesto letterario e storico, e manipolarle con disinvoltura a sostegno di dottrine prefabbricate. Viceversa, quando hanno a che fare con testi in contrasto evidente con la loro ideologia, non esitano a farne un uso allegorico, persino bizzarro. Non distinguono tra il messaggio rivelato e la cultura dell’ambiente: assumono come verità divine molte espressioni relative all’ambito scientifico, legate alle concezioni dell’epoca e ormai superate.



Infine fa riferimento alle presunte manipolazioni presenti nella TNM che sarebbe stata alterata e modificata pesantemente dai tdG per adattarla al loro credo.

Conclude la sua parte ricordando però che, benché si rimarchino certi errori legati all’interpretazione e alla traduzione della Bibbia, non deve venire meno il rispetto delle persone. Quindi la verità nella carità!

Parola a chi desidera replicare...
11/9/2013 4:15 PM
 
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viceadmintdg1, 07/11/2013 21:28:

Il primo documento, del 1993, è L'impegno pastorale della chiesa di fronte ai nuovi movimenti religiosi e alle sette. Nota pastorale del Segretariato per l'ecumenismo e il dialogo in cui si legge fra le altre cose:


Ci sentiamo in dovere di dichiarare con franchezza che i Testimoni di Geova non appartengono alla comunione cristiana e non solo a quella cattolica. Rifiutano infatti esplicitamente verità fondamentali della nostra fede, innanzitutto quella del Dio uno e trino, Padre, Figlio e Spirito Santo, e quindi della divinità del Signore Gesù Cristo; negano la spiritualità e immortalità dell'anima;




Discorso indegno di qualsiasi commento. A considerazioni non oggettive, rigiriamo dicendo che la "rivelazione" successiva agli scritti sacri è inattendibile e farcita di sapienza umana, quindi fallace. In questa "rivelazione" sono incluse le dottrine della trinità, della divinità in senso stretto di Gesù Cristo (perché in realtà noi crediamo che Gesù sia divino...) e dell'immortalità dell'anima. Poi, risponderò oggettivamente solo ad affermazione oggettiva.

viceadmintdg1, 07/11/2013 21:28:


interpretano in modo letterale e fondamentalista, e persino falsificante, la Sacra Scrittura.




Anche qui si lancia l'accusa ma non si dimostra nulla. Che sia un modo per fare pubblicità al contrario?

viceadmintdg1, 07/11/2013 21:28:


I Testimoni di Geova si dedicano alla diffusione del loro messaggio con zelo e spesso con soggettiva sincerità di adesione alle proprie convinzioni; ma è evidente in loro un atteggiamento aggressivo e denigratorio, una preparazione superficiale e artefatta, un riferirsi alla Scrittura per frasi staccate da ogni contesto e assai spesso travisate.




Anche qui non c'è alcuna oggettività, nulla su cui rispondere tranne un: "Non è vero! Dimostrate le vostre accuse!"

viceadmintdg1, 07/11/2013 21:28:

Poi cita il n. 477 del Catechismo degli adulti dicendo dei tdG che:


Mettono l’Antico Testamento sullo stesso piano del Nuovo, perché non hanno idea del carattere progressivo della rivelazione. La loro interpretazione consiste nel prendere frasi staccate dal contesto letterario e storico, e manipolarle con disinvoltura a sostegno di dottrine prefabbricate. Viceversa, quando hanno a che fare con testi in contrasto evidente con la loro ideologia, non esitano a farne un uso allegorico, persino bizzarro. Non distinguono tra il messaggio rivelato e la cultura dell’ambiente: assumono come verità divine molte espressioni relative all’ambito scientifico, legate alle concezioni dell’epoca e ormai superate.




Mi pare che anche qui non ci sia nulla su cui rispondere: noi non vediamo la scrittura come un monoblocco, come erroneamente vogliono qui far intendere, ma ne comprendiamo un unico filo conduttore: il regno di Dio che eliminerà ogni sofferenza agli uomini. Questa concezione differisce completamente da quella cattolica che vede l'AT come un'accozzaglia di racconti più o meno (ma più meno che più...) attendibili e leggi anacronistiche cancellati dall'NT. Non riconoscono il valore dell'AT come "tutore che conduce al Cristo". Noi non vogliamo commettere lo stesso errore, ma questo non significa che applichiamo la Legge Mosaica o che mettiamo la rivelazione dell'NT sullo stesso piano del VT. Si tratta di dare il giusto peso alle cose.

viceadmintdg1, 07/11/2013 21:28:

Infine fa riferimento alle presunte manipolazioni presenti nella TNM che sarebbe stata alterata e modificata pesantemente per adattarla al proprio credo.

Conclude la sua parte ricordando però che non deve venire meno il rispetto delle persone, benché si rimarchino certi errori legati all’interpretazione e alla traduzione della Bibbia. Quindi la verità nella carità.



Rispetto contraccambiato, anche se non è per nulla rispettoso da parte del nostro interlocutore lanciarsi in j'accuse senza la benché minima dimostrazione oggettiva. Dobbiamo ragionare punto per punto e quindi pervenire ad una conclusione. E' inutile lanciarsi in una campagna di delegittimazione degna del comunismo russo; può essere controproducente.
11/9/2013 9:18 PM
 
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Ci sentiamo in dovere di dichiarare con franchezza che i Testimoni di Geova non appartengono alla comunione cristiana e non solo a quella cattolica.



Già il fatto che distingua le due cose, comunione cristiana e cattolica, è una buona base di partenza.


Rifiutano infatti esplicitamente verità fondamentali della nostra fede, innanzitutto quella del Dio uno e trino, Padre, Figlio e Spirito Santo, e quindi della divinità del Signore Gesù Cristo; negano la spiritualità e immortalità dell'anima; interpretano in modo letterale e fondamentalista, e persino falsificante, la Sacra Scrittura.



Molti di noi una volta credevano, per modo di dire, a queste cose. Per modo di dire in quanto argomenti mai approfonditi e francamente lontani da quello che era il nostro sentimento religioso, come del resto notiamo anche nelle persone alle quali ci presentiamo durante la nostra opera di evangelizzazione.
Trinità, immortalità dell’anima sono argomenti sconosciuti alla maggior parte delle persone, quasi mai mi capita di dover rispondere a queste obiezioni. Se credere in queste dottrine diventa requisito necessario per essere considerati Cristiani, allora, il problema lo avete dentro…tanti cattolici, pochi Cristiani.

Chi può essere definito Cristiano?


Per saperlo possiamo analizzare il contesto in cui, per la prima volta, viene usato questo termine.
Troviamo questa occasione riportata nella parte finale di Atti 11:26 “Ad Antiòchia per la prima volta i discepoli furono chiamati cristiani.”
Perché proprio Cristiani?
Evidentemente fu il risultato dell’opera compiuta in quella città. Il versetto 26, parlando di Barnaba e Saulo, poco prima dice: “Rimasero insieme un anno intero in quella Chiesa e istruirono molta gente.”
Di cosa avranno parlato per un anno a quelle persone? Prima di Barnaba, ad Antiochia, vi era stata svolta un opera di evangelizzazione da parte di altri discepoli e qual’era il messaggio predicato? Al versetto 20 troviamo la risposta: “annunciando che Gesù è il Signore.”
A seguito di questa predicazione, i discepoli vengono identificati come Cristiani.
Quindi, niente Trinità, immortalità dell’anima, niente divinità di Gesù, ma solo perché il centro del loro messaggio era Gesù Cristo.
Stavano seguendo il comando di Gesù di predicare, facendo questo si identificarono come suoi seguaci e non credendo a dottrine a loro sconosciute che solo secoli dopo di loro sarebbero uscite fuori.
Anche oggi si può definire Cristiano chi compie l’opera da Gesù comandata e non chi crede a dottrine inventate da uomini.



I Testimoni di Geova si dedicano alla diffusione del loro messaggio con zelo e spesso con soggettiva sincerità di adesione alle proprie convinzioni; ma è evidente in loro un atteggiamento aggressivo e denigratorio, una preparazione superficiale e artefatta, un riferirsi alla Scrittura per frasi staccate da ogni contesto e assai spesso travisate.



Lo zelo per la conoscenza delle Sacre Scritture spinge all’azione. Non esistono TdG non praticanti.
La preparazione del singolo TdG è determinata da tanti fattori, istruzione, età, tempo dedicato allo studio, ecc.., ma nella maggioranza dei casi questa è presente tanto quanto basta a far capire a coloro ai quali trasmettiamo la Buona Notizia, quanto questa può essere importante per loro. E poi, con tutto il rispetto dovuto ai nostri interlocutori, per il target di conoscenza biblica che troviamo, la nostra preparazione basta e avanza.
Fossi in lei, per il ruolo che ricopre, mi preoccuperei più di quello che NON fanno le sue “pecore”, piuttosto che denigrare quello che noi facciamo.



Mettono l’Antico Testamento sullo stesso piano del Nuovo, perché non hanno idea del carattere progressivo della rivelazione. La loro interpretazione consiste nel prendere frasi staccate dal contesto letterario e storico, e manipolarle con disinvoltura a sostegno di dottrine prefabbricate.
Viceversa, quando hanno a che fare con testi in contrasto evidente con la loro ideologia, non esitano a farne un uso allegorico, persino bizzarro. Non distinguono tra il messaggio rivelato e la cultura dell’ambiente: assumono come verità divine molte espressioni relative all’ambito scientifico, legate alle concezioni dell’epoca e ormai superate.



Non riuscite proprio ad andare oltre delle generiche accuse, vero don Fiorino?
Ad accuse generiche si potrebbe rispondere genericamente ma, a cosa servirebbe?
La prossima volta, anziché limitarsi a leggere quello che dice il catechismo su di noi, provi ad associare un qualcosa di reale che ci appartiene e non ripetere semplici frasi scritte da altri solo per screditarci.



Infine fa riferimento alle presunte manipolazioni presenti nella TNM che sarebbe stata alterata e modificata pesantemente dai tdG per adattarla al loro credo.



Ne abbiamo parlato decine di volte, ma anche in questo caso, citare almeno un esempio è chiedere troppo?


Conclude la sua parte ricordando però che, benché si rimarchino certi errori legati all’interpretazione e alla traduzione della Bibbia, non deve venire meno il rispetto delle persone. Quindi la verità nella carità!



Qui niente confutazione, il rispetto per le persone innanzitutto, è l’amore anche verso le persone che ci spinge a portare loro la Parola di Dio…potremmo dire lo stesso se ci limitassimo a suonare le campane per chiamarle e se non vengono…che si arrangino?
[Edited by admintdg2 11/9/2013 9:18 PM]
11/10/2013 11:58 AM
 
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Re:
viceadmintdg1, 08/11/2013 14:39:

La trasmissione di novembre di Radio Maria a cura del GRIS, si apre con l’intervento del conduttore don Franco Fiorino in collegamento da Mazara del Vallo.

Cita alcuni documenti ufficiali cattolici che spiegano come devono essere considerati i testimoni di Geova.

Il primo documento, del 1993, è L'impegno pastorale della chiesa di fronte ai nuovi movimenti religiosi e alle sette. Nota pastorale del Segretariato per l'ecumenismo e il dialogo in cui si legge fra le altre cose:

Ci sentiamo in dovere di dichiarare con franchezza che i Testimoni di Geova non appartengono alla comunione cristiana e non solo a quella cattolica. Rifiutano infatti esplicitamente verità fondamentali della nostra fede, innanzitutto quella del Dio uno e trino, Padre, Figlio e Spirito Santo, e quindi della divinità del Signore Gesù Cristo;





Caro Don Fiorino, posso aggiungere ben poco a quanto detto splendidamente dai fratelli che mi hanno preceduto, se non ricordarle che avevamo già risposto a questa sua asserzione.

Posso rammentare a lei e ai lettori la risposta che le fu data?
Eccola, buona lettura e grazie.....

testimonidigeova.freeforumzone.leonardo.it/d/10547144/Confutazione-trasmissione-radio-maria-del-GRIS-di-marzo-2013-/discussi...
[Edited by Aquila-58 11/10/2013 11:59 AM]
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"Perciò, siccome abbiamo questo ministero secondo la misericordia che ci è stata mostrata, non veniamo meno; 2 ma abbiamo rinunciato alle cose subdole di cui c’è da vergognarsi, non camminando con astuzia, né adulterando la parola di Dio, ma rendendo la verità manifesta, raccomandandoci ad ogni coscienza umana dinanzi a Dio" (2 Cor. 4:1-2)

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11/12/2013 4:45 PM
 
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Successivamente Fiorino da la parola ad Aldo Lorenzi del GRIS di Bergamo che cura la rubrica “Mutamenti dottrinali nei tdG”.

Questo intervento ci riguarda molto da vicino visto che Lorenzi replica proprio ad un intervento del nostro forum su proselitismo e nuovi intendimenti. Egli dice infatti:


Questo intervento è particolare perché mi è stato segnalato da amici che in un forum di tdG [tdgonline.net] esiste una sezione chiamata Monitoraggio intolleranza religiosa nella quale sono state mosse critiche al mio precedente intervento sullo Schiavo Fedele e discreto.

Premetto che non è mia abitudine controbattere alle critiche, a maggior ragione se sono anonime. Ma credo che sia utile far capire al caro tdG del forum il giusto concetto di proselitismo e che i cambiamenti della Società non possono essere considerati semplici affinamenti, come lui afferma, quando questi contraddicono posizioni precedenti.

Si veda ad es. la questione trapianti d’organo, concessi prima del 1968, proibiti dal 1968 al 1980 e poi lasciati alla libertà di coscienza dal 1980 in poi. Mi sono chiesto: chissà quanti tdG adulti e bambini sono morti in questi 12 anni per un’errata interpretazione delle Scritture! Faccio notare che se i tdG non si fossero adeguati al pensiero ufficiale avrebbero subito la disassociazione!


Dopo una serie di citazioni da pubblicazioni ufficiali della Società Biblica Torre di Guarda, in cui viene ribadita la necessità di aderire ad una organizzazione religiosa che insegna la verità, torna sull’intervento del tdG del forum [Aquila 58] leggendo e commentado alcune passaggi:


Ecco quanto ha scritto il nostro caro tdG del forum:

“Accidenti, assomiglia quasi a un tentativo di…… proselitismo!
E pensare che solo pochi giorni fa, nel corso di un celebre dialogo con Eugenio Scalfari, lo stesso Papa Francesco ha dichiarato che ”il proselitismo è una sciocchezza”.

Papa Francesco, invocato dal tdG del forum, dice e ripete che se la chiesa non esce da se stessa vuol dire che è malata. Ciò significa uscire verso gli altri, le periferie, fino ai confini della terra. Per testimoniare con le opere, con le parole, per annunciare la buona novella di Gesù Cristo. Ma questo è ben diverso dal proselitismo. Il papa ha dialogato con Scalfari per testimoniare la sua fede in Gesù, ma con rispetto della libera coscienza altrui, rispetto che Scalfari stesso ha riconosciuto e apprezzato.

L’evangelizzazione è un dovere ma in effetti il proselitismo è una sciocchezza.
Ma cos’è il proselitismo? E’ usare qualsiasi mezzo, anche inappropriato, per di attirare una persona alla propria religione e trattenervelo.
E’ proselitismo approfittare dell’ignoranza, dello stato di fragilità, povertà o solitudine
Che dire delle lettere recapitate dai tdg a persone colpite dal lutto di un familiare?
E’ proselisitmo promettere vantaggi materiali o sociali come il cameratismo o l’amicizia
E’ proselitismo approfittare dlele paure dicendo alle persone che viviamo negli ultimi giorni di questo sistema, fine del mondo tra l’altro annunciata diverse volte dai tdG.
Inoltre il proselitismo è l’invadenza ed eccessiva insistenza.
Perché non è cosa buona il proselitismo? Perché il padre celeste ci vuole liberi, anche di errare. Cristo ci ha liberati perché restassimo liberi (Galati 5:1)
San Paolo scrive in 2 cor 4: “1 Perciò, investiti di questo ministero per la misericordia che ci è stata usata, non ci perdiamo d'animo; 2 al contrario, rifiutando le dissimulazioni vergognose, senza comportarci con astuzia né falsificando la parola di Dio, ma annunziando apertamente la verità, ci presentiamo davanti a ogni coscienza, al cospetto di Dio”.

Poi il caro tdG del forum spiega che:

“lo schiavo fedele e discreto ha IL SOLO COMPITO di fornire "cibo a suo tempo", quindi in maniera graduale e questo prevede, gioco forza, che un intendimento vari nel corso del tempo, dell'evolversi delle cose e dell'adempimento delle profezie e non potrebbe essere altrimenti, giacché lo schiavo, come detto, non è stato mai costituito per essere un profeta che riporta infallibili oracoli divini”.

Francamente trovo difficile capire che dare cibo a suo tempo corrisponda a darlo gradualmente, i due concetti non si equivalgono

Poi afferma che non è vero che la Torre di Guardia ammette di aver sbagliato. Non si tratta di contraddizioni ma di affinamento. Infatti scrive:

“Tra l' altro, la Torre di Guardia pone l' accento sul fatto che "lo studio approfondito, la meditazione e la preghiera" hanno evidenziato la necessità di correggere l' intendimento. Non si accenna a fallimenti, sbagli, altalene, un tornare avanti e indietro ma "la necessità di correggere il nostro intendimento".

Chiedo: è una falsità dire che i tdG ammettono di aver fallito più volte nei loro intendimenti? Non si corregge credo un intendimento quando è giusto ma quando è sbagliato.

Poi il gentile tdG del forum conclude:

“Il suo goffo tentativo di proselitismo presso i testimoni di Geova in ascolto (quanti?) di Radio Maria mi sembra miseramente naufragato”.

A me sembra che invitare i tdG in ascolto a confrontare e interrogarsi non sia proselitismo ma fare quello che dice Paolo: presentarsi davanti ogni coscienza umana al cospetto di Dio.

E inoltre lo invito rileggere ciè che è scritto a p. 32 del libro Potete vivere per sempre su una terra paradisiaca:

"Cosa fareste se vi fosse dimostrato che ciò che credete è sbagliato?... Che dire se qualcuno vi avvertisse dell’errore? Che fareste se, usando la vostra stessa cartina, vi mostrasse che siete sulla strada sbagliata? Per orgoglio o testardaggine, rifiutereste di ammetterlo? Ebbene, se esaminando la vostra Bibbia scoprite che siete su una strada sbagliata in senso religioso, siate disposti a cambiare".

Concludo dicendo che abbiamo due idee divergenti: io e altri diciamo che in nuovi intendimenti talora contraddicono i precedenti. I tdg dicono che non cotraddicono ma affinano.

Entrambi dobbiamo leggere con attenzione tali intendimenti confrontarli ed ascotlare la nostra coscienza. Da noi, come dice papa
Francesco, Dio non vuole altro.



Interviene don Fiorino dicendo:


Grazie per il tuo intervento Aldo. Anche se c’è da dire che noi ci mettiamo la faccia, nome e cognome, mentre i tdG che ci critiano sono anonimi, e questo non è giusto davanti a Dio e alle coscienze delle persone.




Lascio la parola a chi è stato chiamato in causa per la replica...
[Edited by viceadmintdg1 11/16/2013 7:43 PM]
11/12/2013 8:18 PM
 
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I PARTE:

Grazie Admin,

viceadmintdg1, 10/11/2013 17:07:

Successivamente Fiorino da la parola ad Aldo Lorenzi del GRIS di Bergamo che cura la rubrica “Mutamenti dottrinali nei tdG”.

Questo intervento ci riguarda molto da vicino visto che Lorenzi replica proprio ad un intervento del nostro forum su proselitismo e nuovi intendimenti. Egli dice infatti:


Questo intervento è particolare perché mi è stato segnalato da amici che in un forum di tdG [tdgonline.net] esiste una sezione chiamata Monitoraggio intolleranza religiosa nella quale sono state mosse critiche al mio precedente intervento sullo Schiavo Fedele e discreto.

Premetto che non è mia abitudine controbattere alle critiche, a maggior ragione se sono anonime. Ma credo che sia utile far capire al caro tdG del forum il giusto concetto di proselitismo e che i cambiamenti della Società non possono essere considerati semplici affinamenti, come lui afferma, quando questi contraddicono posizioni precedenti.

Si veda ad es. la questione trapianti d’organo, concessi prima del 1968, proibiti dal 1968 al 1980 e poi lasciati alla libertà di coscienza dal 1980 in poi. Mi sono chiesto: chissà quanti tdG adulti e bambini sono morti in questi 12 anni per un’errata interpretazione delle Scritture! Faccio notare che se i tdG non si fossero adeguati al pensiero ufficiale avrebbero subito la disassociazione!





Innanzitutto lei dice: “Premetto che non è mia abitudine controbattere alle critiche, a maggior ragione se sono anonime”.
Beh, in un forum internettiano, in genere, si usano dei nickname e molto raramente ci si presenta con le proprie generalità…..ovviamente anche lei, con una semplice iscrizione, può venire qui e dialogare, in grande amicizia…..basta poco…

Caro Lorenzi, guardi che riguardo ai trapianti e alle …….“valanghe di morti[SM=g27987] provocate dalle stesse, ne abbiamo parlato qui, inutile pertanto stare a ripetere.


testimonidigeova.freeforumzone.leonardo.it/d/10135363/Confutazione-trasmissione-radiomaria-del-gris-di-febbraio-2012-/discussi...

viceadmintdg1, 10/11/2013 17:07:


Dopo una serie di citazioni da pubblicazioni ufficiali della Società Biblica Torre di Guarda, in cui viene ribadita la necessità di aderire ad una organizzazione religiosa che insegna la verità, torna sull’intervento del tdG del forum [Aquila 58] leggendo e commentado alcune passaggi:

Ecco quanto ha scritto il nostro caro tdG del forum:

“Accidenti, assomiglia quasi a un tentativo di…… proselitismo!
E pensare che solo pochi giorni fa, nel corso di un celebre dialogo con Eugenio Scalfari, lo stesso Papa Francesco ha dichiarato che ”il proselitismo è una sciocchezza”.

Papa Francesco, invocato dal tdG del forum, dice e ripete che se la chiesa non esce da se stessa vuol dire che è malata. Ciò significa uscire verso gli altri, le periferie, fino ai confini della terra. Per testimoniare con le opere, con le parole, per annunciare la buona novella di Gesù Cristo. Ma questo è ben diverso dal proselitismo. Il papa ha dialogato con Scalfari per testimoniare la sua fede in Gesù, ma con rispetto della libera coscienza altrui, rispetto che Scalfari stesso ha riconosciuto e apprezzato.

L’evangelizzazione è un dovere ma in effetti il proselitismo è una sciocchezza.




Siamo pienamente d’ accordo, io ho detto che il suo sembrava essere "proselitismo" e ho citato poi lì opinione autorevole di Papa Francesco.
Lei comunque sfonda una porta aperta, giacchè le ricordo che i cristiani testimoni di Geova non fanno opera di proselitismo ma, obbedendo al comando di “andare e fare discepoli….insegnando loro” (Mt. 28:19-20), svolgono opera di martyrion, ergo di testimonianza del regno di Dio (Mt. 24:14)…

viceadmintdg1, 10/11/2013 17:07:



Ma cos’è il proselitismo? E’ usare qualsiasi mezzo, anche inappropriato, per di attirare una persona alla propria religione e trattenervelo.
E’ proselitismo approfittare dell’ignoranza, dello stato di fragilità, povertà o solitudine
Che dire delle lettere recapitate dai tdg a persone colpite dal lutto di un familiare?



Caro Lorenzi, i cristiani testimoni di Geova certamente non si sognano neppure di fare ciò di cui hanno parlato anche importanti testate giornalistiche, come i lettori possono vedere ….

www.blitzquotidiano.it/cronaca-italia/repubblica-radio-maria-lettera-anziani-testamento-...


Consapevoli del dolore che coloro che hanno perso cara provano, i cristiani testimoni di Geova cercano di dare conforto tramite la parola di Dio, il “Dio di ogni consolazione” (2 Cor. 1:3 CEI), rincuorandoli e, se necessario, piangendo insieme a loro (Gv. 11:35). Dando testimonianza circa la stupenda speranza biblica della risurrezione a imitazione del Signore Gesù (Gv. 11:23)!
E’ un grande atto di amore, che viene svolto ad esempio e su larga scala, anche in questi giorni, proprio nel mese di novembre, con una campagna speciale effettuata con il volantino “I morti possono tornare a vivere”?

A lei questo sembra proselitismo o non piuttosto testimonianza alla verità, caro Lorenzi? (Gv. 18:37)


viceadmintdg1, 10/11/2013 17:07:



E’ proselisitmo promettere vantaggi materiali o sociali come il cameratismo o l’amicizia



Beh,ora mi pare che la critica si stia facendo pesante, ben sopra il lecito consentito in un dialogo civile: i cristiani testimoni di Geova non promettono “vantaggi materiale e sociali” (lei può venire qui a dimostrarmi il contrario?) a chicchessia, si limitano se la persona desidera, ad invitarla alla Sala del Regno dove la stessa può constatare, di persona, l’ amicizia e la fratellanza che vi regnano e se vi regnano, noi non possiamo certo farcene una colpa, non le pare?

viceadmintdg1, 10/11/2013 17:07:



E’ proselitismo approfittare dlele paure dicendo alle persone che viviamo negli ultimi giorni di questo sistema, fine del mondo tra l’altro annunciata diverse volte dai tdG.




Caro Lorenzi, annunciare la venuta di Cristo sulle nubi del cielo (Mt. 24:30) e quindi la fine non può in alcun modo essere considerato proselitismo, semmai l'annuncio di una speranza di un regno di amore, pace e prosperità, che poi è l'annuncio cristiano del regno di Dio (Atti 20:25 ; 28:23,31).
Cosa peraltro, da parte dello schiavo, perfettamente scritturale giacchè, riguardo alle medesime profezie, lo stesso profeta Daniele scrisse, sotto ispirazione, che le stesse sarebbero state comprese gradualmente nel “tempo della fine”, non prima, legga Daniele 12:4, 9-10 nella Bibbia CEI.

I cristiani testimoni di Geova, sulla base della profezia dei sette tempi, ritengono che attualmente siamo in quello che Daniele stesso definisce “tempo della fine” ma non creano alcun allarme alle persone, limitandosi altresì a testimoniare questa propria assoluta convinzione…....certo, i cristiani testimoni di Geova non vogliono, di contro, apparire neppure come i falsi profeti dei tempi di Geremia che dicevano che non sarebbe accaduto nulla (Geremia 14:13)……sappiamo però come andò a finire, come ci informa lo stesso Geremia (Geremia 14:18), mi capisce Lorenzi?

(segue seconda parte……)
[Edited by admintdg2 11/13/2013 3:24 PM]
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"Perciò, siccome abbiamo questo ministero secondo la misericordia che ci è stata mostrata, non veniamo meno; 2 ma abbiamo rinunciato alle cose subdole di cui c’è da vergognarsi, non camminando con astuzia, né adulterando la parola di Dio, ma rendendo la verità manifesta, raccomandandoci ad ogni coscienza umana dinanzi a Dio" (2 Cor. 4:1-2)

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II PARTE:


viceadmintdg1, 10/11/2013 17:07:



Inoltre il proselitismo è l’invadenza ed eccessiva insistenza.
Perché non è cosa buona il proselitismo? Perché il padre celeste ci vuole liberi, anche di errare. Cristo ci ha liberati perché restassimo liberi (Galati 5:1)
San Paolo scrive in 2 cor 4: “1 Perciò, investiti di questo ministero per la misericordia che ci è stata usata, non ci perdiamo d'animo; 2 al contrario, rifiutando le dissimulazioni vergognose, senza comportarci con astuzia né falsificando la parola di Dio, ma annunziando apertamente la verità, ci presentiamo davanti a ogni coscienza, al cospetto di Dio”.




Accidenti, lo sa che 2 Cor. 4:1-2 è la mia firma, che riporto in fondo a ogni mio post? Chiunque può controllare....

Lo sa che noi facciamo proprio quello che ci esorta a fare l’ apostolo Paolo?
Certo, lei può obiettare che noi "falsifichiamo" la parola di Dio, ma noi possiamo controbattere la stessa cosa riguardo a voi e allora come la mettiamo?

viceadmintdg1, 10/11/2013 17:07:



Poi il caro tdG del forum spiega che:

“lo schiavo fedele e discreto ha IL SOLO COMPITO di fornire "cibo a suo tempo", quindi in maniera graduale e questo prevede, gioco forza, che un intendimento vari nel corso del tempo, dell'evolversi delle cose e dell'adempimento delle profezie e non potrebbe essere altrimenti, giacché lo schiavo, come detto, non è stato mai costituito per essere un profeta che riporta infallibili oracoli divini”.

Francamente trovo difficile capire che dare cibo a suo tempo corrisponda a darlo gradualmente, i due concetti non si equivalgono




Perché mai, Lorenzi?
La stessa espressione “a suo tempo” indica una gradualità. Come detto, lo schiavo fedele e discreto non è un profeta ispirato da Dio che riporta infallibili oracoli divini e comunque, come visto con il profeta Daniele che aveva questa facoltà, si possono anche riportare oracoli divini – e lo schivo non lo fa perché non è stato costituito per questo – ma non comprenderne il significato, perché questo privilegio è riservato ad altra epoca, Daniele 12:4, 9-10 docet!

viceadmintdg1, 10/11/2013 17:07:



Poi afferma che non è vero che la Torre di Guardia ammette di aver sbagliato. Non si tratta di contraddizioni ma di affinamento. Infatti scrive:

“Tra l' altro, la Torre di Guardia pone l' accento sul fatto che "lo studio approfondito, la meditazione e la preghiera" hanno evidenziato la necessità di correggere l' intendimento. Non si accenna a fallimenti, sbagli, altalene, un tornare avanti e indietro ma "la necessità di correggere il nostro intendimento".

Chiedo: è una falsità dire che i tdG ammettono di aver fallito più volte nei loro intendimenti? Non si corregge credo un intendimento quando è giusto ma quando è sbagliato.




Guardi, è un ragionamento che non sta letteralmente in piedi!
Innanzitutto, ricordo ancora che lo “schiavo” non è ispirato da Dio come uno scrittore biblico ma è guidato “a suo tempo” dallo spirito di Dio, giacchè è stato costituito per questo: ne consegue che la guida dello spirito non è l'ispirazione dello spirito.

Ne consegue anche che non ci si può certo attendere l'ispirazione da chi non ce l'ha!
Quando si parla dello “schiavo” che è guidato dallo spirito santo, non intendiamo, come specificato, un'ispirazione ma semplicemente che il corpo direttivo si lascia guidare dallo spirito santo nella misura in cui si sottomette alla Parola di Dio, ispirata dallo spirito santo. Ma è evidente che non essendo in nessun modo infallibili, la loro comprensione non è perfetta, da qui la necessità di affinamenti.

Non vi è pertanto alcuna inerranza dello “schiavo” (in tal caso sarebbe un profeta o uno scrittore biblico ispirato, ma come visto non è stato costituito per questo dal Signore Gesù!) , perché lo schiavo è sia fallace che perfettibile, quindi troveremo cambiamenti sia di forma che di sostanza.
Come mai?
Semplice: lo spirito santo di Dio ha guidato i veri discepoli di Cristo al discernimento riguardo alla parousìa - le ricordo ancora di non dimenticare mai in che contesto si trova la parabola dello schiavo fedele e discreto - però tutto questo lo ha fatto "a suo tempo", non perchè sia uno "spirito di confusione o di contraddizione", ma banalmente perchè il ruolo stabilito dal Signore, svolto dalla "schiavo", non deve essere come detto quello di apostolo o profeta, ma quello di "chi" è stato costituito per dare "cibo a suo tempo", ergo intendimento progressivo - il tempo lo stabilisce Dio e non noi - delle Scritture e quindi delle profezie come degli aspetti dottrinali.
Ciò non toglie che lo stesso “schiavo” possa, in preghiera (come umilmente ammette la Torre di Guardia del 15 luglio 2013..) anche riesaminare un passo per comprenderne ulteriormente il senso (si pensi ad esempio alla generazione di Mt. 24:34….), fermo restando che il tempo per conoscere il senso definitivo è stabilito da Dio e non da noi: la luce definitiva si vedrà solo quando ciò che è parziale sarà eliminato (1 Cor. 13:10)……
Come accennato, questo raffinamento nel tempo della fine è scritturale (Daniele 12:9-10) su eventi che si adempiono ora, sinceramente non vedo dove stia il problema, caro Lorenzi!


viceadmintdg1, 10/11/2013 17:07:



Poi il gentile tdG del forum conclude:

“Il suo goffo tentativo di proselitismo presso i testimoni di Geova in ascolto (quanti?) di Radio Maria mi sembra miseramente naufragato”.

A me sembra che invitare i tdG in ascolto a confrontare e interrogarsi non sia proselitismo ma fare quello che dice Paolo: presentarsi davanti ogni coscienza umana al cospetto di Dio.

E inoltre lo invito rileggere ciè che è scritto a p. 32 del libro Potete vivere per sempre su una terra paradisiaca:

"Cosa fareste se vi fosse dimostrato che ciò che credete è sbagliato?... Che dire se qualcuno vi avvertisse dell’errore? Che fareste se, usando la vostra stessa cartina, vi mostrasse che siete sulla strada sbagliata? Per orgoglio o testardaggine, rifiutereste di ammetterlo? Ebbene, se esaminando la vostra Bibbia scoprite che siete su una strada sbagliata in senso religioso, siate disposti a cambiare".




Ovvio, ma questo riguarda tutti, anche voi!
Una cosa è certa: tra noi e voi, uno dei due è in gravissimo errore, quindi chi è in errore deve cambiare, non ci piove...
Quindi caro Lorenzi, basta un clic, venga qui con una semplice iscrizione a spiegarci dove sbagliamo e noi cambieremo, glielo assicuro.
Ovviamente, anche lei dovrà essere disposto a farlo se si accorgerà di essere nell' errore...
Del resto, se lei crede che Dio sia dalla sua parte, penso che non dovrebbe dubitare.
L’ attendo qui, in grande amicizia, Lorenzi!

viceadmintdg1, 10/11/2013 17:07:



Concludo dicendo che abbiamo due idee divergenti: io e altri diciamo che in nuovi intendimenti talora contraddicono i precedenti. I tdg dicono che non cotraddicono ma affinano.

Entrambi dobbiamo leggere con attenzione tali intendimenti confrontarli ed ascotlare la nostra coscienza. Da noi, come dice papa
Francesco, Dio non vuole altro.

Interviene don Fiorino dicendo:

Grazie per il tuo intervento Aldo. Anche se c’è da dire che noi ci
mettiamo la faccia, nome e cognome, mentre i tdG che ci critiano sono anonimi, e questo non è giusto davanti a Dio e alle coscienze delle persone.


Lascio la parola a chi è stato chiamato in causa per la replica...



Guardi, come detto in un forum internettiano, in genere, si usano nickname e non le proprie generalità.
Io verrei molto, molto volentieri con il mio nome e cognome a Radio Maria, ma altrettanto sinceramente le debbo dire che i miei impegni lavorativi, familiari e teocratici non me lo consentono, mi creda.
Altresì, sarebbe molto, molto più facile per lei con un semplice clic, iscriversi e venire qui e a spiegarci dove sbagliamo e dove la nostra coscienza dovrebbe essere turbata, mi creda, è facilissimo iscriversi ad un forum visto che tra l’ altro, ci leggete.

La ringrazio amichevolmente, attendendola fra noi.....
[Edited by Aquila-58 11/12/2013 8:51 PM]
-------------------------
"Perciò, siccome abbiamo questo ministero secondo la misericordia che ci è stata mostrata, non veniamo meno; 2 ma abbiamo rinunciato alle cose subdole di cui c’è da vergognarsi, non camminando con astuzia, né adulterando la parola di Dio, ma rendendo la verità manifesta, raccomandandoci ad ogni coscienza umana dinanzi a Dio" (2 Cor. 4:1-2)

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11/13/2013 3:38 PM
 
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Re:




Interviene don Fiorino dicendo:
Grazie per il tuo intervento Aldo. Anche se c’è da dire che noi ci mettiamo la faccia, nome e cognome, mentre i tdG che ci critiano sono anonimi, e questo non è giusto davanti a Dio e alle coscienze delle persone.



E' vero, noi siamo anonimi, ma solo perché ci troviamo in un Forum internettiano, dove l'anonimato è una regola adottata dalla quasi totalità dei partecipanti, come ben detto da Aquila58.

Ma è pure vero che i 250.000 TdG che in Italia vanno a bussare alle porte, la faccia ce la mettono, eccome.

Se poi, desiderate, veramente e non solo per la forma, avere un contatto "ufficiale", conoscete benissimo dove si trova la nostra sede centrale di Roma, sapete benissimo che esiste un ufficio stampa per tali situazioni e quindi potete contattarli.

A noi, i vostri parrocchiani ci troveranno alle loro porte, e scommetto anche alle vostre.



[Edited by admintdg2 11/15/2013 9:01 AM]
11/17/2013 11:04 PM
 
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L’intervento successivo è di don Paolo Sconocchini, del Gris di Ancona, che riprende il tema della cristologia mostrando le differenze fra cristologia dei TdG e quella cattolica dicendo:


la volta scorsa ho spiegato che i tdG non possono essere considerati cristiani. Sono piuttosto un gruppo giudaico del giudaismo precristiano, perché annullano il NT e non battezzano nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo, cioè in comunione con la Trinità.
Il punto fondamentale è la negazione della divinità di Cristo. Per loro Cristo non è della stessa sostanza del Padre, ma il primo essere creato da Dio, l’arcangelo Michele.
Il concetto fondamentale di tutta la Bibbia è la centralità di Gesù. L’AT è una preparazione al Nuovo ed esso riferisce tutto a Cristo.
Gesù stesso lo afferma:

Gv 5:39: “Voi scrutate le Scritture, pensando di avere in esse la vita eterna: sono proprio esse che danno testimonianza di me”.

Gv 5:45,46: “Non crediate che sarò io ad accusarvi davanti al Padre; vi è già chi vi accusa: Mosè, nel quale riponete la vostra speranza. Se infatti credeste a Mosè, credereste anche a me; perché egli ha scritto di me”.

Lc 24:44-46: “Poi disse: "Sono queste le parole che io vi dissi quando ero ancora con voi: bisogna che si compiano tutte le cose scritte su di me nella legge di Mosè, nei Profeti e nei Salmi". 45Allora aprì loro la mente per comprendere le Scritture 46e disse loro: "Così sta scritto: il Cristo patirà e risorgerà dai morti il terzo giorno”

Tutto ciò è ricapitolato in Romani 10:4: “Ora, il termine della Legge è Cristo, perché la giustizia sia data a chiunque crede”.

Senza Gesù Cristo l’AT è incomprensibile, lo dice chiaramente l’apostolo Paolo in 2 Cor 2:13-16:

Forti di tale speranza, ci comportiamo con molta franchezza 13e non facciamo come Mosè che poneva un velo sul suo volto, perché i figli d'Israele non vedessero la fine di ciò che era solo effimero. 14Ma le loro menti furono indurite; infatti fino ad oggi quel medesimo velo rimane, non rimosso, quando si legge l'Antico Testamento, perché è in Cristo che esso viene eliminato. 15Fino ad oggi, quando si legge Mosè, un velo è steso sul loro cuore; 16 ma quando vi sarà la conversione al Signore, il velo sarà tolto.

Secondo me i tdG non comprendono la Bibbia proprio perché hanno eliminato il centro della Bibbia, Gesù Cristo. Non è che lo neghino totalmente, ma lo oscurano. Per loro è il NT che viene risucchiatno nell’AT e la centralità viene spostata da Cristo a Geova. Di conseguenza per noi cristiani il protagonista della storia della salvezza è Gesù Cristo per loro invece i protagonisti sono Geova e Satana. Loro sono ossessionati da Satana che ha un ruolo di primo piano. Gesù invece ha un ruolo secondario, perché viene minimizzato il suo ruolo.
Anche i tdG all’inizio erano più cristiani, in quanto Cristo aveva un ruolo centrale. Ma col tempo, soprattutto dopo gli anni ’30, con Rutherford, Cristo ha perso sempre più importanza. Ma la definizione più bella del cristiano la da di Cristo stesso che disse in Atti 1:8:

”ma riceverete la forza dallo Spirito Santo che scenderà su di voi, e di me sarete testimoni a Gerusalemme, in tutta la Giudea e la Samaria e fino ai confini della terra".

Quindi i cristiani devono essere testimoni di Cristo, mentre loro preferiscono chiamarsi testimoni di Geova che è un’espressione presa dall’AT in Isaia 43:10. Quindi i cristiani sono testimoni di Cristo mentro loro sono testimoni di Geova.

La stessa Torre di Guardia negli anni ’30 inizialmente aveva come sottotitolo “Annunciante il regno di Cristo” in seguito divenne “Annunciante il regno di Geova”.

Quindi c’è stato uno spostamento. Al centro non c’è più Cristo ma Geova. Cristo diviene uno dei tanti personaggi della Bibbia e conta poco. Infatti se leggete le loro pubblicazioni, loro non usano le espressioni a.C. e d.C ma a.e.v. ed e.v. Noi usando queste espressioni mettiamo al centro della storia Gesù Cristo che fa da spartiacque. Mentre per loro Cristo non è il centro della storia.
Quindi per noi al centro della storia c’è il mistero pasquale, cioè la morte e risurrezione di Cristo, mentre per loro questo conta poco. Per noi la redenzione significa che con la morte e risurrezione Gesù Cristo ci ha liberati dal peccato, ci ha riconciliati con Dio, ci ha dato la capacità di entrare in comunicazione con il Signore, di chiamarlo Padre!

Per loro la morte di Gesù è stata solo un riscatto, un prezzo da pagare per riparare il peccato di Adamo e ricomprare ciò che Adamo ci aveva fatto perdere, il paradiso terrestre. Niente di più. Questa non è altro che la legge del taglione applicata al concetto di redenzione. Così l’AT risucchia il NT e lo annulla.

Di solito loro citano 1 Timoteo 2:6: “Uno solo, infatti, è Dio e uno solo anche il mediatore fra Dio e gli uomini, l'uomo Cristo Gesù, 6che ha dato se stesso in riscatto per tutti”.

Però qui Paolo parlando di riscatto non si riferisce solo ad una norma giuridica, cioè nel senso che Cristo ha ricomprato ciò che Adamo aveva perduto. Il concetto biblico di riscatto, redenzione, specie riferito a Dio, non vuol dire pagare, ma vuol dire liberare dal male, riconciliare con Dio. Nell’AT, Dio stesso è chiamato redentore, non perché paga (Dio a chi paga?!), ma nel senso di recuperare l’uomo peccatore e riconciliarlo con Dio, è un generoso dono di amore.



Lascio la parola a chi desidera replicare...

[Edited by viceadmintdg1 11/19/2013 10:40 AM]
11/19/2013 8:01 PM
 
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Grazie Admin,

viceadmintdg1, 17/11/2013 23:01:

L’intervento successivo è di don Paolo Sconocchini, del Gris di Ancona, che riprende il tema della cristologia mostrando le differenze fra cristologia dei TdG e quella cattolica dicendo:

la volta scorsa ho spiegato che i tdG non possono essere considerati cristiani. Sono piuttosto un gruppo giudaico del giudaismo precristiano, perché annullano il NT




Guardi, annulliamo talmente il N.T. che ubbidiamo al comando di “andare e fare discepoli, insegnando loro” (Mt. 28:19-20), comando scritturale che Gesù ha lasciato ai suoi discepoli e che si trova, come visto, nel I^ Vangelo, quindi nel N.T. che secondo lei noi annulleremmo……… i suoi parrocchiani ubbidiscono a questo comando del Signore Gesù? [SM=g2037509]

viceadmintdg1, 17/11/2013 23:01:


e non battezzano nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo, cioè in comunione con la Trinità.




Guardi, quello che lei dice è falso, giacchè ogni cristiano testimone di Geova è battezzato nel nome del Padre, del Figlio e dello spirito santo.
Quello che le sfugge è il significato del battesimo nel nome del Padre, del Figlio e dello spirito santo: ci si battezza nel nome di Gesù perché nel suo nome avviene il perdono dei peccati, riconoscendo così l’ autorità del Padre e il ruolo e l’ operato dello spirito santo/Paraclito (Luca 24:47 ; Atti 2:38-39 ; 3:15-26; 4:31; 5:31 )
Questo significa battezzarsi nel nome del Padre, del Figlio e dello spirito santo, non è una stanca e ripetitiva formula rituale, magari per battezzare dei neonati, come avviene da voi….

Inoltre, lei sa benissimo che Mt. 28:19 non indica alcuna trinità immanente, giacchè non si fa cenno ad alcuna sostanza divina (che cos’ è la sostanza divina condivisa da tre ipostasi, Lei lo sa spiegare Bibbia alla mano? O deve per caso ricorrere alla metafisica greca?), trasmessa nell’ ambito di una processione divina immanente per via di generazione, riguardo al Figlio e, attraverso il Figlio , per via di amore, allo spirito santo.
Inoltre, secondo il dogma l’ unica distinzione tra le tre Ipostasi dell’ Essere Divino risiede nelle relazioni, ma in Mt. 28:19 non si fa alcun cenno ai rapporto intratrinitari per cui, come vede, mancano perfino le basi minime per poter trasformare la formula di Matteo in una formula “trinitaria”, che è e resta una formula “ternaria”, come ce ne sono molte altre nel N.T…..

viceadmintdg1, 17/11/2013 23:01:



Il punto fondamentale è la negazione della divinità di Cristo. Per loro Cristo non è della stessa sostanza del Padre, ma il primo essere creato da Dio, l’arcangelo Michele.




Ripeto: lei può spiegare, Bibbia alla mano, agli ascoltatori di Radio Maria che cosa diamine sia la sostanza divina trasmessa per via di generazione nell’ ambito di una processione immanente in Dio?
Perché se non spieghiamo questo con la Bibbia, ci accorgiamo che stiamo parlando di filosofia ed è proprio questo il punto: senza l’ intero apparato metafisico greco che portò poi a Nicea e a Calcedonia, con il testo sacro e senza la filosofia dell’immanenza non è possibile formulare alcuna trinità consostanziale e quindi nessuna divinità di Cristo intesa in senso immanente.

Restando invece alla semplicità della Sacra Scrittura e senza andare a cercare “favole” cui perdersi dietro (2 Tim. 4:4), facendo speculazioni metafisiche che il testo sacro non fa e che sono del tutto inessenziali per la nostra salvezza, per noi il Cristo preesistente è l’ “Unigenito Figlio che è nel seno del Padre” (Gv. 1:18) e noi, al pari di Giovanni, non diamo alcuna connotazione immanente a questa affermazione: l’ essere “nel seno del” Padre è un classico semitismo che sta ad indicare che il Cristo preesistente è, nella “gerarchia celeste”, in una posizione unica nel suo genere (monogenes) e inarrivabile per chiunque altro, eccetto il “solo vero Dio”, il Padre, Geova (Gv. 17:3).

Questo per noi è il Cristo preesistente e “Michele” è soltanto un ruolo che il Cristo ricopre (come quello dell’ Emmanuele di Mt. 1:23), per esempio in Apoc. 12:7-9, nella guerra celeste come capo degli angeli, che gli sono tutti sottoposti (1 Pt. 3:22).

Inoltre è falso che noi neghiamo la divinità di Cristo, questa è una barzelletta che può incantare i suoi ascoltatori ma che poi viene regolarmente confutata in un forum serio come questo: per noi il Cristo preesistente è Dio nello stesso senso per cui lo è per l’ autore (ispirato da Dio) della lettera agli Ebrei, che infatti applica il Salmo 45:6 (45:7 CEI) al Cristo preesistente in Ebrei 1:8!

Per noi Cristo è Dio, quindi, nello stesso senso per cui lo è per un autore ispirato di cui sopra, non in senso immanente (per la cui formulazione bisogna ricorrere inevitabilmente all’ intero apparato metafisico greco), ma in un senso che si potrebbe definire funzionale o rappresentativo: Egli è Dio perché lo rappresenta, perché ricopre un Ufficio o Ruolo Divino, perchè agisce in nome e per conto del “solo vero Dio” (Gv. 17:3) e come visto con l’ applicazione del Salmo 45:6 a Cristo in Ebrei 1:8, questo è perfettamente scritturale ( e tranquillamente accettato nel giudaismo…), al contrario della filosofia dell’ immanenza!.

Cristo è Dio sulla base del ruolo ricoperto e non sulla base di una sostanza divina trasmessa nell’ ambito di una processione immanente in Dio che lei non può spiegare in alcun modo col testo sacro: pertanto noi cristiani testimoni di Geova crediamo eccome nella divinità di Cristo e possiamo spiegarla tranquillamente con la Bibbia nel suo senso non ontologico, mentre voi credete che Cristo sia la Seconda Persona di una trinità immanente e non potete spiegarla in alcun modo con in Testo Sacro, ma solo ricorrendo ad un bel trattato di filosofia!

Infine, non essendo in alcun modo dimostrabile, biblicamente, una processione immanente in Dio per via di generazione riguardo al Figlio (mi sa dire dove la Bibbia accenna a processioni riguardo al Figlio? Da nessuna parte! E guardi che questa “mancanza” di alcun cenno al riguardo non è affatto casuale……) e non potendo certo immaginare che Dio “generi” il Figlio Unigenito come un volgare dio pagano, ecco che resta una sola strada biblica percorribile: quella di ricondurre l’ origine del Cristo preesistente non ad una indimostrabile processione immanente, ma ad un atto creativo di Dio.


(segue seconda parte…..)
-------------------------
"Perciò, siccome abbiamo questo ministero secondo la misericordia che ci è stata mostrata, non veniamo meno; 2 ma abbiamo rinunciato alle cose subdole di cui c’è da vergognarsi, non camminando con astuzia, né adulterando la parola di Dio, ma rendendo la verità manifesta, raccomandandoci ad ogni coscienza umana dinanzi a Dio" (2 Cor. 4:1-2)

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11/19/2013 8:13 PM
 
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II PARTE:

viceadmintdg1, 17/11/2013 23:01:



Il concetto fondamentale di tutta la Bibbia è la centralità di Gesù. L’AT è una preparazione al Nuovo ed esso riferisce tutto a Cristo.




Direi di no, piuttosto l’ A.T. prepara, con la miriade di profezie messianiche contenute, adempiute poi in sede neotestamentaria, al ruolo fondamentale del Cristo in tutto il proposito di Dio per la redenzione del genere umano: la condicio sine qua non per comprendere l’ intera Bibbia, pena falsarne tutto il significato, è avere la consapevolezza che immediatamente dopo il peccato originale, Dio ha stabilito il seme del riscatto o redenzione del genere umano dalla condizione di futilità o caducità in cui lo stesso fu sottoposto e da cui ha origine la morte, il male (Gen. 3:15 ; Rom. 8:20-21).
Quel seme che, attraverso il patriarca Abraamo, sarebbe arrivato sino al Cristo (Gal. 3:16), ma il concetto fondamentale è esplicitato dallo stesso Cristo: “Dio ha tanto amato il mondo da mandare il suo Unigenito Figlio” per la salvezza e questo è l’ atto di amore di Dio nei confronti del genere umano, già preordinato in Eden (Gv. 3:16-18 , 1 Gv. 4:9-10 , 1 Pt. 1:19-20).

Non è certo un caso che Cristo abbia detto che la vita eterna consiste nel conoscere il “solo vero Dio”, il Padre e Colui che il Padre ha mandato per la Salvezza (Gv. 17:3).

Alla luca di tutto questo, il N.T. è l’ adempimento delle stesse promesse anticotestamentarie, per cui il N.T. è cristocentrico non foss’ altro perché il mysterion di Dio, rivelato, è quello di radunare il Lui tutte le cose, per la riconciliazione del mondo stesso con Dio (Efes. 1:9-10 ; Col. 1:19-20).

Lei sa spiegarmi dov’ è l’ errore?

viceadmintdg1, 17/11/2013 23:01:



Gesù stesso lo afferma:

Gv 5:39:

Gv 5:45,46:
Lc 24:44-46:
Tutto ciò è ricapitolato in Romani 10:4:
Senza Gesù Cristo l’AT è incomprensibile, lo dice chiaramente l’apostolo Paolo in 2 Cor 3:13-16:




La Legge era il tutore, il pedagogo che doveva condurre al Cristo e, una volta giunto il pedagogo, la Legge è stata definitivamente adempiuta nel suo scopo e nella sua funzione (Gal. 3:19-25).
Ma chi è il vero giudeo? Quello che è circonciso nel cuore e non nella carne, questo è il vero giudeo, legga Romani 2:28-29. Questo ci aiuta a capire meglio il passo di 2 Cor. 3:13-16!

La conversione, di cuore, deve essere fatta a Geova per togliere il velo (2 Cor. 3:16), perché è la legge di Geova che deve essere scritta nei cuori e ciò vale per tutti, gentili e giudei (Geremia 31:31-34 ; Atti 26:20 ; 20:21) e infatti Paolo ne fa cenno, in 2 Cor. 3:3: i giudei carnali che non erano veramente convertiti a Geova giacchè, se lo fossero stati, non ci sarebbe stato bisogno del nuovo patto profetizzato da Geremia: e non significa nulla che essi fossero il popolo eletto del primo patto, perché la loro disubbidienza non permise loro di entrare nel luogo di riposo di Dio, un riposo che invece resta per il popolo di Dio, il vero Israele (Rom. 9:6-8 ; Galati 6:15-16 ; Ebrei 4:8-11).

In sostanza, il nuovo patto elimina il vecchio, allo scopo di poter scrivere la legge di Dio nel cuore, come profetizzato da Geremia. Tutto il contesto di 2 Corinti 3 parla della “legge posta nel cuore” e della superiorità del nuovo patto.

In tutto il capitolo 3 di 2 Corinti si parla della “conversione del cuore a Geova”, che scrive la sua legge su coloro il cui cuore non è più “velato”, e lo fa per mezzo di un nuovo patto scritto con il suo spirito (2 Corinti 3:2-3), non con un codice scritto, patto stipulato mediante “il mediatore del nuovo patto” (e “in virtù del suo sangue”), Gesù Cristo. Quindi è la “conversione del cuore a Geova” che ci riguarda tutti, ebrei compresi.
Tramite il nuovo patto stipulato in virtù del sangue di Gesù, Geova può scrivere (se esercitiamo, da parte nostra, fede nel Figlio che lui ha mandato per salvare il mondo – Giovanni 3:16 – Giuda 25) la sua legge in ogni cuore “non più velato”, ma a lui realmente convertito. Non per mezzo di un codice scritto, ma per mezzo del suo spirito.

viceadmintdg1, 17/11/2013 23:01:



Secondo me i tdG non comprendono la Bibbia proprio perché hanno eliminato il centro della Bibbia, Gesù Cristo. Non è che lo neghino totalmente, ma lo oscurano. Per loro è il NT che viene risucchiatno nell’AT e la centralità viene spostata da Cristo a Geova. Di conseguenza per noi cristiani il protagonista della storia della salvezza è Gesù Cristo per loro invece i protagonisti sono Geova e Satana.




Ma che discorso è?
Per noi Cristo ha un ruolo fondamentale nell’ adempimento del proposito di Dio, come Egli stesso disse in Gv. 3:16 e come si evince da Efes. 1:9-10 e guardi che si parla del mysterion di Dio!
Per noi Cristo ha un ruolo assolutamente centrale nel proposito di Dio e per questo è per mezzo di Lui che Dio ci giustifica (Romani 5:1-2) e ci riconcilia con Lui (Romani 5:8-11 , Col. 1:19-20), ma tutto questo avviene in adempimento della prima profezia biblica di Gen. 3:15, che trova la sua piena applicazione proprio per mezzo di Cristo nel N.T., anche per ciò che concerne Satana, si veda Apoc. 12:7-9 ; 20:1-3, 7-10.

Come si può vedere, in adempimento di quella prima profezia, è Dio che stabilisce il Regno intronizzando il suo Cristo, fino a che Cristo stesso non passi il Regno a Dio e Padre e Dio sia “tutto in tutti”, come da proposito originale (Apoc. 11:15 ; 12:10 ; 1 Cor. 15:24-28)


viceadmintdg1, 17/11/2013 23:01:



Loro sono ossessionati da Satana che ha un ruolo di primo piano. Gesù invece ha un ruolo secondario, perché viene minimizzato il suo ruolo.




Ma stiamo scherzando?
Satana è il “principe del mondo”, parola di Gesù (Gv. 14:30 CEI), ma perché contro Cristo non può nulla? Perché Cristo è un' unione ipostatica (sa spiegare, con la Bibbia, che cos’ è un' unione ipostatica riguardo a Cristo, ai suoi ascoltatori? [SM=g2037509] ) o perché Egli, come Ultimo Adamo, solo e soltanto uomo nella sua vita terrena, è riuscito a restare integro fino alla fine morte resistendo a colui che, secondo la Bibbia, ha tutto il mondo in suo potere (1 Gv. 5:19)?


viceadmintdg1, 17/11/2013 23:01:



Anche i tdG all’inizio erano più cristiani, in quanto Cristo aveva un ruolo centrale.





Lei si sbaglia, lo ha tutt’ ora, qualunque pubblicazione dei cristiani testimoni di Geova mette in risalto il ruolo assolutamente centrale di Cristo nel proposito di Dio!
Gliene propongo due, giusto per fare degli esempi:

PERSPICACIA NELLO STUDIO DELLE SCRITTURE, sotto la voce “GESU’ CRISTO”:

"Il suo ruolo vitale nel proposito di Dio.

Geova Dio ritenne bene fare del suo Figlio primogenito il personaggio centrale o la figura chiave nell’attuazione di tutti i Suoi propositi (Gv 1:14-18; Col 1:18-20; 2:8, 9), il punto focale in cui far convergere la luce di tutte le profezie e da cui far irradiare quella luce (1Pt 1:10-12; Ri 19:10; Gv 1:3-9), la soluzione di tutti i problemi suscitati dalla ribellione di Satana (Eb 2:5-9, 14, 15; 1Gv 3:8), e il fondamento su cui si sarebbero basate tutte le Sue future disposizioni per il bene eterno della Sua famiglia universale in cielo e sulla terra. (Ef 1:8-10; 2:20; 1Pt 2:4-8) Per l’importantissimo ruolo che ha nel proposito di Dio, Gesù poté giustamente e senza esagerazione dire: “Io sono la via e la verità e la vita. Nessuno viene al Padre se non per mezzo di me”. — Gv 14:6.


TRAETE BENEFICIO DALLA SCUOLA DI MINISTERO TEOCRATICO, pag. 276

Il ruolo essenziale di Gesù nel proposito di Dio.

Dobbiamo aiutare le persone a capire che siccome Gesù è “la via” e ‘nessuno viene al Padre se non per mezzo di lui’, è impossibile stringere una buona relazione con Dio senza riporre fede in Gesù. (Giov. 14:6) A meno che uno non comprenda il ruolo vitale che Geova ha affidato al suo Figlio primogenito, non può capire la Bibbia. Perché? Perché Geova ha fatto di suo Figlio il personaggio chiave per l’adempimento di tutti i Suoi propositi. (Col. 1:17-20) Le profezie bibliche si imperniano su questo fatto. (Riv. 19:10) Gesù Cristo è colui mediante il quale si porrà rimedio a tutti i guai causati dalla ribellione di Satana e dal peccato di Adamo. — Ebr. 2:5-9, 14, 15.
”-

Come tutti possono vedere, quel che lei dice non ha alcun fondamento!

(segue terza parte….)
-------------------------
"Perciò, siccome abbiamo questo ministero secondo la misericordia che ci è stata mostrata, non veniamo meno; 2 ma abbiamo rinunciato alle cose subdole di cui c’è da vergognarsi, non camminando con astuzia, né adulterando la parola di Dio, ma rendendo la verità manifesta, raccomandandoci ad ogni coscienza umana dinanzi a Dio" (2 Cor. 4:1-2)

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III PARTE:



viceadmintdg1, 17/11/2013 23:01:



Ma col tempo, soprattutto dopo gli anni ’30, con Rutherford, Cristo ha perso sempre più importanza. Ma la definizione più bella del cristiano la da di Cristo stesso che disse in Atti 1:8:

”ma riceverete la forza dallo Spirito Santo che scenderà su di voi, e di me sarete testimoni a Gerusalemme, in tutta la Giudea e la Samaria e fino ai confini della terra".

Quindi i cristiani devono essere testimoni di Cristo, mentre loro preferiscono chiamarsi testimoni di Geova che è un’espressione presa dall’AT in Isaia 43:10. Quindi i cristiani sono testimoni di Cristo mentro loro sono testimoni di Geova.




Ma che sta dicendo Sconocchini?
Atti 1:8 va prima di tutto ricollegata a Luca 24:46-48 e ad Atti 1:22: gli apostoli erano testimoni oculari della risurrezione di Cristo e comunque dovevano rendere testimonianza circa la morte, la risurrezione e il perdono dei peccati sulla base del sacrificio di Cristo e questo è esattamente ciò che i cristiani testimoni di Geova fanno, ogni giorno!

Inoltre, la nostra opera è strettamente connessa alla predicazione del regno prima che sopraggiunga la fine (Mt. 24:14).

Dopo questo preambolo, per comprendere perchè il testimone di Geova è tale bisogna fare un' analisi attenta di chi è il testimone di Geova,condicio sine qua non per comprendere…..
Il testimone di Geova è essenzialmente un predicatore o proclamatore del Regno di Dio, opera che svolge prima che sopraggiunga la fine, come predetto da Gesù stesso (Mt. 24:14).
Ovviamente, il cristiano testimone di Geova ubbidisce al comando scritturale di Mt. 28:19-20 ma l' opera essenziale è quella di proclamare il Regno e in questo i cristiani testimoni di Geova continuano l' opera iniziata da Gesù (Luca 4:43) e continuata dagli apostoli (Atti 28:23,31).
Gesù disse: "Anche ad altre città devo predicare la buona notizia del Regno di Dio, perchè per questo sono stato mandato" (Luca 4:43).
Gesù definì il Padre il "solo vero Dio" e disse di essere stato mandato da Lui (Gv. 17:3), di essere venuto nel suo nome (Gv. 5:43), di non parlare da se stesso ma di dire ciò che il Padre gli aveva comandato (Gv. 12:49-50).
Pertanto Gesù era un perfetto testimone del solo vero Dio, il Padre, Geova e noi, a Sua imitazione, siamo ugualmente testimoni del "solo vero Dio", Geova.
Di più, Gesù dimostrò di essere un testimone fedele del suo Dio (Apoc. 3:12) in quanto ricevette da Dio, dal suo e nostro Dio, una Rivelazione e la diede fedelmente all' apostolo Giovanni e quindi a tutti noi... (Apoc. 1:1).
Ma essere testimoni di Geova significa parimenti essere testimoni di Gesù (ecco perchè siamo cristiani testimoni di Geova), perchè Dio ha mandato il Suo Figlio Unigenito per la salvezza del mondo (Gv. 3:16-17) e noi dobbiamo testimoniare questa salvezza:

"Così è scritto che il Cristo avrebbe sofferto e che sarebbe sorto dai morti il terzo giorno e in base al suo nome il pentimento per il perdono dei peccati sarebbe stato predicato in tutte le nazioni: cominciando da Gerusalemme sarete testimoni di queste cose" (Luca 24:46-48).

E infatti tutto questo, in sintesi la salvezza, gli apostoli erano chiamati a testimoniare: la risurrezione di Cristo (Atti 1:22) e la salvezza operata da Dio nel suo nome e per mezzo suo (Atti 2:32-36 ; Atti 4:12).

E noi, testimoni di Geova siamo parimenti chiamati a testimoniare tutto ciò, per la salvezza attuata attraverso il Regno di Dio e del suo Cristo (Apoc. 11:15 ; 12:10).

Quindi, quello che lei dice è falso!

viceadmintdg1, 17/11/2013 23:01:



La stessa Torre di Guardia negli anni ’30 inizialmente aveva come sottotitolo “Annunciante il regno di Cristo” in seguito divenne “Annunciante il regno di Geova”.

Quindi c’è stato uno spostamento. Al centro non c’è più Cristo ma Geova. Cristo diviene uno dei tanti personaggi della Bibbia e conta poco. Infatti se leggete le loro pubblicazioni, loro non usano le espressioni a.C. e d.C ma a.e.v. ed e.v. Noi usando queste espressioni mettiamo al centro della storia Gesù Cristo che fa da spartiacque. Mentre per loro Cristo non è il centro della storia.




Guardi che anche per noi Cristo è lo spartiacque della storia umana, come Paolo spiega molto bene (Galati 4:4), ma come vede è stato Dio che, avendo tanto amato il mondo, ha provveduto al tempo stabilito la salvezza per mezzo di suo Figlio (Gv. 3:16 ; 1 Gv. 4:9-10) .

Per ciò che concerne l’ E.V. e l’ A,.E.V., lascio la parola alla Svegliatevi del Marzo 2009. Giudichi lei:

Anche se nei paesi dove la maggioranza si professa cristiana si usano le abbreviazioni d.C. (dopo Cristo) e a.C. (avanti Cristo), abbiamo scelto di usare le abbreviazioni E.V. (era volgare) e a.E.V. (avanti l’era volgare). Perché? Primo, ci sono elementi validi per collocare la nascita di Gesù nell’anno 2 a.E.V. Secondo, le pubblicazioni edite dai testimoni di Geova sono diffuse in lingue parlate da molti non cristiani. Terzo, il titolo “Cristo” significa “Unto”. Gesù diventò il Messia, o Cristo, quando fu unto con lo spirito di Dio al suo battesimo nel 29 E.V. (Matteo 3:13-17) Pertanto, quando nacque, Gesù non era ancora Cristo; lo diventò l’anno del suo battesimo. È degno di nota che l’uso delle abbreviazioni E.V. e a.E.V. sta diventando sempre più comune, e queste compaiono in molti dizionari moderni e opere specialistiche. Le confermiamo che i testimoni di Geova considerano Gesù e il suo sacrificio indispensabili alla realizzazione dei propositi di Dio e alla salvezza dell’uomo”…..

viceadmintdg1, 17/11/2013 23:01:


Quindi per noi al centro della storia c’è il mistero pasquale, cioè la morte e risurrezione di Cristo, mentre per loro questo conta poco. Per noi la redenzione significa che con la morte e risurrezione Gesù Cristo ci ha liberati dal peccato, ci ha riconciliati con Dio, ci ha dato la capacità di entrare in comunicazione con il Signore, di chiamarlo Padre!




Questo lo è anche per noi, caro Sconocchini, con la differenza che per noi la morte e la risurrezione di Cristo e la redenzione del genere umano non sono un “mistero”, giacchè il mysterion di Dio è stato rivelato e non riusciamo a capire perché debba continuare ad esserlo, vedasi Efes. 1:9-10 ; Col. 1:26-27.

viceadmintdg1, 17/11/2013 23:01:



Per loro la morte di Gesù è stata solo un riscatto, un prezzo da pagare per riparare il peccato di Adamo e ricomprare ciò che Adamo ci aveva fatto perdere, il paradiso terrestre. Niente di più. Questa non è altro che la legge del taglione applicata al concetto di redenzione. Così l’AT risucchia il NT e lo annulla.

Di solito loro citano 1 Timoteo 2:6: “Uno solo, infatti, è Dio e uno solo anche il mediatore fra Dio e gli uomini, l'uomo Cristo Gesù, 6che ha dato se stesso in riscatto per tutti”.

Però qui Paolo parlando di riscatto non si riferisce solo ad una norma giuridica, cioè nel senso che Cristo ha ricomprato ciò che Adamo aveva perduto. Il concetto biblico di riscatto, redenzione, specie riferito a Dio, non vuol dire pagare, ma vuol dire liberare dal male, riconciliare con Dio. Nell’AT, Dio stesso è chiamato redentore, non perché paga (Dio a chi paga?!), ma nel senso di recuperare l’uomo peccatore e riconciliarlo con Dio, è un generoso dono di amore.

Lascio la parola a chi desidera replicare...




In 1 Tim. 2:6 troviamo il sostantivo antilytron, che significa “(prezzo del) riscatto), per non parlare del sostantivo lytron, che troviamo in Mt. 20:28, significa “riscatto, prezzo di riscatto”.

Guardi che non le ho citato la Torre di Guardia, ma l’ autorevole Dizionario esegetico del Nuovo Testamento di Balz e Schneider, vol. I pag. 292 e Vol. II, pag. 224!

Anche riguardo al sostantivo apolytrosis (“redenzione, liberazione” secondo il Dizionario Esegetico del Nuovo Testamento, vol. I, pag. 366), usato nel passo di Romani 3:24, la cattolica Bibbia di Gerusalemme, in nota, afferma:
il prezzo di questo riscatto e di questo acquisto è stato il sangue di Cristo”!

Guardi che la legge del taglione non c’ entra nulla, caro Sconocchini….

Ciò che conta è il principio divino “vita per vita” che non viene meno e a cui Dio si è sempre attenuto. Lo ha fatto anche in altre circostanze e pur senza alcuna “legge del taglione”, legga Numeri 3:39-51, laddove al posto di tutti i primogeniti d' Israele, per il servizio del tempio, Geova prese in cambio i leviti. Però il prezzo pagato doveva essere equivalente: i leviti coprivano i primogeniti e dovevano essere in numero uguale, equivalente. Fu pagato, per ordine di Geova, del denaro per il riscatto di quelli che eccedevano. Il cambio tra i leviti e i primogeniti doveva quindi avvenire in maniera equivalente.

Ancora in sede neotestamentaria, Dio si attiene al principio “vita per vita”, giacchè in Apoc. 21:8 viene specificato che gli “omicidi” (CEI) pagano con la perdita eterna della loro vita, la seconda morte, “la morte eterna”, secondo la nota della cattolica Bibbia di Gerusalemme.

Il principio divino dell' equivalenza è perfettamente applicato anche nel caso del riscatto di Cristo. La dimostrazione è data dall' apostolo Paolo:


Da Adamo la morte, da Cristo la vita:
Come dunque per la caduta di un uomo solo si è riversata su tutti gli uomini la condanna, così anche per l' opera giusta di uno solo si riversa su tutti gli uomini la giustificazione che da vita. Infatti, come per la disobbedienza di un solo uomo tutti sono stati costituiti peccatori, così anche per l' obbedienza di uno solo tutti saranno costituiti giusti” (Romani 5:18-19 CEI)

Come in Adamo tutti muoiono, così in Cristo tutti tutti riceveranno la vita” (1 Cor. 15:22 CEI).
Riscatto perfettamente equivalente quindi: ciò che abbiamo perduto a causa del “primo” Adamo, figura di colui che doveva venire (Romani 5:14) e del suo fallo, lo abbiamo nuovamente a motivo del sacrificio di riscatto dell' Ultimo Adamo!

Guardi che non è certo un caso che Cristo venga definito da Paolo “l' Ultimo Adamo”, perchè questo vuol indicare ancor più che il riscatto di Cristo (Mt. 20:28), sulla base del principio divino, che a sua volta ispirò la “legge del taglione” ma che venne deciso ben prima, esattamente in Genesi 3:15, è perfettamente equivalente: dal primo Adamo, datore di...morte, venne la morte, dall' Ultimo Adamo, spirito datore di vita, venne la vita.

Perfetta equivalenza o corrispondenza, quindi, ed è ridicola l' obiezione, che in genere fate, che il riscatto non è equivalente perchè la grazia di Dio è sovrabbondante rispetto alla caduta e alle sue conseguenze (Romani 5:15-17), perchè questo è un preciso attributo divino (Esodo 20:5-6) che non toglie affatto l' equivalenza del riscatto: da Adamo e dal fallo la morte, dall' Ultimo Adamo e dal suo sacrificio di riscatto la vita!

La ringrazio.
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"Perciò, siccome abbiamo questo ministero secondo la misericordia che ci è stata mostrata, non veniamo meno; 2 ma abbiamo rinunciato alle cose subdole di cui c’è da vergognarsi, non camminando con astuzia, né adulterando la parola di Dio, ma rendendo la verità manifesta, raccomandandoci ad ogni coscienza umana dinanzi a Dio" (2 Cor. 4:1-2)

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11/22/2013 7:08 PM
 
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L’ultimo intervento è di don Battista Cadei, del GRIS di Bergamo, che parla dell'importanza del nome di Gesù dicendo:


i tdG danno molta importanza al nome Geova ma ignorano l’importanza del nome di Gesù. Il NT da molta importanza al nome di Gesù, mentre i tdG praticamente lo ignorano.
Cito alcuni passi che mostrano l’importanza del nome di Gesù:

Mt 10:22: Sarete odiati da tutti a causa del mio nome. Ma chi avrà perseverato fino alla fine sarà salvato.

Mt 18:20: Perché dove sono due o tre riuniti nel mio nome, lì sono io in mezzo a loro".

Apocalisse 2:3: Sei perseverante e hai molto sopportato per il mio nome, senza stancarti.

Atti 2:38: E Pietro disse loro: "Convertitevi e ciascuno di voi si faccia battezzare nel nome di Gesù Cristo, per il perdono dei vostri peccati, e riceverete il dono dello Spirito Santo.

Atti 3:6: Pietro gli disse: "Non possiedo né argento né oro, ma quello che ho te lo do: nel nome di Gesù Cristo, il Nazareno, àlzati e cammina!"

Atti 4:12: In nessun altro c'è salvezza; non vi è infatti, sotto il cielo, altro nome dato agli uomini, nel quale è stabilito che noi siamo salvati".

Filippesi 2:9: Per questo Dio lo esaltò e gli donò il nome che è al di sopra di ogni nome, 10perché nel nome di Gesù ogni ginocchio si pieghi nei cieli, sulla terra e sotto terra, 11e ogni lingua proclami: "Gesù Cristo è Signore!", a gloria di Dio Padre.

Tutti questi testi evidenziano l’importanza del nome di Gesù. Quindi non si può dire come fanno i tdG di insegnare solo ciò che dice la Bibbia e poi ignorare l’importanza del nome di Gesù, l’unico nome mediante il quale possiamo essere salvati!

I tdG oltre ad ignorare questi passi, nel senso che non ne danno molta enfasi, a volte ne danno anche traduzioni erroene. I tdG accusano i cattolici di aver sostituito nell’AT il Tetragramma con Signore. Ma noi abbiamo mostrato che siamo autorizzati a farlo perché così hanno fatto tutti gli autori del NT, infatti neppure una volta nel NT viene usato il nome di Dio, anche quando viene citato l'AT!

Al contrario sono i tdG a fare traduzioni infedeli perché introducono abusivamente nel NT il nome Geova 237 volte. Quando esso cita l’AT la traduzione è arbitraria ma accettabile ma in altri casi essi mettono Geova in maniera inopportuna creando così confusione. Un caso è quello di 2 Corinti 3:12-16:

"Forti di tale speranza, ci comportiamo con molta franchezza 13e non facciamo come Mosè che poneva un velo sul suo volto, perché i figli d'Israele non vedessero la fine di ciò che era solo effimero. 14Ma le loro menti furono indurite; infatti fino ad oggi quel medesimo velo rimane, non rimosso, quando si legge l'Antico Testamento, perché è in Cristo che esso viene eliminato. 15Fino ad oggi, quando si legge Mosè, un velo è steso sul loro cuore; 16 ma quando vi sarà la conversione al Signore, il velo sarà tolto".

Nella TNM il versetto 16 è erroneamente tradotto:

“Ma quando c’è una conversione a Geova, il velo è tolto”
Qui c’è un erorre vero e proprio, perché i giudei credono in Yahweh quindi non è richiesta una conversione a Yahweh ma è richiesta la loro conversione a Gesù. Quindi qui mettendo Geova i traduttori dimostrano di non aver capito l’argomentazione di Paolo. Una cosa simile avviene anche in Atti 2:21:

“E chiunque invocherà il nome di Geova sarà salvato”

Nel testo dell’AT citato è presente il Tetragramma, ma è evidente dal contesto che si intende il Signore Gesù, e quindi anche qui usare il nome Geova vuol dire non capire il senso della Scrittura.

Infine, i tdG dicono che Gesù non deve essere invocato, pregato.
Ma le seguenti scritture dicono il contrario, ossia che i cristiani invocavano Gesù:

Atti 9:14: "Inoltre, qui egli ha l'autorizzazione dei capi dei sacerdoti di arrestare tutti quelli che invocano il tuo nome".

1 Corinti 1:1-3: "Paolo, chiamato a essere apostolo di Cristo Gesù per volontà di Dio, e il fratello Sòstene, 2alla Chiesa di Dio che è a Corinto, a coloro che sono stati santificati in Cristo Gesù, santi per chiamata, insieme a tutti quelli che in ogni luogo invocano il nome del Signore nostro Gesù Cristo, Signore nostro e loro: grazia a voi e pace da Dio Padre nostro e dal Signore Gesù Cristo!"

Concludendo, il nome dell’unico Salvatore è Gesù, quindi non capiamo perché non se ne parla mai, almeno io non ho trovato riferimenti espliciti, negli scritti dei tdG, che noi amiamo come carissimi fratelli!



Spazio alla replica
[Edited by viceadmintdg1 11/22/2013 7:12 PM]
11/23/2013 2:13 PM
 
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Grazie Admin,

viceadmintdg1, 22/11/2013 14:51:

L’ultimo intervento è di don Battista Cadei, del GRIS di Bergamo, che dice:

i tdG danno molta importanza al nome Geova ma ignorano l’importanza del nome di Gesù. Il NT da molta importanza al nome di Gesù, mentre i tdG praticamente lo ignorano.
Cito alcuni passi che mostrano l’importanza del nome di Gesù:

Mt 10:22: Mt 18:20: Apocalisse 2:3: Atti 2:38: Atti 3:6: Atti 4:12: Filippesi 2:9:
Tutti questi testi evidenziano l’importanza del nome di Gesù. Quindi non si può dire come fanno i tdG di insegnare solo ciò che dice la Bibbia e poi ignorare l’importanza del nome di Gesù, l’unico nome mediante il quale possiamo essere salvati!

I tdG oltre ad ignorare questi passi, nel senso che non ne danno molta enfasi, a volte ne danno anche traduzioni erronee.




Mi scusi, ma cosa le fa pensare che noi “ignoriamo questi passi, nel senso che non ne diamo enfasi" (alle traduzioni erronee verrò dopo….)?

Nessun cristiano testimone di Geova si sogna, neppure una volta, di mancare di citare ad esempio il passo di Atti 4:12, laddove viene detto “in nessun altro c’ è salvezza; non vi è infatti sotto il cielo altro nome dato agli uomini, nel quale è stabilito che siamo salvati” (CEI).

Ha notato che viene detto “dato”? Dato da chi?

Allora, banalmente, i cristiani testimoni di Geova non solo non ignorano affatto i passi da lei citati, ma si premurano di ricordare “chi” ha dato quell’ Uomo per mezzo del quale dobbiamo essere salvati e quindi leggono quanto segue:

Dio infatti ha tanto amato il mondo da dare il Figlio Unigenito, perché chiunque crede in lui non vada perduto, ma abbia vita eterna. Dio infatti, non ha mandato il Figlio nel mondo per condannare il mondo, ma perché il mondo sia salvato per mezzo di lui” (Gv. 3:16-17 CEI)

In questo si è manifestato l’ amore di Dio in noi: Dio ha mandato nel mondo il suo Figlio unigenito, perché noi avessimo la vita per mezzo di lui” (1 Gv. 4:9 CEI).

E non dimenticano mai neppure di leggere quanto segue:

Questa è la vita eterna, che conoscano te, L’ UNICO VERO DIO, e colui che hai mandato, Gesù Cristo” (Gv. 17:3 CEI).

Come vede, i cristiani testimoni di Geova non solo danno grande enfasi ai passi che lei ha citati, ma danno altrettanta enfasi a Colui, Geova Dio, che è l’ Autore di tutto il disegno di salvezza per mezzo di Suo Figlio Unigenito.

Il problema è semmai il vostro: siccome per voi, Dio è una trinità immanente, ecco che per voi è il solo vero Dio, YHWH, il Padre (Gv.17:3 ; Gv. 5:43-45), a non avere alcuna importanza né alcun significato!

viceadmintdg1, 22/11/2013 14:51:


I tdG accusano i cattolici di aver sostituito nell’AT il Tetragramma con Signore. Ma noi abbiamo mostrato che siamo autorizzati a farlo perché così hanno fatto tutti gli autori del NT, infatti neppure una volta nel NT viene usato il nome di Dio, anche quando viene citato l'AT!




Ma questo è sbagliato e lo abbiamo già spiegato in precedenti post.
Dire che il Nome Divino nel N.T., nei manoscritti che ci sono pervenuti, non ci sia non è esatto.

Il Nome c’ è, ben quattro volte in Apoc. 19:1,3, 4, 6.
Vediamo ad esempio il testo greco di Apoc. 19:1 per la parte che ci interessa:
Hallelouia;
he soteria kai he doxa kai he dunamis tou theou hemon
”.

Come traduce la CEI?

Alleluia! Salvezza, gloria e potenza sono del nostro Dio”.

Se un mio studente biblico dovesse chiedermi: “che cosa significa Hallelouia", che cosa dovrei rispondergli, caro Cadei?
Lodate il Signore”?
Non potrei rispondergli così, giacchè il greco mantiene la forma contratta del Nome Divino, iah. Infatti Hallelouia, letteralmente, significa “lodate Iah”!

E se mi facesse la solita obiezione?
"Per gli ebrei Iah, la forma contratta, non equivale al Nome Divino"....
Gli risponderei che potrebbe essere così per certa tradizione giudaica, ma non è così per la Sacra Scrittura, giacchè il salmista ispirato da Dio scrisse quanto segue:

Cantate a Dio, inneggiate al nome suo, celebrate il cavalcante nel deserto, con Iah, il suo nome ed esultate in presenza sua “ Salmo 68:4 interlineare ebraico italiano A. Vianello” [Salmo 68:5 CEI].
La stessa CEI qui rende “Iah” con “Signore (Iah nel testo ebraico) è il suo Nome”.

Quindi per il salmista ispirato da Dio anche la forma contratta Iah è equivalente al Nome di Dio…

Chiunque può controllare in questo sito che qui vi è la forma contratta del Nome ……

www.scripture4all.org/OnlineInterlinear/Hebrew_Index.htm

Inoltre, che esistesse una cosiddetta prassi apostolica in tal senso non possiamo dirlo con certezza, visto che non abbiamo i manoscritti originali del N.T. e visti i testimoni che confermano la presenza del tetragramma ai tempi di Gesù nella LXX.
Nè regge l' obiezione che, in tal caso, dovremmo non tenere conto dell' intero N.T., giacchè possiamo anche supporre (e tantissimi indizi portano in quella direzione...) che il tetragramma possa essere stato sostituito con kyrios dai copisti cristiano-gentili per cui quel Nome non significava pressocchè nulla, mentre non possiamo certo supporre che i copisti medesimi abbiano sostituito l' intero N.T.!

E comunque ciò non costituirebbe una prassi.
Perché?
Cosa dice Paolo in 1 Cor. 9:19-23?
Di fare tutto per amore della buona notizia o vangelo e di essere “giudeo per i giudei, per guadagnare i giudei” (1 Cor. 9:20). Paolo non fece la stessa cosa quando arrivò nel tempio purificandosi cerimonialmente (Atti 21:26), pur dichiarando egli stesso di non essere sotto la Legge? (1 Cor. 9:20)?

Sicuramente gli apostoli avranno rispettato questa massima paolina giacchè non solo predicavano in Palestina, ma ovunque andavano (specie Paolo, Barnaba, Sila, Timoteo, ecc.) c’ erano i giudei della diaspora: probabile quindi che rispettassero tale tradizione giudaica: è bene ricordare che il cristianesimo era appena alle origini....

Ma ciò non costituisce una prassi apostolica per le ragioni sopra evidenziate: inoltre, oggi l’ opera che noi cristiani testimoni di Geova svolgiamo è quella della testimonianza del Regno di Dio prima che sopraggiunga la fine (Mt. 24:14), in un' epoca in cui il giudaismo è ormai netta minoranza, con le sue tradizioni consolidate, quindi perché ancor oggi dovremmo rispettare una tradizione a-scritturale giudaica?

O non dovremmo, altresì, far conoscere il Nome e il suo senso pieno come fece Gesù (il cui nome significa “YHWH è salvezza”) con gli apostoli?
Che cosa dovrei fare con un mio studente biblico, se mi chiedesse che cosa significa in ebraico, il nome Gesù?
"Il Signore è salvezza" quando la stessa cattolicissima Bibbia di Gerusalemme, nella nota a Mt. 1:21, dice che "Yehosua vuol dire: YHWH salva"?

E’ esattamente ciò che facciamo noi cristiani testimoni di Geova….

(segue seconda parte….)
[Edited by admintdg2 11/23/2013 2:55 PM]
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"Perciò, siccome abbiamo questo ministero secondo la misericordia che ci è stata mostrata, non veniamo meno; 2 ma abbiamo rinunciato alle cose subdole di cui c’è da vergognarsi, non camminando con astuzia, né adulterando la parola di Dio, ma rendendo la verità manifesta, raccomandandoci ad ogni coscienza umana dinanzi a Dio" (2 Cor. 4:1-2)

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11/23/2013 2:32 PM
 
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II PARTE:

viceadmintdg1, 22/11/2013 14:51:



Al contrario sono i tdG a fare traduzioni infedeli perché introducono abusivamente nel NT il nome Geova 237 volte. Quando esso cita l’AT la traduzione è arbitraria ma accettabile




E meno male……
Mi scusi, secondo lei in questo passo:
Giacomo 5:4:
………kai hai boai ton therisanton eis ta ota kuriou Sabaoth eiseleluthasin”.


chi è il “Signore degli eserciti”, che la TNM rende con Geova,…...abusivamente? [SM=g2037509]...e badi bene che nel passo di Giacomo non c' è alcuna diretta citazione anticotestamentaria.... è solo uno dei tantissimi esempi.


viceadmintdg1, 22/11/2013 14:51:



ma in altri casi essi mettono Geova in maniera inopportuna creando così confusione. Un caso è quello di 2 Corinti 3:12-16:

"Forti di tale speranza, ci comportiamo con molta franchezza 13e non facciamo come Mosè che poneva un velo sul suo volto, perché i figli d'Israele non vedessero la fine di ciò che era solo effimero. 14Ma le loro menti furono indurite; infatti fino ad oggi quel medesimo velo rimane, non rimosso, quando si legge l'Antico Testamento, perché è in Cristo che esso viene eliminato. 15Fino ad oggi, quando si legge Mosè, un velo è steso sul loro cuore; 16 ma quando vi sarà la conversione al Signore, il velo sarà tolto".

Nella TNM il versetto 16 è erroneamente tradotto:

“Ma quando c’è una conversione a Geova, il velo è tolto”
Qui c’è un erorre vero e proprio, perché i giudei credono in Yahweh quindi non è richiesta una conversione a Yahweh ma è richiesta la loro conversione a Gesù. Quindi qui mettendo Geova i traduttori dimostrano di non aver capito l’argomentazione di Paolo.




E’ lei che non ha capito e non i traduttori della TNM e io non devo far altro che ripetermi, anche qui!
Dobbiamo leggere tutto il contesto del capitolo 3 di 2 Cor. Per comprendere il referente del kyrios di 2 Cor. 3:16!
Dobbiamo innanzitutto capire chi è il vero giudeo, secondo Paolo.
E’ colui che è circonciso nel cuore e non nella carne, questo è il vero giudeo, legga Romani 2:28-29. Questo ci aiuta a capire meglio il passo di 2 Cor. 3:13-16!

La conversione, di cuore, deve essere fatta a Geova per togliere il velo (2 Cor. 3:16), perché è la legge di Geova che deve essere scritta nei cuori e ciò vale per tutti, gentili e giudei (Geremia 31:31-34 ; Atti 26:20 ; 20:21) e infatti Paolo ne fa cenno, in 2 Cor. 3:3: i giudei carnali che non erano veramente convertiti a Geova giacchè, se lo fossero stati, non ci sarebbe stato bisogno del nuovo patto profetizzato da Geremia: e non significa nulla che essi fossero il popolo eletto del primo patto, perché la loro disubbidienza non permise loro di entrare nel luogo di riposo di Dio, un riposo che invece resta per il popolo di Dio, il vero Israele (Rom. 9:6-8 ; Galati 6:15-16 ; Ebrei 4:8-11).

In sostanza, il nuovo patto elimina il vecchio, allo scopo di poter scrivere la legge di Dio nel cuore, come profetizzato da Geremia. Tutto il contesto di 2 Corinti 3 parla della “legge posta nel cuore” e della superiorità del nuovo patto.

In tutto il capitolo 3 di 2 Corinti si parla della “conversione del cuore a Geova”, che scrive la sua legge su coloro il cui cuore non è più “velato”, e lo fa per mezzo di un nuovo patto scritto con il suo spirito (2 Corinti 3:2-3), non con un codice scritto, patto stipulato mediante “il mediatore del nuovo patto” (e “in virtù del suo sangue”), Gesù Cristo. Quindi è la “conversione del cuore a Geova” che ci riguarda tutti, ebrei compresi.:

"Atti 26:19-20 CEI: "Perciò, o re Agrippa, io non ho disobbedito alla visione celeste, ma prima a quelli di Damasco, poi a quelli di Gerusalemme e in tutta la regione della Giudea e infine ai pagani, predicavo di pentirsi e convertirsi a Dio, comportandosi in maniera degna della conversione".

Tramite il nuovo patto stipulato in virtù del sangue di Gesù, Geova può scrivere (se esercitiamo, da parte nostra, fede nel Figlio che lui ha mandato per salvare il mondo – Giovanni 3:16 – Giuda 25) la sua legge in ogni cuore “non più velato”, ma a lui realmente convertito. Non per mezzo di un codice scritto, ma per mezzo del suo spirito.


(segue terza parte….)
[Edited by Aquila-58 11/23/2013 2:46 PM]
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"Perciò, siccome abbiamo questo ministero secondo la misericordia che ci è stata mostrata, non veniamo meno; 2 ma abbiamo rinunciato alle cose subdole di cui c’è da vergognarsi, non camminando con astuzia, né adulterando la parola di Dio, ma rendendo la verità manifesta, raccomandandoci ad ogni coscienza umana dinanzi a Dio" (2 Cor. 4:1-2)

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11/23/2013 2:58 PM
 
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III PARTE:

viceadmintdg1, 22/11/2013 14:51:



Una cosa simile avviene anche in Atti 2:21:

“E chiunque invocherà il nome di Geova sarà salvato”

Nel testo dell’AT citato è presente il Tetragramma, ma è evidente dal contesto che si intende il Signore Gesù, e quindi anche qui usare il nome Geova vuol dire non capire il senso della Scrittura.




No, è lei che non ha capito, ancora una volta, il senso della Scrittura!
Nel contesto dei due passi non si intende affatto il Signore Gesù e i due passi vanno messi in stretta relazione tra loro!
Vediamo innanzitutto il contesto di Romani 10.
Sin da Romani 10:1, Paolo supplica Dio per la salvezza degli ebrei, che non hanno voluto sottoporsi alla giustizia di Dio, dato che il "fine", il "termine", il "culmine" (telos) della Legge è il Cristo (Romani 10:4), affinchè chiunque crede in Lui abbia la giustizia.
La giustificazione e la salvezza, pertanto, dipendono dal confessare e professare (fare la pubblica dichiarazione, qui vi è il verbo homologeo, Romani 10:10) fede in Colui che Dio ha mandato per la salvezza, che Egli è "Signore" (confr. Luca 2:11) e che Dio lo ha destato dai morti.
Questa è la professione di fede essenziale per la salvezza.

Ma non viene richiesto di invocare Cristo, bensì di confessare che Egli è "Signore" e credere che Dio lo ha destato dai morti....

Successivamente, ci viene richiesto di invocare l' Autore di tutto il disegno di salvezza per tutto il genere umano(Romani 10:12-13 ; Atti 15:8-9 ; Romani 3:28-30), che è Geova per mezzo di Gesù, che in ebraico significa "YHWH salva" (Mt. 1:21, nota in calce della Bibbia di Gerusalemme).

Il qerè kyrios del ketiv YHWH di Romani 10:13 (una citazione anticotestamentaria), sta ad indicare proprio questo: che il kyrios abbia come referente l' Autore di tutto il disegno di salvezza, di Colui che salva il mondo per mezzo di Gesù, "YHWH è salvezza".
Non vi è sostituzione del referente del kyrios in Romani 10:13: Paolo cita Gioele in Romani 10:13 (e la stessa cosa vale per Pietro in Atti 2:21...) non per cambiare il referente di quel kyrios, ma al contrario per mettere in risalto che la salvezza di YHWH si attua per mezzo di Cristo.

Inoltre, importante è il parallelo con Gioele 2:31-32: al tempo di Gioele, Geova fece in modo che i fedeli scampassero alla distruzione di Gerusalemme, prima del suo grande e tremendo giorno (nella prima applicazione della profezia..).

Ora, nella sua seconda applicazione (fatta del resto dagli apostoli Pietro e Paolo..), in questi ultimi giorni prima che arrivi la fine (2 Tim. 3:1), Dio rende possibile la salvezza per mezzo di Gesù Cristo.

Romani 10:9-10 indica che chi confessa e professa pubblicamente che Gesù è "Signore" e che Dio lo ha destato dai morti sarà salvato e questa, come detto, è la pubblica professione di fede essenziale.

Ma non ci viene chiesto di invocare Cristo, bensì di confessare e professare quanto specificato sopra.

Romani 10:11, citando Isaia 28:16, dice che chi ripone fede nella pietra di fondamento, posta da Dio in Sion, non resterà deluso, poichè vi è un unico kyrios che "è ricco verso tutti quelli che lo invocano".
Qui si fa riferimento a Geova, vedasi 1 Tim. 6:17, l' Iddio di tutti, giudei e gentili, per la salvezza, Romani 3:28-30!

Poi il versetto 13 dice che chiunque invoca il nome del kyrios sarà salvato, con la citazione di Gioele 2:32.

Ma attenzione: il parallelo con la citazione di Pietro in Atti 2:20-21 mette in evidenza che l' invocare Geova è in relazione con la salvezza riguardo al suo "grande e illustre giorno" (di cui parlarono tutti i profeti...).

Cioè a dire: chi confesserà e professerà pubblicamente che Cristo è Signore e avrà fede che Dio lo ha destato dai morti e chi invocherà, in tal modo, con fede, il nome di Geova, sarà salvato, allora come oggi, quando Dio eseguirà il suo giudizio sulle nazioni nel suo giorno (Sofonia 2:2-3 ; 3:12 ; Atti 2:20-21).

Questo implica che si conosca il Nome Divino, lo si rispetti pienamente e ci si affidi completamente a Colui che porta tale Nome.

Si confrontino, al tal scopo, Sofonia 3:9, Atti 15:14-18: per adempiere queste Scritture, prima che venga il grande giorno di YHWH, occorre quindi invocare Geova (e qui il richiamo petrino di Gioele in Atti 2:20-21 con riferimento al grande e illustre giorno di YHWH è a mio parere chiaro...) e contestualmente fare la professione e confessione di fede essenziale di cui in Romani 10:9-10.

In Romani 10:14 si fa quindi riferimento a Geova, dato che per adempiere Sofonia 3:9, Atti 2:20-21 e Atti 15:14-18 occorre invocare a avere fede (e per questo predicare in tutte le nazioni, Romani 10:14-15) in Colui che, come ai tempi di Gioele, può salvarci prima del suo "grande e illustre giorno".

Si noti, infatti, anche la citazione paolina di Isaia 65:1 in Romani 10:20 riguardo all' adempimento di Sofonia 3:9, Atti 15:14-18.


viceadmintdg1, 22/11/2013 14:51:



Infine, i tdG dicono che Gesù non deve essere invocato, pregato.
Ma le seguenti scritture dicono il contrario, ossia che i cristiani invocavano Gesù:

Atti 9:14: "Inoltre, qui egli ha l'autorizzazione dei capi dei sacerdoti di arrestare tutti quelli che invocano il tuo nome".

1 Corinti 1:1-3: "Paolo, chiamato a essere apostolo di Cristo Gesù per volontà di Dio, e il fratello Sòstene, 2alla Chiesa di Dio che è a Corinto, a coloro che sono stati santificati in Cristo Gesù, santi per chiamata, insieme a tutti quelli che in ogni luogo invocano il nome del Signore nostro Gesù Cristo, Signore nostro e loro: grazia a voi e pace da Dio Padre nostro e dal Signore Gesù Cristo!"





Intanto, converrà specificare, per amor dell' argomento, che nei passi da lei menzionati si parla dei cristiani che invocano il nome di Gesù, ma qui quelli che lo fanno sono già del “salvati” (confr. Efes. 2:5), sono i santi a cui Paolo scrive ad esempio la seconda lettera ai Corinti (2 Cor. 1:1).

Lì non si parla, insomma, di invocare il nome di Gesù per la salvezza.

Tornando alla sua specifica obiezione, nei passi da lei citati troviamo il verbo greco epikaleo, che secondo l’ autorevole Dizionario Esegetico del Nuovo Testamento (vol. I, pag. 1314) significa “chiamare, denominare, invocare” e che quindi non va inteso necessariamente con “pregare” per cui si usano prevalentemente i verbi parakaleo e proseuchomai.

Sempre il Dizionario Esegetico del Nuovo Testamento (vol. I, pag. 1316), a proposito di 1 Cor. 1:2, afferma che l’ invocare il nome del Signore Gesù “è parafrasi che indica tutti coloro che, in virtù del battesimo, confr. Versetto 13, nella comunità radunata professano Cristo come il Signore e ricorre qui come espressione unificante”.

Pertanto, in che senso il nome di Cristo era ‘invocato’ in ogni luogo? Come detto, per il fatto che i seguaci di Gesù di Nazaret lo riconoscevano apertamente come Messia e “Salvatore del mondo” e compivano molti miracoli nel suo nome (1 Gv 4:14; Atti 3:6; 19:5). “Invocare il nome del nostro Signore significa confessare la sua signoria”.
Anche accettare Cristo ed esercitare fede nel suo sangue, che rende possibile il perdono dei peccati, è un modo di ‘invocare il nome del nostro Signore, Gesù Cristo’ (Confr. Atti 10:43 con 22:16). Inoltre pronunciamo letteralmente il nome di Gesù ogni volta che ci rivolgiamo a Dio in preghiera tramite lui. Perciò, pur indicando che possiamo invocare il nome di Gesù, la Bibbia non dice che dovremmo pregarlo ( Efes. 5:20; Col. 3:17).

viceadmintdg1, 22/11/2013 14:51:



Concludendo, il nome dell’unico Salvatore è Gesù, quindi non capiamo perché non se ne parla mai, almeno io non ho trovato riferimenti espliciti, negli scritti dei tdG, che noi amiamo come carissimi fratelli!




E noi non capiamo come faccia lei a non capire che è “L’ unico Dio, nostro Salvatore per mezzo di Gesù Cristo” che ci salva (Giuda 25), non per nulla lo stesso nome di Gesù, come ho già detto, significa “YHWH salva” (nota in calce della cattolica Bibbia di Gerusalemme a Mt.1:21)!

Perché lei non dice tutte queste cose agli ascoltatori di Radio Maria, alla prossima trasmissione?
[Edited by viceadmintdg1 11/25/2013 10:43 AM]
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"Perciò, siccome abbiamo questo ministero secondo la misericordia che ci è stata mostrata, non veniamo meno; 2 ma abbiamo rinunciato alle cose subdole di cui c’è da vergognarsi, non camminando con astuzia, né adulterando la parola di Dio, ma rendendo la verità manifesta, raccomandandoci ad ogni coscienza umana dinanzi a Dio" (2 Cor. 4:1-2)

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11/25/2013 9:55 AM
 
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