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Confutazione trasmissione Radio Maria del GRIS di luglio 2014 su...

Last Update: 8/2/2014 2:47 PM
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7/19/2014 10:55 PM
 
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Adorazione di Gesù / Conoscenza completa di Dio?
Confutazione trasmissione radio Maria del GRIS di luglio 2019...confutazione radio maria8/8/2019 8:57 AM by Aquila-58
Confutazione trasmissione radio Maria del GRIS di agosto 2019...confutazione radio maria8/10/2019 10:16 PM by Aquila-58
Azzurra L'isola nuda150 pt.8/19/2019 6:00 PM by azzuraluna
7/19/2014 11:03 PM
 
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Dopo la premessa di don Fiorino, interviene Alessandro Spoto che tratta il tema del presunto cambiamento dottrinale in merito all'adorazione di Gesù Cristo dicendo:


Dal 1879 al 1954 e' stato insegnato che Gesù andava adorato. Successivamente e' stato degradato quale arcangelo Michele e nel momento in cui e' venuto sulla terra per i TdG era solo un uomo. Dopo la resurrezione e ascesa al cielo e' tornato ad essere l'arcangelo Michele. Tale insegnamento il corpo direttivo l'ha adottato da una setta giudaico cristiana del II secolo d.C., quella degli ebioniti.

Ma vediamo brevemente cosa ha insegnato nel tempo il corpo direttivo.

Nella Torre di guardia del 1880 p. 144 si legge:

“Gesù fu oggetto di adorazione...dagli uomini che vennero a vedere il re neonato”.

Nella Torre di guardia del 15 luglio 1898 p. 216:

“Noi crediamo che nostro Signore Gesù fu veramente adorato e giustamente”.

Nell'opuscolo Il giusto governatore del 1934 p. 26:

“siamo destinati ad ubbidire e adorare Geova Dio e il suo diletto figlio Cristo Gesù”.

Nella Torre di guardia del 15 agosto 1941 p. 252:

“Tutte le creature nel cielo e sulla terra devono adorare Gesu' come Cristo e il Padre”.

Mi sembra che abbiamo documentato abbondante che il corpo direttivo insegnava che Gesù andava adorato insieme al Padre

Ma a partire dal 1954 le cose cambiano. Da allora Gesù non deve essere più adorato, perché il Corpo Direttivo Gesù non è Dio.

Nella Torre di guardia del 15 settembre 1954 p. 575:

“Nessuna distinta adorazione si deve rendere a Gesù ora glorificato in cielo. La nostra adorazione dev'essere rivolta solo a Geova Dio”.

Nel libro La verità che conduce alla vita eterna p. 152:

Quale vero e vivente Dio, Geova vuole che rivolgiamo le nostre preghiere a lui non a qualcun altro. La preghiera fa parte della nostra adorazione e per questa ragione dovrebbe essere indirizzato solo al Creatore. Gesù non insegnò ai suoi discepoli a pregare se stesso ne la sua madre Maria ne alcun altra persona.

Quindi abbiamo documentato abbondantemente che secondo l’insegnamento attuale del Corpo Direttivo Gesù non va adorato e che la preghiera fa parte dell’adorazione, quindi va rivolta solo a Dio.

Per sostenere tale insegnamento il Corpo Direttivo ricorre all’alterazione di alcuni passi biblici come ad esempio Giovanni 14:14 dove omette volutamente il “mi” nella TNM, presente invece nella versione interlineare.

TNM: Se voi chiederete* qualche cosa nel mio nome, io la farò.
CEI: Se mi chiederete qualche cosa nel mio nome, io la farò.

Altra alterazione la troviamo in Atti 7:59 dove nella TNM viene tradotto:

E tiravano pietre a Stefano mentre faceva appello* e diceva: “Signore Gesù, ricevi il mio spirito”.

In realtà nella versione interlineare come nella CEI non troviamo “faceva appello” ma troviamo “mentre pregava”. Sono 2 cose molto diverse. Pregare è un atto di culto mentre fare appello è un atto giuridico. Questo ha come obiettivo di togliere la base biblica della preghiera rivolta a Gesù, proprio perché la preghiera fa parte dell’adorazione, avendo come obiettivo finale quello di abbattere la divinità di Cristo, degradandolo a semplice uomo.

Tentativo che è avvenuto anche con il passo biblico di Colossesi 1:16:

perché per mezzo di lui tutte le [altre]* cose furono create nei cieli e sulla terra, le cose visibili e le cose invisibili, siano essi troni o signorie o governi o autorità. Tutte le [altre] cose sono state create per mezzo di lui e per lui.

Aggiungendo l’aggettivo "altre", il CD trasferisce e cataloga Gesù nel mucchio delle cose create. Gesù è diventato una delle altre cose, dunque se è una cosa è un essere creato.

Ma noi sappiamo dal Vangelo di Giovanni 1:14 che “il Verbo si fece carne e venne ad abitare in mezzo a noi”

Gesù dunque non è un essere creato, ma è eterno, Dio incarnato.



Lascio la parola a chi desidera replicare...
[Edited by viceadmintdg1 7/19/2014 11:04 PM]
7/20/2014 12:12 AM
 
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Dal 1879 al 1954 e' stato insegnato che Gesù andava adorato



Per la verità questi signori non hanno capito che non c'è stato nessun cambiamento dottrinale, ignorano il verbo "adorare" in inglese usato nella King James per tradurre proskyneo (ma anche in italiano in certe circostanze) in passato aveva un significato molto simile a quello di proskyneo greco, comprendendo tanto l'atteggiamento di riverenza verso Dio che quello verso persone di alto rango, dunque in alcune vecchie pubblicazioni si può ancora ritrovare qualche eco di quell'uso arcaico, perché naturalmente per i testimoni di Geova Gesù non doveva essere "adorato" come Dio né oggi né negli anni quaranta. Oggi per esprimere il senso di proskyneo si deve ricorrere a più termini a seconda delle circostanze.

Per altro ancora oggi ne "Il mio libro dei racconti biblici" al racconto 86 viene usato il verbo "adorare" in senso lato, esattamente come nel 1880, ma non c'è alcun cambiamento di veduta sulla natura di Gesù.


Successivamente e' stato degradato quale arcangelo Michele e nel momento in cui e' venuto sulla terra per i TdG era solo un uomo



Di nuovo questo sig. Spoto fa molta confusione circa le dottrine dei testimoni di Geova, che evidentemente conosce solo parzialmente. Gesù non è Michele, poiché Michele è il ruolo del Figlio di Dio in quanto essere spirituale e non essere umano. Inoltre per i testimoni di Gesù non "solo un uomo" ma è un essere umano unico, il "figlio di Dio" e non certo in senso adottivo.


Dopo la resurrezione e ascesa al cielo e' tornato ad essere l'arcangelo Michele



Veramente noi crediamo che dopo la risurrezione Gesù non sia solo arcangelo ma che sia innalzato alla posizione di Signore, il cui nome è al di sopra di ogni altro in cielo e in terra. Dire che per noi è solo l'arcangelo è limitativo e non corrisponde a quello in cui crediamo.


Tale insegnamento il corpo direttivo l'ha adottato da una setta giudaico cristiana del II secolo d.C., quella degli ebioniti



Non mi risulta che il Corpo Direttivo abbia mutuato l'idea che Gesù sia Michele dagli ebioniti, e comunque quello che insegnavano gli ebioniti non è quello in cui credono i testimoni di Geova, cito da wikipedia, uno strumento alla portata del sig. Spoto e del dott. Fiorino:

"Essi negavano la divinità e la nascita verginale di Cristo e predicavano l'osservanza della legge giudaica; consideravano Paolo di Tarso un apostata e usavano solo un proprio Vangelo detto appunto degli Ebioniti, vangelo apocrifo ma del tutto analogo al Vangelo di Matteo"

I testimoni di Geova non credono né insegnano NULLA di tutto questo.

Shalom
[Edited by barnabino 7/20/2014 12:20 AM]
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Sijmadicandhapajiee, gente per cui le arti stan nei musei - Paolo Conte

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7/23/2014 7:03 PM
 
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Grazie Admin,

viceadmintdg1, 18/07/2014 19:50:

Dopo la premessa di don Fiorino, interviene Alessandro Spoto che tratta il cambiamento dottrinale in merito all'adorazione di Gesù Cristo dicendo:

Dal 1879 al 1954 e' stato insegnato che Gesù andava adorato. Successivamente e' stato degradato quale arcangelo Michele e nel momento in cui e' venuto sulla terra per i TdG era solo un uomo. Dopo la resurrezione e ascesa al cielo e' tornato ad essere l'arcangelo Michele. Tale insegnamento il corpo direttivo l'ha adottato da una setta giudaico cristiana del II secolo d.C., quella degli ebioniti.




E siamo già al primo errore!
La setta degli ebioniti come si può leggere qui

www.treccani.it/enciclopedia/ebioniti/

Negava la divinità di Gesù, che ritenevano figlio adottivo di Dio”.

Ma questo non c’ entra nulla, ma proprio nulla, con la dottrina dei cristiani testimoni di Geova!

I cristiani testimoni di Geova non pensano affatto che Gesù Cristo sia il Figlio adottivo di Dio: essi, restando alla Sacra Scrittura, pensano che il Cristo preesistente sia il Figlio Unigenito di Dio che è nel seno del Padre, un semitismo che sta ad indicare una posizione straordinaria (Gv. 1:18 ; 3:16,18). In sostanza il Cristo preesistente si trova in una posizione inarrivabile per chiunque altro, nel contesto celeste, eccetto il Padre, Geova, il “solo vero Dio” (Gv. 17:3 ; Gv. 5:43-45).

Questo è il pensiero dei cristiani testimoni di Geova!

Riguardo a “Michele”, i cristiani testimoni di Geova prendono atto di alcuni dati scritturali certi:

1) che ”arcangelo”, traduzione del sostantivo greco archangelos, compare solo due volte nel N..T., in Giuda 9 e in 1 Tess. 4:16;

2) che esiste un solo archangelos e non tre, come affermate voi sulla base di NESSUNA SCRITTURA;

3) questo, a nostro parere, dato che il sostantivo significa letteralmente "governare un angelo" (archangelos, archo [governare] + angelos [angelo], può tranquillamente indicare colui che comanda, governa, guida gli angeli e Colui a cui tutti gli angeli sono stati da Dio sottoposti (1 Pt. 3:22 ; Apoc. 12:7 ; Mt. 24:31), pertanto non vediamo perchè Cristo non possa ricoprire questo ruolo, discorso che prescinde da ogni considerazione sulla "natura" (in senso ellenistico) che il testo sacro non fa.

Esistendo un solo arcangelo e non tre, sul termine stesso e quindi su “Michele” dobbiamo ragionare non in termini ontologici ma funzionali, cioè relativi al ruolo.

Siete piuttosto voi che avete fatto diventare Cristo un Unione Ipostatica e, ovviamente, la Seconda Persona di una Trinità immanente, ma lei sa benissimo che per arrivare a tale formulazione relativamente al Figlio, è indispensabile attingere all’ intero apparato metafisico ellenistico che poi condusse a Nicea (e ai successivi concilii e sinodi).

Certamente, la Bibbia non vi è sufficiente per dimostrare che il Cristo sia un Unione Ipostatica e che sia Egli proceda immanentemente dal Padre per via di generazione nell’ ambito di una processione divina.

Oppure lei può dimostrare questo con la Bibbia?

Sarò ben lieto di ricevere una sua cortese risposta al riguardo alla prossima trasmissione di Radio Maria…

viceadmintdg1, 18/07/2014 19:50:




Per sostenere tale insegnamento il Corpo Direttivo ricorre all’alterazione di alcuni passi biblici come ad esempio Giovanni 14:14 dove omette volutamente il “mi” nella TNM, presente invece nella versione interlineare.

TNM: Se voi chiederete* qualche cosa nel mio nome, io la farò.
CEI: Se mi chiederete qualche cosa nel mio nome, io la farò.





Guardi, lei parla di interlineari, ci facciamo aiutare da un interlineare cattolico, il Nuovo Testamento interlineare greco – latino – italiano P. Beretta, edizioni San Paolo, per capire come stanno effettivamente le cose?

Bene, nella nota in calce a Gv. 14:14, questo interlineare cattolico ci informa che “l ‘intero versetto è omesso da molte versioni antiche per evitare la contraddizione con Gv. 16:23 – Se mi chiederete: molti codici omettono “me” o vi sostituiscono “ton patera”.

Pertanto, questo interlineare cattolico onestamente ci fa sapere che qui esistono due diverse lezioni testuali.

Cosa fa la TNM? Mette nel testo la lezione priva del “mi”, ma segnala in nota, nella versione RB8, la lezione testuale con il “mi” sostenuta da diversi testimoni (tra cui il P66).

Al contrario, le Bibbie cattoliche che vanno per la maggiore, la Bibbia CEI e la Bibbia di Gerusalemme, accettano nel testo la lezione con il “misenza presentare uno straccio di nota che segnali la lezione testuale priva del “mi”!

Non funziona mica così, lo sa?

Il punto è che ci sono argomenti scientifici sia a favore che contro l’ aggiunta del “mi”, pertanto se una traduzione mette il “mi” nella nota in calce non la espelle affatto dal testo ma la ritiene, al contrario, una lezione attendibile, cosa che non può dirsi di chi accetta una sola lezione testuale senza minimamente segnalare l’ altra, cone fanno la CEI e la Gerusalemme!

E guardi che vi sono fior di studiosi di fama mondiale, come L.W. Hurtado, che ammettono che la lezione con il “mi” possa essere stata inserita per motivi teologici:

“…è altrettanto possibile che il “me” sia stato inserito e sia diventato la lezione più popolare perché rispecchiava la prassi cristiana antica di presentare le preghiere a Gesù oltre che al Padre

(L.W.Hurtado, Signore Gesù Cristo. La venerazione di Gesù nel cristianesimo più antico, volume 2, Paideia, Brescia 2007, pagina 400).

In sostanza, se la lezione originale è quella tramandataci dal P66, dal Codice Vaticano e dal Sinaitico, allora siamo di fronte ad una lezione difficilior e quindi alcuni copisti avrebbero omesso il “mi” negli altri manoscritti per armonizzare con Gv. 15:16 e 16:23 (come segnala l’ interlineare cattolico che le ho indicato sopra), se invece la lezione originale è quella tramandataci dal Codice Alessandrino, dal Beza, dalle versioni copte, e supportata da Origene, allora si tratta di una lezione brevior,quindi, alcuni copisti avrebbero aggiunto il “mi” negli altri manoscritti,

Come vede le cose stanno molto molto diversamente da come lei le descrive…....


(segue seconda ed ultima parte…..)
[Edited by Aquila-58 7/23/2014 7:12 PM]
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"Perciò, siccome abbiamo questo ministero secondo la misericordia che ci è stata mostrata, non veniamo meno; 2 ma abbiamo rinunciato alle cose subdole di cui c’è da vergognarsi, non camminando con astuzia, né adulterando la parola di Dio, ma rendendo la verità manifesta, raccomandandoci ad ogni coscienza umana dinanzi a Dio" (2 Cor. 4:1-2)

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7/23/2014 7:22 PM
 
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II PARTE:



viceadmintdg1, 18/07/2014 19:50:



Altra alterazione la troviamo in Atti 7:59 dove nella TNM viene tradotto:

E tiravano pietre a Stefano mentre faceva appello* e diceva: “Signore Gesù, ricevi il mio spirito”.

In realtà nella versione interlineare come nella CEI non troviamo “faceva appello” ma troviamo “mentre pregava”. Sono 2 cose molto diverse. Pregare è un atto di culto mentre fare appello è un atto giuridico. Questo ha come obiettivo di togliere la base biblica della preghiera rivolta a Gesù, proprio perché la preghiera fa parte dell’adorazione, avendo come obiettivo finale quello di abbattere la divinità di Cristo, degradandolo a semplice uomo.





Guardi l’ alterazione sta solo nelle sue fantasie, mi creda!

Stefano aveva appena vissuto un fatto straordinario, che certamente non capita di avere ogni giorno: si era da pochissimo trovato davanti alla visione di Dio e del Figlio dell' uomo seduto alla sua destra.

Stefano sapeva perfettamente che Cristo è la risurrezione e la vita (Gv. 11:25) e conosceva perfettamente le parole di Cristo di Gv. 5:28-29, per cui gli chiese di ricevere il suo spirito, ergo la sua richiesta assomigliava tantissimo a quella del ladrone di Luca 23:42 "ricordati di me quando sarai venuto nel tuo regno".

Sia il ladrone che Stefano vedono Cristo, il primo in carne ed ossa ed il secondo in visione...insomma, due situazioni non proprio comuni....

Inoltre, che sia una preghiera è tutto da vedere: Luca usa qui il verbo greco epikaleo, che secondo l' autorevole Dizionario Esegetico del Nuovo Testamento di Balz e Schneider significa "chiamare, nominare, invocare" (vol. I, pag. 1314).

Non è quindi necessariamente una preghiera, visto che Stefano si era poco prima trovato dinanzi ad una visione del tutto eccezionale e lo stesso verbo è usato anche in Atti 25:11, quindi mi chiedo: perchè dobbiamo vederci per forza una preghiera e non un appello, una richiesta a Colui che Stefano ha visto in visione e che sa che cosa ha in potere di fare, sulla base delle stesse parole di Gesù di Gv. 5:28-29?

Inoltre, sia Gv. 14:14 che Atti 7:59 non possono essere considerate delle “isole a parte”.

Ad esempio, come armonizzare questi due passi con Rom. 1:8, Efes. 5:20 ; Col. 3:17 ; Fil. 4:6, mi chiedo?

In Fil. 4:6 Paolo è assoluto: in “tutte le cose” (“en panti” , “in tutto” nel testo greco!) dobbiamo rivolgerci a Dio in preghiera, suppliche e ringraziamenti, come la mettiamo quindi?

Naturalmente, a motivo del suo dogma, lei deve assolutamente rideterminare in chiave trinitaria il termine Dio, presente in questo passo, tuttavia può dimostrarmi, con la Bibbia, che questa operazione sia lecita?
Cioè a dire: Paolo, nel I secolo, credeva a qualcosa che fu formulato secoli dopo, cioè che il Cristo fosse la Seconda Persona di una trinità immanente?

Attendo anche qui una sua cortese risposta.....



viceadmintdg1, 18/07/2014 19:50:




Tentativo che è avvenuto anche con il passo biblico di Colossesi 1:16:

perché per mezzo di lui tutte le [altre]* cose furono create nei cieli e sulla terra, le cose visibili e le cose invisibili, siano essi troni o signorie o governi o autorità. Tutte le [altre] cose sono state create per mezzo di lui e per lui.

Aggiungendo l’aggettivo "altre", il CD trasferisce e cataloga Gesù nel mucchio delle cose create. Gesù è diventato una delle altre cose, dunque se è una cosa è un essere creato.




Il problema è che lei ragiona con gli “occhi” del dogma della trinità immanente e non, invece, con il testo greco che è piuttosto chiaro!
Colossesi 1:15 afferma che Gesù è il “prototokos pases ktiseos”, letteralmente il “primogenito di tutta la creazione” o “di ogni creatura”.

Pertanto, scritturalmente e grammaticalmente parlando, NON C' È ALCUN MOTIVO per escludere il prototokos (il primogenito, Gesù) dal genitivo pases ktiseos (“di ogni creatura” o “di tutta la creazione”), è questa la realtà!

Pertanto, i versetti 16-17 escludono ovviamente il Cristo da “ta panta”, cioè da “tutte le cose” create per mezzo di lui.

Ma la costruzione grammaticale al genitivo non esclude minimamente il prototokos dalla creazione di cui egli è il prototokos, aggettivo greco che letteralmente significa "primo nato": l’ unico motivo per cui dovete assolutamente escludere (pena la decadenza del vostro dogma, e per questo dovete letteralmente arrampicarvi sugli specchi...) il primogenito di tutta la creazione dalla creazione di Dio è teologico, certamente non biblico né grammaticale!

Pertanto, alla luce del testo greco, [altre] tra parentesi graffa non è un' aggiunta, bensì un significato implicito nel testo greco medesimo.

Perché non ne parla agli ascoltatori di Radio Maria?


viceadmintdg1, 18/07/2014 19:50:




Ma noi sappiamo dal Vangelo di Giovanni 1:14 che “il Verbo si fece carne e venne ad abitare in mezzo a noi”

Gesù dunque non è un essere creato, ma è eterno, Dio incarnato.

Lascio la parola a chi desidera replicare...




Ma Gv. 1:14 non afferma neppure lontanamente che il Cristo sia “Dio incarnato”, perché innanzitutto il testo greco afferma che egli divenne carne, giacchè qui troviamo il verbo ginomai, che significa “divenire, sorgere, nascere, derivare” secondo l’ autorevole Dizionario Esegetico del Nuovo Testamento (vol. I, pag. 652).

Dato che lei parla di interlineari, guardi il cattolicissimo Nuovo Testamento interlineare greco italiano P. Beretta, che nella parte greca indica traduce come segue.

"Kai ho logos sarx egeneto..." "e la parola carne divenne...". Lo trova a pagina 758 dell' interlineare cattolico che le ho sopra indicato!

Egli non si incarnò, poiché per affermare questo occorre dimostrare che Egli sia la Seconda Persona di una trinità immanente (termine filosofico che indica ciò che procede da Dio e permane in Dio), quindi che proceda dal Padre per via di generazione nell’ ambito di una processione immanente, ma dove la Bibbia parla di processioni riguardo al Figlio, lei me lo sa dire?

Lei può indicarmi il passo biblico alla prossima trasmissione di Radio Maria?

E guardi che tutto questo è la base stessa dal suo dogma, il dogma della trinità immanente, se lo studi bene consultando, magari, un buon teologo cattolico!

Egli nacque, per mezzo dello spirito santo, da una donna e sotto la Legge (Gal. 4:4), quindi non c’ è alcuna possibilità biblica per dimostrare che Egli sia “Dio incarnato”, un Unione Ipostatica e parte di una trinità immanente come Seconda Persona.

Questa è metafisica greca, non Bibbia e se non dimostriamo con la Bibbia che il Figlio procede dal Padre per via di generazione nell’ ambito di una delle due processioni immanenti in Dio, le sue sono e restano soltanto chiacchiere metafisiche, non Sacra Scrittura....
[Edited by Aquila-58 7/23/2014 7:34 PM]
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"Perciò, siccome abbiamo questo ministero secondo la misericordia che ci è stata mostrata, non veniamo meno; 2 ma abbiamo rinunciato alle cose subdole di cui c’è da vergognarsi, non camminando con astuzia, né adulterando la parola di Dio, ma rendendo la verità manifesta, raccomandandoci ad ogni coscienza umana dinanzi a Dio" (2 Cor. 4:1-2)

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7/27/2014 12:57 PM
 
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Il successivo intervento è di don Battista Cadei che cura la rubrica “Punti da chiarire”, incentrata oggi sul tema:




Il cristiano può avere una conoscenza perfetta e completa di Dio?

Noi cattolici diciamo che la nostra conoscenza di Dio non è totale, ma lascia spazio al mistero, a cominciare da quello della trinità.
I tdG invece sostengono che la Bibbia rivela in maniera chiara e razionale tutto ciò che riguarda Dio e che non c’è spazio per i misteri.
Ci sono 2 modi per conoscere Dio. Uno è a partire dal creato. La seconda è attraverso la Rivelazione che viene dall’alto. Cioè Dio stesso che si rivela all’uomo.

La Bibbia dice che gli uomini, dalla creazione possono risalire al Creatore.

1 romani 19 e 20: “ciò che di Dio si può conoscere è loro manifesto; Dio stesso lo ha manifestato a loro. 20 Infatti le sue perfezioni invisibili, ossia la sua eterna potenza e divinità, vengono contemplate e comprese dalla creazione del mondo attraverso le opere da lui compiute”.

San Paolo, parlando ai pagani di Atene dice che Dio ha messo nel creato dei segnali attraverso cui è l’uomo è spinto a cercarlo. In Atti 17:27 si legge:

“perché cerchino Dio, se mai, tastando qua e là come ciechi, arrivino a trovarlo, benché non sia lontano da ciascuno di noi.

Ma questa ricerca di Dio a tentoni, è esposta ad errori. Infatti vediamo che le religioni insegnano cose differenti.

Di questo si era reso conto Platone, filosofo pagano nato del 428 avanti Cristo, il quale sottolineava che noi uomini abbiamo il dovere morale di cercare con ogni mezzo la verità su Dio. Nel Fedone infatti dice che bisogna cercare Dio, affidandosi all’ipotesi più probabile, salvo che si abbia la fortuna di avere una Rivelazione divina, che proviene cioè da Dio stesso. Per noi questa Rivelazione è una realtà che è avvenuta in 2 tappe: quella preparatoria e parziale dell’AT e quella definitiva del NT, mediante Gesù Cristo.
Due citazioni in proposito:

Giovanni 14:6,7: Io sono la via, la verità e la vita. Nessuno viene al Padre se non per mezzo di me. 7Se avete conosciuto me, conoscerete anche il Padre mio: fin da ora lo conoscete e lo avete veduto".

2 Corinti 3:14,15: “le loro menti furono indurite; infatti fino ad oggi quel medesimo velo rimane, non rimosso, quando si legge l'Antico Testamento, perché è in Cristo che esso viene eliminato. 15 Fino ad oggi, quando si legge Mosè, un velo è steso sul loro cuore”

Secondo i tdG non si sono misteri. E anzi criticano la chiesa cattolica per essere piena di misteri irragionevoli, a cominciare da quello della Trinità
Ma ci chiediamo: Dio ha spiegato tutto nella Bibbia oppure ha lasciato dei misteri?

I tdG dicono che la Bibbia è oscura e difficile per coloro che hanno la presunzione di studiarla da soli mentre è assolutamente chiara per il tdG che la studia guidato dallo SFD di cui parla Matteo 24:45, che è identificato con il Corpo Direttivo dei tdG che dispensa cibo spirituale.

Per loro la Bibbia è come una lettera scritta da Dio all’umanità ed è ragionevole pensare che abbia scritto una lettera chiara per tutti, senza misteri.

Questo però è un ragionamento umano, che non corrisponde a quanto dice la Parola di Dio. Vediamo in proposito alcuni citazioni della Parola di Dio:

Giobbe 11:7,8: Credi tu di poter scrutare l'intimo di Dio o penetrare la perfezione dell'Onnipotente? 8È più alta del cielo: che cosa puoi fare? È più profonda del regno dei morti: che cosa ne sai?

Isaia 55:8: i miei pensieri non sono i vostri pensieri, le vostre vie non sono le mie vie. Oracolo del Signore.

1 Timoteo 6:14-16: “ti ordino di conservare senza macchia e in modo irreprensibile il comandamento, fino alla manifestazione del Signore nostro Gesù Cristo, 15che al tempo stabilito sarà a noi mostrata da Dio, il beato e unico Sovrano, il Re dei re e Signore dei signori, 16 il solo che possiede l'immortalità e abita una luce inaccessibile: nessuno fra gli uomini lo ha mai visto né può vederlo”.

Romani 11:3 3-34: “O profondità della ricchezza, della sapienza e della conoscenza di Dio! Quanto insondabili sono i suoi giudizi e inaccessibili le sue vie! 34 Infatti, chi mai ha conosciuto il pensiero del Signore? O chi mai è stato suo consigliere?”

Ma allora coma mai Dio che è amorevole e misericordioso non ci ha dato messaggi pienamente comprensibili? Come i genitori forniscono ai bambini risposte adeguate alla loro età anche Dio si rivela nel modo adeguato al nostro livello di comprensione. Questo è spiegato da San Paolo in 1 Corinti 13:9-12:

“in modo imperfetto noi conosciamo e in modo imperfetto profetizziamo. 10 Ma quando verrà ciò che è perfetto, quello che è imperfetto scomparirà. 11Quand'ero bambino, parlavo da bambino, pensavo da bambino, ragionavo da bambino. Divenuto uomo, ho eliminato ciò che è da bambino.12 Adesso noi vediamo in modo confuso, come in uno specchio; allora invece vedremo faccia a faccia. Adesso conosco in modo imperfetto, ma allora conoscerò perfettamente, come anch'io sono conosciuto”.

Va precisato che secondo la dottrina cattolica i misteri sono superiori ma non contrari alla ragione umana!




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7/29/2014 7:46 PM
 
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Grazie Admin,

viceadmintdg1, 26/07/2014 07:11:


Il cristiano può avere una conoscenza perfetta e completa di Dio?

Noi cattolici diciamo che la nostra conoscenza di Dio non è totale, ma lascia spazio al mistero, a cominciare da quello della trinità.
I tdG invece sostengono che la Bibbia rivela in maniera chiara e razionale tutto ciò che riguarda Dio e che non c’è spazio per i misteri.




I cristiani testimoni di Geova non affermano affatto questo!
I cristiani testimoni di Geova affermano che Dio ci ha fatto conoscere, attraverso la Sacra Scrittura ispirata, ciò che è indispensabile per essere dichiarati giusti, avere la salvezza e la vita eterna.
Un esempio classico è ciò che è scritto in Gv. 20:31:
come può leggere, per la vita eterna e la salvezza dobbiamo credere non in una “misteriosa” trinità immanente, ma che Gesù è il Cristo, il Figlio di Dio (che accostato a Cristo, cioè Unto, è puramente un titolo messianico).
Per la salvezza e la vita eterna è indispensabile ubbidire al Cristo (Ebrei 5:9) e credere alla sua messianicità, come afferma il passo giovanneo.
Credere nel “mistero" della trinità immanente, caro Cadei, è del tutto inessenziale per la nostra salvezza e per acquisire la vita eterna…


viceadmintdg1, 26/07/2014 07:11:


Ma questa ricerca di Dio a tentoni, è esposta ad errori. Infatti vediamo che le religioni insegnano cose differenti.




Per conoscere ciò che è essenziale per la nostra salvezza (e che Dio ha fatto scrivere nella sua sacra parola…) dobbiamo, caro Cadei, affidarci alla guida dello spirito santo, il Paraclito, che ci conduce alla verità riguardo al disegno di salvezza divino, ....... è tutto scritto in 1 Cor. 2:12-13, che può leggere!
Naturalmente, per noi cristiani testimoni di Geova, è essenziale affidarsi a “colui” che il Signore stesso ha stabilito per dare “cibo a suo tempo” e rimanere fermanente ancorati all’ Organizzazione terrena di Dio (Mt. 24:45-47)….

viceadmintdg1, 26/07/2014 07:11:



Per noi questa Rivelazione è una realtà che è avvenuta in 2 tappe: quella preparatoria e parziale dell’AT e quella definitiva del NT, mediante Gesù Cristo.




Per noi cristiani testimoni di Geova sia l’ A.T. che il N.T. vanno letti alla luce di ciò che accadde nell’ Eden e del provvedimento di riscatto, di redenzione del genere umano che, immediatamente, Dio stabilì per la salvezza dell’ uomo (Gen. 3:15).
Ovviamente, prima Dio ci ha parlato per mezzo dei profeti e poi, in via definitiva, per mezzo del Figlio (Ebrei 1:2), quindi il N.T. non fa che completare la Rivelazione anticotestamentaria, senza il N.T., l’A.T. sarebbe del tutto incomprensibile, su questo siamo pienamente d’ accordo...

viceadmintdg1, 26/07/2014 07:11:



Due citazioni in proposito: Giovanni 14:6,7:
2 Corinti 3:14,15: quando si legge l'Antico Testamento,



Gesù è la via, l’ unica, per arrivare al Padre, come Lui stesso disse, infatti solo per mezzo di Lui “abbiamo anche, mediante la fede, l'accesso a questa grazia” (Rom. 5:1-2 CEI, si confronti Efes. 2:18), è la verità perché per mezzo di Lui Dio ce l’ ha donata definitivamente (Gv. 1:17, si confronti Romani 15:8), è la vita perché il dono della vita eterna ci è dato da Dio per mezzo di Lui (Gv. 6:33 ; Romani 6:23)

La traduzione del passo di 2 Cor. “quando si legge l'Antico Testamento, perché è in Cristo che esso viene eliminato”, è del tutto errata, poiché Il testo greco parla di “palaias diathekes” ,cioè dell’ antico patto (o alleanza)
E’ il vecchio patto che viene soppresso per mezzo di Cristo, non l’ A.T con molte delle sue profezie che devono ancora adempiersi (si pensi ad esempio a Dan. 2:44....), giacchè per mezzo di Lui e del suo sangue Dio ha stabilito per l' uomo il nuovo patto, un patto eterno (Ebrei 13:20 ; Romani 7:6 ; Geremia 31:31-34).

viceadmintdg1, 26/07/2014 07:11:



Ma ci chiediamo: Dio ha spiegato tutto nella Bibbia oppure ha lasciato dei misteri?



Come ho già detto, la Bibbia è stata scritta principalmente per la salvezza dell’ uomo, quindi Dio ha fatto scrivere, sotto ispirazione, ciò che per l’ uomo è essenziale credere ai fini della salvezza medesima!
E’ fondamentale a tal scopo leggere un passo come Efes. 1:9-10

Il mistero di Dio, della sua volontà, il disegno di salvezza, è stato come vede rivelato e annunciato (Col. 4:3-4, confr. Efes. 3:1-7). Non è più un mistero insondabile a cui si deve credere per dogma, ma mistero rivelato e fatto conoscere all’ uomo il cui cuore è completo verso Dio:

“Ed egli disse: «A voi è dato conoscere i misteri del regno di Dio, ma agli altri solo con parabole, affinché vedendo non vedano e ascoltando non comprendano”. (Luca 8:10 CEI).
La cattolica Bibbia di Gerusalemme, nella nota in calce a 1 Cor. 2:7, osserva:
in mistero: non una sapienza enigmatica, ma una sapienza il cui oggetto è il mistero, il segreto del disegno di salvezza realizzato in Cristo”.
Se questo mistero di salvezza ci è stato fatto benignamente conoscere e se per mezzo d’ esso l’ uomo può essere salvato, di quali altri misteri abbiamo bisogno?


viceadmintdg1, 26/07/2014 07:11:


Questo però è un ragionamento umano, che non corrisponde a quanto dice la Parola di Dio. Vediamo in proposito alcuni citazioni della Parola di Dio:
Giobbe 11:7,8: Isaia 55:8:



Queste sono Scritture decontestualizzate e messe lì senza un minimo di costrutto: ovvio che i pensieri di Dio non possano essere i nostri pensieri e che le vie di Dio non possano essere le nostre vie!
Ma Isaia 55:8 è legato indissolubilmente al contesto e al versetto precedente, il versetto 7 dove si parla della misericordia divina:
Cioè a dire: Geova è perfetto, e i suoi pensieri e le sue vie sono irraggiungibilmente alti. Anche la sua misericordia raggiunge un livello a cui noi esseri umani non possiamo mai sperare ovviamente di arrivare….


viceadmintdg1, 26/07/2014 07:11:



1 Timoteo 6:14-16:




Non pertinente con l’ argomento che stiamo trattando. Qui si parla della manifestazione di Cristo, “il re degli essenti re e il Signore degli essenti signori” (secondo il testo greco...), quindi è ovvio che dobbiamo osservare il comandamento in modo irreprensibile fino alla Sua manifestazione, affinchè siamo trovati “irreprensibili nel giorno del Signore nostro Gesù Cristo” (1 Cor. 1:8 CEI).

viceadmintdg1, 26/07/2014 07:11:



Romani 11:3 3-34:



Guardi, Paolo dice più o meno la stessa cosa in 1 Cor. 2:16, laddove però aggiunge, secondo il testo CEI:
Ora, noi abbiamo il pensiero [la "nous", la "mente" nel testo greco…] di Cristo”……

viceadmintdg1, 26/07/2014 07:11:



Ma allora coma mai Dio che è amorevole e misericordioso non ci ha dato messaggi pienamente comprensibili? Questo è spiegato da San Paolo in 1 Corinti 13:9-12:



Nel brano paolino il tema è quello dei doni dello spirito o carismi contrapposti all’ amore: Paolo dice che l’ amore non verrà mai meno, ma che i doni dello spirito saranno, comunque, destinati a cessare.
Cita le lingue, le profezie e la conoscenza (1 Cor. 13:8, confr.1 Cor. 12:7-10), poi nel versetto 9 riprende due dei doni: quello della conoscenza e quello della profezia e dice che questi doni miracolosi producono, comunque, una visione parziale delle cose e confusa (“Adesso noi vediamo in modo confuso, come in uno specchio”).

Poi al versetto 10 aggiunge, letteralmente dal testo greco:
quando però venga la cosa perfetta (o completa) (to teleion) , quella in parte (to ek merous) sarà abolita”.

Paolo, che sta parlando riguardo al conoscere e al profetizzare, sta dicendo che la conoscenza e la profezia sono parziali, nel senso che non ne vediamo nitidamente tutti i contorni, ma quando quelle profezie si avvereranno nella loro pienezza, allora la profezia e la conoscenza parziale scompariranno, giacchè ciò che è stato conosciuto e profetizzato parzialmente avverrà sotto i nostri occhi, saremo “faccia a faccia”.

Un esempio classico è la profezia paolina di 1 Tess. 5:3, dove “gente” (come traduce la Bibbia CEI) nel testo greco non c’ è. Infatti, il testo greco non specifica il soggetto.
Cosa sappiamo di questa profezia paolina? Cosa conosciamo? Possiamo avere solo una conoscenza parziale e graduale, tutt’ altro che nitida...
Come avverrà? Chi dirà Pace e sicurezza? Su chi si abbatterò la rovina?
Non lo sappiamo nei dettagli, per cui siamo di fronte ad una “cosa parziale”.
Quando la profezia si sarà avverata sotto i nostri occhi, in quello specifico caso saremo “faccia a faccia”, non vedremo più in maniera confusa ma saremo di fronte alla cosa perfetta o completa…..

viceadmintdg1, 26/07/2014 07:11:



Va precisato che secondo la dottrina cattolica i misteri sono superiori ma non contrari alla ragione umana!




Sono totalmente inessenziali per la nostra salvezza, come il mistero della trinità immanente, ciò che serve all’ uomo per essere riconciliato con Dio e essere salvato è stato svelato, il mistero del disegno divino della salvezza, della sua volontà, un sacro segreto rivelato (Efes. 1:9-10)....

[Edited by Aquila-58 7/29/2014 8:11 PM]
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"Perciò, siccome abbiamo questo ministero secondo la misericordia che ci è stata mostrata, non veniamo meno; 2 ma abbiamo rinunciato alle cose subdole di cui c’è da vergognarsi, non camminando con astuzia, né adulterando la parola di Dio, ma rendendo la verità manifesta, raccomandandoci ad ogni coscienza umana dinanzi a Dio" (2 Cor. 4:1-2)

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