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Blog evangelici ammettono: "Compleanni e Natale, incompatibili col cristianesimo"

Last Update: 8/7/2014 3:47 PM
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8/6/2014 10:16 PM
 
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Per i primitivi credenti i compleanni erano un'usanza pagana. Era impensabile celebrare il proprio compleanno, e ancor meno quello di Cristo. Per questo i primi cristiani rifiutarono di riservare un giorno per la natività di Gesù. Questa convinzione nasceva dal fatto che la festa del compleanno era comune in molte culture preistoriche. Si celebravano riti idolatrici in onore delle divinità tutelari di ciascun giorno di nascita e si celebrava anche il genetliaco di dei mitici come Apollo e Saturno. Lo storico del terzo secolo Origene riferì che si dava anche una certa importanza che gli unici due compleanni citati nella Bibbia erano di Faraone (1) ed Erode (2).


L'ORIGINE E LA DATA

L'imperatore Aureliano (270-275 d.C.) diede molta importanza al culto del sole e, nel 274, dichiarò il 25 Dicembre Natale del Sole Invitto.
Nei successivi anni la rigida mentalità della chiesa cominciò a cambiare e a subire l'influenza del mondo. Il culto di Mitra, del dio Sole, ed anche della licenziosa festa dei Saturnali che si celebrava nell'ultima parte di dicembre penetrò nel mondo cristiano. Probabilmente influì anche il simbolismo naturale: festeggiare, cioè, nei giorni in cui la luce comincia a ricrescere, dopo il solstizio d'inverno, la natività di Gesù Cristo sole di giustizia e di verità (Mal. 4:2).
Nel 354 d.C. il vescovo di Roma proclamò il 25 dicembre anniversario della nascita di Cristo. Siberio ordinò ai fedeli di celebrare questo giorno per ricordare la natività di Gesù. Va subito chiarito, in ogni modo, che il Signore non può essere nato in questa data. Alla nascita di Gesù "V'erano dei pastori che stavano nei campi e facevano di notte la guardia al loro gregge" (3). In quella regione della Palestina, in quel periodo, la temperatura media notturna è di sette gradi centigradi. Spesso si produce una fredda pioggia e quei pastori non sarebbero stati all'aperto con i greggi. L'usanza era di metterli al riparo di luoghi chiusi. E' anche importante ricordare che i genitori di Gesù erano andati a Betlemme perché l'imperatore Cesare Augusto aveva deciso un censimento di tutto l'impero romano. La data di Dicembre non sarebbe stata felice per incoraggiare i sudditi romani, spesso ribelli, a obbedire. Invece leggiamo "E tutti andavano a farsi registrare, ciascuno nella propria città. Or anche Giuseppe salì di Galilea, dalla città di Nazareth, in Giudea, alla città di Davide, a farsi registrare con Maria sua sposa, che era incinta. E avvenne che, mentre erano quivi, si compì per lei il tempo del parto, ed ella diè alla luce il suo figliuolo primogenito, e lo fasciò e lo pose a giacere in una mangiatoia, perché non v'era posto per loro nell'albergo" (4). Per inciso va notato che quando i magi vennero ad adorarlo non lo trovarono in questa stalla ma in un'abitazione, come riferisce l'evangelista Matteo: "Ed entrati nella casa, videro il fanciullino con Maria" (Matt. 2:11).
C'è poi il dato di fatto che Gesù aveva circa trent’anni quando cominciò il Suo ministero terreno: "Quando cominciò anch'egli ad insegnare, aveva circa trent'anni" (5). Quando morì verso i primi d'Aprile, il giorno di Pasqua, aveva trentatré anni e mezzo: "Voi sapete che fra due giorni è la Pasqua, e il Figliuol dell'uomo sarà consegnato per esser crocifisso" (Matt. 26: 2).
Evidentemente non era nato in dicembre! In ogni caso bastano le considerazioni già fatte per concludere che il Natale nel suo significato corrente non sia per niente cristiano. Eccole riassunte: i primitivi cristiani non festeggiavano i compleanni, tantomeno quello di Gesù Cristo. La data del 25 dicembre fu stabilita perchè già celebrata come giorno di festività pagana e per il significato simbolico. Un obiettivo esame dei testi biblici rivela che quella non può essere il giorno della nascita del Signore.

IL VERO SIGNIFICATO

In realtà è difficile scorgere nella maggioranza delle persone che festeggiano il Natale un atteggiamento di devozione a Dio per ringraziarLo di aver mandato il Suo Figlio a incarnarsi.
Invece il vero Natale è per il credente il giorno in cui Gesù nacque nel suo cuore, quello della salvezza. Grazie a Dio non è il caso di ricordarsene una volta l'anno e, soprattutto, gozzovigliando e ubriacandosi. Secondo la Parola di Dio, il vero significato del Natale è in relazione alla pace.
Nell'evangelo della natività c'è l'eco della speranza della pace; nei tre canti pronunciati per l'occasione è evidente. Così in quello del padre del Battista, Zaccaria: "Per risplendere su quelli che giacciono in tenebre ed ombra di morte, per guidare i nostri passi verso la via della pace" (Lu. 1:79).
Lo stesso in quello degli angeli: "Gloria a Dio nei luoghi altissimi, pace in terra (Lu. 2:13,14), fra gli uomini che Egli gradisce". Identico in quello dell’anziano Simeone: "Ora o mio Signore, tu lasci andare in pace il tuo servo, secondo la tua Parola" (Lu. 2:29).
Il profeta Isaia profetizzò del natale di Gesù: "Poiché un fanciullo ci è nato, un figliuolo ci è stato dato, e l'imperio riposerà sulle sue spalle, sarà chiamato Consigliere ammirabile, Dio potente, Padre eterno, Principe della pace per dare un incremento all'impero e una pace senza fine al trono di Davide”. E' evidente che "Egli è la nostra pace" (Is. 9:5).
Perciò il natale del Signor Gesù è il dono della pace all'uomo.
Teologicamente, infatti, la pace è un dono di Dio: "L'Eterno volga verso te il suo volto, e ti dia la pace". Una Sua benedizione: "L'Eterno darà forza al suo popolo; l'Eterno benedirà il suo popolo dandogli la pace". E' sinonimo di riconciliazione perché è legata al patto di Dio con i Suoi: "Quand'anche i monti si allontanassero e i colli fossero rimossi, l'amor mio non si allontanerà da te, né il mio patto di pace sarà rimosso".
Tuttavia la pace, che è inscindibile da ogni vero ricordo del natale di Gesù, non è solo DI DIO e CON DIO, ma anche TRA uomini e CON uomini.
In questo senso la pace è sinonimo di riposo e tranquillità, in opposizione allo stato di guerra tra gli uomini e va "fatta": "Beati quelli che si adoperano per la pace, perchè essi saranno chiamati figliuoli di pace" (Mt. 5:9).
La pace va "coltivata": "Abbiate del sale in voi stessi e state in pace gli uni con gli altri" - gli orientali se lo scambiano in segno di pace-.
La pace va "ricercata": "Rallegratevi, procacciate la perfezione, siate consolati, abbiate un medesimo sentimento, vivete in pace; e l'Iddio dell'amore e della pace sia con voi".
In conclusione, l'importante è ricordare "sempre" il natale di Gesù per verificare se la pace, dono e benedizione divina, stato di riposo e tranquillità, è conservata e alimentata. Dio vuole donarla a ogni uomo: "Pace in terra fra gli uomini che Egli gradisce!"; a ogni famiglia; a ogni comunità: "Vivete in pace"; a ogni nazione: "Il frutto della giustizia sarà la pace, e l'effetto della giustizia, tranquillità e sicurezza per sempre”.
Con questa pace il ricordo del natale del Signore sarà vivo, reale, sempre presente per restare il punto fermo di riferimento di tutti i tempi, culminante di ogni amore, di partenza di ogni salvezza, centrale di ogni adorazione.
“Ed entrati nella casa, videro il fanciullino con Maria sua madre; e prostratisi, lo adorarono; ed aperti i loro tesori, gli offrirono dei doni: oro, incenso e mirra” (Mt. 2:11).

(1) Genesi 4:20 - (2) Marco 6:21 - (3) Luca 2:8 - (4) Luca 2:3-7 - (5) Luca 3:23

Davide Di Iorio

www.adi-rc.org/sitonew/printable.asp?id=22
[Edited by admintdg3 8/6/2014 10:18 PM]



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8/6/2014 10:17 PM
 
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Noi credenti non osserviamo la presunta data di nascita di Gesù, come il mondo cerca di fare il 25 dicembre.
Allora… perché dovremo celebrare la nostra?
______________________________________

Quando Gesù nacque, ci fu molta gioia nel cielo: ” E ad un tratto si uni all’angelo una moltitudine dell’esercito celeste che lodava Dio, dicendo: Gloria a Dio nei luoghi altissimi, e pace in terra agli uomini, su cui si posa il suo favore”. (Luca 2:13-14)

Mentre il portare una nuova vita nel mondo è certamente una gioia per i genitori ed anche condivisa da altri, la domanda si presenta: “Dovremmo noi celebrare l’anniversario della nascita da allora in poi?”

Il giorno della nascita è ampiamente usato dagli astrologi per leggere l’oroscopo di uno. La parola oroscopo viene definito come:

“Gli aspetti dei pianeti e stelle ad un dato momento, quale il momento della nascita della persona, sono usati dagli astrologi come una previsione astrologica del futuro della persona, basato su un diagramma degli aspetti dei pianeti e stelle.” (Dal American Heritage Dictionary).

Siamo informati della pratica pagana di attribuire potere o influenza sulla vita della persona dovuto alla posizione delle stelle ai tempi della sua nascita. Astrologi dichiarano che le stelle celesti ed i pianeti esercitano influenza sul futuro della persona! Quasi ogni giornale elenca l’oroscopo quotidiano per i segni dello zodiaco.

L’astrologia e gli oroscopi moderni vengono da Babilonia.

“Il mondo antico dell’Egitto, della Grecia, di Roma e della Persia celebravano i compleanni degli dei, re e quelli dei nobili. Anche se gli israeliani antichi registravano l’età dei loro cittadini maschi, non c’è evidenza che tenevano festività sull’anniversario della loro data di nascita” (Enciclopedia Americana 1991).

La gente credeva in buoni e in cattivi spiriti ed essendo impauriti che questi spiriti causassero danno al celebrante di compleanno, egli veniva circondato da amici e parenti i cui buoni desideri e la loro presenza lo proteggeva dai pericoli sconosciuti che il compleanno portava, così dice il “Birthday Parties Around the World.” (Feste di compleanno nel Mondo)

La parola del Signore mette in guardia contro il partecipare nelle pratiche dei pagani:

” Così dice l’Eterno: Non imparate a seguire la via delle nazioni e non abbiate paura dei segni del cielo, perché sono le nazioni che ne hanno paura. “(Geremia 10:2)
D’importanza maggiore sono i riferimenti della Bibbia alle celebrazioni di compleanno, non i più felici.

1) Il primo è con il Faraone dell’Egitto (Genesi 40:20-22). Il coppiere visse, ma il panettiere fu messo a morte a quella festa di compleanno.
2) Anche Erode celebrò il suo compleanno, dove Giovanni il Battista fu decapitato (Marco 6:21-28).
In nessuna parte della Bibbia siamo comandati a celebrare compleanni. La Bibbia infatti dice l’opposto:

“Un buon nome è preferibile a un olio profumato, e il giorno della morte meglio del giorno della nascita.” (Ecclesiaste 7:1)
Da nessuna parte della Bibbia troviamo che l’anniversario della nascita del Salvatore fu mai celebrato…

Noi credenti non osserviamo la presunta data di nascita di Gesù, come il mondo cerca di fare il 25 dicembre. Allora, perché, dobbiamo celebrare la nostra?

I seguaci di Gesù cercano di mettersi in linea con i programmi di Gesù (e non quelli del mondo) e celebrano i Suoi comandamenti, cosicché preparando i loro cuori e le loro menti all’avvento del Suo Regno, Isaia 66:23.

Tratto da: www.albatrus.org/italian/festivita/personale/dovrebbe_un_vero_credente_celebrare_comple...



La festa di compleanno ha dunque origini da antiche usanze pagane, come pure fare gli “auguri”…
“Le varie usanze con cui oggi la gente festeggia i compleanni hanno una lunga storia. Affondano le radici nel reame della magia e della religione.

L’usanza di fare gli auguri, i regali e una festa — con tanto di candeline accese — aveva nell’antichità lo scopo di proteggere dai demoni il festeggiato e di garantirne la sicurezza nel nuovo anno. . . Fino al IV secolo il cristianesimo respinse la celebrazione dei compleanni giudicandola un’usanza pagana” (Schwäbische Zeitung – supplemento Zeit und Welt – del 3-4 aprile 1981, p. 4).

“I greci credevano che ognuno avesse uno spirito protettore o dèmone che era presente alla sua nascita e vigilava su di lui durante la sua vita. Questo spirito aveva una relazione mistica con il dio nel cui compleanno la persona era nata. Anche i romani accettavano questa idea. . . Questa nozione è stata tramandata nel pensiero religioso dell’uomo e si ritrova nell’angelo custode, nella fata buona e nel santo patrono. . . L’usanza delle candeline accese sulla torta ebbe origine dai greci. . . Venivano messe sugli altari dei templi di questa dea (Artemide) torte al miele tonde come la luna e con candeline accese. . . Nella credenza popolare, le candeline sono dotate di uno speciale potere magico per esaudire i desideri. . . Le candeline accese e i fuochi sacrificali hanno avuto uno speciale significato mistico sin da quando l’uomo ha eretto i primi altari ai suoi dèi. Le candeline della torta di compleanno sono pertanto un omaggio e un tributo al bambino che compie gli anni e portano fortuna. . . I saluti e gli auguri di buon compleanno sono una parte essenziale di questa festa. . . L’idea trae le sue origini dalla magia. . . Gli auguri di buon compleanno possono esercitare un’influenza buona o cattiva perché quel giorno si è più vicini al mondo degli spiriti” (The Lore of Birthdays, di Ralph e Adelin Linton, New York, 1952, pp. 8, 18-20).

Il compleanno dunque, è sempre stato strettamente legato all’astrologia e all’oroscopo…

Nella Bibbia, Il Signore Iddio ordina che non vi sia nessun “augure” nel suo popolo:

“Non si trovi in mezzo a te … né pronosticatore, né augure, … né chi dica la buona fortuna… perché chiunque fa queste cose è in abominio all´Eterno” (Deuteronomio 18:10,12)
Oltre a rigettare le usanze legate ai compleanni a motivo delle loro origini pagane e spiritiche, i servitori di Dio del passato le rigettavano per principio. Perché? Erano persone umili e modeste le quali non pensavano che la loro venuta al mondo fosse così importante da essere celebrata (Michea 6:8; Luca 9:48).

Piuttosto glorificavano Iddio e lo ringraziavano per il prezioso dono della vita (Salmo 8:3, 4; 36:9; Apocalisse 4:11). Tutti i giorni…

È degno di nota che l’unico evento che i cristiani hanno il comando di commemorare non è una nascita, ma una morte: quella di Gesù, al cui “nome” eccellente dobbiamo la nostra salvezza (Luca 22:17,20; 1° Corinzi 11:24,26; Ebrei 1:3, 4).

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“Così dice l’Eterno: Non imparate a seguire la via delle nazioni e non abbiate paura dei segni del cielo, perché sono le nazioni che ne hanno paura.” (Geremia 10:2)
“E non vi conformate a questo secolo, ma siate trasformati mediante il rinnovamento della vostra mente, affinché conosciate per esperienza qual sia la volontà di Dio, la buona, accettevole e perfetta volontà.” (Romani 12:2)

nicolaiannazzo.org/2010/12/11/%E2%97%8F-dovrebbe-un-vero-credente-celebrare-i-com...



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1) Leggete attentamente il Regolamento e attenetevi alle varie regole.
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8/7/2014 9:24 AM
 
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grazie è tutto molto chiaro!
il mese scorso ho compiuto 40 anni ed è stato molto difficile in famiglia far accettare il fatto che non volevo essere festeggiata!
In effetti è il primo anno che non festeggio....ma sono contenta che il mio compagno (fra poco marito), mi abbia appoggiato, pur non condividendo appieno i motivi! [SM=g1871111]
Angela
8/7/2014 10:56 AM
 
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Re:
angela.1974, 8/7/2014 9:24 AM:

grazie è tutto molto chiaro!
il mese scorso ho compiuto 40 anni ed è stato molto difficile in famiglia far accettare il fatto che non volevo essere festeggiata!
In effetti è il primo anno che non festeggio....ma sono contenta che il mio compagno (fra poco marito), mi abbia appoggiato, pur non condividendo appieno i motivi! [SM=g1871111]




E' questione d'abitudine, buona o cattiva.
In alcuni casi e contesti famigliari è un po' triste, perché magari non si festeggia nient'altro. A quel punto pero' basta solo un po' d'inventiva per rasserenare l'ambiente!

Simon
8/7/2014 1:31 PM
 
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Ci sono sempre 364 non-compleanni

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8/7/2014 3:47 PM
 
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Infatti domenica sera arrosticini per tutti: altro che festa di compleanno!!!! [SM=x1408430]
Angela
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