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Confutazione trasmissione radio Maria del GRIS di giugno 2016...

Last Update: 6/14/2016 8:01 PM
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6/7/2016 10:52 PM
 
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Il successivo e ultimo intervento è a cura di don Battista Cadei, che affronta il tema: L'ecumenismo, per la ricostruzione dell'unità dei cristiani dicendo:


I cristiani sono divisi tra loro. Oltre ai cattolici, che sono i più numerosi, ci sono gli ortodossi, le antiche chiese orientali, gli anglicani, e numerosissime denominazioni evangeliche o protestanti.
Non possiamo negare che in queste divisioni tutti, chiesa cattolica compresa, hanno avuto la loro parte di responsabilità.
Nell'epoca attuale si comprende sempre più che non ha senso chiamarsi cristiani e poi formare Chiese separate. Di conseguenza è sorto il movimento ecumenico per la ricerca dell'unità della ‏Chiesa così come è voluta da Gesù Cristo.
Nel 1948 viene fondato il Consiglio Ecumenico (o Mondiale) delle Chiese, che ora ha sede a Ginevra, e a cui partecipano ortodossi, anglicani, e moltissime denominazioni protestanti. Il Consiglio Ecumenico delle chiese deve avere come minimo comun denominatore la fede in ‪Dio Padre, Figlio e Spirito Santo e in Gesù Cristo unico Signore secondo le Scritture. I cattolici non ne fanno parte, ma vi collaborano strettamente.
Nel mondo cattolico grande impulso al movimento ecumenico è stato dato dal papa Giovanni XXIII (1958-1963). Mediante storici incontri con esponenti delle altre confessioni cristiane, dimostrò quello che vien chiamato "l'ecumenismo della carità", fatto di reciproco rispetto, accettazione, conoscenza, perdono dei torti passati. Ma come ritrovare l'unità? Non certo mercanteggiando quella che riteniamo verità irrinunciabile. Giovanni XXIII enunciò il principio "in necessariis unitas, in dubiis libertas, in omnibus caritas", cioè: nelle cose essenziali occorre unità; nelle cose dubbie o discutibili, libertà; in ogni caso, grande amore reciproco.

Quali sono le cose essenziali e irrinunciabili? La loro ricerca è compito dell' "ecumenismo teologico". A questo scopo la chiesa cattolica partecipa a commissioni bilaterali miste (cattolici e ortodossi, cattolici e luterani, cattolici e pentecostali ecc.) per lo studio dei diversi punti della fede. Per esempio nel 1973 papa Paolo VI e il patriarca copto Scenuda III proclamarono l'identica professione di fede in Gesù Cristo; lo stesso fecero nel 1994 Giovanni Paolo II e il patriarca della Chiesa Assira d’oriente. Non è ancora unione, ma dal punto di vista della fede le difficoltà sono cadute.
Ma non basta l'amore fraterno, e neppure lo studio teologico: occorre l'aiuto di Dio. Da questa convinzione è nato l' "ecumenismo spirituale", di cui una manifestazione è la Settimana di preghiere per l'unità dei cristiani (di solito dal 18 al 25 gennaio di ogni anno), in cui cattolici, protestanti, ortodossi... pregano per l’unità dei cristiani così come è voluta da Gesù Cristo.
I cristiani dunque, sulla base di quanto già hanno in comune, devono pregare e cercare di capire quali sono le cose che devono correggere o ridimensionare per ritrovare l’unità. Papa Giovanni XXIII diceva: «Ciò che abbiamo in comune è molto più di quanto ci divide».
Nessuno ha il diritto di mercanteggiare: l’ecumenismo non è fatto di compromessi!
I cristiani sono invitati a camminare verso Gesù Cristo: quanto più ci si avvicina a lui, tanto più si realizza l’unità. Il cammino forse è ancora lungo. È comunque un dovere al quale nessun cristiano dovrebbe sottrarsi.

I testimoni di Geova sono contro l’ecumenismo
«Il vero Testimone di Geova non va a lui (= al cattolico) per dialogare, ma per indottrinare; non per ascoltare, ma solo per convincere; e ciò che esula dal proselitismo (cioè dalla propaganda) - anche se potrebbe sembrare diversamente - in realtà non lo interessa» (G. Crocetti). Indubbiamente ci sono buone ragioni, teoriche e pratiche, per affermare questo.
Sul piano teorico i Testimoni di Geova pensano che solamente la loro religione deriva da Dio, mentre le altre (con in testa la cattolica romana, la peggiore di tutte) sono di origine babilonica=diabolica, e quindi radicalmente malvagie. Perciò essi rifiutano il concetto stesso di ecumenismo, da loro erroneamente chiamato «unione delle fedi», per far credere che si tratta di un miscuglio o un compromesso tra credenze tra loro contraddittorie.
Gli atteggiamenti pratici derivano da ‪questa teoria. Attorno al Testimone di Geova si crea una specie "cordone sanitario" che lo mette nella pratica impossibilità di fare un dialogo e un confronto libero. Al Testimone di Geova è vietato leggere altre cose al di fuori delle loro pubblicazioni. Gli è sconsigliato il confronto coi testi originali della Bibbia. Ha il divieto assoluto di comunicare con gli ex Testimoni di Geova. L'idea che fuori dalla loro organizzazione tutto è dominato da Satana, rende temibile l'idea di una eventuale disassociazione (=scomunica), che oltretutto significherebbe la morte sociale. Lo studio ossessivo della Torre di Guardia, la frenetica attività di predicazione, e le riunioni lasciano ben poco spazio per riflettere personalmente.
I tdG sono nemici di qualsiasi forma di ecumenismo che essi chiamano erroneamente “unione delle fedi”. Secondo la loro dottrina, il mondo è diviso in due parti: la Congregazione dei tdG, che appartiene a Dio, e il resto, che è tutto satanico: quindi non c’è spazio per l’ecumenismo.
Ma è biblico questo? Quando la donna di Samaria domanda se la religione dei samaritani è valida, Gesù risponde che la verità viene dai giudei, ma non dice che la religione samaritana è del tutto falsa… Ecco il contesto del brano evangelico:

Gli replicò la donna: «Signore, vedo che tu sei un profeta. I nostri padri hanno adorato Dio sopra questo monte e voi dite che è Gerusalemme il luogo in cui bisogna adorare». Gesù le dice: «Credimi, donna, è giunto il momento in cui né su questo monte, né in Gerusalemme adorerete il Padre. Voi adorate quel che non conoscete, noi adoriamo quello che conosciamo, perché la salvezza viene dai Giudei» (Gv 4,19-22).

Che cos’è allora l’ecumenismo? Esso è il movimento di riconciliazione dei cristiani, sulla base minima della fede comune in Dio Padre, Figlio Spirito Santo secondo le Scritture. Non si può perciò parlare di ecumenismo con le altre religioni (islamismo ecc.), e neppure con quei gruppi, anche di matrice cristiana che, come i tdG, non riconoscono la divinità di Cristo. In questi casi si potrà semmai parlare di dialogo inter-religioso, ma i tdG escludono anche questo.



Lascio la parola a chi desidera replicare...
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