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Bambini mai nati

Last Update: 5/13/2017 6:49 PM
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5/13/2017 5:53 PM
 
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Secondo voi, Dio farà risorgere queste povere creature mai nate, abortite, oppure morte premature senza vedere luce del mondo ? Io credo di si.
[Edited by Gioconda smail 5/13/2017 5:54 PM]
5/13/2017 6:03 PM
 
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La Bibbia non da una risposta esplicita, però si potrebbe ragionare sul fatto che procurare un aborto era considerato omicidio.

Shalom
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Sijmadicandhapajiee, gente per cui le arti stan nei musei - Paolo Conte

FORUM TESTIMONI DI GEOVA
5/13/2017 6:04 PM
 
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Domande dai lettori

Si può sperare nella risurrezione di un bambino che muore nel grembo materno?

Per chi non ha mai perso un bambino in questo modo può essere difficile capire i sentimenti di chi ha avuto tale esperienza. Alcuni genitori soffrono terribilmente. Una madre provò cinque volte il dolore di perdere il bambino che portava in grembo. Col tempo fu felice di crescere due bambini sani. Tuttavia ricordava ognuna di quelle tristi esperienze. Aveva sempre presente quanti anni avrebbero avuto gli altri suoi bambini se fossero sopravvissuti. Tali cristiani hanno una base per sperare in una risurrezione dei bambini che hanno perso?

La semplice risposta a questa domanda è che non lo sappiamo. La Bibbia non tratta mai in modo diretto la questione della risurrezione di bambini nati morti o persi per aborto spontaneo. Nonostante ciò, la Parola di Dio contiene princìpi che hanno relazione con questa domanda e che potrebbero dare un certo conforto.

Consideriamo due domande attinenti. Primo, dal punto di vista di Geova, quando inizia la vita umana: al concepimento o alla nascita? Secondo, in che modo Geova considera il nascituro: un individuo distinto o un semplice insieme di cellule e tessuti nel grembo materno? I princìpi biblici forniscono risposte chiare ad entrambe le domande.

La Legge mosaica indicava chiaramente che la vita non inizia alla nascita, ma molto prima. Perché possiamo dire questo? Perché mostrava che uccidendo un feto si poteva incorrere nella pena capitale. Notate questa legge: “Devi dare anima per anima”. (Eso. 21:22, 23) Quindi il nascituro nel grembo è vivo ed è un’anima vivente. Comprendere questa verità immutabile ha aiutato milioni di cristiani a rigettare la pratica dell’aborto, considerandola un grave peccato contro Dio.

Il nascituro quindi è vivo; ma che valore attribuisce Geova a quella vita? La legge citata sopra stabiliva che un adulto fosse messo a morte se causava la morte di un nascituro. È chiaro dunque che la vita del nascituro ha grande valore agli occhi di Dio. Inoltre, numerosi passi delle Scritture indicano che Geova considera il nascituro un individuo a sé. Ad esempio, il re Davide fu ispirato a dire di Geova: “Mi tenesti coperto nel ventre di mia madre. . . . I tuoi occhi videro perfino il mio embrione, e nel tuo libro ne erano scritte tutte le parti, riguardo ai giorni quando furono formate”. — Sal. 139:13-16; Giob. 31:14, 15.

Geova inoltre vede che il nascituro ha caratteristiche proprie e forse ha un grande potenziale per il futuro. Mentre Rebecca, moglie di Isacco, era in attesa di due gemelli, Geova pronunciò una profezia riguardo ai due maschi che lottavano nel suo grembo, indicando che vedeva già in loro caratteristiche che avrebbero avuto effetti a lungo termine. — Gen. 25:22, 23; Rom. 9:10-13.

Quello di Giovanni il Battista è un altro caso interessante. Il Vangelo dice: “Appena Elisabetta udì il saluto di Maria, il bambino le saltò nel seno; ed Elisabetta fu piena di spirito santo”. (Luca 1:41) Descrivendo questo avvenimento, il medico Luca usò un termine greco che poteva riferirsi sia a un feto che a un bambino dopo la nascita. Usò lo stesso termine riferendosi al piccolo Gesù che giaceva nella mangiatoia. — Luca 2:12, 16; 18:15.

Nel complesso, la Bibbia ci dà forse una base per tracciare una netta distinzione tra un bambino nel grembo e uno già nato? Sembra di no. E questo concorda con le scoperte della scienza moderna. Ad esempio, i ricercatori hanno constatato che il bambino nel grembo è in grado di percepire gli stimoli esterni e reagire. Non sorprende quindi che durante la gravidanza la madre sviluppi un legame molto stretto con il figlio che cresce dentro di lei.

Quando infine il bambino arriva, il momento della nascita può sembrare alquanto arbitrario. Considerate questo esempio: una madre partorisce prematuramente un bambino vivo, che muore dopo pochi giorni. Un’altra porta a termine la gravidanza, ma il figlio muore poco prima del parto. La prima madre ha forse la speranza che il figlio venga risuscitato solo perché lo ha partorito prematuramente, mentre la seconda non ha questa speranza?

Per riassumere, quindi, la Bibbia insegna chiaramente che la vita inizia al concepimento e che Geova considera il nascituro un individuo distinto e prezioso. Alla luce di queste verità scritturali, alcuni potrebbero ritenere incoerente argomentare che non ci sia speranza di risurrezione per il nascituro che muore. Anzi, potrebbero pensare che un’argomentazione del genere mini la nostra posizione scritturale contro l’aborto, che si basa principalmente su queste stesse verità.

Nel passato questa rivista ha posto alcune domande di natura pratica che sembravano mettere in dubbio la possibilità di una risurrezione nel caso dei bambini morti prima della nascita. Ad esempio, dobbiamo pensare che nel Paradiso Dio introdurrà un embrione parzialmente sviluppato nel grembo di una donna? Tuttavia, dopo aver studiato ulteriormente il soggetto e riflettuto in preghiera il Corpo Direttivo è giunto alla conclusione che tali considerazioni in realtà non sono rilevanti per quanto riguarda la speranza della risurrezione. Gesù disse: “A Dio ogni cosa è possibile”. (Mar. 10:27) L’esperienza stessa di Gesù ha dimostrato la veracità di questa affermazione: la sua vita fu trasferita dal cielo nel grembo di una giovane vergine, cosa del tutto impossibile dal punto di vista umano.

Tutto questo significa dunque che la Bibbia insegna che i bambini morti prima della nascita saranno risuscitati? Dobbiamo ribadire che la Bibbia non risponde direttamente a questa domanda, perciò non ci sono basi per essere dogmatici. Questo argomento potrebbe far sorgere una serie quasi infinita di domande. La cosa migliore sembra quindi quella di evitare congetture. Ciò che sappiamo è questo: la questione è nelle mani di Geova Dio, che è abbondante in amorevole benignità e misericordia. (Sal. 86:15) Senza dubbio Dio desidera ardentemente annullare la morte per mezzo della risurrezione. (Giob. 14:14, 15) Possiamo essere sicuri che egli fa sempre ciò che è giusto. Quando, spinto dall’amore, ordinerà a suo Figlio di “distruggere le opere del Diavolo”, sanerà le molte ferite che la vita in questo malvagio sistema di cose ci ha inflitto. — 1 Giov. 3:8.

w 15/4/09

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Salmi 3:3 Ma tu, o Geova, sei uno scudo intorno a me,
sei la mia gloria, sei colui che mi solleva la testa.
5/13/2017 6:49 PM
 
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Grazie per queste risposte confortanti. Come hai detto Amalia, "la cosa è nelle mani di Dio". A Dio Geova, tutto è possibile.

[Edited by Gioconda smail 5/13/2017 6:50 PM]
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