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Nikolaj Zabolockij

Last Update: 6/21/2019 10:20 PM
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Al mercato


Di fiori e vasi gia` agghindato
apre le porte il vecchio mercato.
Qui le vecchie sono grasse come botti,
hanno scialli di belta` mai vista,
e i cetrioli come colossi
solerti nuotano nell’acqua.
Scintillano come sciabole le aringhe,
i loro occhietti sono dolci
ma, se le tagli col coltello,
sgusciano via come bisce.
E la carne sotto la mannaia
sta l`ı, e` come un buco rosso,
e il salame, intestino sanguinoso,
nel braciere nuota sgangherato
e lo segue un cane riccioluto,
muove in aria il naso affamato
e la bocca e` aperta, sembra una porta,
e la testa come un piatto
e le zampe esatte vanno,
ricurve in mezzo lente lente.
Ma che cos’e?` Con aria dispiaciuta
si e` fermato cos`ı per caso
e le lacrime, proprio uva,
dagli occhi volano nell’aria.
Gli storpi son schierati in fila.
Uno suona la chitarra.
Della gamba il moncone, fratello perso,
il suo sostegno sulla piazza.
E sul moncone la stampella,
come un fiasco fatto di paglia.
Un accenno di mano un altro ci mostra,
e` il suo vanto, lo dimena,
il dito si e` slogato, il mostro,
e mugolo` il dito, sembra una talpa,
e scricchiolo` dell’osso la giuntura
e si distorse il viso un tantino.
E un terzo, arricciati i baffi,
guarda, eroe battagliero.
Lassu, ` sull’orologio del mercato,
sciamano le mosche della carne.
Va inscatolato in carrozzina,
in bocca ha nascosto il rigido volante,
in una tomba le braccia seccano,
in un fiumicello le gambe dormono.
In sorte a questo eroe
e` rimasto un ventre con la testa,
s`ı, la bocca, grande, come un manubrio,
governa l’allegro volante.
Laggiu` una vecchia con occhio fisso
siede su una sedia solitaria
e il libretto in magici buchini
(per le dita caro fratello)
canta i funzionari di servizio
e veloce di dita e` la vecchia.
E accanto la bilancia, come magellano,
brandelli di burro, grasso d’amore,
e` un mostro, sembra un idolo
nel denso sangue calcolato
e il mugolio di una chitarra sacra
e i berretti sono pieni come tiare,
come rame splendente. Non e` lontano
il tempo in cui nella tana perigliosa
lui e lei – lui ebbro, rosso
per il gelo, il canto e il vino,
monco, grasso e lei,
strega orba, danzano teneramente
un bellissimo ballo caprino
da far crepitare le volte
e dai piedi scintille schizzare!
E come marmotta la lampada prende a volare.

1927
[N. Zabolockij, “Na rynke”, Ivi, pp. 80-82. Traduzione di Milly
Berrone]
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