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Dall'escatologia dei primi cristiani alla credenza che tutti i buoni vanno in cielo

Last Update: 10/20/2020 9:16 AM
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2/22/2019 2:22 PM
 
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Nel primo secolo chi diventava Cristiano aveva la speranza di andare in cielo e quelli che abbracciavano il cristianesimo in quel periodo erano scelti da Geova e da Gesù per essere coregnanti nel regno di Cristo. Quando però la chiesa cominciò ad apostatare non è più pensabile che chi diventava Cristiano era scelto da Cristo come suo coerede.

Dunque quella che avrebbe dovuto essere una speranza limitata a pochi venne automaticamente estesa come la speranza di tutti i cristiani : andare in cielo. Quando Giovanni ebbe la rivelazione del numero degli unti è presumibile che una buona fetta di coeredi di Cristo era già stata raccolta , ed era composta dai cristiani esistenti nelle congregazioni in quel periodo . (Siamo nel 96) . Potremmo pensare ad esempio per sommi capi che un numero di circa 100.000 unti potrebbero essere stati raccolti nella congregazione cristiana del 1° secolo. Col passare dei decenni e dei secoli naturalmente il numero dei Cristiani cominciò a superare abbondantemente i 144.000 ma comunque a chi diventava cristiano veniva insegnata una sola speranza : quella celeste .

Da qui il passo di considerare il numero 144.000 come un numero simbolico e la speranza di andare in cielo a regnare con Cristo come la speranza di ogni Cristiano che alla morte riceve la corona della vita il passo è stato breve

Che ne pensate ?


[Edited by claudio2018 2/22/2019 2:24 PM]
2/22/2019 3:13 PM
 
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Re:
claudio2018, 22.02.2019 14:22:

Quando però la chiesa cominciò ad apostatare non è più pensabile che chi diventava Cristiano era scelto da Cristo come suo coerede.


Perchè no?




2/22/2019 3:25 PM
 
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Re: Re:
Hal.9000, 22/02/2019 15.13:


Perchè no?

Bhe parlo in generale. Col tempo i "cristiani" divennero milioni poi centinaia di milioni e tutti con l'idea di ereditare un paradiso celeste . Tra i tanti ci furono nella storia alcuni singoli o gruppi che facevano parte del "grano" ma non parlo di questi e di questo . Ho solo sottolineato come è avvenuto il passaggio dall'idea dell'eredità di un paradiso celeste riservato a pochi all'idea che lo ereditassero tutti i credenti.
[Edited by claudio2018 2/22/2019 3:25 PM]
2/22/2019 5:22 PM
 
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Re:
Caro Claudio


Potremmo pensare ad esempio per sommi capi che un numero di circa 100.000 unti potrebbero essere stati raccolti nella congregazione cristiana del 1° secolo.



Caro Claudio mi sembra eccessiva questa cifra. Se partiamo con 7 milioni di proclamatori, se paragonata alla popolazione mondiale si tratta solo del 0,1 %. Se trasliamo questa questa percentuale al I secolo, considerando la popolazione di circa 40-50 milioni (impero romano) lo 0,1 % corrisponde a 40-50.000 persone.

Tu pensa un po che il sociologo Stark, lui deduce che i cristiani erano meno di 10.000 persone.
[Edited by erevnitis 2/22/2019 5:23 PM]
2/22/2019 5:40 PM
 
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Si, alla fine del I secolo i cristiani non dovevano essere numerosi, non ci è in effetti giunta alcuna testimonianza materiale di quell'epoca questo fa pensare ad un gruppo molto esiguo, benché vivace, di persone.

Shalom
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Cari erev e barnabino



il sociologo Stark, lui deduce che i cristiani erano meno di 10.000 persone.




Si, alla fine del I secolo i cristiani non dovevano essere numerosi, non ci è in effetti giunta alcuna testimonianza materiale di quell'epoca questo fa pensare ad un gruppo molto esiguo, benché vivace, di persone. 


Se la cifra di 100.000 cristiani puo' essere eccessiva il dato di 10.000 credenti mi pare molto riduttivo

Dice il libro "proclamatori" :

Prendendo l’iniziativa, durante la festa di Pentecoste, l’apostolo Pietro “rese completa testimonianza” a migliaia di ebrei venuti da molte nazioni. (Atti 2:5-11, 40) Il numero dei soli uomini credenti toccò ben presto i 5.000. (Atti 4:4; 6:7) In seguito Filippo annunciò ai samaritani “la buona notizia del regno di Dio e del nome di Gesù Cristo”. — Atti 8:12.

Ma c’era ancora molto lavoro da fare. A cominciare dal 36 E.V. con la conversione di Cornelio, un incirconciso gentile, la buona notizia iniziò a diffondersi tra la popolazione non ebraica di tutte le nazioni. (Atti, cap. 10) Si estese con tale rapidità che verso il 60 E.V. l’apostolo Paolo poté dire che la buona notizia era stata “predicata in tutta la creazione che è sotto il cielo”. (Col. 1:23) Pertanto, entro la fine del I secolo, i fedeli seguaci di Gesù avevano fatto discepoli in tutto l’impero romano: in Asia, Europa e Africa.

wol.jw.org/it/wol/d/r6/lp-i/1101993004

Faccio fatica a pensare che dai 5000 credenti nel 33 si arrivò a soli 10.000 dopo 67 anni di predicazione . In un anno si fecero 5000 credenti e in 67 anni altri 5000 ?





[Edited by claudio2018 2/23/2019 6:22 PM]
2/23/2019 7:09 PM
 
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La tesi di Stark è che i numeri, come accade nell' antichità, questi numer erano solo indicativi per dire tante persone, tantissime persone, una folla di persone... tieni conto che la popolazione stimata di Gerusalemme era di 50.000 persone se non ricordo male.

Shalom
[Edited by barnabino 2/23/2019 7:45 PM]
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Re:
claudio2018, 22/02/2019 14.22:


Col passare dei decenni e dei secoli naturalmente il numero dei Cristiani cominciò a superare abbondantemente i 144.000 ma comunque a chi diventava cristiano veniva insegnata una sola speranza : quella celeste .

Da qui il passo di considerare il numero 144.000 come un numero simbolico




e certo, ecco il punto!
Il numero dei cristiani superò quello di 144.000, per cui a chi diventava cristiano veniva insegnata una sola prospettiva, la celeste (alla faccia della nuova terra…).
E qui fu l' errore: nessuno può dire ad un cristiano: tu sei nato dall' alto ed hai la speranza celeste, perché questo rasenta la bestemmia contro lo spirito santo, visto che solo lo spirito santo può testimoniare che una persona ha ricevuto l' adozione a figlio per essere un coerede di Cristo.

[Edited by Aquila-58 2/23/2019 8:41 PM]
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"Perciò, siccome abbiamo questo ministero secondo la misericordia che ci è stata mostrata, non veniamo meno; 2 ma abbiamo rinunciato alle cose subdole di cui c’è da vergognarsi, non camminando con astuzia, né adulterando la parola di Dio, ma rendendo la verità manifesta, raccomandandoci ad ogni coscienza umana dinanzi a Dio" (2 Cor. 4:1-2)

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Re:
barnabino, 23/02/2019 19:09:

La tesi di Stark è che i numeri, come accade nell' antichità, questi numer erano solo indicativi per dire tante persone, tantissime persone, una folla di persone... tieni conto che la popolazione stimata di Gerusalemme era di 50.000 persone se non ricordo male.

Shalom



Si, ma durante le feste superava il milione, solo tra ebrei e proseliti dell'ebraismo.

Simon
2/25/2019 1:55 PM
 
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Re:
Caro claudio


claudio2018, 23/02/2019 18:21:

Cari erev e barnabino


Se la cifra di 100.000 cristiani puo' essere eccessiva il dato di 10.000 credenti mi pare molto riduttivo

Dice il libro "proclamatori" :

Prendendo l’iniziativa, durante la festa di Pentecoste, l’apostolo Pietro “rese completa testimonianza” a migliaia di ebrei venuti da molte nazioni. (Atti 2:5-11, 40) Il numero dei soli uomini credenti toccò ben presto i 5.000. (Atti 4:4; 6:7) In seguito Filippo annunciò ai samaritani “la buona notizia del regno di Dio e del nome di Gesù Cristo”. — Atti 8:12.

Ma c’era ancora molto lavoro da fare. A cominciare dal 36 E.V. con la conversione di Cornelio, un incirconciso gentile, la buona notizia iniziò a diffondersi tra la popolazione non ebraica di tutte le nazioni. (Atti, cap. 10) Si estese con tale rapidità che verso il 60 E.V. l’apostolo Paolo poté dire che la buona notizia era stata “predicata in tutta la creazione che è sotto il cielo”. (Col. 1:23) Pertanto, entro la fine del I secolo, i fedeli seguaci di Gesù avevano fatto discepoli in tutto l’impero romano: in Asia, Europa e Africa.

wol.jw.org/it/wol/d/r6/lp-i/1101993004

Faccio fatica a pensare che dai 5000 credenti nel 33 si arrivò a soli 10.000 dopo 67 anni di predicazione . In un anno si fecero 5000 credenti e in 67 anni altri 5000 ?






Tu citi il libro di Atti e hai ragione, del resto potevano fare anche dei miracoli, tuttavia tieni conto anche di questi punti.

1) Questi si convertirono nella stessa giornata ma quanti continuarono a seguire Gesù passata l'euforia iniziale?

2) Hanno potuto usufruire della tecnologia che abbiamo oggi? l'opera non era rallentata a motivo di questo?

3) La persecuzione era più accanita e pericolosa di quella di oggi?

4) Le comunicazioni a distanza non erano più lente?

Come ti dicevo se partiamo con 7 milioni di proclamatori, se paragonata alla popolazione mondiale attuale si tratta solo del 0,1 %. Se trasliamo questa questa percentuale al I secolo, considerando la popolazione di circa 40-50 milioni (impero romano) lo 0,1 % corrisponde a 40-50.000 persone.

Anche se starrk dice meno di 10 000 e mi sembra reduttivo, stimare i cristiani a 20 000 oppure 30 000 nel I secolo non mi sembra fuori luogo.

[Edited by erevnitis 2/25/2019 2:12 PM]
2/25/2019 2:39 PM
 
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Re: Re:
erevnitis, 25/02/2019 13.55:

Caro claudio




Tu citi il libro di Atti e hai ragione, del resto potevano fare anche dei miracoli, tuttavia tieni conto anche di questi punti.

1) Questi si convertirono nella stessa giornata ma quanti continuarono a seguire Gesù passata l'euforia iniziale?

2) Hanno potuto usufruire della tecnologia che abbiamo oggi? l'opera non era rallentata a motivo di questo?

3) La persecuzione era più accanita e pericolosa di quella di oggi?

4) Le comunicazioni a distanza non erano più lente?

Come ti dicevo se partiamo con 7 milioni di proclamatori, se paragonata alla popolazione mondiale attuale si tratta solo del 0,1 %. Se trasliamo questa questa percentuale al I secolo, considerando la popolazione di circa 40-50 milioni (impero romano) lo 0,1 % corrisponde a 40-50.000 persone.

Anche se starrk dice meno di 10 000 e mi sembra reduttivo, stimare i cristiani a 20 000 oppure 30 000 nel I secolo non mi sembra fuori luogo.


Grazie erev

In ogni caso tra il primo e il secondo secolo le zizzanie del falso cristianesimo erano già abbastanza cresciute ed andavano via via più diffondendosi . Ma siccome chi diveniva "cristiano" abbracciava un credo che originava da un gruppo la cui unica visione escatologica era quella celeste non era proprio contemplabile che si riuscisse a capire che per il cristiano avrebbe potuto esserci una speranza diversa , quella terrena , anche perché Paolo quando scrisse le sue lettere alle congregazioni cristiane del 1° secolo , specialmente alla congregazione di Corinto non mi pare che trasmettesse l'idea che vi fossero due speranze.

Questo mi porta a tre considerazioni

1) La credenza che tutti i cristiani abbiano la speranza celeste fa parte di un astuto stratagemma dottrinale promosso da Satana e infiltrato abilmente nel mondo delle zizzanie cristiane prima ancora che si potesse rivelare l'esistenza di un altra speranza

2)Se Satana non avesse interferito , una volta completato il numero (o anche prima) dei 144.000 Gesù probabilmente avrebbe rivelato l'esistenza della speranza terrena per il resto dei cristiani non unti

3) Quello della speranza terrena e dell'intendimento dell'identità della grande folla nel XX secolo è solo il continium di quello che sarebbe stato rivelato (forse nel 2° o 3° secolo) se non ci fosse stata l'apostasia e l'interferenza di Satana

Ma evidentemente Gesù sapeva che le cose sarebbero andate in questo modo e che la conoscenza sarebbe divenuta abbondante solo nel tempo della fine (Daniele)

Però è curioso notare che l'idea che Satana promosse nell' Eden circa l'escatologia umana , ovvero che l'uomo sarebbe divenuto simile a Dio , Satana l'ha diffusa estendendola a tutti i "cristiani" , la cui sola e unica speranza è quella di andare in cielo . In tal modo è riuscito ad annullare ogni riferimento alla speranza umana di tornare a vivere in un letterale paradiso terrestre

Saluti
[Edited by claudio2018 2/25/2019 2:40 PM]
2/26/2019 9:40 AM
 
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Re:
claudio2018, 22/02/2019 14.22:


Nel primo secolo chi diventava Cristiano aveva la speranza di andare in cielo...

Che ne pensate ?





Su questo aspetto il punto di vista del Corpo Direttivo non mi sembra categorico...

*** w16 gennaio p. 26 par. 15 “Certamente verremo con voi” ***

Geova iniziò a scegliere gli unti dopo la morte e la risurrezione di Gesù, e pare che tutti i componenti della congregazione cristiana del I secolo fossero unti.

2/26/2019 9:52 AM
 
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Re: Re: Re:
claudio2018, 25/02/2019 14.39:

Grazie erev

... Ma siccome chi diveniva "cristiano" abbracciava un credo che originava da un gruppo la cui unica visione escatologica era quella celeste non era proprio contemplabile che si riuscisse a capire che per il cristiano avrebbe potuto esserci una speranza diversa , quella terrena , anche perché Paolo quando scrisse le sue lettere alle congregazioni cristiane del 1° secolo , specialmente alla congregazione di Corinto non mi pare che trasmettesse l'idea che vi fossero due speranze.
....



19 La creazione attende con impazienza la rivelazione dei figli di Dio. 20 Infatti la creazione è stata sottoposta alla futilità (non di propria volontà, ma per volontà di colui che l’ha sottoposta) sulla base della speranza 21 che anche la creazione stessa sarà liberata dalla schiavitù della corruzione e avrà la gloriosa libertà dei figli di Dio. 22 Sappiamo infatti che fino ad ora tutta la creazione continua a gemere e soffrire. 23 Non solo, ma anche noi che abbiamo le primizie, cioè lo spirito, gemiamo interiormente mentre attendiamo con impazienza l’adozione come figli, la liberazione per riscatto dal nostro corpo. (Romani 8:19-23)


Mi sembra chiaro il contrasto tra la creazione (speranza terrena) e le primizie. Non mi sembra che si stia parlando di un unico gruppo, ma di due e non sembra nemmeno che si stia parlando di un unico gruppo con la medesima speranza.


2/26/2019 10:36 AM
 
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Re: Re: Re: Re:
The.Witness, 26/02/2019 09.52:



19 La creazione attende con impazienza la rivelazione dei figli di Dio. 20 Infatti la creazione è stata sottoposta alla futilità (non di propria volontà, ma per volontà di colui che l’ha sottoposta) sulla base della speranza 21 che anche la creazione stessa sarà liberata dalla schiavitù della corruzione e avrà la gloriosa libertà dei figli di Dio. 22 Sappiamo infatti che fino ad ora tutta la creazione continua a gemere e soffrire. 23 Non solo, ma anche noi che abbiamo le primizie, cioè lo spirito, gemiamo interiormente mentre attendiamo con impazienza l’adozione come figli, la liberazione per riscatto dal nostro corpo. (Romani 8:19-23)


Mi sembra chiaro il contrasto tra la creazione (speranza terrena) e le primizie. Non mi sembra che si stia parlando di un unico gruppo, ma di due e non sembra nemmeno che si stia parlando di un unico gruppo con la medesima speranza.



Quindi ritieni che nel primo secolo non tutti i cristiani erano unti ? C'erano cristiani con la speranza di vivere sulla terra ?
2/26/2019 12:31 PM
 
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Preparandomi l'adunanza riflettevo su Romani 11:16-26 riguardo alla composizione dei 144.000 .

Se gli ebrei non avessero rigettato il Messia e di conseguenza loro non sarebbero stati rigettati come nazione sembra che il numero completo dei 144000 sarebbe stato composto da soli ebrei . Sbaglio ? Se è così le persone delle nazioni compresi gli ebrei fedeli avrebbero ereditato la vita eterna sulla terra mentre il regno celeste sarebbe stato formato da Cristo e 144.000 solo ebrei .

Evidentemente questo è il motivo per cui la buona notizia è stata predicata prima di tutto agli ebrei ma è pacifico che tra gli ebrei non si è trovato il numero sufficiente di convertiti al cristianesimo per cui Gesù ha dovuto 'invitare' a far parte del suo Regno anche persone delle nazioni. Ed ecco perché ha mandato Paolo alle nazioni

Diciamo che volendo fare una stima la percentuale di ebrei che andranno in cielo a regnare con Cristo su 144000 regnanti dovrebbe aggirarsi intorno al 5-10%

Che dite ? Sono stato troppo basso ?

Se gli studiosi ritengono che entro la fine del 1° secolo c'erano a Gerusalemme circa 10000 cristiani e il resto sparsi per l'impero più o meno la percentuale dovrebbe essere questa
2/26/2019 4:14 PM
 
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Re:
claudio2018, 26/02/2019 12.31:

...

Se gli ebrei non avessero rigettato il Messia e di conseguenza loro non sarebbero stati rigettati come nazione sembra che il numero completo dei 144000 sarebbe stato composto da soli ebrei . Sbaglio ? Se è così le persone delle nazioni compresi gli ebrei fedeli avrebbero ereditato la vita eterna sulla terra mentre il regno celeste sarebbe stato formato da Cristo e 144.000 solo ebrei .

Evidentemente questo è il motivo per cui la buona notizia è stata predicata prima di tutto agli ebrei ma è pacifico che tra gli ebrei non si è trovato il numero sufficiente di convertiti al cristianesimo per cui Gesù ha dovuto 'invitare' a far parte del suo Regno anche persone delle nazioni. Ed ecco perché ha mandato Paolo alle nazioni

...



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Re: Re: Re: Re: Re:
claudio2018, 26/02/2019 10.36:

Quindi ritieni che nel primo secolo non tutti i cristiani erano unti ? C'erano cristiani con la speranza di vivere sulla terra ?



Non te lo so dire, ma l'opinione del Corpo Direttivo è che non possiamo essere categorici a tal proposito.
2/26/2019 4:31 PM
 
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Re:
claudio2018, 26/02/2019 12:31:

Preparandomi l'adunanza riflettevo su Romani 11:16-26 riguardo alla composizione dei 144.000 .

Se gli ebrei non avessero rigettato il Messia e di conseguenza loro non sarebbero stati rigettati come nazione sembra che il numero completo dei 144000 sarebbe stato composto da soli ebrei . Sbaglio ? Se è così le persone delle nazioni compresi gli ebrei fedeli avrebbero ereditato la vita eterna sulla terra mentre il regno celeste sarebbe stato formato da Cristo e 144.000 solo ebrei .

Evidentemente questo è il motivo per cui la buona notizia è stata predicata prima di tutto agli ebrei ma è pacifico che tra gli ebrei non si è trovato il numero sufficiente di convertiti al cristianesimo per cui Gesù ha dovuto 'invitare' a far parte del suo Regno anche persone delle nazioni. Ed ecco perché ha mandato Paolo alle nazioni

Diciamo che volendo fare una stima la percentuale di ebrei che andranno in cielo a regnare con Cristo su 144000 regnanti dovrebbe aggirarsi intorno al 5-10%

Che dite ? Sono stato troppo basso ?

Se gli studiosi ritengono che entro la fine del 1° secolo c'erano a Gerusalemme circa 10000 cristiani e il resto sparsi per l'impero più o meno la percentuale dovrebbe essere questa



Infatti questi giudei sono stati tagliati, (i rami se vogliamo usare l'immagine di Paolo) a motivo della loro mancanza di fede mentre i gentili che non c'entravano nulla con questo patto di Abraamo sono stati innestati in quella pomessa del seme.


[Edited by erevnitis 2/26/2019 4:41 PM]
6/4/2019 9:48 AM
 
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Leggendo i capitoli in programma per questa settimana , Galati da 4 a 6 e riflettendo su alcuni termini riportati come "erede" "figlio" "Gerusalemme di sopra" sono giunto alle seguenti conclusioni sul motivo per cui nel primo secolo veniva presentata la speranza di vivere in cielo quasi come se fosse stata l'unica speranza possibile per un cristiano . Se l'apostolo Paolo sarebbe stato ispirato a dare risalto a due speranze nel primo secolo probabilmente si sarebbe solo creata confusione e disordine nello svolgimento del proposito di Dio che prevedeva dapprima il radunamento delle cose nei cieli e solo in un secondo tempo il radunamento delle cose sulla terra . Paolo diede risalto solo alla speranza di ereditare il regno Celeste perché era la principale candidatura per i nuovi cristiani di quel tempo tempo tempo , era un premio speciale che tutti erano chiamati ad afferrare , era un'opportunità . Non importa quanti cristiani potessero esistere nel primo secolo , importa il fatto che erano aperte queste candidature per diventare coeredi di Cristo . Ovviamente perciò Paolo dava risalto a questa candidatura e non alla candidatura di vivere per sempre sulla terra . Per fare un esempio è un po' come quando apre una nuova azienda e per prima cosa si aprono le candidature per i posti dirigenziali , ad esempio per 10 dirigenti . Magari si candideranno per quei posti 200 persone ma alla fine la scelta per occupare quei posti verrà fatta dal proprietario dell'azienda che alla fine decidera' di affidare solo i 10 posti dirigenziali ai migliori candidati . Ma agli altri 190 che avevano la speranza di ottenere i posti dirigenziali , il proprietario non li manderà a casa ma affiderà loro dei ruoli secondari nell'azienda.

Quindi anche se la prospettiva naturale della salvezza umana è quella di ereditare la terra in quel caso , in quel tempo , vi era la candidatura speciale di un premio particolare riservato ai primi che sarebbero entrati a far parte della congregazione per cui si dava risalto a quell'opportunita' . Quindi prescindendo dal numero delle persone che diventarono cristiani nel primo secolo quella era la prospettiva che Paolo sentiva in sé e offriva agli altri in modo collettivo . Sarebbe poi stato Dio a stabilire chi effettivamente sarebbe andato a regnare con Cristo come erede del regno Celeste ma non poteva certo stabilirlo Paolo dicendo tu sei idoneo e tu tu non lo sei . Paolo si limitava a presentare questa grande opportunità e quindi tutti i cristiani operavano in vista di quello opportunità pur sapendo che avrebbero potuto non ereditare questo regno ma ciò nonostante erano consapevoli dell'esistenza della speranza in una resurrezione terrena perché appunto la Bibbia parlava di ereditare la terra non solo il cielo .

Dunque anche se la candidatura naturale della salvezza umana ha a che vedere con la terra in questo caso Paolo stava facendo riferimento al privilegio speciale di divenire coeredi di Cristo ed ereditare il regno celeste. Quindo è ovvio che in quel periodo la perseveranza era finalizzata all' ereditare questo regno Celeste e quindi tutti i cristiani e ovvio che si sforzassero in tal senso . Se poi un cristiano che sperava di ereditare il regno Celeste alla fine non sarebbe stato considerato idoneo di per questo Regno non è detto che non avrebbe ricevuto una risurrezione ma avrebbe avuto una risurrezione terrena non celeste. Tuttavia l'aspettativa principale di tutti i cristiani di quel tempo era quella di ricevere un Regno. Comunque dal momento che alcuni riferimenti alla speranza terrena vengono fatti ("nuovi cieli e nuova terra"(2 Pietro 3:13), "radunare nel Cristo le cose nei cieli e le cose sulla terra"(Efesini 1:10)) non si può escludere che ci fossero cristiani che avessero anche la speranza terrena ma semplicemente Paolo non si rivolge a loro . Tra l'altro come mette anche in risalto Galati , va considerato che pur avendo una speranza celeste alcuni cristiani vivevano in modo del tutto carnale . Questo per dire che non tutti quelli che avevano un'aspettativa celeste vivevano poi in modo tale da essere degni di questa prospettiva e il suggello finale per questo premio speciale doveva essere apposto in ultima analisi da Dio Ma d'altra parte non si può nemmeno affermare che costoro non avrebbero poi potuto ricevere una risurrezione terrena. Mangiare il pane per il vino alla commemorazione non significava che una persona per forza avesse il suggello divino significava semplicemente che uno sperava di ereditare il Regno ma in definitiva era Geova che stabiliva se ti avrebbe considerato idoneo per ereditarlo oppure no . Per concludere fu solo in seguito che venne precisato che il Regno lo avrebbero ottenuto solo 144000 persone 'comprate dalla terra' che avrebbero 'regnato sulla terra' (Riv 14:3 ; 5:9,10)

10/20/2020 7:49 AM
 
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Sembra che la speranza "terrena" a livello di speranza comune tra i seguaci di una religione sia solo caratteristica nostra sviluppatasi dagli anni 30 in poi . O conoscete altre religioni passate o presenti la cui speranza sia quella di vivere in un paradiso terrestre ?
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