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ULTIME NOTIZIE : Sangue e operazini chirurgiche senza trasfusioni di sangue

Last Update: 10/6/2019 10:37 PM
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9/16/2019 10:06 PM
 
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Cardiochirurgia Senza Sangue: Esperti A Convegno Al Niguarda
È vero che i Testimoni di Geova sono il gruppo meno istruito? 23 pt.10/17/2019 7:44 PM by Anthony.Sidra
Personaggi random per situazioni random – nuova edizioneEFP9 pt.10/17/2019 8:14 PM by Setsy
L' ORIGINE DEL FIGLIO UNIGENITO DI DIO7 pt.10/17/2019 7:47 PM by Aquila-58
9/16/2019 10:10 PM
 
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«Il percorso interessa l’intera comunità dei pazienti, non solo i testimoni di Geova»,

precisa lui stesso, «siamo riusciti a mettere a punto un protocollo di preparazione del paziente all’intervento e di gestione intraperatoria che ci permette di operare davvero “senza sangue”, rispettando la volontà del paziente ed evitando, al tempo stesso, i rischi connessi con la trasfusione. Oggi possiamo eseguire ogni tipo di intervento cardiochirurgico senza trasfusioni: bypass, sostituzioni valvolari multiple, riparazioni valvolari, aneurismi aortici, trattamenti trans catetere (TAVI, endoprotesi vascolari, ecc). L’esperienza così maturata ci permette sempre più di contenere l’entità delle perdite ematiche intraoperatorie, azzerando in molti casi la necessità di trasfusione».

Si parlerà anche di “medicina senza sangue” al convegno di Cardiologia che riunirà all’hotel Marriott di Milano dal 23 al 26 settembre 1400 specialisti. L’Ospedale Niguarda è all’avanguardia in questa metodica, come spiega Claudio Francesco Russo, primario di Cardiochirurgia al Centro De Gasperis, sostenuto dall’omonima fondazione, che organizza il convegno.

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9/17/2019 9:10 PM
 
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Complicanze immediate (entro le 24 ore dalla trasfusione)


TRALI( I (Transfusion Related Acute Lung Injury), comparsa improvvisa di distress respiratorio dopo infusione di un emoderivato, è una sindrome

respiratoria acuta caratterizzata da dispnea con o senza cianosi, ipossia, ipotensione arteriosa, edema polmonare non cardiogeno, tosse scuotente e febbre, che può instaurarsi entro pochissime ore da una trasfusione di sangue intero o di altri emocomponenti. Tale sindrome si presenta con un esordio brusco, generalmente tra le 2 e le 4 ore dalla trasfusione di almeno 60 ml di

un qualsiasi emocomponente.

Per quanto riguarda la patogenesi di questa grave complicanza post trasfusionale si fa riferimento alla recente teoria del “Doppio evento”.

Secondo tale ipotesi esiste un primo insulto, rappresentato da una preesistente

condizione infiammatoria, che portando all’attivazione dell’endotelio polmonare

ed al sequestro dei neutrofili (PMN) abbia potuto determinare nel paziente uno

stato di relativa ipossia.

Naturalmente questo primo evento si può realizzare sia durante un qualsiasi

intervento chirurgico con anestesia generale che nel corso di un ricovero in terapia intensiva.

Il secondo insulto viene invece arrecato con la trasfusione di emocomponenti e può essere innescato sia dagli anticorpi contro gli antigeni leucocitari umani (anti-HLA), di classe I o di classe II, dagli anti-neutrofili o dagli anti-granulociti passivamente trasmessi che dalla infusione di lipidi biologicamente attivi, provenienti dalla degradazione dei prodotti cellulari durante la conservazione del sangue.



Reazione febbrile non emolitica, Queste reazioni rappresentano il tipo più frequentemente osservato e segnalato. Dal momento che i loro sintomi sono febbre e brividi, come nelle reazioni emolitiche acute, è fondamentale in ogni caso valutarle con attenzione al fine di escludere tale evenienza.

Queste reazioni, osservate in genere in pazienti politrasfusi o in donne pluripare, che più facilmente presentano anticorpi diretti contro antigeni HLA presenti su leucociti e piastrine del donatore, tendono a limitarsi da sole.

La reazione antigene-anticorpo in cui siano implicati tali anticorpi può attivare il complemento e stimolare la produzione di citochine che stimolano la liberazione di pirogeni endogeni.



Emolisi intravascolare acuta, evento raro e letale. E’ dovuta alla reazione antigene presente sui globuli rossi trasfusi – anticorpo del paziente.

Di solito avviene nell’ambito del sistema AB0.

La distruzione delle emazie si accompagna all’attivazione dei sistemi del complemento e della coagulazione a cui conseguono shock, CID e danno renale.

I sintomi tipici sono: dolore lombare, ipotensione, sudorazione profusa, malessere e febbre.

Nei pazienti anestetizzati sono indicativi l’emorragia da ferite e punti di sutura, calo pressorio ed alterazione della frequenza cardiaca.



Reazione allergica orticarioide, caratterizzata da rush cutaneo e prurito. Compare a pochi minuti dall’inizio della trasfusione e termina con la somministrazione di antistaminici



Reazioni anafilattiche, rare e letali. Si verificano nei pazienti con deficit di IgA e con anticorpi Anti- IgA. Si presentano con tosse, broncospasmo, distress respiratorio, nausea, vomito, crampi addominali, diarrea, shock e perdita di coscienza.



Contaminazione batterica, reazione febbrile da contaminazione batterica dell’ emocomponente.



Edema polmonare Acuto, dato dal sovraccarico circolatorio, a rischio sono i pazienti con compromissione del sistema cardiocircolatorio.

E’ dovuto alla somministrazione rapida di emocomponenti e si manifesta con tachicardia, dispnea, ipertensione, segni di insufficienza ventricolare.





Complicanze ritardate



Emolisi extravascolare, avviene in pazienti già immunizzati verso antigeni RH, Duffy, Kidd e Kell.

La trasfusione di emazie positive, da vita ad una risposta anticorpale che porta all’emolisi extravascolare, di norma entro 3-7 giorni dalla trasfusione, rilevabile con la diminuzione dell’emoglobina e l’aumento della bilirubina.



TA-GVHD, La Graft versus host disease associata a trasfusione è una rara forma di GVHD (malattia del trapianto contro l'ospite), che si ottiene quando durante una trasfusione di sangue T immunocompetenti esse aggrediscono il sistema immuntario della persona, riconoscendolo come corpo estraneo. Solitamente si manifesta entro 10-12 giorni, con numerose complicanze.

Si manifesta con rush cutaneo, febbre, epatite, diarrea, ipoplasia midollare e infezioni di progressiva intensità in pazienti immunodepressi.



TRIM, Immunomodulazione associata alla trasfusione allogenica, è una risposta che può svilupparsi in pazienti sottoposti a trasfusioni multiple, con effetto immunosoppressivo, con recidive di tumore, e di infezioni virali e batteriche.

. Vari meccanismi possono spiegare l'evidente relazione fra trasfusioni e infezioni.

1- L'effetto TRIM è mediato dai leucociti (immunologicamente attivi) del donatore, che convivono con quelli del ricevente (chimerismo).

2- L'effetto è mediato da sostanze biologicamente attive, rilasciate dai leucociti del donatore nei CE, in rapporto al tempo di conservazione.

3- L'effetto è mediato dagli antigeni HLA solubili presenti nel plasma.



4- Il sangue allogenico determina disfunzioni multiorgano (per esempio la TRALI, Transfusion-Related Acute Lung Injury), che favoriscono l'instaurarsi di infezioni.

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10/5/2019 12:32 AM
 
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Chirurgia senza sangue: quanto è diffusa in Italia?

Rifacendoci a fonti divulgative esterne ai Testimoni di Geova, si può certamente affermare che la medicina e chirurgia senza sangue è praticata in Italia sin dai primi anni ’70. In un servizio di Panorama del 23 luglio 1979 relativo a un convegno medico nell’ospedale di Ripatransone in provincia di Ascoli Piceno, il dottor Cesare Buresta, precursore in questo campo pur essendo estraneo religiosamente ai testimoni di Geova, dichiarava che “era possibile operare senza trasfusioni di sangue nel 99% dei casi.

Oggi ogni anno vengano effettuati circa 16.000 interventi da parte di 5.000 medici senza il ricorso alle trasfusioni. Tra questi, interventi complessi che vanno dai trapianti di fegato alla cardiochirurgia per arrivare a interventi in utero per curare la spina bifida, come descritto dal nostro giornale qualche settimana fa.

Che dire degli interventi non programmati o delle urgenze? Il dottor Samuel Mancuso cardiochirurgo al Maria Pia Hospital di Torino afferma: “Non esistono sfide impossibili. La letteratura pubblica da anni lavori in cui si evidenzia che la mortalità dei pazienti testimoni di Geova in urgenza è alta tanto quanto quella dei pazienti in urgenza sottoposti a trasfusioni”. (Libero 15 aprile 2019).

Sulla stessa falsa riga il dottor Massimo Franchi professore di ostetricia e ginecologia all’Università degli Studi di Verona e direttore dell’Unità operativa di ostetricia e ginecologia presso l’Azienda ospedaliera universitaria di Verona. Alla domanda se avesse visto morire qualcuno che aveva rifiutato una trasfusione ha risposto: “Nella mia esperienza clinica di oltre 30 anni non ho mai avuto esperienze di questo tipo e neanche in qualità di medico legale. Non è corretto dire che una persona morirà perché non accetta il sangue. E’ una situazione complessa e andrebbe rivista da caso a caso. Non possiamo escludere niente, ma non possiamo escludere neanche la morte da trasfusione”.

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[Edited by Angelo Serafino53 10/5/2019 12:34 AM]
10/5/2019 1:20 AM
 
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Re:
Angelo Serafino53, 05/10/2019 00.32:


Chirurgia senza sangue: quanto è diffusa in Italia?

Rifacendoci a fonti divulgative esterne ai Testimoni di Geova, si può certamente affermare che la medicina e chirurgia senza sangue è praticata in Italia sin dai primi anni ’70. In un servizio di Panorama del 23 luglio 1979 relativo a un convegno medico nell’ospedale di Ripatransone in provincia di Ascoli Piceno, il dottor Cesare Buresta, precursore in questo campo pur essendo estraneo religiosamente ai testimoni di Geova, dichiarava che “era possibile operare senza trasfusioni di sangue nel 99% dei casi.

Oggi ogni anno vengano effettuati circa 16.000 interventi da parte di 5.000 medici senza il ricorso alle trasfusioni. Tra questi, interventi complessi che vanno dai trapianti di fegato alla cardiochirurgia per arrivare a interventi in utero per curare la spina bifida, come descritto dal nostro giornale qualche settimana fa.

Che dire degli interventi non programmati o delle urgenze? Il dottor Samuel Mancuso cardiochirurgo al Maria Pia Hospital di Torino afferma: “Non esistono sfide impossibili. La letteratura pubblica da anni lavori in cui si evidenzia che la mortalità dei pazienti testimoni di Geova in urgenza è alta tanto quanto quella dei pazienti in urgenza sottoposti a trasfusioni”. (Libero 15 aprile 2019).

Sulla stessa falsa riga il dottor Massimo Franchi professore di ostetricia e ginecologia all’Università degli Studi di Verona e direttore dell’Unità operativa di ostetricia e ginecologia presso l’Azienda ospedaliera universitaria di Verona. Alla domanda se avesse visto morire qualcuno che aveva rifiutato una trasfusione ha risposto: “Nella mia esperienza clinica di oltre 30 anni non ho mai avuto esperienze di questo tipo e neanche in qualità di medico legale. Non è corretto dire che una persona morirà perché non accetta il sangue. E’ una situazione complessa e andrebbe rivista da caso a caso. Non possiamo escludere niente, ma non possiamo escludere neanche la morte da trasfusione”.

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Operato a valvola mitrale senza trasfusione di sangue paziente Testimone di Geova all’Ospedale Metropolitano di Reggio

Reggio Calabria - È stato dimesso nelle scorse settimane un paziente di 87 anni Testimone di Geova sottoposto ad un delicato intervento chirurgico di sostituzione della valvola mitrale con protesi biologica nella U.O.C. di Cardiochirurgia del Grande Ospedale Metropolitano “Bianchi-Melacrino-Morelli” di Reggio Calabria

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[Edited by Angelo Serafino53 10/5/2019 1:23 AM]
10/5/2019 1:33 AM
 
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Cardiochirurgia Senza Sangue: Esperti A Convegno Al Niguarda

Il percorso interessa l’intera comunità dei pazienti, non solo i testimoni di Geova», precisa lui stesso, «siamo riusciti a mettere a punto un protocollo di preparazione del paziente all’intervento e di gestione intraperatoria che ci permette di operare davvero “senza sangue”, rispettando la volontà del paziente ed evitando, al tempo stesso, i rischi connessi con la trasfusione.

Oggi possiamo eseguire ogni tipo di intervento cardiochirurgico senza trasfusioni: bypass, sostituzioni valvolari multiple, riparazioni valvolari, aneurismi aortici, trattamenti trans catetere (TAVI, endoprotesi vascolari, ecc). L’esperienza così maturata ci permette sempre più di contenere l’entità delle perdite ematiche intraoperatorie, azzerando in molti casi la necessità di trasfusione».
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Re:
Angelo Serafino53, 10/5/2019 1:33 AM:


Cardiochirurgia Senza Sangue: Esperti A Convegno Al Niguarda

Il percorso interessa l’intera comunità dei pazienti, non solo i testimoni di Geova», precisa lui stesso, «siamo riusciti a mettere a punto un protocollo di preparazione del paziente all’intervento e di gestione intraperatoria che ci permette di operare davvero “senza sangue”, rispettando la volontà del paziente ed evitando, al tempo stesso, i rischi connessi con la trasfusione.

Oggi possiamo eseguire ogni tipo di intervento cardiochirurgico senza trasfusioni: bypass, sostituzioni valvolari multiple, riparazioni valvolari, aneurismi aortici, trattamenti trans catetere (TAVI, endoprotesi vascolari, ecc). L’esperienza così maturata ci permette sempre più di contenere l’entità delle perdite ematiche intraoperatorie, azzerando in molti casi la necessità di trasfusione».
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Non sono necessarie Le trasfusioni SE va a Un Ospedali Di qualita' come questo qua' !!
youtu.be/BPUOwr8XrGc
10/6/2019 10:37 PM
 
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Re:
Angelo Serafino53, 10/5/2019 1:33 AM:


Cardiochirurgia Senza Sangue: Esperti A Convegno Al Niguarda

Il percorso interessa l’intera comunità dei pazienti, non solo i testimoni di Geova», precisa lui stesso, «siamo riusciti a mettere a punto un protocollo di preparazione del paziente all’intervento e di gestione intraperatoria che ci permette di operare davvero “senza sangue”, rispettando la volontà del paziente ed evitando, al tempo stesso, i rischi connessi con la trasfusione.

Oggi possiamo eseguire ogni tipo di intervento cardiochirurgico senza trasfusioni: bypass, sostituzioni valvolari multiple, riparazioni valvolari, aneurismi aortici, trattamenti trans catetere (TAVI, endoprotesi vascolari, ecc). L’esperienza così maturata ci permette sempre più di contenere l’entità delle perdite ematiche intraoperatorie, azzerando in molti casi la necessità di trasfusione».
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Noscondono I Morti della trasfusione Di sangue. Le chiamano "complicazioni operatorie"
Questa infermiera lo spiega bene .

youtu.be/v4PHCwvkH24
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