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Confutazione trasmissione radio Maria del GRIS di novembre 2020...

Last Update: 11/10/2020 7:39 PM
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11/10/2020 6:37 PM
 
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...la vita oltre la morte
[Edited by viceadmintdg1 11/10/2020 6:38 PM]
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Il primo intervento è a cura del conduttore don Fiorino che riallacciandosi alla recente festa cattolica dei santi e alla commemorazione dei defunti affronta il tema della Vita oltre la morte dicendo



La morte è un grande mistero e noi abbiamo come riferimento la Parola di Dio e la parola vivente che è Gesù che ci aiuta a comprendere questa realtà della morte che tutti prima o poi dovremo affrontare.
Nel Vangelo di Giovanni nostro Signore dice: "io sono la risurrezione e la vita, chi crede in me anche se è morto vivrà" (Gv 1:25).
Queste parole ci fanno capire che la morte è solo una tappa verso la risurrezione. La vita infatti non viene tolta ma solo trasformata. La Chiesa ha sempre mostrato di credere che i morti vivono ancora. Il magistero della Chiesa nel 1336 con Benedetto XII ha stabilito la retribuzione immediata dopo la morte e con il Concilio Lateranense V nel 1513, la sopravvivenza di ogni singolo uomo. Dopo la morte infatti sopravvive l’io personale dotato di coscienza, che possiamo chiamare anima, secondo la concezione biblica, ossia la parte che sopravvive nella sua singolarità dopo la morte del corpo fisico.

I testimoni di Geova invece dicono che la morte è un annientamento e la risurrezione è una ricreazione. Ma in tal caso la persona risorta sarebbe una copia non la stessa persona nella sua singolarità e irripetibiltà. Noi sappiamo invece che la persona sussiste nella sua individualità ed è la stessa persona anche alla resurrezione. Ma la risurrezione inizia già qui sulla terra con la trasformazione operata dall’amore. Questa è già una vita nuova in Gesù come leggiamo nella Parola di Dio in I Gv 3:14 e in Mt 25 ove si legge che nel giudizio finale universale varrà l’amore che avremo mostrato concretamente a tutti.

La risurrezione alla fine si estenderà alla dimensione corporea che si riunirà all’anima, ossia l’io cosciente che sopravvive alla morte fisica, secondo il concetto biblico di anima.
Già nell’Antico Testamento emerge gradualmente questo concetto che ha portato ad una profonda cura dei nostri defunti e dei loro resti mortali; ma la morte è già uno stato vitale cosciente, fatto che i nostri fratelli testimoni di Geova rifiutano insegnando che tutta la persona muore.

Ma la Bibbia stessa insegna il culto dei morti. In 2 maccabei 12:45 leggiamo che santo e salutare è il pensiero di pregare per i defunti perché siano assolti dai peccati e inoltre essi stessi possono intercedere per noi. Questo culto dei morti dobbiamo praticarlo ogni giorno non solo in occasione delle festività, ricordando il Credo la nostra professione di fede: “credo la vita eterna”.

La nostra vita quindi non termina con la morte fisica, ma sopravviviamo con questo io personale dotato di coscienza e di volontà.

Concludo con queste belle parole di Sant’Agostino in commento a Giovanni 1:25:

"Chi crede in me anche se è morto vivrà, e chiunque vive e crede in me non morirà in eterno. Che vuol dire questo? Chi crede in me, anche se è morto come è morto Lazzaro, vivrà, perché egli non è Dio dei morti ma dei viventi. Cosí rispose ai Giudei, riferendosi ai patriarchi morti da tanto tempo, cioè ad Abramo, Isacco e Giacobbe: Io sono il Dio di Abramo, il Dio d'Isacco e il Dio di Giacobbe, non sono Dio dei morti ma dei viventi: essi infatti sono tutti vivi. Credi dunque, e anche se sei morto, vivrai; se non credi, sei morto anche se vivi. Proviamolo. Ad un tale che indugiava a seguirlo Permettimi prima di andare a seppellire mio padre, il Signore rispose: Lascia che i morti seppelliscano i loro morti; tu vieni e seguimi. Vi era là un morto da seppellire, e vi erano dei morti intenti a seppellirlo: questi era morto nel corpo, quelli nell'anima. Quando è che muore l'anima? Quando manca la fede. Quando è che muore il corpo? Quando viene a mancare l'anima. La fede è l'anima della tua anima. Chi crede in me - egli dice - anche se è morto nel corpo, vivrà nell'anima, finché anche il corpo risorgerà per non più morire. Cioè: chi crede in me, anche se morirà vivrà. E chiunque vive nel corpo e crede in me, anche se temporaneamente muore per la morte del corpo, non morirà in eterno per la vita dello spirito e per l’immortalità della risurrezione. Questo è il senso delle sue parole: E chiunque vive e crede in me non morirà in eterno. Lo credi tu? - domanda Gesù a Marta -; ed essa risponde: Si, Signore, io ho creduto che tu sei il Cristo, il Figlio di Dio, che sei venuto in questo mondo. E credendo questo, ho con ciò creduto che tu sei la risurrezione, che tu sei la vita; ho creduto che chi crede in te, anche se muore, vivrà, e che chi vive e crede in te, non morirà in eterno." (S. Agostino, Commento al Vangelo di Giovanni 49, 15)



Lascio la parola a chi desidera replicare...
[Edited by viceadmintdg1 11/10/2020 6:49 PM]
11/10/2020 7:39 PM
 
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viceadmintdg1, 10/11/2020 18:38:



La morte è un grande mistero e noi abbiamo come riferimento la Parola di Dio e la parola vivente che è Gesù che ci aiuta a comprendere questa realtà della morte che tutti prima o poi dovremo affrontare.




Bene, la parola di Dio afferma che la morte ha origine dal peccato del primo uomo (Romani 5:12) e che è un' acerrima nemica dell' uomo (1 Corinti 15:26).
Non mi sembra che la si descriva come un "mistero"...



viceadmintdg1, 10/11/2020 18:38:


Nel Vangelo di Giovanni nostro Signore dice: "io sono la risurrezione e la vita, chi crede in me anche se è morto vivrà" (Gv 1:25).
Queste parole ci fanno capire che la morte è solo una tappa verso la risurrezione.




la morte non faceva parte del proposito divino. Dio non creò l' uomo per morire, la morte è messa in relazione unicamente con il peccato di Adamo, le Scritture sono chiare.
Ovvio che la risurrezione di Cristo abbia sconfitto la morte (Apocalisse 1:18)...


viceadmintdg1, 10/11/2020 18:38:


La vita infatti non viene tolta ma solo trasformata. La Chiesa ha sempre mostrato di credere che i morti vivono ancora. Il magistero della Chiesa nel 1336 con Benedetto XII ha stabilito la retribuzione immediata dopo la morte e con il Concilio Lateranense V nel 1513, la sopravvivenza di ogni singolo uomo. Dopo la morte infatti sopravvive l’io personale dotato di coscienza, che possiamo chiamare anima, secondo la concezione biblica, ossia la parte che sopravvive nella sua singolarità dopo la morte del corpo fisico.




peccato che nessuna Scrittura attesti ciò.
Non leggiamo nella Genesi che Adamo fosse dotato di un' anima spirituale immortale, piuttosto che egli stesso fosse un' anima o essere vivente (Genesi 2:7).

Inoltre, di quale concezione biblica parla? Nella Bibbia, la parola tradotta anima in ebraico è nepes e in greco psychè, ma nessuno dei due termini descrive una parte immateriale che si separa dal corpo alla morte per vivere coscientemente altrove, c' è poco da fare


viceadmintdg1, 10/11/2020 18:38:



I testimoni di Geova invece dicono che la morte è un annientamento e la risurrezione è una ricreazione. Ma in tal caso la persona risorta sarebbe una copia non la stessa persona nella sua singolarità e irripetibiltà. Noi sappiamo invece che la persona sussiste nella sua individualità ed è la stessa persona anche alla resurrezione.




i cristiani testimoni di Geova non dicono affatto che la morte è "annientamento", ma sta scherzando?
Semmai per i cristiani testimoni di Geova la seconda morte è la fine eterna dell' esistenza, non la morte ereditata dal peccato adamico.
Per i cristiani testimoni di Geova alla morte, al tempo stabilito da Dio, seguirà la risurrezione e Dio può risorgere la stessa persona che "dorme" nella morte (Giovanni 11:11)


viceadmintdg1, 10/11/2020 18:38:


Ma la risurrezione inizia già qui sulla terra con la trasformazione operata dall’amore. Questa è già una vita nuova in Gesù come leggiamo nella Parola di Dio in I Gv 3:14 e in Mt 25 ove si legge che nel giudizio finale universale varrà l’amore che avremo mostrato concretamente a tutti.




la risurrezione in senso spirituale comincia già adesso, su questo non ci piove (Efesini 2:1, 5-6)

viceadmintdg1, 10/11/2020 18:38:


La risurrezione alla fine si estenderà alla dimensione corporea che si riunirà all’anima, ossia l’io cosciente che sopravvive alla morte fisica, secondo il concetto biblico di anima.




non c' è uno straccio di Scrittura che attesti questo, può indicarmene una sola?


viceadmintdg1, 10/11/2020 18:38:



Già nell’Antico Testamento emerge gradualmente questo concetto che ha portato ad una profonda cura dei nostri defunti e dei loro resti mortali; ma la morte è già uno stato vitale cosciente, fatto che i nostri fratelli testimoni di Geova rifiutano insegnando che tutta la persona muore.




l' 'A.T. applica la stessa metafora neotestamentaria del "sonno" alla morte (Salmo 13:3 ; 13:4 CEI).
I refaim, che voi traducete "le ombre", non vivono una vita "umbratile" da qualche parte, prova ne sia che in Giobbe 26:5-6 i refaim sono messi in relazione con lo Sceol e con l' 'ahvaddon, che in ebraico significa "distruzione".
C ' è da ricordare però che nell' A.T., l' unica speranza biblica, la risurrezione, era appena abbozzata e sarà pienamente esplicata nel N.T.!




viceadmintdg1, 10/11/2020 18:38:


Ma la Bibbia stessa insegna il culto dei morti. In 2 maccabei 12:45 leggiamo che santo e salutare è il pensiero di pregare per i defunti perché siano assolti dai peccati e inoltre essi stessi possono intercedere per noi. Questo culto dei morti dobbiamo praticarlo ogni giorno non solo in occasione delle festività, ricordando il Credo la nostra professione di fede: “credo la vita eterna”.




i deuterocanonici sono chiaramente influenzati dalla filosofia greca, vuole la prova?
Andiamo al libro della Sapienza:

4 La sapienza non entra in un'anima che compie il male
né abita in un corpo oppresso dal peccato.
(Sapienza 1,4 CEI).

Nota in calce della Bibbia CEI a Sapienza 1,4

"1,4 anima e corpo: i due elementi di cui è costituito l’uomo, secondo la filosofia greca, alla quale attinge anche l’autore del libro della Sapienza. "

Contenti voi, contenti tutti...

viceadmintdg1, 10/11/2020 18:38:


La nostra vita quindi non termina con la morte fisica, ma sopravviviamo con questo io personale dotato di coscienza e di volontà.




non è biblico!

viceadmintdg1, 10/11/2020 18:38:



Concludo con queste belle parole di Sant’Agostino in commento a Giovanni 1:25:

"Chi crede in me anche se è morto vivrà, e chiunque vive e crede in me non morirà in eterno. Che vuol dire questo? Chi crede in me, anche se è morto come è morto Lazzaro, vivrà, perché egli non è Dio dei morti ma dei viventi. Cosí rispose ai Giudei, riferendosi ai patriarchi morti da tanto tempo, cioè ad Abramo, Isacco e Giacobbe: Io sono il Dio di Abramo, il Dio d'Isacco e il Dio di Giacobbe, non sono Dio dei morti ma dei viventi: essi infatti sono tutti vivi. Credi dunque, e anche se sei morto, vivrai; se non credi, sei morto anche se vivi.




certo, chi non crede è già morto in senso spirituale (Luca 9:60), ma perchè Dio non è l' Iddio dei morti ma dei viventi?
Lo spiega bene il passo di Romani 4:17, proprio a proposito di Abramo.
Il testo greco letterale afferma:

"Come è scritto, ha posto te Padre di molte genti, di fronte al quale credette a Dio, il facente vivere i morti e chiamante le cose non essenti come essenti", testuale dal testo greco di Romani 4:17!

Come credeva Abramo che Dio fa vivere i morti?

Ebrei 11:17-19 CEI


17 Per fede, Abramo, messo alla prova, offrì Isacco, e proprio lui, che aveva ricevuto le promesse, offrì il suo unigenito figlio, 18 del quale era stato detto: Mediante Isacco avrai una tua discendenza. 19 Egli pensava infatti che Dio è capace di far risorgere anche dai morti: per questo lo riebbe anche come simbolo.

Per Dio tutti sono viventi non perchè un' anima spirituale immortale viva al suo cospetto, ma perchè Dio "chiama le cose che non sono come se fossero", come abbiamo visto in Romani 4:17


viceadmintdg1, 10/11/2020 18:38:


Chi crede in me - egli dice - anche se è morto nel corpo, vivrà nell'anima, finché anche il corpo risorgerà per non più morire. Cioè: chi crede in me, anche se morirà vivrà. E chiunque vive nel corpo e crede in me, anche se temporaneamente muore per la morte del corpo, non morirà in eterno per la vita dello spirito e per l’immortalità della risurrezione.





peccato che Gesù non abbia affatto detto questo in Giovanni 11:25-26, chiunque può andare a verificare il testo greco e accorgersene, basta anche il cattolico interlineare greco italiano P. Beretta (edizioni San Paolo), ognuno potrà ben verificare che le parole dette da Agostino non sono quelle di Gesù.
Quella di Agostino è semplice filosofia..


viceadmintdg1, 10/11/2020 18:38:


Questo è il senso delle sue parole: E chiunque vive e crede in me non morirà in eterno. Lo credi tu? - domanda Gesù a Marta -; ed essa risponde: Si, Signore, io ho creduto che tu sei il Cristo, il Figlio di Dio, che sei venuto in questo mondo. E credendo questo, ho con ciò creduto che tu sei la risurrezione, che tu sei la vita; ho creduto che chi crede in te, anche se muore, vivrà, e che chi vive e crede in te, non morirà in eterno." (S. Agostino, Commento al Vangelo di Giovanni 49, 15)

Lascio la parola a chi desidera replicare...



Esatto, chi crede in Cristo anche se muore, vivrà in eterno perchè Gesù lo risorgerà.
Se ha commesso cose buone, la sua sarà una risurrezione di vita, quindi non morirà in eterno (Giovanni 5:29).
Il contesto di Giovanni 11 è solo e soltanto quello della risurrezione, Gesù non fa il minimo cenno ad anime spirituali immortali svolazzanti...

Alla prossima


[Edited by Aquila-58 11/10/2020 7:57 PM]
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"Perciò, siccome abbiamo questo ministero secondo la misericordia che ci è stata mostrata, non veniamo meno; 2 ma abbiamo rinunciato alle cose subdole di cui c’è da vergognarsi, non camminando con astuzia, né adulterando la parola di Dio, ma rendendo la verità manifesta, raccomandandoci ad ogni coscienza umana dinanzi a Dio" (2 Cor. 4:1-2)

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