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Confutazione trasmissione radio Maria del GRIS di novembre 2020...

Last Update: 12/8/2020 7:20 PM
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11/10/2020 6:38 PM
 
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Il primo intervento è a cura del conduttore don Fiorino che riallacciandosi alla recente festa cattolica dei santi e alla commemorazione dei defunti affronta il tema della Vita oltre la morte dicendo



La morte è un grande mistero e noi abbiamo come riferimento la Parola di Dio e la parola vivente che è Gesù che ci aiuta a comprendere questa realtà della morte che tutti prima o poi dovremo affrontare.
Nel Vangelo di Giovanni nostro Signore dice: "io sono la risurrezione e la vita, chi crede in me anche se è morto vivrà" (Gv 1:25).
Queste parole ci fanno capire che la morte è solo una tappa verso la risurrezione. La vita infatti non viene tolta ma solo trasformata. La Chiesa ha sempre mostrato di credere che i morti vivono ancora. Il magistero della Chiesa nel 1336 con Benedetto XII ha stabilito la retribuzione immediata dopo la morte e con il Concilio Lateranense V nel 1513, la sopravvivenza di ogni singolo uomo. Dopo la morte infatti sopravvive l’io personale dotato di coscienza, che possiamo chiamare anima, secondo la concezione biblica, ossia la parte che sopravvive nella sua singolarità dopo la morte del corpo fisico.

I testimoni di Geova invece dicono che la morte è un annientamento e la risurrezione è una ricreazione. Ma in tal caso la persona risorta sarebbe una copia non la stessa persona nella sua singolarità e irripetibiltà. Noi sappiamo invece che la persona sussiste nella sua individualità ed è la stessa persona anche alla resurrezione. Ma la risurrezione inizia già qui sulla terra con la trasformazione operata dall’amore. Questa è già una vita nuova in Gesù come leggiamo nella Parola di Dio in I Gv 3:14 e in Mt 25 ove si legge che nel giudizio finale universale varrà l’amore che avremo mostrato concretamente a tutti.

La risurrezione alla fine si estenderà alla dimensione corporea che si riunirà all’anima, ossia l’io cosciente che sopravvive alla morte fisica, secondo il concetto biblico di anima.
Già nell’Antico Testamento emerge gradualmente questo concetto che ha portato ad una profonda cura dei nostri defunti e dei loro resti mortali; ma la morte è già uno stato vitale cosciente, fatto che i nostri fratelli testimoni di Geova rifiutano insegnando che tutta la persona muore.

Ma la Bibbia stessa insegna il culto dei morti. In 2 maccabei 12:45 leggiamo che santo e salutare è il pensiero di pregare per i defunti perché siano assolti dai peccati e inoltre essi stessi possono intercedere per noi. Questo culto dei morti dobbiamo praticarlo ogni giorno non solo in occasione delle festività, ricordando il Credo la nostra professione di fede: “credo la vita eterna”.

La nostra vita quindi non termina con la morte fisica, ma sopravviviamo con questo io personale dotato di coscienza e di volontà.

Concludo con queste belle parole di Sant’Agostino in commento a Giovanni 1:25:

"Chi crede in me anche se è morto vivrà, e chiunque vive e crede in me non morirà in eterno. Che vuol dire questo? Chi crede in me, anche se è morto come è morto Lazzaro, vivrà, perché egli non è Dio dei morti ma dei viventi. Cosí rispose ai Giudei, riferendosi ai patriarchi morti da tanto tempo, cioè ad Abramo, Isacco e Giacobbe: Io sono il Dio di Abramo, il Dio d'Isacco e il Dio di Giacobbe, non sono Dio dei morti ma dei viventi: essi infatti sono tutti vivi. Credi dunque, e anche se sei morto, vivrai; se non credi, sei morto anche se vivi. Proviamolo. Ad un tale che indugiava a seguirlo Permettimi prima di andare a seppellire mio padre, il Signore rispose: Lascia che i morti seppelliscano i loro morti; tu vieni e seguimi. Vi era là un morto da seppellire, e vi erano dei morti intenti a seppellirlo: questi era morto nel corpo, quelli nell'anima. Quando è che muore l'anima? Quando manca la fede. Quando è che muore il corpo? Quando viene a mancare l'anima. La fede è l'anima della tua anima. Chi crede in me - egli dice - anche se è morto nel corpo, vivrà nell'anima, finché anche il corpo risorgerà per non più morire. Cioè: chi crede in me, anche se morirà vivrà. E chiunque vive nel corpo e crede in me, anche se temporaneamente muore per la morte del corpo, non morirà in eterno per la vita dello spirito e per l’immortalità della risurrezione. Questo è il senso delle sue parole: E chiunque vive e crede in me non morirà in eterno. Lo credi tu? - domanda Gesù a Marta -; ed essa risponde: Si, Signore, io ho creduto che tu sei il Cristo, il Figlio di Dio, che sei venuto in questo mondo. E credendo questo, ho con ciò creduto che tu sei la risurrezione, che tu sei la vita; ho creduto che chi crede in te, anche se muore, vivrà, e che chi vive e crede in te, non morirà in eterno." (S. Agostino, Commento al Vangelo di Giovanni 49, 15)



Lascio la parola a chi desidera replicare...
[Edited by viceadmintdg1 11/10/2020 6:49 PM]
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