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Come sopravvivere in una società dell’usa e getta

Last Update: 11/16/2020 10:44 PM
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11/16/2020 3:58 PM
 
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“IN NATURA . . . non esistono rifiuti”. Questa, secondo la rivista Time, è l’opinione di uno stimato esperto di riciclaggio. Costui si riferiva al modo straordinario in cui in un ecosistema gli organismi morti o i materiali di scarto vengono sempre riutilizzati. Questo stesso esperto avrebbe detto che “l’umanità può imitare i sistemi naturali che non producono rifiuti, ma ci vogliono tecnologie innovative e un drastico cambiamento nel modo di pensare”.

La maggior parte di noi probabilmente può fare ben poco per sviluppare tecnologie innovative. Possiamo però controllare il nostro modo di pensare! E tenere in considerazione alcuni princìpi fondamentali di buona condotta ci aiuterà ad affrontare meglio i problemi che derivano dal vivere in una società dell’usa e getta.

Evitare gli sprechi

Nel mondo, una persona su cinque va a letto affamata. Questa consapevolezza ci dovrebbe insegnare ad apprezzare il cibo e a non sprecarlo. Una coppia che è tornata in Europa dopo 28 anni di servizio missionario in Africa ha detto che una delle difficoltà più grosse che ha avuto nel riadattarsi alla vita nel proprio paese di origine è stata vedere “la disinvoltura con cui la gente spreca il cibo”.

I genitori saggi insegnano ai figli a non mettere nel piatto più cibo di quello che riusciranno a mangiare. In questo modo si riducono i rifiuti e gli sprechi. È meglio cominciare con una porzione piccola e poi, eventualmente, chiederne un’altra. Naturalmente, i genitori devono dare l’esempio. Gesù diede l’esempio a tutti noi mostrando sincero apprezzamento per le cose che Dio provvede, sia in senso materiale che in senso spirituale. La Bibbia indica che evitò con cura di sprecare il cibo, anche quando questo era stato prodotto in abbondanza in maniera miracolosa! — Giovanni 6:11-13.

Il principio di evitare gli sprechi si può applicare anche al vestiario, ai mobili e alle macchine. Tenendo queste cose in buone condizioni e usandole fino a quando è saggio farlo dimostriamo di apprezzarle. Non abbiamo motivo di cadere vittime del mondo della pubblicità che mira a farci sentire insoddisfatti di ciò che abbiamo offrendoci cose più grandi, migliori, più veloci e più forti. Naturalmente, nessuno ci proibisce di cambiare beni che si possono ancora utilizzare. Prima, però, potremmo chiederci quali sono i motivi che ci spingono a farlo.

Evitare l’avidità

Mentre erano in viaggio nel deserto, diretti verso la Terra Promessa, gli israeliti ricevettero cibo sotto forma di manna. La Bibbia spiega che la manna veniva provveduta in quantità sufficiente. Gli israeliti, però, furono avvertiti di non diventare avidi; dovevano raccogliere solo quella che serviva per le loro necessità immediate. Chi disubbidì scoprì a sue spese che a essere avidi non ci si guadagna, in quanto la manna che non veniva consumata faceva i vermi e puzzava. (Esodo 16:16-20) La Bibbia condanna vigorosamente e ripetutamente l’avidità, senza mezzi termini. — Efesini 5:3.

Sotto questo aspetto la Bibbia non è sola. Ad esempio Seneca, filosofo e tragediografo latino del I secolo, riconobbe che chi è avido non è mai contento. Osservò: “Per gli avidi è troppo poco la natura”.* Il filosofo del XX secolo Erich Fromm giunse a una conclusione simile: “L’avidità è un pozzo senza fondo, che esaurisce la persona nello sforzo incessante di soddisfare il bisogno senza mai raggiungere la soddisfazione”.* Oltre ad evitare avidità e sprechi, ci sono alcuni passi positivi che molti hanno scelto di fare.

Imparare a condividere

Prima di buttare qualcosa che è ancora in buone condizioni, pensate a chi potrebbe fare comodo. Ad esempio, se i vostri figli sono cresciuti e i loro vestiti sono diventati troppo piccoli, si potrebbero passare ad altri bambini che potrebbero sfruttarli ancora? Potreste fare qualcosa di simile con altri beni che sono ancora in buone condizioni ma che non usate più come un tempo? Condividete la gioia che un oggetto vi ha dato passandolo a qualcun altro. Lo scrittore e umorista americano Mark Twain scrisse: “Per apprezzare a fondo una gioia bisogna avere qualcuno con cui dividerla”. Forse anche voi avete provato di persona che quando una gioia è condivisa aumenta. Inoltre, dando ad altri contribuite a contrastare gli effetti negativi che derivano dalla “mentalità dell’usa e getta”.

Essere pronti a condividere con altri è una virtù che la Bibbia raccomanda caldamente. (Luca 3:11; Romani 12:13; 2 Corinti 8:14, 15; 1 Timoteo 6:18) In realtà, quanto sarebbe migliore il mondo se tutti fossero pronti a condividere!

Accontentarsi delle cose necessarie

Chi si accontenta è felice. Questa è una verità universale. Un proverbio greco dice: “Chi non si accontenta con poco non si accontenta con niente”. E i giapponesi dicono: “Povero è chi non si accontenta”. Anche la Bibbia parla bene dell’accontentarsi. Leggiamo: “Davvero, è un mezzo di grande guadagno, questa santa devozione con autosufficienza. Poiché non abbiamo portato nulla nel mondo, e non ne possiamo portare fuori nulla. Quindi, avendo nutrimento e di che coprirci, di queste cose saremo contenti”. — 1 Timoteo 6:6-8; Filippesi 4:11.

Naturalmente, per accontentarsi di quello che si ha può essere necessario operare “un drastico cambiamento nel modo di pensare”. Non molto tempo fa una giovane di nome Susanne si è resa conto di dover fare un simile cambiamento. Ha detto: “Ho capito che, non potendo avere tutto ciò che vorrei, devo imparare a volere ciò che ho. Ora sono felice e soddisfatta”.

Accontentarsi porta davvero alla felicità. Il gerontologo bulgaro Argir Hadjihristev dice: “Il problema di fondo è, innanzi tutto, che non ci si accontenta del poco che si ha”. Parlando dei vantaggi per la salute che derivano dall’accontentarsi, aggiunge: “Chi non cerca di superare i vicini, chi non si affanna di continuo per accumulare sempre di più, vive senza competizione e quindi senza stress. E questo fa bene al sistema nervoso”.

Sì, la società dell’usa e getta non può portare vera felicità. Tanto meno la “mentalità dell’usa e getta”! Sembra che sempre più persone se ne stiano rendendo conto. E voi?

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Salmi 3:3 Ma tu, o Geova, sei uno scudo intorno a me,
sei la mia gloria, sei colui che mi solleva la testa.
11/16/2020 4:15 PM
 
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La storia breve e interessante degli oggetti usa e getta [che non conosci]

jupiterflatware.com/it/2018/05/04/disposable-objects-brief-...

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11/16/2020 10:44 PM
 
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Re:
Amalia 52, 11/16/2020 3:58 PM:


“IN NATURA . . . non esistono rifiuti”. Questa, secondo la rivista Time, è l’opinione di uno stimato esperto di riciclaggio. Costui si riferiva al modo straordinario in cui in un ecosistema gli organismi morti o i materiali di scarto vengono sempre riutilizzati. Questo stesso esperto avrebbe detto che “l’umanità può imitare i sistemi naturali che non producono rifiuti, ma ci vogliono tecnologie innovative e un drastico cambiamento nel modo di pensare”.

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Accontentarsi delle cose necessarie

Chi si accontenta è felice. Questa è una verità universale. Un proverbio greco dice: “Chi non si accontenta con poco non si accontenta con niente”. E i giapponesi dicono: “Povero è chi non si accontenta”. Anche la Bibbia parla bene dell’accontentarsi. Leggiamo: “Davvero, è un mezzo di grande guadagno, questa santa devozione con autosufficienza. Poiché non abbiamo portato nulla nel mondo, e non ne possiamo portare fuori nulla. Quindi, avendo nutrimento e di che coprirci, di queste cose saremo contenti”. — 1 Timoteo 6:6-8; Filippesi 4:11.

Naturalmente, per accontentarsi di quello che si ha può essere necessario operare “un drastico cambiamento nel modo di pensare”. Non molto tempo fa una giovane di nome Susanne si è resa conto di dover fare un simile cambiamento. Ha detto: “Ho capito che, non potendo avere tutto ciò che vorrei, devo imparare a volere ciò che ho. Ora sono felice e soddisfatta”.

Accontentarsi porta davvero alla felicità. Il gerontologo bulgaro Argir Hadjihristev dice: “Il problema di fondo è, innanzi tutto, che non ci si accontenta del poco che si ha”. Parlando dei vantaggi per la salute che derivano dall’accontentarsi, aggiunge: “Chi non cerca di superare i vicini, chi non si affanna di continuo per accumulare sempre di più, vive senza competizione e quindi senza stress. E questo fa bene al sistema nervoso”.

Sì, la società dell’usa e getta non può portare vera felicità. Tanto meno la “mentalità dell’usa e getta”! Sembra che sempre più persone se ne stiano rendendo conto. E voi?

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Concordo davvero con questi principi.
Questa società fa di tutto per convincerti del contrario, cioè che hai bisogno di tutto quello che... non ti serve! [SM=g10765]

Simon
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