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Dallo staff dell'onorevole Valdo Spini

Last Update: 3/10/2008 10:43 PM
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3/10/2008 10:43 PM
 
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Riceviamo e pubblichiamo.

Simon
Moderatore

"VALDO SPINI. Signor Presidente, è appena il caso di ricordare che sul tema dei rapporti Stato-Chiese la nostra Costituzione è organizzata secondo un sistema che, ricorrendo ad un'immagine, potrei definire un edificio a tre piani: vi è il piano nobile rappresentato dal Concordato, ossia un trattato internazionale che regola i rapporti tra lo Stato italiano e la Chiesa cattolica; vi sono le intese che possono essere stipulate a norma dell'articolo 8 della Costituzione con le Chiese diverse dalla cattolica e, infine, vi dovrebbe essere una legge generale a tutela della libertà religiosa applicabile a tutte le altre confessioni religiose. Tuttavia, come è noto, tale legge sta ancora giacendo presso la Commissione affari costituzionali della Camera perché non è stato ancora possibile approvarla.Pag. 12
La mia interpellanza si occupa del primo piano di questo edificio, ossia delle chiese diverse dalla cattolica che, avendone i requisiti, possono chiedere allo Stato italiano di stipulare delle intese. Gli otto documenti ai quali faccio riferimento - sei dei quali relativi a nuove intese e due contenenti modifiche a intese previamente stipulate - sono stati stipulati, firmati o comunque definiti nelle precedenti legislature dai Governi D'Alema, Amato e Berlusconi, ma non sono stati ratificati dal Parlamento a causa di difficoltà politiche o dello scioglimento della legislatura.
Nell'attuale legislatura la Presidenza del Consiglio, con il Governo Prodi - di questo glie ne do atto - ha ripreso in mano tali documenti, ha condotto le trattative laddove si è manifestata la necessità di apportare alcuni aggiornamenti e, infine, il 4 aprile scorso ha proceduto alla firma con le relative rappresentanze.
Ciò che sorprende, però, considerato che dal 4 aprile ad oggi sono trascorsi molti mesi, è che tali intese non sono state ancora formalizzate seguendo la procedura di rito in base alla quale le intese vengono tradotte in un disegno di legge che è sottoposto all'esame del Parlamento, perché spetta a quest'ultimo approvarlo; così è avvenuto nel passato.
La circostanza che mi ha portato a presentare l'interpellanza in esame è che gli otto documenti citati, ossia le due modifiche alle intese stipulate con la Chiesa valdese e con la Chiesa cristiana avventista e le sei nuove intese stipulate con la Chiesa apostolica (che è una delle confessioni pentecostali), la Chiesa di Gesù Cristo dei Santi degli ultimi giorni (a volte conosciuta con il nome di mormoni), i testimoni di Geova, la Sacra Arcidiocesi d'Italia ed Esercito per l'Europa meridionale (che sono ortodossi), l'Unione buddista italiana e l'Unione induista italiana, non sono stati tradotti in disegni di legge. Ne consegue che il calendario parlamentare del prossimo trimestre dei lavori della Camera non li comprende e non potrebbe comprenderli perché non esistono ancora.
Stiamo per iniziare l'esame in Assemblea del disegno di legge finanziaria e la mia interpellanza è diretta a sapere se queste intese non sono state tradotte in disegni di legge per un problema politico, anche se mi sorprenderebbe se vi fosse stata una revisione delle intenzioni del Governo, dal momento che la Presidenza del Consiglio aveva già assunto una sua posizione e devo dare atto ai suoi uffici di essersi mossi con grande perizia e sollecitudine. Forse si tratta di problemi di copertura, ma è evidente che non possiamo trovarci alla fine dell'esame del disegno di legge finanziaria senza sapere se questa copertura vi sia o meno. Il Governo, oggi, dovrebbe almeno fissare questo aspetto per capire cosa sta avvenendo.
Signor Presidente, signor rappresentante del Governo, onorevoli colleghi, non siamo in una monade leibniziana, leggiamo i giornali e perciò sappiamo che vi sono problemi di Governo, voci sulla sua fine, sul fallimento, sulle verifiche e quant'altro (anche se mi auguro che ciò non avvenga e auspico la sopravvivenza e la continuazione dell'attuale legislatura) e se il Governo non si affretta a presentare tali provvedimenti potremmo andare anche incontro a periodi piuttosto procellosi. Considerato che tutti i documenti citati nell'interpellanza sono vecchi perché, nonostante gli aggiornamenti, risalgono a precedenti legislature, non mi sembra consono al prestigio e all'efficienza dello Stato italiano mostrare tanta lentezza nell'attuare quello che, dopo tutto, è un precetto costituzionale di grande rilievo.
Sono consapevole che, spesso, occuparsi di piccole minoranze politicamente non è molto fruttuoso e mi accorgo che non sempre le assemblee parlamentari hanno dedicato al tema tutta l'importanza che meriterebbe. Tuttavia, credo che parlare di tali temi sia molto nobile, in quanto si nobilita il Parlamento italiano.
Proprio l'attuazione della Costituzione in un tema così delicato (come la libertà religiosa, il pluralismo e il rapporto Stato-Chiese) rappresenta certamente uno dei punti fondamentali della nostra convivenza e anche qualcosa che ci deve qualificare in Europa e nel mondo come unPag. 13Paese (così come avviene per altre democrazie) in grado di strutturare il proprio pluralismo religioso e di trovare un modello di convivenza civile ed avanzato.
Credo, quindi, che aver sollevato questo problema sia doveroso non solo verso l'interpellante, ma verso tutta l'Assemblea, la quale avrà giustamente a cuore (spero unanimemente) l'attuazione della Costituzione in questo delicato settore.
Questo, pertanto, è il motivo dell'interpellanza al Governo e della via dell'urgenza. È con questo spirito, inoltre, che ci accingiamo a sentire le risposte del Governo, sperando che questa volta siano conclusive, definitive e si possa veramente giungere all'approvazione di questi documenti."
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