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I cristiani presenti al tempo degli apostoli e di Paolo, erano tutti degli unti?

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9/11/2009 5:30 PM
 
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...oppure esisteva già l'attuale divisione tra unti e grande folla?

Grazie.
9/11/2009 8:50 PM
 
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Per quanto possiamo sapere la maggior pare dei cristiani del I secolo avevano la speranza celeste, essendo unti con lo spirito santo, ma la divisioan esisteva già, per esempio Giovanni Battista non era unto.

Shalom
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Sijmadicandhapajiee, gente per cui le arti stan nei musei - Paolo Conte

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9/11/2009 10:15 PM
 
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barnabino, 11/09/2009 20.50:

Per quanto possiamo sapere la maggior pare dei cristiani del I secolo avevano la speranza celeste, essendo unti con lo spirito santo, ma la divisioan esisteva già, per esempio Giovanni Battista non era unto.

Shalom



sì ma dopo la pentecoste?
Questa è una delle domande generata dall'intendimento attuale sui 144.000. Possibile che erano tutti unti e ancora adesso, dopo due mila anni non si è completato il numero?.. ,mistero


9/11/2009 10:38 PM
 
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Caro Neropece,


sì ma dopo la pentecoste?



Le cose non cambiano, si incominciarono a radunare gli unti ma non è detto che il 100% di coloro che divennere cristiani da quel momento in poi furono unti con lo spirito santo, sebbene possiamo ipotizzare che nel I secolo quasi tutti lo fossero visto che si dovevano raccogliere gli unti prima della grande apostasia.


Possibile che erano tutti unti e ancora adesso, dopo due mila anni non si è completato il numero?



Dopo la morte dei discepoli, e già durante, era all'opera l'apostasia. Non sappiamo quanti fossero i veri unti alla fine del I secolo e nel corso dei secoli possiamo ipotizzare che furono sempre meno quelli che rappresentavano la classe dell'unto rimenente.

Shalom
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9/15/2009 12:20 PM
 
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“E negli ultimi giorni”, dice Dio, “verserò del mio spirito su ogni sorta di carne, e i vostri figli e le vostre figlie profetizzeranno e i vostri giovani vedranno visioni e i vostri vecchi sogneranno sogni; e anche sui miei schiavi e sulle mie schiave verserò in quei giorni del mio spirito, e profetizzeranno.

Come viene interpretato "il versare lo spirito su ogni sorta di
carne"? Tutti unti?
Se per "ultimi giorni" s'intendesse la fine dell'attuale "sistema di
cose", come si concilierebbero le affermazioni di Dio con la
situazione attuale?

Ciao.
9/15/2009 1:18 PM
 
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No, indica solo che ‘Figli e figlie, servi e serve’ cristiani avrebbero profetizzato nel senso che lo spirito di Geova li avrebbe spinti a dichiarare le “magnifiche cose” che Geova aveva fatto e che doveva ancora fare. Avrebbero quindi servito in qualità di portavoce dell’Altissimo.

Shalom
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9/15/2009 11:39 PM
 
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Re:
barnabino, 15/09/2009 13.18:

No, indica solo che ‘Figli e figlie, servi e serve’ cristiani avrebbero profetizzato nel senso che lo spirito di Geova li avrebbe spinti a dichiarare le “magnifiche cose” che Geova aveva fatto e che doveva ancora fare. Avrebbero quindi servito in qualità di portavoce dell’Altissimo.

Shalom


In quali ultimi giorni?

Ciao.
9/15/2009 11:52 PM
 
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In quali ultimi giorni?



Ci sono doversi adempimenti. Prova a pensare al tempo in cui venne scritto il passo, al tempo di Pietro e ad oggi...

Shalom
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9/25/2009 11:51 PM
 
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Re:
barnabino, 11/09/2009 20.50:

Per quanto possiamo sapere la maggior pare dei cristiani del I secolo avevano la speranza celeste, essendo unti con lo spirito santo, ma la divisioan esisteva già, per esempio Giovanni Battista non era unto.

Shalom


Quindi sarebbe verosimilmente corretto pensare che il consiglio di
Paolo, di "segnare i fratelli passibili di condotta disordinata", sia
rivolto, in buona parte, anche ai fratelli unti del suo tempo?

Ciao.
9/25/2009 11:56 PM
 
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Non solo plausibile ma ovvio. Alcuni "unti" si comportavano in modo contario allo spirito.
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9/26/2009 12:15 AM
 
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barnabino, 25/09/2009 23.56:

Non solo plausibile ma ovvio. Alcuni "unti" si comportavano in modo contario allo spirito.


Quindi, di fatto, queste persone perdevano la loro prerogativa e lo
spirito versato su di loro, da Dio, tornava al mittente?

Ciao.
9/26/2009 12:31 AM
 
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Esatto, andavano in direzione contraria allo spirito. Per usare una bella metafora usata nella Bibbia: contristavano lo spirito.

Shalom
[Edited by barnabino 9/26/2009 12:31 AM]
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9/27/2009 8:49 PM
 
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Re:
barnabino, 26/09/2009 0.31:

Esatto, andavano in direzione contraria allo spirito. Per usare una bella metafora usata nella Bibbia: contristavano lo spirito.

Shalom


Fin qui è chiaro.
Ma una volta che l'unto, divenuto "ex unto" a motivo della segnatura,
si rimetteva in carreggiata, tornando ad essere un "bravo" cristiano,
la chiamata celeste si "ripristinava"? Cioè, Dio gli riversava
nuovamente il suo spirito?

Ciao.
9/27/2009 9:16 PM
 
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Caro Luciano,


Ma una volta che l'unto, divenuto "ex unto" a motivo della segnatura, si rimetteva in carreggiata, tornando ad essere un "bravo" cristiano, la chiamata celeste si "ripristinava"? Cioè, Dio gli riversava nuovamente il suo spirito?



Di fatto nulla ci dice che un unto sinceramente pentito non tornasse ad avere l'unzione di Dio, l'unzione comunque non era il "sigillo" ma la "caparra".

Shalom
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9/29/2009 8:33 PM
 
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Re:
Luciano_59, 15/09/2009 12.20:

“E negli ultimi giorni”, dice Dio, “verserò del mio spirito su ogni sorta di carne, e i vostri figli e le vostre figlie profetizzeranno e i vostri giovani vedranno visioni e i vostri vecchi sogneranno sogni; e anche sui miei schiavi e sulle mie schiave verserò in quei giorni del mio spirito, e profetizzeranno.

Come viene interpretato "il versare lo spirito su ogni sorta di
carne"? Tutti unti?
Se per "ultimi giorni" s'intendesse la fine dell'attuale "sistema di
cose", come si concilierebbero le affermazioni di Dio con la
situazione attuale?

Ciao.



Unto significa che ricevi un incarico, però lo spirito può essere versato per svariati motivi, non solo per "ungere", cioè stabilire un unto.

Come si applica il passo negli ultimi giorni ?
Sarebbe meglio parlarne senza scrivere. Comunque hai fatto una bella domanda, ti consiglio di discuterne.
[Edited by snob. 9/29/2009 8:34 PM]
9/29/2009 10:11 PM
 
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un altro modo in cui si descrive la "chiamata celeste" è quello di essere "generati di nuovo". Non si tratterebbe solo di un "invito" ma di una vera e propria "rigenerazione" quasi che fosse una modificazione genetica per passare ad un altro genere..un processo di non ritorno dove il destino del rigenerato o sarà il Regno celeste o...la Geenna. In pratica, come si diceva una vecchia Torre di Guardia, l'unto non verrà "declassato" ad altra pecora se commette dei peccati..

*** w76 15/8 p. 511 Domande dai lettori ***

Quando quell’uomo fu riaccettato nella congregazione, quale fu la sua speranza? Aveva perso la chiamata celeste e aveva ora una speranza diversa, quella della vita eterna sulla terra? No, poiché la speranza terrestre non è per così dire offerta come seconda opportunità. Abele, Enoc, Noè, Abraamo e moltissimi altri di notevole fede ebbero la speranza della vita eterna sulla terra, ma non perché non erano stati all’altezza della chiamata celeste. Solo che essi non vissero nel tempo in cui, secondo la volontà di Geova, veniva rivolta la chiamata celeste. (Ebr. 10:19, 20) Si richiedono la stessa fede e integrità da tutti quelli che otterranno la vita eterna, sia in cielo che su una terra paradisiaca. Il cristiano unto con lo spirito santo e reso coerede di Cristo dev’essere fedele a quella chiamata se vuole ricevere la vita eterna. — Riv. 2:10, 11; Filip. 3:8-14; Rom. 8:14-17.

Quindi, dato che nella Geenna si va solo se si è commesso il peccato imperdonabile, cioè quando si è passato il limite della possibilità di pentimento, possono così sorgere tante domande strane (es. cosa succede ad un unto che muore mentre è disassociato ma non ha commesso il peccato impredonabile?..ecc)..per questo l'argomento è pieno più di scuri che di chiari secondo me. Dopotutto Geova non ha ritenuto di spiegarci per filo e per segno cose che non ci competono affatto, come la stessa rivista dice poco dopo

Significa questo che se un cristiano unto è disassociato, Geova scelga immediatamente qualcuno per sostituirlo? Nessun uomo può dirlo, poiché non siamo in grado di sapere se il disassociato ha commesso il peccato imperdonabile. Geova lo sa, e quindi si può lasciare la cosa nelle sue mani. Spetta a lui decidere come e quando scegliere qualcuno per sostituirlo. Egli non ha fatto scrivere una particolareggiata considerazione del soggetto nella Bibbia. Così, anziché azzardare delle congetture su quello che farà o cercar di indovinare se un disassociato è andato oltre la possibilità del pentimento, possiamo lasciare la cosa nelle mani di Geova, il giusto Giudice. — Ebr. 12:23.


Che bello quando non si vuole per forza dare una risposta ad ogni domanda formulabile! Una volta eravamo quelli che "la Bibbia risponde a tutte le nostre domande, non c'è domanda che non abbia una risposta!". Sembrava quasi peccato dire "non lo sappiamo". Ora invece questa è una delle risposte che più mi piacciono perché rivela fiducia in Geova anche senza sapere tutto in anticipo. E' alle domande importanti e fondamentali che la Bibbia da risposte chiare e illuminanti. Ecco perché ci dobbiamo accertare "delle cose più importanti" (flp 1:10).
Come diceva un illuminante articolo di quattro anni fa


L’incomparabile sapienza di Geova si nota dal fatto che la sua Parola a volte omette certi particolari. In questo modo Geova ci dà la possibilità di dimostrare che confidiamo in lui.

*** w05 1/2 p. 27 par. 22 Geova fa sempre ciò che è giusto ***

ciao
9/29/2009 10:51 PM
 
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Caro Neropece,


In pratica, come si diceva una vecchia Torre di Guardia, l'unto non verrà "declassato" ad altra pecora se commette dei peccati..



Concordo, l'essere "altra pecora" non significa appartenere ad una classe inferiore.

Shalom

PS. Scusa le mie intemperanze su altri lidi...
[Edited by barnabino 9/29/2009 10:51 PM]
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FORUM TESTIMONI DI GEOVA
9/30/2009 3:08 AM
 
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Forse Paolo ci aiuta a capire qualcosa.

Parlanda dell'unzione, che al tempo degli apostoli era ovviamente data come opportunità a tutti i muovi battezzati (una specie di grande opportunità di immeritata benignità verso il popolo ebraico dell'Israele secondo la carne) di essere numeroso in tale chiamata a divenire re e sacerdoti col Cristo. Dice poi:

(2 Corinti 1:22) 22 Egli ha anche posto su di noi il suo suggello e ci ha dato la caparra di ciò che deve venire, cioè lo spirito, nei nostri cuori.

In pratica ciò mi fa comprendere che chi riceveva l'unzione, ovvero era stato scelto (nel senso che Geova apriva il cuore della persona affinché si volgesse a Lui battezzandosi e pertanto non era una distribuzione casuale), anche veniva in tal senso "sugellato", come fa pure comprendere ancora Paolo.

(Efesini 1:12-14) 12 affinché servissimo alla lode della sua gloria, noi che siamo stati i primi a sperare nel Cristo. 13 Ma anche voi avete sperato in lui dopo avere udito la parola della verità, la buona notizia della vostra salvezza. E per mezzo di lui, dopo aver creduto, siete stati suggellati col promesso spirito santo, 14 che è una caparra della nostra eredità, allo scopo di liberare mediante riscatto il possedimento [di Dio], alla sua gloriosa lode...


Pertanto è ragionevole ritenere che solo il peccato contro lo spirito potesse annulare tale vincolante sugello al punto di dover essere poi posto su di un altro (una sostituzione).

Pertanto concluderei che non esistesse, al tempo degli apostoli, una distinzione fra unti e "grande folla"; anche perché tale raccolta era in sub ordine (ovvero successiva) a quella degli unti ed è stata evidenziata agli inizi del secolo scorso.
Potevano esserci, come poi si estese divenendo cristianità, eventualmente solo unti veri e unti falsi intendendo per unti falsi coloro che nel loro cuore erano allora consapevoli di non essere stati scelti da Dio.

questo io comprendo.

monseppe1

9/30/2018 8:44 PM
 
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Le lettere di Paolo sembrano indicare che allora perlomeno la maggioranza avesse una speranza celeste. Il termine primizie indica una prima quantità scelta . Quindi cronologicamente ci siamo con la primaria raccolta dei regnanti e profeticamente con il radunamento e la salvezza del rimanente dei suggellati durante gli ultimi giorni che pur si sono sviluppati primariamente con la raccolta dei regnanti rimasti e in seguito con la raccolta della sudditanza prima della fine.
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