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Scrittura del giorno

Last Update: 8/12/2010 10:31 AM
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2/2/2009 7:07 PM
 
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Lunedì 2 febbraio 2009

Irragionevole, questa notte ti chiederanno la tua anima. Chi avrà quindi le cose che hai accumulato? — Luca 12:20.

Nella parabola di Gesù dell’uomo la cui terra aveva prodotto molto, Dio definì quell’uomo “irragionevole”. (Luca 12:16-21) Secondo un dizionario biblico, il termine si riferisce a “un uomo che si rifiuta di riconoscere . . . la sua dipendenza da Dio”. Questo ci ricorda ciò che in seguito Gesù disse alla congregazione di Laodicea: “Dici: ‘Sono ricco e ho guadagnato ricchezze e non ho bisogno di nulla’, ma non sai d’essere miserabile e infelice e povero e cieco e nudo”. (Riv. 3:17) Potremmo anche noi, forse come l’uomo della parabola, lavorare duramente per assicurarci “molte cose buone” ma non fare quello che è necessario per vivere “molti anni”? (Giov. 3:16; 17:3) La Bibbia dice: “Le cose di valore non saranno di nessun beneficio nel giorno del furore”, e “chi confida nelle sue ricchezze, egli stesso cadrà”. — Prov. 11:4, 28.



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Alla luce dei fatti, gli apostati delle nuove religioni non possiedono gli standard di
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Lonnie D. Kliever
2/3/2009 5:42 PM
 
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Martedì 3 febbraio 2009

Rivestitevi . . . di . . . benignità. — Col. 3:12.


Manifestiamo benignità quando mostriamo interesse per gli altri mediante parole e azioni amichevoli e premurose. Geova è benigno, e lo è anche suo Figlio. (Rom. 2:4; 2 Cor. 10:1) La benignità è una qualità che i servitori di Dio e di Cristo devono manifestare. (Mic. 6:8) Possiamo mostrarla anche quando abbiamo motivo di arrabbiarci per le parole offensive o le azioni sconsiderate di qualcuno. “Siate adirati, eppure non peccate”, disse Paolo. “Il sole non tramonti sul vostro stato d’irritazione. . . . Divenite benigni gli uni verso gli altri, teneramente compassionevoli, perdonandovi liberalmente gli uni gli altri, come anche Dio vi ha liberalmente perdonati mediante Cristo”. (Efes. 4:26, 32) È bene manifestare benignità specialmente verso coloro che stanno attraversando momenti difficili. Naturalmente un anziano cristiano non mostrerebbe benignità se evitasse di dare consigli scritturali a qualcuno che corre il serio pericolo di abbandonare la via ‘della bontà, della giustizia e della verità’ solo per non ferire i suoi sentimenti. — Efes. 5:9.



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Lonnie D. Kliever
2/4/2009 4:24 PM
 
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Mercoledì 4 febbraio 2009

Diamoci convegno nella casa del vero Dio, dentro il tempio, e chiudiamo le porte del tempio; poiché verranno per ucciderti. — Nee. 6:10.

Semaia affermò che Neemia stava per essere assassinato, ma che poteva salvarsi la vita nascondendosi nel tempio. Neemia però non era un sacerdote. Avrebbe commesso un peccato nascondendosi nella casa di Dio. Avrebbe infranto la Legge nel tentativo di salvarsi la vita? Neemia rispose: “Chi è come me che potrebbe entrare nel tempio e vivere? Non entrerò!” Perché non cadde nella trappola che gli era stata tesa? Perché sapeva che per quanto Semaia fosse un israelita “non l’aveva mandato Dio”. Infatti un vero profeta non gli avrebbe mai consigliato di infrangere la Legge di Dio. Neemia non si lasciò vincere dal male tramato dagli oppositori e la ricostruzione della mura di Gerusalemme fu completata “in cinquantadue giorni”. — Nee. 6:10-15; Num. 1:51; 18:7.



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Lonnie D. Kliever
2/5/2009 5:19 PM
 
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Giovedì 5 febbraio 2009

Chi è ingiusto nel minimo è anche ingiusto nel molto. — Luca 16:10.

Stiamo ‘camminando nell’integrità del nostro cuore’ anche ‘dentro la nostra casa’, dove gli altri non ci vedono? (Sal. 101:2) In effetti, la nostra integrità potrebbe essere messa alla prova anche fra le pareti domestiche. In molti paesi dove è comune avere un computer in casa, bastano pochi clic del mouse per avere accesso a immagini oscene. Fino a pochi anni fa si potevano vedere immagini di questo tipo solo andando in certi locali. Ci rifiuteremo anche solo di guardare immagini immorali? (Giob. 31:1, 9, 10; Sal. 119:37; Prov. 6:24, 25; Matt. 5:28; Efes. 5:3-5) Che dire dei programmi televisivi dal contenuto violento? La pensiamo come il nostro Dio, la cui anima “certamente odia chiunque ama la violenza”? (Sal. 11:5) E che dire del bere troppo quando nessuno ci osserva? La Bibbia avverte i cristiani di non essere dati a “molto vino”. — Tito 2:3; Luca 21:34, 35; 1 Tim. 3:3,



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Lonnie D. Kliever
2/6/2009 10:04 AM
 
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Venerdì 6 febbraio 2009

Impartisci conoscenza a qualche giusto ed egli crescerà nel sapere. — Prov. 9:9.

Il progresso spirituale non viene automaticamente con l’età. Perciò i leali servitori di Dio non si accontentano di attingere a una riserva di conoscenza accumulata con il passare degli anni, ma si sforzano di continuare a ‘crescere nel sapere’. Quando Geova gli diede l’incarico, Mosè aveva 80 anni. (Eso. 7:7) All’epoca raggiungere quell’età era considerata una cosa insolita, infatti egli scrisse: “In se stessi i giorni dei nostri anni sono settant’anni; e . . . a causa di speciale potenza sono ottant’anni”. (Sal. 90:10) Eppure Mosè non pensò di essere troppo vecchio per imparare. Dopo averlo servito per decenni, aver avuto molti privilegi e aver assolto gravose responsabilità, Mosè supplicò Geova: “Fammi conoscere, ti prego, le tue vie, perché io ti conosca”. (Eso. 33:13) Fu sempre desideroso di rafforzare la sua relazione con Geova.



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Domenica 8 febbraio 2008

Geova è clemente e misericordioso. — Sal. 145:8.

Geova è “il Padre delle tenere misericordie e l’Iddio di ogni conforto”. (2 Cor. 1:3) La misericordia consiste nel trattare gli altri in maniera compassionevole. Questo è uno degli aspetti principali della personalità di Dio. Il suo esempio e le sue istruzioni possono insegnarci cos’è veramente la misericordia. Com’è riportato in Isaia 49:15, Geova dice: “Può una moglie dimenticare il suo lattante così da non aver pietà del figlio del suo ventre?” Termini ebraici affini a quello qui tradotto “pietà” ricorrono anche in Salmo 145:8, 9, da cui è tratta la scrittura di oggi, dove hanno attinenza con la misericordia. I sentimenti che spingono Geova a essere misericordioso sono paragonati all’affetto che normalmente una madre che allatta prova per il suo piccino. Se il bambino ha fame o ha qualche altra necessità, la madre, mossa dall’affetto e dalla tenerezza, soddisfa i suoi bisogni. Geova prova sentimenti simili per coloro a cui mostra misericordia.



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2/11/2009 8:53 PM
 
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Lunedì 9 febbraio 2009

Perché, o Geova, continui a stare lontano? Perché ti tieni nascosto in tempi di angustia? -Sal. 10:1.

In un'occasione il profeta Abacuc domandò: "Fino a quando, o Geova, devo invocare soccorso, e tu non odi? Fino a quando invocherò il tuo aiuto contro la violenza, e tu non salvi? Perché mi fai vedere ciò che è nocivo, e continui a guardare il semplice affanno?" (Abac. 1:2, 3) Abacuc e Davide, il salmista che scrisse le parole della scrittura di oggi, erano uomini fedeli che avevano il massimo rispetto per Dio. Furono rimproverati per aver fatto simili domande? No. Anzi Geova ritenne opportuno che le loro domande sincere venissero riportate nella sua Parola. Oggi chi si preoccupa per il dilagare del male potrebbe in effetti essere spiritualmente affamato, ansioso di trovare le risposte che solo la Bibbia può dare. Ricordate che Gesù parlò bene di coloro che "si rendono conto del loro bisogno spirituale". (Matt. 5:3) Che privilegio aiutarli a trovare la felicità promessa da Gesù!



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2/11/2009 8:54 PM
 
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Martedì l0 febbraio 2009

Fuggi i desideri propri della giovinezza, ma persegui giustizia, fede, amore, pace, insieme a quelli che invocano il Signore con cuore puro. - 2 Tim. 2:22.

È importante cercare compagnie edificanti all'interno della fratellanza cristiana. Prendete l'esempio di Timoteo, che era apprezzato dagli anziani della sua congregazione e di quella di Iconio, città che distava una trentina di chilometri da Listra. (Atti 16:1, 2) Coltivò una stretta amicizia con Paolo, un uomo dinamico. (Filip. 3:14) Le lettere di Paolo indicano che Timoteo accettava i consigli ed era pronto a imitare gli esempi di fede. (l Cor. 4:17; 1 Tim. 4:6, 12-16) Paolo scrisse: "Hai seguito attentamente il mio insegnamento, la mia condotta, il mio proposito, la mia fede, la mia longanimiità, il mio amore, la mia perseveranza". (2 Tim. 3:10) Allo stesso modo, se frequenti persone spiritualmente forti nella congregazione, riuscirai a proporti validi obiettivi spirituali. - 2 Tim. 2: 20, 21.



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Mercoledì 11 febbraio 2009

Il Cristo è capo della congregazione, essendo egli il salvatore di questo corpo. - Efes. 5:23.

La Bibbia fa spesso una distinzione tra Gesù e gli unti, ad esempio nell'espressione "riguardo a Cristo e alla congregazione". Gesù è il Capo di questa congregazione di cristiani unti con lo spirito. Paolo scrisse che Dio "ha dato [Gesù] come capo su tutte le cose alla congregazione, che è il suo corpo". (Efes. 1:22,23; 5:32; Col. 1:18, 24) Oggi sulla terra c'è solo un piccolo rimanente degli unti membri di questa congregazione, ma siamo certi che il loro Capo, Gesù Cristo, li ama. I sentimenti che prova per loro sono descritti in Efesini 5:25: "Cristo amò la congregazione e si consegnò per essa". Li ama perché, proprio come fece lui quando era sulla terra, si prodigano per offrire a Dio "un sacrificio di lode, cioè il frutto di labbra che fanno pubblica dichiarazione del suo nome". - Ebr. 13:15



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2/12/2009 4:29 PM
 
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Giovedì 12 febbraio 2009

È il tempo fissato perché il giudizio cominci dalla casa di Dio. Ora se comincia prima da noi, quale sarà la fine di quelli che non sono ubbidienti alla buona notizia di Dio? — 1 Piet. 4:17.

La profezia di Malachia prediceva che Geova, “il vero Signore”, accompagnato dal suo “messaggero del patto”, cioè suo Figlio Cristo Gesù da poco intronizzato, sarebbe venuto per giudicare e ispezionare il proprio “tempio”, o spirituale casa di adorazione. “Il tempo fissato” perché cominciasse il ‘giudizio della casa di Dio’ evidentemente arrivò nel 1918. (Mal. 3:1) Quelli che asserivano di rappresentare Dio e la sua vera adorazione sulla terra furono dovutamente esaminati. Le chiese della cristianità, che per secoli avevano insegnato dottrine che disonorano Dio ed erano state pesantemente coinvolte nella carneficina della prima guerra mondiale, furono rigettate. Un fedele rimanente di cristiani unti con lo spirito fu esaminato, raffinato come col fuoco e approvato, diventando per Geova “un popolo che [presenta] offerta di dono nella giustizia”. — Mal. 3:3.



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Lonnie D. Kliever
2/13/2009 8:52 AM
 
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Venerdì 13 febbraio 2009

Figlio mio, se il tuo cuore è divenuto saggio, il mio cuore, sì, il mio, si rallegrerà. — Prov. 23:15.

È ai genitori che Geova affida la principale responsabilità di insegnare ai figli. (Prov. 1:8; Efes. 6:4) Lo studio biblico familiare insegna ai ragazzi che l’adorazione non è qualcosa di formale che si fa solo in pubblico, ma è parte della vita privata della famiglia. (Deut. 6:6-9) Inoltre uno studio familiare tenuto bene permette ai genitori di capire come la pensano i figli su questioni spirituali e morali. Per esempio, quando i bambini sono piccoli, i genitori possono usare pubblicazioni come Impariamo dal grande Insegnante. Quasi in ogni paragrafo viene chiesto ai bambini di dire la loro sugli argomenti trattati. Ragionando sui passi biblici menzionati nel libro, i genitori possono aiutare i figli a sviluppare le loro facoltà di percezione “per distinguere il bene e il male”. — Ebr. 5:14



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2/14/2009 4:30 PM
 
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Sabato 14 febbraio 2009

Anche fino alla vecchiaia e ai capelli grigi, o Dio, non mi lasciare, finché io annunci il tuo braccio alla generazione, a tutti quelli che devono venire, la tua potenza. — Sal. 71:18.

La compagnia dei fedeli del “piccolo gregge”, che hanno la chiamata celeste, ha costituito un prezioso addestramento per quelli delle “altre pecore”, che hanno la speranza di vivere sulla terra per sempre. (Luca 12:32; Giov. 10:16) Questo fu predetto con le parole della scrittura di oggi. Coloro che sono unti con lo spirito sono stati felici di addestrare i loro compagni delle altre pecore ad assumere maggiori responsabilità prima di lasciarli per essere glorificati insieme a Gesù Cristo. Geova ha concesso ai più anziani l’onore di dare testimonianza riguardo a lui a coloro che abbracciano ora la vera adorazione. (Gioe. 1:2, 3) Le altre pecore si sentono privilegiate per quello che hanno imparato dagli unti e sono spinte a condividere l’istruzione scritturale con altri che desiderano servire Geova. — Riv. 7:9, 10.



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2/15/2009 2:37 PM
 
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Domenica 15 febbraio 2009

Devi amare Geova tuo Dio con tutto il tuo cuore e con tutta la tua anima e con tutta la tua mente e con tutta la tua forza. . . . Devi amare il tuo prossimo come te stesso. — Mar. 12:30, 31.

Evitiamo di rendere male per male non solo perché è giusto, ma anche perché è amorevole farlo. Nella lettera ai Romani, Paolo usa diverse volte il termine “amore” (agàpe in greco) in riferimento all’amore di Dio e di Cristo. (Rom. 5:5, 8; 8:35, 39) Tuttavia, nel capitolo 12, usa il termine agàpe in modo diverso, parlando dell’amore mostrato ai nostri simili. Dopo aver spiegato che i doni spirituali variano e si trovano in alcuni credenti, Paolo menziona una qualità che deve essere coltivata da tutti i cristiani. Dice: “Il vostro amore sia senza ipocrisia”. (Rom. 12:4-9) Mostrare amore ad altri è il segno che distingue i veri cristiani. Paolo ci esorta ad assicurarci che l’amore che mostriamo quali cristiani sia sincero



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2/16/2009 4:38 PM
 
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Lunedì 16 febbraio 2009

Continuate a camminare secondo lo spirito e non seguirete nessun desiderio carnale. — Gal. 5:16.

Liberarsi dal timore di peccare contro lo spirito santo di Geova è possibile. Lo si può fare seguendo le parole dell’apostolo Paolo riportate nella scrittura di oggi. Se lasceremo che sia lo spirito di Dio a guidarci, non ci faremo vincere da indebiti desideri carnali. (Rom. 8:2-10) Se continueremo a “camminare secondo lo spirito”, la forza attiva di Dio ci spingerà a ubbidirgli. Imiteremo le Sue qualità nel ministero, nella congregazione, in casa e altrove. Il frutto dello spirito sarà evidente nei nostri rapporti con il coniuge, con i figli, con i compagni di fede e con altri. Vivere secondo lo spirito “dal punto di vista di Dio” ci permette di desistere dal peccato. (1 Piet. 4:1-6) Se siamo sotto l’influenza dello spirito non commetteremo certo un peccato imperdonabile. Manterremo invece una stretta relazione con Dio.



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Martedì 17 febbraio 2009

Tu stesso producesti i miei reni; mi tenesti coperto nel ventre di mia madre. — Sal. 139:13.

L’esistenza di ciascuno di noi ha avuto inizio nel grembo materno da una singola cellula più piccola del punto che si trova alla fine di questa frase. Quella cellula microscopica era estremamente complessa, un vero e proprio laboratorio chimico in miniatura! La crescita è stata rapida. Alla fine del secondo mese di gravidanza gli organi principali del nascituro si sono già formati. Tra questi ci sono i reni. Alla nascita i reni sono pronti a filtrare il sangue, eliminando le tossine e l’acqua in eccesso e trattenendo le sostanze utili. Se funzionano bene, i due reni filtrano tutto il sangue (circa cinque litri in un adulto) ogni 45 minuti! I reni contribuiscono inoltre a regolare il contenuto di minerali, l’acidità e la pressione del sangue. Svolgono molte altre funzioni vitali. Non è strano che i reni siano stati definiti “i grandi chimici dell’organismo”.



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Mercoledì 18 febbraio 2009

Il mondo passa e pure il suo desiderio. — 1 Giov. 2:17.

La conoscenza di ciò che ci attende dovrebbe influire profondamente sul modo in cui viviamo ora. L’apostolo Pietro scrisse: “Giacché tutte queste cose devono quindi essere dissolte, quale sorta di persone dovete essere voi in santi atti di condotta e opere di santa devozione, aspettando e tenendo bene in mente la presenza del giorno di Geova!” (2 Piet. 3:11, 12) Il nostro modo di pensare e il nostro stile di vita dovrebbero rispecchiare la ferma convinzione che il mondo passa. Seguendo i consigli della Bibbia saremo aiutati a prendere decisioni sagge in relazione ai nostri obiettivi futuri. Per esempio Gesù disse: “Continuate dunque a cercare prima il regno e la Sua giustizia, e tutte queste altre cose vi saranno aggiunte”. (Matt. 6:33) Com’è bello vedere che molti giovani mostrano fede nelle parole di Gesù svolgendo il ministero a tempo pieno! Altri cristiani, a volte intere famiglie, si sono trasferiti volontariamente in paesi dove c’è grande bisogno di proclamatori del Regno.



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Giovedì 19 febbraio 2009

Riferivano le molte cose che Dio aveva fatto per mezzo d’essi. — Atti 14:27.

Mentre Paolo si trovava ad Antiochia sorse una controversia sulla necessità o meno che i credenti gentili si circoncidessero. Per risolvere la questione Paolo e Barnaba furono mandati “a Gerusalemme dagli apostoli e dagli anziani”. (Atti 15:1-3) Quando “gli apostoli e gli anziani si radunarono per considerare la questione” presiedeva l’anziano cristiano Giacomo, fratellastro di Gesù ma non apostolo. (Atti 15:6) Dopo un’attenta valutazione e con l’aiuto dello spirito santo giunsero a una conclusione in armonia con le Scritture e la comunicarono per iscritto alle varie congregazioni. (Atti 15:22-32) Coloro che ricevettero quella direttiva l’accettarono e l’applicarono. Con quale risultato? I fratelli e le sorelle furono edificati e incoraggiati. La Bibbia riferisce: “Perciò, in realtà, le congregazioni erano rese ferme nella fede e aumentavano di numero di giorno in giorno”. — Atti 16:5.



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Venerdì 20 febbraio 2009

Io sono il pastore eccellente, e conosco le mie pecore e le mie pecore conoscono me. — Giov. 10:14.


Geova Dio e suo Figlio, Gesù Cristo, sono amorevoli Pastori. Isaia profetizzò: “Ecco, lo stesso Sovrano Signore Geova verrà pure come un forte, e il suo braccio dominerà per lui. . . . Come un pastore egli pascerà il suo proprio branco. Col suo braccio radunerà gli agnelli; e li porterà nel suo seno. Quelle che allattano le condurrà con cura”. (Isa. 40:10, 11) Questa profezia mette in risalto la tenerezza con cui Geova pasce il suo popolo. (Sal. 23:1-6) Ebbe un primo adempimento quando un rimanente ebraico tornò in Giuda nel 537 a.E.V. (2 Cron. 36:22, 23) Ebbe un ulteriore adempimento quando nel 1919 l’unto rimanente fu liberato da “Babilonia la Grande” per mano del più grande Ciro, Gesù Cristo. (Riv. 18:2; Isa. 44:28) Egli è il “braccio” di Geova per dominare, radunare le pecore e pascerle con tenera cura.



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Sabato 21 febbraio 2009

Gettate su [Dio] tutta la vostra ansietà, perché egli ha cura di voi. — 1 Piet. 5:7.

Quando siamo molto stressati è logico provare una certa ansia. Tale ansia può però essere alleviata in una certa misura se ricordiamo queste parole di Gesù: “Smettete di essere ansiosi per la vostra anima, di ciò che mangerete o di ciò che berrete, o per il vostro corpo, di ciò che indosserete. . . . Continuate dunque a cercare prima il regno e la . . . giustizia [di Dio], e tutte queste altre cose vi saranno aggiunte”. (Matt. 6:25, 33, 34) È giusto impegnarsi per risolvere un problema. Ma, dopo aver fatto tutto il possibile, non continuiamo a preoccuparci: quello che ci aiuta è pregare. (Sal. 37:5) Paolo scrisse: “Non siate ansiosi di nulla, ma in ogni cosa le vostre richieste siano rese note a Dio con preghiera e supplicazione insieme a rendimento di grazie; e la pace di Dio che sorpassa ogni pensiero custodirà i vostri cuori e le vostre facoltà mentali mediante Cristo Gesù”. — Filip. 4:6, 7



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operman, 21/02/2009 9.32:

Sabato 21 febbraio 2009

Gettate su [Dio] tutta la vostra ansietà, perché egli ha cura di voi. — 1 Piet. 5:7.

Quando siamo molto stressati è logico provare una certa ansia. Tale ansia può però essere alleviata in una certa misura se ricordiamo queste parole di Gesù: “Smettete di essere ansiosi per la vostra anima, di ciò che mangerete o di ciò che berrete, o per il vostro corpo, di ciò che indosserete. . . . Continuate dunque a cercare prima il regno e la . . . giustizia [di Dio], e tutte queste altre cose vi saranno aggiunte”. (Matt. 6:25, 33, 34) È giusto impegnarsi per risolvere un problema. Ma, dopo aver fatto tutto il possibile, non continuiamo a preoccuparci: quello che ci aiuta è pregare. (Sal. 37:5) Paolo scrisse: “Non siate ansiosi di nulla, ma in ogni cosa le vostre richieste siano rese note a Dio con preghiera e supplicazione insieme a rendimento di grazie; e la pace di Dio che sorpassa ogni pensiero custodirà i vostri cuori e le vostre facoltà mentali mediante Cristo Gesù”. — Filip. 4:6, 7



E' davvero molto bello questo versetto...
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