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Scrittura del giorno

Last Update: 8/12/2010 10:31 AM
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2/22/2009 12:30 PM
 
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Domenica 22 febbraio 2009

Ci sarà una risurrezione. — Atti 24:15.

“Non c’è nulla di certo in questo mondo, tranne la morte e le tasse”. Alcuni trovano arguta questa frase, scritta nel 1789 dallo statista americano Benjamin Franklin. Ad ogni modo, molti disonesti riescono a non pagare le tasse, invece la morte sembra proprio inevitabile. Alla fin fine, contando solo sulle proprie forze, nessuno di noi può sfuggirle: arriva per tutti. (Prov. 27:20) Ma analizziamo un pensiero confortante. La Parola di Geova offre la speranza sicura di essere risuscitati, cioè riportati in vita. Questo non è solo un sogno, e nessuna forza nell’universo può impedire a Geova di trasformare tale speranza in realtà. Per alcuni, comunque, la morte non è così inevitabile come molti pensano. Perché? Perché un’innumerevole “grande folla” sopravvivrà alla “grande tribolazione” che presto verrà. (Riv. 7:9, 10, 14) Tali persone continueranno a vivere, in vista dell’eternità. Quindi per loro la morte non è affatto una certezza. Inoltre, la morte “sarà ridotta a nulla”. — 1 Cor. 15:26.



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Alla luce dei fatti, gli apostati delle nuove religioni non possiedono gli standard di
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Lonnie D. Kliever
2/23/2009 5:04 PM
 
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Lunedì 23 febbraio 2009

Non rendete a nessuno male per male. Provvedete cose eccellenti davanti a tutti gli uomini. — Rom. 12:17.

Se un bambino riceve uno spintone da un fratellino, di solito la sua prima reazione è restituirlo. Purtroppo non sono solo i bambini a comportarsi così. Molti adulti fanno lo stesso. Se vengono offesi, vogliono vendicarsi. È vero, la maggior parte degli adulti non darà uno spintone letterale, ma molti lo faranno in modi più sottili: forse diffonderanno pettegolezzi ai danni dell’offensore o cercheranno di mettergli i bastoni tra le ruote. In ogni caso l’intento è lo stesso: contraccambiare l’offesa. L’impulso di vendicarsi è forte, ma i veri cristiani non cedono. Anzi cercano di seguire il consiglio dell’apostolo Paolo contenuto nella scrittura di oggi. Il contesto in cui compaiono queste parole, Romani capitolo 12, indica che evitare di vendicarsi è la cosa giusta, amorevole e modesta da fare



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Lonnie D. Kliever
2/25/2009 7:26 PM
 
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Martedì 24 febbraio 2009

[Dio] conservò Noè, predicatore di giustizia, con sette altri quando portò il diluvio su un mondo di empi. — 2 Piet. 2:5.

La fede e la tenacia di Noè ebbero effetti benefici che durano tuttora. Noè aveva quasi 600 anni quando costruì l’arca, radunò gli animali e predicò ai vicini. (Gen. 7:6) Grazie al suo santo timore, Noè con la sua famiglia sopravvisse al Diluvio e diventò l’antenato di tutti i viventi oggi sulla terra. È vero, Noè visse quando in generale la durata della vita era più lunga. Comunque rimase fedele anche nell’età più avanzata, e questo produsse importanti benefìci. Noè aveva quasi 800 anni quando Nimrod cominciò a progettare la Torre di Babele sfidando il comando di Geova di ‘riempire la terra’. (Gen. 9:1; 11:1-9) Noè però non prese parte alla ribellione di Nimrod. La sua fede e la sua tenacia meritano davvero di essere imitate dai servitori di Dio di ogni età. — Ebr. 11:7.



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Lonnie D. Kliever
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Mercoledì 25 febbraio 2009

L’amore è longanime. — 1 Cor. 13:4.

Il termine greco tradotto “longanime” denota pazienza e lentezza all’ira. Per quali ragioni i genitori devono essere longanimi? Alla maggioranza di loro ne verranno in mente molte. Eccone alcune. È difficile che un bambino chieda una volta sola quello che vuole. Anche se i genitori rispondono con un deciso no, il bambino tornerà a chiedere molte volte, sperando in una risposta diversa. Un adolescente potrebbe addurre un’infinità di motivi per cui dovrebbe avere il permesso di fare qualcosa che secondo i genitori sarebbe stolto fare. (Prov. 22:15) E come tutti noi, i ragazzi sono soggetti a ripetere gli stessi errori. (Sal. 130:3) Cosa aiuterà i genitori a essere longanimi e pazienti con i figli? Il re Salomone scrisse: “La perspicacia di un uomo certamente rallenta la sua ira”. (Prov. 19:11) Un genitore può avere perspicacia e capire il comportamento del figlio ricordando che una volta anche lui ‘parlava da bambino, pensava da bambino, ragionava da bambino’. — 1 Cor. 13:11.



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Lonnie D. Kliever
2/26/2009 5:29 PM
 
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Giovedì 26 febbraio 2009

Hai agito stoltamente. — 1 Sam. 13:13.

Ciò che la Bibbia dice del re Saul mette in risalto l’importanza vitale dell’ubbidienza. Inizialmente Saul era un re umile e modesto e si considerava ‘piccolo ai suoi propri occhi’. Col tempo però le sue decisioni cominciarono a essere condizionate dall’orgoglio e da falsi ragionamenti. (1 Sam. 10:21, 22; 15:17) In un’occasione Saul doveva affrontare i filistei in battaglia. Samuele disse al re di aspettarlo, poiché sarebbe tornato per offrire sacrifici a Geova e fornire ulteriori istruzioni. Tuttavia Samuele tardava e il popolo cominciò a disperdersi. Vedendo questo, Saul “offrì il sacrificio bruciato”. (1 Sam. 13:9) La cosa non piacque a Geova. Quando infine Samuele arrivò, il re cercò di giustificare la sua disubbidienza. Saul considerò l’offerta del sacrificio più importante dell’ubbidienza al comando che aveva ricevuto, cioè di aspettare Samuele perché fosse lui a offrire quel sacrificio. L’avere disubbidito a Geova costò a Saul il regno.



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Venerdì 27 Febbraio 2009

Così sarà dell'uomo che accumula tesori per se stesso ma non è ricco verso Dio. - Luca 12:21.

La caccia al tesoro non è solo un gioco per bambini, ma una vera e propria avventura che ha visto impegnati uomini di diverse epoche e culture. Ad esempio, nel XIX secolo la febbre dell'oro in Australia, Sudafrica, Canada e stati Uniti spinse persone provenienti da luoghi lontani a lasciare le loro case e le loro famiglie per cercare fortuna in paesi sconosciuti e a volte inospitali. Effettivamente, molti sono disposti a correre rischi estremi e a fare enormi sacriif1ci per ottenere le ricchezze che il loro cuore desidera. Oggi la maggioranza delle persone non partecipa a una letterale caccia al tesoro, ma deve lavorare sodo per guadagnarsi da vivere. E riuscirci nell'attuale sistema di cose può essere problematico, arduo e faticoso. E facile lasciarsi prendere dalla preoccupazione di procurarsi cibo, vestiario e alloggio al punto da trascurare o perf1no dimenticare le cose più importanti. - Rom. 14:17.



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2/28/2009 4:25 PM
 
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Sabato 28 febbraio 2009

[La] progenie dei malvagi . . . sarà davvero stroncata. I giusti stessi possederanno la terra, e risiederanno su di essa per sempre. — Sal. 37:28, 29.

L’imminente attacco di Satana e delle sue orde contro i servitori di Geova sarà l’ultimo oltraggio. (Ezec. 38:14-23) Geova, per mezzo di Zaccaria, predisse: “Chi tocca voi tocca la pupilla del mio occhio”. (Zacc. 2:8) È come se qualcuno mettesse un dito nella pupilla dell’occhio di Geova. Egli reagirà immediatamente ed eliminerà gli aggressori. I servitori di Geova sono le persone più amorevoli, più unite, più pacifiche e più rispettose della legge che ci siano sulla terra. Quindi l’attacco di cui saranno oggetto sarà del tutto ingiusto e ingiustificato. Colui che più di tutti “ama la giustizia” non lo tollererà. (Sal. 37:28) Il suo intervento a favore dei suoi servitori significherà la distruzione eterna dei loro nemici, il trionfo della giustizia e la salvezza di coloro che adorano il solo vero Dio. Stanno per accadere cose emozionanti, sbalorditive! — Prov. 2:21, 22.



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3/1/2009 4:51 PM
 
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Domenica 1° marzo 2009

Felici i misericordiosi. — Matt. 5:7.

Il modo migliore per mostrare misericordia a quelli che non fanno parte della congregazione cristiana è parlare loro della verità biblica. Perché? La maggior parte dell’umanità brancola nelle tenebre spirituali. Non sapendo come affrontare i problemi che incontrano e non avendo una vera speranza per il futuro, le persone sono in gran parte “mal ridotte e disperse come pecore senza pastore”. (Matt. 9:36) Il messaggio della Parola di Dio può essere ‘una lampada al loro piede’ e aiutarle a far fronte ai problemi della vita. Può essere anche ‘una luce al loro cammino’ perché rivela il proposito di Dio per il futuro e dà loro il fondamento per avere una speranza luminosa. (Sal. 119:105) È un grande privilegio portare il meraviglioso messaggio di verità a quelli che ne hanno disperato bisogno! Partecipiamo dunque con zelo all’opera di predicare il Regno e fare discepoli. — Matt. 24:3-8, 21, 22, 36-41; 28:19, 20.



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3/2/2009 11:26 AM
 
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Lunedì 2 marzo 2009

Nemmeno una parola di tutte le buone parole che Geova vostro Dio vi ha proferito è venuta meno. Vi si sono avverate tutte. — Gios. 23:14.


Giosuè era un comandante militare dinamico e intrepido, un uomo fedele e integro. Fu l’assistente di Mosè, e fu scelto direttamente da Geova per condurre la nazione di Israele da un tremendo deserto a un paese dove scorreva latte e miele. Verso la fine della sua vita Giosuè pronunciò un toccante discorso di addio agli anziani di Israele. Senza dubbio quel discorso rafforzò la fede di coloro che lo ascoltarono, e può avere lo stesso effetto su di noi. Giosuè aveva quasi 110 anni ed era vissuto in uno dei periodi più esaltanti della storia del popolo di Dio. Era stato testimone di alcuni potenti atti di Geova Dio e aveva visto l’adempimento di molte Sue promesse. Per esperienza personale poté quindi dire con piena convinzione le parole della scrittura di oggi.



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3/3/2009 6:40 PM
 
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Martedì 3 marzo 2009

Tutta la creazione continua a gemere insieme e ad essere in pena insieme fino ad ora. — Rom. 8:22.

Nel corso della storia umana sono sempre state commesse azioni cattive che hanno portato a terribili ingiustizie. Ma la situazione non è mai stata tanto grave come ora. Perché? Perché da molti decenni l’empio sistema di cose attuale è nei suoi “ultimi giorni”, e mentre si avvicina la sua fine ‘i tempi sono difficili’. (2 Tim. 3:1-5) Negli scorsi cento anni le ingiustizie hanno raggiunto proporzioni senza precedenti. Tanto per cominciare, questi sono stati gli anni più martoriati dalla guerra. Per esempio, secondo le stime di alcuni storici, solo nella seconda guerra mondiale ci sono stati dai 50 ai 60 milioni di morti, la maggioranza dei quali erano civili: uomini, donne e bambini innocenti. Dalla fine di quella guerra altri milioni di persone sono state uccise in vari conflitti, e anche in questi casi si è trattato soprattutto di civili. È Satana a fomentare tali ingiustizie perché è infuriato, sapendo che presto Geova gli infliggerà una sconfitta totale. — Riv. 12:12.



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3/4/2009 7:53 PM
 
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Mercoledì 4 marzo 2009

L’amore . . . non si rallegra dell’ingiustizia, ma si rallegra della verità. — 1 Cor. 13:4, 6.

Come si può insegnare ai figli ad amare ciò che è giusto e vero? È fondamentale incoraggiarli a esprimere sinceramente i propri sentimenti, anche se quello che dicono è difficile da mandar giù per i genitori. Ovviamente i genitori si rallegrano quando i ragazzi esternano pensieri e sentimenti in armonia con le giuste norme. A volte però le osservazioni spontanee di un figlio potrebbero rivelare un’inclinazione sbagliata. (Gen. 8:21) Quale dovrebbe essere la reazione dei genitori? La tendenza iniziale potrebbe essere quella di castigarlo immediatamente per aver espresso simili idee. Se i genitori reagiscono in questo modo, però, i figli potrebbero imparare presto a dire solo quello che i genitori vogliono sentire. Naturalmente un linguaggio irrispettoso andrebbe corretto subito, ma c’è differenza tra insegnare ai figli a esprimersi educatamente e imporre loro cosa dire.



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Lonnie D. Kliever
3/5/2009 6:20 PM
 
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Giovedì 5 marzo 2009

La terra di un ricco produsse bene. — Luca 12:16.

Nella parabola riportata in Luca 12:16-21, Gesù parlò di un ricco che non era soddisfatto dei depositi pieni di cose buone che aveva già, ma voleva demolirli per costruirne di nuovi e più grandi. Proprio quando pensava di potersi rilassare e godersi la vita, Dio gli disse che la sua vita stava per finire e che tutte le cose buone che aveva accumulato sarebbero andate a qualcun altro. Il ricco non viene descritto come una cattiva persona. Era un gran lavoratore e aveva messo da parte in vista del futuro, forse pensando al benessere della sua famiglia. Oggi molti servitori di Geova affrontano situazioni molto simili a quella del ricco. I veri cristiani si sforzano di essere lavoratori onesti, diligenti e coscienziosi. (Col. 3:22, 23) Quando si presentano opportunità per fare carriera o guadagnare di più, devono prendere una decisione. Dovrebbero cogliere l’occasione e migliorare la propria condizione economica?



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3/6/2009 4:20 PM
 
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Venerdì 6 marzo 2009

L’uomo divenne un’anima vivente. — Gen. 2:7.

Adamo fu creato con un corpo e una mente perfetti. Che dire dell’ambiente in cui viveva? “Geova Dio piantò un giardino in Eden, verso oriente, e vi pose l’uomo che aveva formato. Così Geova Dio fece crescere dal suolo ogni albero desiderabile alla vista e buono come cibo”. (Gen. 2:8, 9) Sì, Adamo viveva in un posto meraviglioso. In seguito Geova creò per Adamo una moglie perfetta, ponendo le basi per una vita familiare felice. (Gen. 2:18, 21-23) La Bibbia dice inoltre: “Dio li benedisse e Dio disse loro: ‘Siate fecondi e moltiplicatevi e riempite la terra e soggiogatela’”. (Gen. 1:28) La prima coppia umana aveva la meravigliosa prospettiva di estendere il Paradiso di Eden affinché col tempo tutta la terra divenisse un paradiso. E avrebbe avuto figli felici, che non avrebbero conosciuto le sofferenze. Un inizio davvero splendido! — Gen. 1:31



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3/7/2009 6:27 PM
 
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Sabato 7 marzo 2009

Ogni cosa che respira, lodi Iah. — Sal. 150:6.

Avere un vero scopo nella vita significa avere una ragione per vivere, un obiettivo preciso, qualcosa su cui concentrare i propri sforzi. Gli uomini possono realmente avere uno scopo del genere nella vita? Certamente! Il fatto che siamo dotati dell’intelligenza, della coscienza e della ragione indica che il Creatore aveva un proposito ben preciso quando ci ha fatti. Logicamente, quindi, possiamo trovare e perseguire il vero scopo della nostra vita solo vivendo in armonia con il proposito del Creatore. La Bibbia rivela che il proposito di Dio per noi include molte cose. Ad esempio, il modo meraviglioso in cui siamo fatti è una chiara espressione dell’amore altruistico di Dio. (Sal. 40:5; 139:14) Perciò vivere secondo il proposito di Dio significa amare gli altri altruisticamente come fa lui. (1 Giov. 4:7-11) Significa anche osservare i comandamenti di Dio, che ci aiutano a vivere in armonia con il suo amorevole proposito. — Eccl. 12:13; 1 Giov. 5:3.



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3/8/2009 9:23 AM
 
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Domenica 8 marzo 2009

Geova stesso ha fermamente stabilito il suo trono nei medesimi cieli; e su ogni cosa il suo proprio regno ha esercitato dominio. — Sal. 103:19.

Con queste parole il salmista enunciò il concetto stesso di sovranità. In quanto Creatore, Geova Dio è il legittimo Sovrano dell’universo. Innanzi tutto Geova esercitò il suo dominio sulle creature spirituali che aveva portato all’esistenza: prima il suo unigenito Figlio e poi le schiere angeliche. (Col. 1:15-17) Il profeta Daniele ricevette una visione del reame celeste. Egli scrisse: “L’Antico di Giorni si sedette. . . . C’erano mille migliaia che lo servivano, e diecimila volte diecimila stavano in piedi proprio davanti a lui”. (Dan. 7:9, 10) Per epoche incalcolabili, Geova, “l’Antico di Giorni”, fu Sovrano di un’immensa e ordinata famiglia composta dai suoi figli spirituali, che lo servivano come “ministri” e facevano la sua volontà. — Sal. 103:20, 21.



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3/9/2009 7:42 PM
 
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Lunedì 9 marzo 2009

Ti impegnerò a me nella giustizia e nel diritto e nell’amorevole benignità e nelle misericordie. — Osea 2:19.

Fermo restando che la misericordia di Geova non viola i suoi princìpi di giustizia, influisce però in qualche modo sulla sua giustizia? La misericordia attenua forse gli effetti della giustizia divina, mitigandola? La risposta è no. Le parole della scrittura di oggi indicano chiaramente che la misericordia di Geova è sempre in armonia con gli altri suoi attributi, compresa la giustizia. Geova è un Dio “misericordioso e clemente, . . . che perdona l’errore e la trasgressione e il peccato, ma non esenterà affatto dalla punizione”. (Eso. 34:6, 7) È un Dio misericordioso e giusto. Di lui la Bibbia dice: “La Roccia, la sua attività è perfetta, poiché tutte le sue vie sono giustizia”. (Deut. 32:4) La giustizia di Dio è perfetta, come lo è la sua misericordia. L’una non è superiore all’altra, né c’è bisogno che l’una temperi gli effetti dell’altra. Piuttosto, entrambe le qualità operano in perfetta armonia.



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3/10/2009 8:23 PM
 
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Martedì 10 marzo 2009

Farò di Gerusalemme una pietra da carico per tutti i popoli. — Zacc. 12:3.

Questa profezia di Zaccaria chiarisce la ragione per cui le nazioni si schierano contro i veri cristiani. Di quale Gerusalemme si tratta? Della “Gerusalemme celeste”, il Regno celeste al quale sono stati chiamati i cristiani unti. (Ebr. 12:22) La loro proclamazione del Regno come unica speranza per l’umanità è diventata “una pietra da carico” per le nazioni. Esse cercano di ‘sollevarla’, o rimuoverla, ostacolando i predicatori del Regno. Così facendo si procurano “gravi scalfitture”, uscendone malconce. Perfino la loro reputazione viene danneggiata da questa umiliante sconfitta. Non riescono a far tacere i veri adoratori, che apprezzano il privilegio di proclamare l’“eterna buona notizia” del messianico Regno di Dio prima della fine di questo sistema di cose. — Riv. 14:6.



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3/11/2009 4:22 PM
 
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Mercoledì 11 marzo 2009

Prestate attenzione a come ascoltate. — Luca 8:18.

Quando disse ai suoi seguaci le parole riportate sopra, Gesù Cristo stava assolvendo il compito di insegnare e fare discepoli. Questo principio da lui enunciato si applica al nostro ministero cristiano. Se presteremo attenzione all’istruzione spirituale, agiremo in base a essa e saremo proclamatori del Regno efficaci. Naturalmente oggi non possiamo udire la voce di Gesù, ma nelle Scritture possiamo leggere ciò che disse e fece. Imitando i metodi di insegnamento di Gesù seguiremo l’esortazione dell’apostolo Paolo: “La vostra espressione sia sempre con grazia, condita con sale, in modo da sapere come dare risposta a ciascuno”. (Col. 4:6) Ci vuole impegno per imitare Gesù nell’opera di fare discepoli, ma così facendo il nostro insegnamento sarà efficace perché ci aiuterà a “dare risposta a ciascuno” secondo i suoi bisogni specifici.



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Giovedì 12 marzo 2009

[Provate] a voi stessi la buona e accettevole e perfetta volontà di Dio. — Rom. 12:2.

Dovremmo accontentarci di avere solo una conoscenza superficiale della verità biblica? L’espressione “le cose profonde di Dio” include l’intendimento della sapienza divina rivelata ai cristiani dallo spirito santo ma nascosta ad altri. (1 Cor. 2:7, 10) La sapienza di Dio è infinita e noi possiamo provare grande gioia esplorandola! Non riusciremo mai a sapere tutto sulla sapienza delle vie di Dio. Ma se continueremo a scrutare “le cose profonde di Dio” non smetteremo mai di provare quella gioia che provammo al nostro primo contatto con gli insegnamenti biblici fondamentali. Perché abbiamo bisogno di capire “le cose profonde”? La nostra fede e la nostra fiducia si rafforzano se riusciamo a comprendere non solo in cosa crediamo ma anche perché ci crediamo, cioè le ragioni che sono alla base delle nostre credenze. Capire perché Geova vuole che viviamo in un certo modo rende più forte la nostra volontà di ubbidirgli.



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3/13/2009 4:15 PM
 
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Venerdì 13 marzo 2009

Quelli delle nazioni che non hanno [la legge di Dio] fanno per natura le cose della legge. — Rom. 2:14.

Forse conoscete qualcuno che ha corso dei rischi per aiutare altri. Per esempio, durante la seconda guerra mondiale molti nascosero degli sconosciuti. Ricordate anche ciò che accadde all’apostolo Paolo e a 275 altri che fecero naufragio a Malta. La gente del posto corse in aiuto di quegli sconosciuti, mostrando “straordinaria benignità umana”. (Atti 27:27–28:2) O che dire della ragazzina israelita che, anche se forse non rischiò la vita, mostrò premuroso interessamento per un siro che l’aveva catturata? (2 Re 5:1-4) E pensate alla famosa parabola di Gesù del buon samaritano. Un sacerdote e un levita ignorarono un ebreo, loro connazionale, che era stato lasciato tramortito, mentre un samaritano si fece in quattro per soccorrerlo. Nel corso dei secoli questa parabola ha toccato un tasto sensibile nel cuore di persone di svariate culture. (Luca 10:29-37) La tendenza ad aiutare il prossimo, anche quando comporta qualche sacrificio, è così comune che alcuni la considerano parte integrante della natura umana.



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Alla luce dei fatti, gli apostati delle nuove religioni non possiedono gli standard di
obiettività personale, competenza e comprensione informata richiesti a testimoni esperti.

Lonnie D. Kliever
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