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CRUCIFIXION IN ANTIQUITY

Ultimo Aggiornamento: 19/11/2018 21.12
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10/08/2010 16.39
 
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Polymetis, 8/10/2010 4:11 PM:

Può anche aver analizzato centinaia di testi, ma non può aver trovato centinaia di testi pro-palo, al massimo ne avrà trovati centinaia dove il testo non permette di capire se sia una croce o un palo. Ma perché dedurne che, dunque, sarebbe un palo? Bisogna vedere, per capire come interpretare questi testi, se siano più frequenti, nel gruppo dei testi "non equivoci", quelli pro-palo o quelli pro-croce. Solo in questo modo avremo un criterio probabilistico per assegnare i testi ambigui.

...

Le note a piè pagina le ho scritte io, e dunque sono di gran lunga più interessanti del testo che volevano commentare.

Ad maiora



Visto che parliamo di mos romanorum, mi favoriresti un esempio di "patibulum" trasportato da un condannato vivo e, contestualmente, attaccato in qualche modo allo "stipes" a formare una "crux" col condannato sopra, fino ad ottenerne la morte come esecuzione?
Di questo stiamo parlando no?

Simon

P.S. Puoi copiare dall'americana, turandoti il naso, in questo caso.
[Modificato da (SimonLeBon) 10/08/2010 16.40]
Ultima Prova50 pt.16/12/2018 10.40 by I-gua
Domanda su una profezia biblica39 pt.15/12/2018 20.28 by dom@
Il Domi di GabboHonda Dominator35 pt.16/12/2018 11.03 by Donato.79
Meno pubblicazioni su carta. Meno soldi? - Ovvero, cambiamenti nel modo di porgere la "buona notizia del Regno"33 pt.16/12/2018 09.51 by anonimo
Augurare "salute" a chi starnuta30 pt.15/12/2018 20.21 by Amalia 52
Alessandra Viero (TgCom24)TELEGIORNALISTE FANS FORU...27 pt.15/12/2018 16.39 by Boy.1984
10/08/2010 16.44
 
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Caro Polymetis,

Chi è questa studiosa "Leolaia"? Il lavoro non mi pare scritto in un ambito accademico ma apologetico, vorrebbe confutare l'idea dei TdG dalle Scritture si possa evincere la forma di "palo" piuttosto che quella tradizionale di "croce". Questa studiosa mi pare che si limiti a difendere la tesi tradizionale (presentata dai padri della chiesa) piuttosto che, come mi pare aver capito faccia Samuelsson, analizzare i testi profani in modo privo di pregiudizi.

La sua tesi mi pare identica alla tua: staurow e derivati non indicherebbe più semplicemente l'essere appesi ad uno stauros, ma avrebbe assunto il significato di esservi appesi a braccia distese, a forma di croce. Dunque il riferimento non sarebbe più all'oggetto stauros (che può essere anche una roccia) ma alla posizione delle braccia sull'oggetto. Se così fosse mi pare che sia questa la vera rivoluzione copernicana e non quella di Samuelsson!

Shalom





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Sijmadicandhapajiee, gente per cui le arti stan nei musei - Paolo Conte

FORUM TESTIMONI DI GEOVA
10/08/2010 17.38
 
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Leolaia è una dottoressa (Ph.d.) americana che si occupa di linguistica storica. Il lavoro che vedete, molto semplicemente, riporta all'attenzione dei lettori quello che tutti i dizionari antichistici (e dunque non "apologetici") di questo pianeta scrivono.
L'articolo che vedete nasce da una sua partecipazione ad un forum americano. Ora, spesso si trova qualche persona competente che, per carità cristiana, scriva un elaborato per rendere edotti tutti di qual è il suo punto di vista. Il post in questione ebbe molto successo e girò rapidamente nella rete divenendo un "classico", e ottenendo anche di essere tradotto in francese e spagnolo, tale era la sua manifesta qualità. Io ho fatto la stessa cosa: l'ho preso e l'ho tradotto, ma ho aggiunto un capitolo e delle note, il che l'ha fatto raddoppiare di volume.
Quanto alla parola "apologetico" da te usata, non si capisce bene in che senso la utilizzi. Hai la strana idea che un testo "apologetico" sia a priori non affidabile, quando "Apologia" vuol dire banalmente "difesa". C'è stato, indubbiamente, un attacco da parte dei TdG alla croce tradizionale, è dunque del tutto lecito che ci sia una difesa, un'apologia per l'appunto, che si limiti a ristabilire la verità storica. Se la difesa per il solo fatto di essere difesa fosse inaffidabile, perché dovrebbe essere affidabile un attacco?
Quanto alla struttura dell'articolo, non è vero che si limiti a trattare dei TdG e del NT: ci sono decine di pagine nell'incipit dove si tratta per l'appunto delle fonti pagane sulla crocifissione. I Padri della Chiesa, che cogli antichi romani ci vivevano e dunque sapevano come la gente venisse crocifissa, vanno semplicemente a completare un quadro già delineato.

Per Simon


"Visto che parliamo di mos romanorum, mi favoriresti un esempio di "patibulum" trasportato da un condannato vivo e, contestualmente, attaccato in qualche modo allo "stipes" a formare una "crux" col condannato sopra, fino ad ottenerne la morte come esecuzione? "



Le citazioni sono nell'articolo che ho indicato. Comunque, eccone una di esempio:
"Patibulum ferat per urbem, deinde adfigatur cruci." (Plauto, Carbonaria, fr. 2)

Ad maiora
---------------------
Ά όταν έκτιζαν τα τείχη πώς να μην προσέξω.
Αλλά δεν άκουσα ποτέ κρότον κτιστών ή ήχον.
Ανεπαισθήτως μ' έκλεισαν απο τον κόσμο έξω
(Κ. Καβάφης)
10/08/2010 17.39
 
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Re:
barnabino, 8/10/2010 4:52 PM:

Caro Polymetis,

...
La sua tesi mi pare identica alla tua: staurow e derivati non indicherebbe più semplicemente l'essere appesi ad uno stauros, ma avrebbe assunto il significato di esservi appesi a braccia distese, a forma di croce. Dunque il riferimento non sarebbe più all'oggetto stauros (che può essere anche una roccia) ma alla posizione delle braccia sull'oggetto. Se così fosse mi pare che sia questa la vera rivoluzione copernicana e non quella di Samuelsson!

Shalom



Si, concordo, se la tesi è questa ne vedremo delle belle, indubbiamente qualcosa di originale! Magari pero' restringendoci a testimonianze di secoli tardi, chiudendo gli occhi sulle fonti precedenti e turando il naso di fronte a quelle contemporanee al Cristo, magari ci si arriva anche.

Simon
10/08/2010 17.42
 
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"Magari pero' restringendoci a testimonianze di secoli tardi, "

??
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10/08/2010 18.07
 
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Simon, spiega a Poly cosa intendi dire, perchè il Poly non l'ha capito.
Ma possibile che dobbiamo fare scuola ad uno che frequenta ancora l'università e poi proprio su questi argomenti?



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"Perché il male trionfi è sufficiente che i buoni rinuncino all'azione" - Edmund Burke
10/08/2010 18.17
 
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La cosa mi sembra ovvia. Vuoi un testo in cui si dica che la croce è composta da un patibulum trasportato dal condannato in seguito attaccato ad un palo verticale già piantato per terra. La citazione dice proprio: "porti il patibulum per la città, e in seguito sia attaccato alla croce".
Come si vede c'è una distinzione lessicale tra il patibulumm trasportato e il prodotto finale, la croce.
Se il testo si fosse limitato a dire: "Patibulum ferat per urbem, deinde ei adfigatur" avrebbe potuto essere ambiguo, ma così non è.
Comunque, se ho capito bene quello che scrive Simon, l'autore vorrebbe sostenere addirittura l'inesistenza della crux latina nel mondo antico, cioè che stauros e crux non avrebbero mai designato la croce. COsì scrive Simon: "Nè lo "stauros" nè la "crux" hanno mai indicato una "croce" o solo una "croce", nè nel I né nel II nè prima di allora."

Se così fosse, vorrei sapere come, cioè con quale termine, secondo Samuelsson, i greci e i romani avrebbero chiamato gli strumenti di supplizio che vediamo raffigurati ad esempio nel graffito del Palatino ed nella Taberna di Pozzuoli, dove vediamo dei crocifissi su croce a due braccia.
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10/08/2010 18.34
 
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Re:
Polymetis, 10/08/2010 17.38:

Le citazioni sono nell'articolo che ho indicato. Comunque, eccone una di esempio:
"Patibulum ferat per urbem, deinde adfigatur cruci." (Plauto, Carbonaria, fr. 2)

Ad maiora




Sbaglio o siamo nel III° secolo?
10/08/2010 18.53
 
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Re:

Leolaia è una dottoressa (Ph.d.) americana che si occupa di linguistica storica.....



Ho dato un'occhiata veloce e mi sembra sempre la solita brodaglia stranota che circola in internet da anni. Hai fatto bene ad inserire una introduzione dove spieghi che lo stile è tutt'altro che accademico.
A dire il vero... anche il tuo paragrafetto iniziale fa un po' schifo (senza offesa eh).


Nota preliminare per il lettore italiano: quello che state per leggere è un buon articolo sulla crocifissione in rapporto ai Testimoni di Geova scritto da una studiosa americana.


Chi è? Nome Cognome e Università. Non si può presentare uno scritto a firma di uno "studioso" e non inserire nulla su chi egli sia.


Si tratta di un pezzo divulgativo, e, benché scientificamente
accurato, non è certo nella forma canonica in cui lo si troverebbe se dovesse essere pubblicato in un periodico antichistico.



Ma, sul tema, avete pubblicato qualcosa di degno di un periodico antichistico, o siete fermi ai forum? Tu Polymetis, hai pubblicato le tue "paranoie" su qualche periodico degno di questo nome?


Voglia dunque il lettore con una formazione filologica sorvolare sulla forma e tener conto del target divulgativo di questo articolo.



Ancora? .. lo hai già detto (seppur con altre parole). Cos'è, hai bisogno di ripetere i concetti per allungare la tua ridicola introduzione? Sii serio, potevi pure risparmiartela [SM=g27987]


Proprio a questo proposito, dato il ricorrere di parole greche non traslitterate o di termini latini non tradotti, il lettore a digiuno di lingue antiche dia una lettura preliminare alla spiegazione e traslitterazione di qualche termine indispensabile per seguire l’articolo.



Un articolo divulgativo dove ricorrono parole non traslitterate... mah! Sembra invece che tali parole siano state messe lì giusto per dargli quella parvenza di "forma" che manca totalmente.

Comunque, se volessi segnalarmi qualche articolo "serio", che affronta l'argomento senza trasudare pregiudizi verso questa o quella confessione religiosa, te ne sarei grato e magari lo prenderò pure in considerazione. Fino ad allora, tieniti stretto le tue presentazioni alle solite minestre che girano online.

bye

Moderatore: ho quotato le parti scritte da Poly, anche se tu le avevi messe in corsivo. Magari non tutti riuscivono a capre chi scriveva cosa

[Modificato da Seabiscuit 10/08/2010 18.58]
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צמאה נפשׁי לאלהים
10/08/2010 19.04
 
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"Sbaglio o siamo nel III° secolo?"



Ti ringrazio per questa tua chiara testimonianza. Essa mostra distintamente che la citazione è chiara ed inequivocabile, e infatti tu, resoti conto della cosa, ti limiti ad obiettare che tuttavia essa non confuterebbe la tesi dello scandinavo in quanto del III secolo.
Beh, sì, è del terzo secolo, ma evidentemente, quando ti sei precipitato su Google a controllare chi fosse Plauto, questo sconosciuto, hai letto frettolosamente la data, non accorgenti che è certamente del III secolo, ma del terzo secolo a.C.! Attesta dunque quello che Simon mi ha chiesto, e non è certamente tarda.
Questa tua svista clamorosa dimostra che:
1)Tu non sai chi è Plauto, il celeberrimo comico romano, e sei dovuto andare a controllare nella baia dei dilettanti, wikipedia, chi fosse, sbagliando per di più a leggere.
2)Che la citazione è chiara e dimostra quello che volevo sostenere, tant'è che tu ti sei affrettato, tentando di sminuirla, a dire che è una fonte del III secolo...

La vera domanda è: com'è possibile che gente che non sa neppure chi sia Plauto, programma da terzo anno di liceo (per chi l'ha frequentato!) si metta a scrivere libri a tematica antichistica discutendo di traduzioni dal greco?
Questo è veramente un saggio dell'erudizione e della ingiustificata pretesa di capire un dibattito che hanno i TdG che affollano il web. Come possono pretendere di discutere di crocifissione romana, se se gli manca l'abc del programma ministeriale di un latinista adolescente?
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10/08/2010 19.42
 
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Re:
Polymetis, 10.08.2010 19:04:


"Sbaglio o siamo nel III° secolo?"



Come possono pretendere di discutere di crocifissione romana, se se gli manca l'abc del programma ministeriale di un latinista adolescente?



scendi dal fico caro Poly. Se si tratta di svista, sarà felix a risponderti, ma anche se fosse, tu non ne hai mai prese di sviste?
Quindi bello mio, piantala di gongolarti che non è proprio il caso e fai la figura del solito dilettante.

Tu non puoi e non devi pretendere di voler insegnare qualcosa a nessuno, perchè non ne hai nè le doti nè l'amore che il Cristo disse di avere nel portare il Suo messaggio agli altri.



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10/08/2010 20.07
 
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“Ho dato un'occhiata veloce e mi sembra sempre la solita brodaglia stranota che circola in internet da anni. Hai fatto bene ad inserire una introduzione dove spieghi che lo stile è tutt'altro che accademico. “



Non è la brodaglia che si trova su internet, ma su qualsiasi dizionario antichistico. Personalmente ho deciso di tradurlo per il gran numero di fonti che cita. Avrei impostato il discorso in modo diverso, usando un altro percorso argomentativo, ma l’esito sarebbe stato il medesimo. Comunque, come ripeto, si tratta semplicemente di un post che questa studiosa scrisse per un forum, regalando preziose ore della sua vita per scriverlo. Ergo, anche se la forma non è quella che richiederebbe un periodico antichistico, il contenuto è valido: sarebbe stato insensato del resto redigere un articolo in stile accademico per una discussione su un forum.


“anche il tuo paragrafetto iniziale fa un po' schifo (senza offesa eh). “


Hai delle sottolineature sintattiche precise da fare?


“Chi è? Nome Cognome e Università. Non si può presentare uno scritto a firma di uno "studioso" e non inserire nulla su chi egli sia. “



Pare che i TdG non si facciano alcun problema di questo tipo, visto che accettano un’intera traduzione biblica presentata come opera di presunti studiosi anonimi ma non sanno nulla di chi siano.
Quanto a Leolaia, non ho idea di quale sia il suo nome né se l’abbia divulgato. Non ho seguito gli interventi di costei, sono semplicemente capitato su questo post. Quanto all’università, si diceva solo che fosse della “ American Ivy-League University”, cioè la confederazione delle 8 più prestigiose università della Costa Orientale:, Columbia University, Cornell University, Dartmouth College, Harvard University, Princeton University, University of Pennsylvania, Yale University, Brown University.


“Ma, sul tema, avete pubblicato qualcosa di degno di un periodico antichistico, o siete fermi ai forum? Tu Polymetis, hai pubblicato le tue "paranoie" su qualche periodico degno di questo nome? “



Teodoro Studita ha preso spunto dalle discussioni avute coi TdG e ha radunato alcuni amici antichisti, archeologi e grecisti, e sta per pubblicare un maxi volume di più di 500 pagine sulla crocifissione che raccoglie vari interventi. Ha chiesto anche a me di partecipare, e gli ho risposto che non mi interessava. Non ho alcun interesse a spendere del tempo a preparare una pubblicazione sulla crocifissione romana, per dei banalissimi motivi: 1)Penso che sia già stato detto tutto sull’argomento, e preferisco non pubblicare articoli dove non potrei essere né originale né particolarmente rivelatore. 2)Questo campo di studi non mi interessa. Mi occupo di tradizione platonica nell’età tardo-antica e infatti attualmente sto preparando un lavoro sull’ imperatore Giuliano: della crocifissione e delle altre materie archeologie non me ne importa nulla, a meno che non intersechino collateralmente i miei studi di storia del pensiero antico.
L’archeologia non è il mio settore disciplinare: un conto è se una qualsiasi persona con una preparazione antichistica, che dunque sa cosa si pensa sulla crocifissione, prepara un articolo divulgativo per un forum onde spiegare una questione a dei non addetti, tutt’altro paio di maniche è mettersi a preparare un articolo specialistico su un settore che non ci appartiene. Sarebbe come se uno studioso di letteratura latina pubblicasse un articolo su delle monete dell’età Periclea rubando il lavoro agli archeologi che si occupano di numismatica greca.
Comunque, ribadisco che non c’è bisogno di nuove pubblicazioni sulla crocifissione: c’è già una immensa bibliografia in merito ed un solido consenso accademico sul tema. Non a caso quando questa tesi di Samuelsson è stata presentata, uno della commissione avrebbe esordito dicendo “if Gunnar Samuelsson is right, then all lexica will need revision on this point”.
Dunque non c’era né c’è bisogno di nuove pubblicazioni scientifiche sulla crocifissione, semmai c’è bisogno di pubblicazioni divulgative, lette dalla gente, in cui ci sia qualcuno che spiega alle persone fuori dal circuito accademico come stanno le cose. Per questo ho tradotto l’articolo di Leolaia.


“Un articolo divulgativo dove ricorrono parole non traslitterate... mah! Sembra invece che tali parole siano state messe lì giusto per dargli quella parvenza di "forma" che manca totalmente. “



Nell’articolo originale erano traslitterate. La scelta di metterle in alfabeto greco è stata mia perché io sono allergico alle traslitterazioni impazzite, e quando le leggo non riesco neppure a tradurre una frase, mi va semplicemente il sangue alla testa.


“omunque, se volessi segnalarmi qualche articolo "serio", che affronta l'argomento senza trasudare pregiudizi verso questa o quella confessione religiosa, te ne sarei grato e magari lo prenderò pure in considerazione.”



Una sintesi: l’articolo del prof. Joseph A. Fitzmyer, "Crucifixion in Ancient Palestine, Qumran Literature, and the New Testament", in Catholic Biblical Quarterly 40 (1978), 493-513


PEr Sea


"cendi dal fico caro Poly. Se si tratta di svista, sarà felix a risponderti, ma anche se fosse, tu non ne hai mai prese di sviste?

"

Sì certo, ma non su un'argomento del genere. Nessuno che abbia fatto un liceo infatti andrebbe a controllare su internet in che secolo visse Plauto e lo attribuirebbe poi al III secolo, sarebbe come se un italiano andasse a controllare il secolo in cui visse Manzoni (e spero vivamente che neppure chi abbia la terza elementare abbia bisogno di cercare in rete una cosa simile), ma poi legga male e scriva che Manzoni visse nel medioevo. Vedi, l'entità della svista è la medesima. Plauto è uno degli autori latini più importanti e studiati, e non sapere quando è nato, o addirittura posticiparne la vita di sei secoli, sarebbe grave quanto l'errore di chi pretenda di discutere di letteratura inglese, e ne scriva dei trattati, ma poi tranquillamente domandi: "Ma William Shakespeare non nacque nell'anno 1000?".


"Quindi bello mio, piantala di gongolarti che non è proprio il caso e fai la figura del solito dilettante"



Temo di non capire la correlazione tra il fustigare chi mi domanda se Plauto sia del III secolo e l'ipotetico mostrarmi un dilettante.


"Tu non puoi e non devi pretendere di voler insegnare qualcosa a nessuno, perchè non ne hai nè le doti nè l'amore che il Cristo disse di avere nel portare il Suo messaggio agli altri."



Non vedo quale sia la rilevanza. Non sto insegnando "etica cristiana", ho fatto una correzione storica, e la correttezza di quest'insegnamento non dipende dall'umiltà di chi te lo presenta. Quello che conta per sapere se ho le doti per insegnare qualcosa è il mio titolo di studio e gli esami che stanno sul mio libretto universitario, null'altro. Ora, se Felix volesse dirci chi sono stati i suoi professori di letteratura latina e greca gliene saremmo grati.
L'unica cosa scandalosa caro Sea non è la mia presunta mancanza di umiltà, ma il fatto che una persona che non sa neppure chi sia Plauto si metta a scrivere libri dove disserta di traduzioni di lingue che non conosce!

Ad maiora
[Modificato da Polymetis 10/08/2010 20.30]
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Αλλά δεν άκουσα ποτέ κρότον κτιστών ή ήχον.
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10/08/2010 20.11
 
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Re:
Polymetis, 10/08/2010 19.04:


"Sbaglio o siamo nel III° secolo?"



Ti ringrazio per questa tua chiara testimonianza. Essa mostra distintamente che la citazione è chiara ed inequivocabile, e infatti tu, resoti conto della cosa, ti limiti ad obiettare che tuttavia essa non confuterebbe la tesi dello scandinavo in quanto del III secolo.
Beh, sì, è del terzo secolo, ma evidentemente, quando ti sei precipitato su Google a controllare chi fosse Plauto, questo sconosciuto, hai letto frettolosamente la data, non accorgenti che è certamente del III secolo, ma del terzo secolo a.C.! Attesta dunque quello che Simon mi ha chiesto, e non è certamente tarda.
Questa tua svista clamorosa dimostra che:
1)Tu non sai chi è Plauto, il celeberrimo comico romano, e sei dovuto andare a controllare nella baia dei dilettanti, wikipedia, chi fosse, sbagliando per di più a leggere.
2)Che la citazione è chiara e dimostra quello che volevo sostenere, tant'è che tu ti sei affrettato, tentando di sminuirla, a dire che è una fonte del III secolo...

La vera domanda è: com'è possibile che gente che non sa neppure chi sia Plauto, programma da terzo anno di liceo (per chi l'ha frequentato!) si metta a scrivere libri a tematica antichistica discutendo di traduzioni dal greco?
Questo è veramente un saggio dell'erudizione e della ingiustificata pretesa di capire un dibattito che hanno i TdG che affollano il web. Come possono pretendere di discutere di crocifissione romana, se se gli manca l'abc del programma ministeriale di un latinista adolescente?



Poly, la mia era una domanda e non un'affermazione.

MI dispiace che uno come te che si reputa qualche gradino più in alto non riesca a leggere un punto interrogativo

????????????

Comunque ho visto adesso su wiki e leggo la seguente

Plauto nacque tra il 255 e il 251 a.C.,[4] probabilmente nel 254 a.C.

Quindi mi dici cosa avrei copiato da wikipedia?

Poi dici:


1)Tu non sai chi è Plauto, il celeberrimo comico romano,



Guarda, non nego di non sapere chi fosse Plauto così bene da poterne parlare con sicurezza, ma di comici ne conosco ben altri ... e di questo secolo

Alla prossima sapientone

10/08/2010 20.42
 
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"Poly, la mia era una domanda e non un'affermazione."



Una domanda, ma un tipo di domanda interrogativa retorica.
Hai letto in rete, quando sei andato a cercare Plauto, che era un autore del III secolo, così sei tornato tutto bello pimpante convinto di avere qualcosa da rispondermi, convinto che fosse una citazione tarda, fuori dal "II secolo" che Simon aveva indicato.


"MI dispiace che uno come te che si reputa qualche gradino più in alto non riesca a leggere un punto interrogativo "



Tu sai vero cos'è un'interrogativa diretta retorica? E' quella che stavi tentando di usare tu.


"Comunque ho visto adesso su wiki e leggo la seguente

Plauto nacque tra il 255 e il 251 a.C.,[4] probabilmente nel 254 a.C.

Quindi mi dici cosa avrei copiato da wikipedia?"



Ma leggi quello che scrivo? "Tu non sai chi è Plauto, il celeberrimo comico romano, e sei dovuto andare a controllare nella baia dei dilettanti, wikipedia, chi fosse, sbagliando per di più a leggere. "
Io non ho detto che wikipedia sbaglia a scrivere la data, ma che tu ti sei sbagliato a leggere wikipedia. Chiara la differenza?
Probabilmente sei andato su Google, hai inserito la parola "Plauto", e il primo risultato ottenuto è stato per l'appunto wikipedia, dove hai letto la data "255-251", senza accorgerti che accanto ci fosse un "a.C.".
Il fatto che tu abbia attribuito Plauto al III secolo anziché al III secolo a.C. si può spiegare solamente col fatto che tu abbia cercato la collocazione temporale di quest'autore in rete, non accorgendoti che però la data era affiancata da un "a.C.".
Altrimenti mi avresti chiesto: "ma di che secolo è Plauto?".
E invece no, mi hai fatto una domanda retorica, convinto di avere la risposta in pugno, domandomi precisamente se Plauto non fosse del III secolo. Perché proprio III secolo? Perché hai letto la data "255" in rete, e non ti sei accorto che era "prima di Cristo".

Ad maiora
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Re: Re:
jwfelix, 10.08.2010 20:11:



Guarda, non nego di non sapere chi fosse Plauto così bene da poterne parlare con sicurezza, ma di comici ne conosco ben altri ... e di questo secolo





io conosco molto bene a Pluto da potervi raccontare tutto su di lui
[SM=x1408403]








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10/08/2010 21.02
 
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Re:
Polymetis, 10/08/2010 20.42:


"Poly, la mia era una domanda e non un'affermazione."



Una domanda, ma un tipo di domanda interrogativa retorica.
Hai letto in rete, quando sei andato a cercare Plauto, che era un autore del III secolo, così sei tornato tutto bello pimpante convinto di avere qualcosa da rispondermi, convinto che fosse una citazione tarda, fuori dal "II secolo" che Simon aveva indicato.


"MI dispiace che uno come te che si reputa qualche gradino più in alto non riesca a leggere un punto interrogativo "



Tu sai vero cos'è un'interrogativa diretta retorica? E' quella che stavi tentando di usare tu.


"Comunque ho visto adesso su wiki e leggo la seguente

Plauto nacque tra il 255 e il 251 a.C.,[4] probabilmente nel 254 a.C.

Quindi mi dici cosa avrei copiato da wikipedia?"



Ma leggi quello che scrivo? "Tu non sai chi è Plauto, il celeberrimo comico romano, e sei dovuto andare a controllare nella baia dei dilettanti, wikipedia, chi fosse, sbagliando per di più a leggere. "
Io non ho detto che wikipedia sbaglia a scrivere la data, ma che tu ti sei sbagliato a leggere wikipedia. Chiara la differenza?
Probabilmente sei andato su Google, hai inserito la parola "Plauto", e il primo risultato ottenuto è stato per l'appunto wikipedia, dove hai letto la data "255-251", senza accorgerti che accanto ci fosse un "a.C.".
Il fatto che tu abbia attribuito Plauto al III secolo anziché al III secolo a.C. si può spiegare solamente col fatto che tu abbia cercato la collocazione temporale di quest'autore in rete, non accorgendoti che però la data era affiancata da un "a.C.".
Altrimenti mi avresti chiesto: "ma di che secolo è Plauto?".
E invece no, mi hai fatto una domanda retorica, convinto di avere la risposta in pugno, domandomi precisamente se Plauto non fosse del III secolo. Perché proprio III secolo? Perché hai letto la data "255" in rete, e non ti sei accorto che era "prima di Cristo".

Ad maiora



Non c'è peggio dell'essere convinti.
Credimi che se ero sicuro che Plauto fosse del III° secolo d.C. avrei continuato la frase e non mi sarei limitato a farti una domanda, domanda che tu definisci retorica.
Ti ho già detto che non conosco Plauto e ti chiedevo se era del III° secolo. Punto.

Sai perchè chiedevo questo sapientone?
Perche qualche post fa ho allegato uno scritto che faceva riferimento al III° secolo in cui si parla di Blandina e ho collegato la cosa in modo sbagliato.


Vedi anche qui

freeforumzone.leonardo.it/lofi/La-croce-di-Blandina/D9307...






10/08/2010 21.12
 
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Non c'è peggio dell'essere convinti.
Credimi che se ero sicuro che Plauto fosse del III° secolo d.C. avrei continuato la frase e non mi sarei limitato a farti una domanda, domanda che tu definisci retorica.
Ti ho già detto che non conosco Plauto e ti chiedevo se era del III° secolo. Punto.



E perché non mi hai chiesto se fosse del I, del II, o del IV ma proprio del III?
La tua era una domanda retorica che partiva chiaramente dall'erronea convinzione che fosse del III secolo, altrimenti mi avresti chiesto "di che secolo è Plauto?".


"Sai perchè chiedevo questo sapientone?
Perche qualche post fa ho allegato uno scritto che faceva riferimento al III° secolo in cui si parla di Blandina e ho collegato la cosa in modo sbagliato. "



Ma cosa c'entra? Solo perché qualche post fa hai citato un testo in cui si farebbe riferimento al III secolo allora mi devi chiedere se Plauto è del III secolo? Ma qual è il nesso?
Blandina inoltre, è stata martirizzata non nel III secolo ma nel II, quindi non hai postato alcun messaggio sul III secolo.
[Modificato da Polymetis 10/08/2010 21.13]
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Ά όταν έκτιζαν τα τείχη πώς να μην προσέξω.
Αλλά δεν άκουσα ποτέ κρότον κτιστών ή ήχον.
Ανεπαισθήτως μ' έκλεισαν απο τον κόσμο έξω
(Κ. Καβάφης)
10/08/2010 21.14
 
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Caro Polymetis,

Perdonami.... senso della misura davvero mai? Voglio dire, devi sempre dare quest'impressione (perdonami l'espressione) di aver fottuto chi ti parla? Per te le discussioni non possono che avvenire in un rapporto di forze in cui non c'è posto per il dialogo ma tutto si risolve un orgasmo extra-congresso ed una eiaculazione decisamente precoce?

Shalom
[Modificato da barnabino 10/08/2010 21.17]
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Sijmadicandhapajiee, gente per cui le arti stan nei musei - Paolo Conte

FORUM TESTIMONI DI GEOVA
10/08/2010 21.21
 
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Questo non è "desiderio di fottere", è semplicemente il giusto sdegno verso chi si mette nei guai da solo immischiandosi in materie che non gli competono per poi scivolare non su dei particolari, il che sarebbe umano e scusabile, ma su delle assolute banalità.
Doveva pensarci prima di mettersi a discutere avendo come fonte internet...

Ad maiora

[Modificato da Polymetis 10/08/2010 21.23]
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