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CRUCIFIXION IN ANTIQUITY

Ultimo Aggiornamento: 19/11/2018 21.12
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29/08/2010 17.41
 
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Re: Re: Re: Re:
EverLastingLife, 28/08/2010 23.47:




Complimenti Dispensa, stai diventando più chiaro nell'esposizione. Continua così...


[SM=g1861197]

ELL




Non è che lo considero propriamente un complimento, [SM=x1408399]

In realtà si trattava di riordinare dei pensieri del Poly che trovo molto confusi, fuorvianti secondo il senso logico delle cose; anche se in generale ,con il suo essere prolisso arricchisse i suoi pensieri di varie formalità, per l'80% inutili.

Il che per riflesso, poi mi scoccia prolungarmi nelle esposizioni, volendo più che altro dare una idea.

Comunque nel dubbio che non vi sia riuscito, vorrei riprendere un precedente scritto.

Da alcuni passaggi che ho letto dei suoi lunghissimi post, mi pare di aver capito che stava cercando di cambiare il significato di anestaurôse dal verbo anastauroô che ha il significato di "impalare" con il significato di ficcare o fissare a terra il palo, o la croce.

Lo scopo di questa sua esposizione, peraltro lunghissima e noiosa, era quello di mettere di canto il valore semantico di palo, o stauro come spiegato e sostenuto da barnabino.

Pertanto in tale modo poteva allontanare l'idea di palo o impalamento derivato da tale verbo, a favore della idea oggettiva della croce, per come lui la intende principalmente nel caso di Cristo.

E questo mi ha spinto a scrivere, formulare quelle frasette esilaranti che qui riporto rettificate.



Mi meraviglio che il poly dica di non leggere quello che scrivo, e poi risponde a nevio, e anche a me in modo specifico dell'argomento che ho trattato, e che lui dice di non aver capito, perchè non sa leggere il boemo.



Del resto lo informo che neanche io ho letto i suoi lunghissimi noiosissimi poster, se non per prendere spunti sulle varie barzellette, come quella di voler applicare alla croce l'idea di impalarla, storcendo il concetto dell'impalare con l'idea di piantare a terra.




Qui facevo notare il contrasto stridente che si viene a creare, se si sostiene che il verbo anastauroô ha il significato di ficcare o fissare a terra la croce o il legno.


1)il verbo anastauroô ha come soggetto il condannato, e non il mezzo mediante cui il condannato viene messo a morte.

Quindi se il verbo anastauroô significasse, fissare a terra, noi dovremmo concludere che il condannato venga fissato coi piedi per terra.
In pratica come se il condannato diventasse la stessa croce, che viene fissata a terra.
Da qui la mia ironia.

Questo pasticcio è la conseguenza di una mentalità confusa,distorta, perchè da un lato si dice che la croce non è Cristo, ma che lo significa, e dall'altro si fa come se la croce fosse proprio il Cristo, un dio di legno.

2)Mentre nel caso si fa che il verbo anastauroô significhi piantare a terra, questo sostenuto come possibilità sempre dal Poly; allora non dimenticando che il soggetto del verbo è il condannato e non il palo che risponde al complemento di specificazione; trovo poco serio dire che il condannato venga piantato a un palo o a una croce, o a terra.

Posso capire se si dica che una pianta venga piantata a terra, ma un uomo, suvvia.

Per tale motivo scrivevo che crocefisso, (alla) croce fisso...è il condannato, e non il palo.
Ma la chiesa ha fatto che il crocefisso, o crocefissato, è lo stesso stauros, avendone fatto per importanza un dio
Questo con tutte le deliranti conseguenze che si possono notare come effetto collaterale nel pensiero del Polly, o chi per lui, da cui attinge .

Ora caro EverLastingLife, per me è pesante trascendere anche in queste spiegazioni così banali da scuola elementari.

Son certo che tu il senso lo avevi già capito, a prescindere dalla mia carente esposizione.


Ma se poi il poly non capisce nemmeno questo, sarà che avrà dei limiti mentali.
Comunque considera che su altri temi mi aveva ben capito, ciò dimostrando che il croato lo capisce, almeno quando gli va bene.

Difatti lui vedendo quella foto illuminata dell'ancora,a pag.21; qui sostiene per assurdo che è sgranatissima.!!!!!!!!
Praticamente considerando sgranature i riflessi della luce (boommm son scoppiato) questo da grande studioso che vede fantasmi fissi su ancore.

Del resto uno che scrive chilometrico per spiegare o esprimere un semplice concetto.
Sicuramente avrà delle limitazioni; non mentali, ma emotive.

Non solo, ma dirò tra il serio e il faceto, tanto per ironeggiare sulle sue parole; che uno che studia lingue,e poi non riesce a comprendere il boemo,o il croato mi viene da dubitare che comprenda anche quello che dice di studiare.

Vedi su tertullio che cosa diceva.


cari saluti






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Augurare "salute" a chi starnuta30 pt.15/12/2018 20.21 by Amalia 52
Alessandra Viero (TgCom24)TELEGIORNALISTE FANS FORU...27 pt.15/12/2018 16.39 by Boy.1984
29/08/2010 18.08
 
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Re:
The Line, 29/08/2010 17.02:



Una scelta opinabile, certo (come qualsiasi altra cosa del resto) ma non illegittima. Tanto è vero che la medesima scelta è stata fatta anche da altri traduttori, per esempio dalla Bibbia di Vianello (che certo non sposa la teologia dei TdG). Secondo Vianello, la corretto traduzione del greco "stauros" è data dal sostantivo italiano "ritto".

Spero di averti chiarito qual è la mia opinione in proposito.

Saluti



Infatti, l' Interlineare del Nuovo Testamento di Armando Vianello, che traduce il sostantivo greco stauros con "Palo, palo del supplizio", e il verbo relativo "mettere al palo, appendere al palo" scrive proprio così:
"Il greco stauros che fondamentalmente significa "star ritto", si traduce con "palo" (ritto) o palizzata (pali eretti). Non si può certo affermare che il legno su cui Gesù fu inchiodato fosse un palo semplice, poichè talvolta, da parte dei romani, al palo veniva posto un altro spezzone trasversale evidentemente per legarvi le braccia, così risultava una forma di T o di +. Comunque il termine non significa "croce" ma "palo eretto o ritto" e, nel nostro caso eretto per il "supplizio".
Penso sia corretto lasciare il suo significato originale greco e non quello tradizionale latino".

Giusto per la cronaca...
[SM=g27987]

La mia opinione personalissima, che naturalmente susciterà da parte del Polymetis un mare di critiche e obiezioni (ma la cosa non mi tange più di tanto, nè mi metterò certamente a replicare puerilmente al suo "effluvio" di parole ...), è che le evidenze interne, cioè quelle ricavabili dal testo biblico, debbano prevalere su eventuali evidenze esterne, dato che, come già ci ha illustrato il fratello The Line, "non ci sono dati sufficienti per poter stabilire una verità storica sulla modalità d'esecuzione, né in un senso né nell'altro". A maggior ragione, quindi....
Un caso emblematico di traduzione di stauros, dove il traduttore deve farsi guidare dalle evidenze interne al testo biblico, è a mio parere quello di Gv. 19:6, che il Vianello traduce così:
"Quando dunque videro lui i capi sacerdoti e gli inservienti gridarono dicenti: Metti al palo, metti al palo! Dice a loro Pilato: "Prendete lui voi e mettete al palo, io infatti non trovo in lui colpa".
Così il Vianello traduce il verbo stauroo...
Pilato disse, prendendo dal testo greco:
legei autois ho Pilatos, Labete auton humeis kai staurosate, ego gar ouch heurisko en autoi aitian”.
Ora la CEI versione 2008 traduce:
“Prendetelo voi e crocifiggetelo”, mentre la TNM legge:
“Prendetelo voi e mettetelo al palo”.
Fondamentalmente, tenendo presente le evidenze interne, Pilato non avrebbe mai potuto dire ai giudei “crocifiggetelo voi”, dato che conosceva la Legge e le usanze dei giudei e sapeva che essi non usavano "crocifiggere" alcuno. Del resto, sappiamo anche che i giudei non uccidevano "mettendo al palo" (ma vi impiccavano i cadaveri).
Quindi, sostanzialmente, entrambe le traduzioni sono infelici.
Tuttavia, e il Vianello concorda, la traduzione del verbo stauroo “mettetelo al palo” restituisce al verbo medesimo e al sostantivo stauros il suo senso crudo, nudo e asciutto.
In ultima analisi, a me sembra che qui la TNM (e anche la traduzione di Armando Vianello) voglia dire che manca soprattutto la prova biblica della crocifissione, e Gv. 19:6 è la dimostrazione lampante di ciò.
Da qui le raffigurazioni di Cristo al palo nelle pubblicazioni della Torre di Guardia; ma io le intendo come una conseguenza e una questione di coerenza.
Per me il discorso si chiude qui, e ho inteso solo esprimere il mio parere.
Grazie.
[SM=g27987]
[Modificato da Aquila-58 29/08/2010 18.14]
-------------------------
"Perciò, siccome abbiamo questo ministero secondo la misericordia che ci è stata mostrata, non veniamo meno; 2 ma abbiamo rinunciato alle cose subdole di cui c’è da vergognarsi, non camminando con astuzia, né adulterando la parola di Dio, ma rendendo la verità manifesta, raccomandandoci ad ogni coscienza umana dinanzi a Dio" (2 Cor. 4:1-2)

 TESTIMONI DI GEOVA ONLINE FORUM 
29/08/2010 18.17
 
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"Gli apostoli Pietro e Paolo usarono anche la parola xỳlon per riferirsi allo strumento di tortura sul quale fu inchiodato Gesù, e ciò dimostra che era un palo verticale senza braccio trasversale, poiché questo è ciò che significa xỳlon in questa particolare accezione."




Anche questa parte dell'appendice a mio parere non dimostra che il comitato stia proponendo ufficialmente una versione dello stauros inteso come "nudo palo" tout court.

Sicuramente quanto appena letto confuta una croce come questa



Ma non confuta una croce come questa


29/08/2010 23.49
 
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Re: Re:
Seabiscuit, 28/08/2010 16.08:


se ti permetti ancora una volta di aggirare le regole del forum, sei bannato. Quanto ci vuoi scommettere?



Io scommetto che non lo fai [SM=x1408399] [SM=x1408399]

Poi il forum perde di lettura [SM=x1408403]
30/08/2010 00.12
 
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Il papello
Mi accingo a rispondere ad un papello del Poly, che a suo avviso presenterebbe “fatti” e “dimostrazioni” in aggiunta a “prove storiche” in materia di crocefissione romana. Nel contempo smaschererebbe le “false dichiarazioni” della WTS su questo argomento.
Faccio intanto notare che la qualità del suddetto papello è infima. Vi troviamo un’accozzaglia di versetti, talvolta in lingua italiana, talvolta in lingua latina con traduzione. La numerazione dei versetti è incomprensibile e rende anche difficile fare riferimenti diretti. Per di piu’ l’autore si lascia andare, come sua cattiva abitudine, a considerazioni di dubbio gusto, perché indimostrate e indimostrabili, del tipo “la Societa non ha mai preso in considerazione queste prove.” Rimanendo nel merito del metodo scadente utilizzato, troviamo solo a pag. 36 un primo cenno di definizione dell’oggetto in discussione, che qui riporto:

“Le citazioni che seguono, tratte da opere di Plauto, Seneca e Tacito, che scrissero dal terzo secolo a.C. al secondo secolo d.C., dimostrano senza ombra di dubbio che
(1) la crux poteva comprendere il patibulum o furca (il significato di entrambe e “trave” trasversale),
(2) il patibulum veniva inchiodato allo stipes (il palo verticale),
(3) le vittime trasportavano il patibulum prima della loro crocifissione, e
(4) alle vittime venivano “allungate” le braccia sulla crux o patibulum.”

Ora stendiamo un pietoso velo sull’idea stessa che questo frullato di citazioni possa dimostrare “senza ombra di dubbio” qualunque tesi; secondo il Poly troveremmo questa definizione o procedura direttamente negli scritti degli autori citati (Plauto, Seneca e Tacito). Poco prima il papello cita 6 passi dello scrittore latino Tito Livio, che riguarderebbero altrettante crocefissioni.

In questo primo post analizzero’ le occorrenze della parola “crux” in Tito Livio, nei prossimi trattero’ Plauto, Seneca e Tacito.
Si notino i passi 1) 3) e 5) che forniscono piu’ dettagli, di seguito il 2) 4) e 6) (Traduzione proposta dal Poly):

1) Virgisque caeso duce er ad reliquorum terrorem in crucem sublato, castris communitis Maharbalem cum aequitibus in agrum Falernum praedatum dismisit.
[1) E fatta bastonare e crocifiggere la guida (crucem sublato) per incutere terrore nelle rimanenti, dopo che fu trincerato l’accampamento mando Maarbale coi cavalieri a fare razzie nel territorio di Falerno” (22.13.9).]
3) Laceratosque verberibus cruci adfigi iussit. Inde navibus ad Pitiusam
[3) Comando che dopo essere stati selvaggiamente fustigati fossero attaccati alla croce (cruci adfigi); poi passo con la flotta presso l’isola di Pitiusa (28.37.3).]
5) Ex his multi occisi, multi capti alios verberatos crucibus adfixit, qui principes coniurationis fuerant, alios dominis restituit
[5) Di questi molti furono uccisi, molti catturati; alcuni li fece fustigare, altri mettere in croce (crucibus adfixit) (quelli che avevano capeggiato la congiura), altri li restituii
ai padroni (33.36.3).]

2) Venticinque schiavi furono crocifissi (crucem acti) con l’accusa di aver congiurato
nel campo Marzio (22.33.2).
4) Si agi piu severamente nei riguardi dei disertori (che non dei fuggiaschi); quelli
che erano di diritto latino furono decapitati, i romani messi in croce (crucem sabalti)
(30.43.13).
6) In questo, per quanto mi riguarda, sosterro la mia causa anche se dovessi appellarmi, non davanti al Senato Romano, ma davanti al Senato cartaginese, dove si dice che sarebbero stati crocifissi (crucem tolli) i comandanti che avevano condotto una campagna vittoriosa, ma una politica carente (38.48.13).

Confrontiamo con la “procedura” :
1) non c’è alcuna traccia di un “patibulum”, né di una “furca”.
2) Non c’è una sola menzione di un eventuale inchiodamento del “patibulum” allo “stipes”.
3) I passi piu’ dettagliati (1, 3, 5) non solo non menzionano un eventuale trasporto del “patibulum” o di qualunque altro arnese, ma menzionano un’altra procedura, cioè quella di “prendere a bastonate” (o vergate) la vittima.
4) Non c’è menzione alcuna di un eventuale “allungamento” delle braccia della vittima su un eventuale “patibulum”.

Ora nonostante sia il Poly stesso a definire “laconiche” le descrizioni di Livio, lui si dichiara invariabilmente certo (e le traduzioni che lui propone né sono un eloquente testimone) che:

a. Lo strumento indicato da Livio con “crux” sia una “croce”
b. Le punizioni descritte da Livio siano tutte inequivocabili riferimenti a “crocefissioni”

Ora anche se Livio in altri passi parla di “furca”, “palus” e “infelix arbor”, mentre in questo caso parla di “crux”, la verità è che non abbiamo certezze né sulla forma dello strumento né sul tipo di punizione: Livio non specifica questi dettagli in alcun modo. Un ricercatore serio dovrebbe astenersi dall’avanzare ipotesi proprie spacciandole, come fa il Poly, per “prove”, “dimostrazioni” o simili e per di piu’ “senza ombra di dubbio”!

Simon
[Modificato da (SimonLeBon) 30/08/2010 00.14]
30/08/2010 00.30
 
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Caro Felio,


"Gli apostoli Pietro e Paolo usarono anche la parola xỳlon per riferirsi allo strumento di tortura sul quale fu inchiodato Gesù, e ciò dimostra che era un palo verticale senza braccio trasversale, poiché questo è ciò che significa xỳlon in questa particolare accezione."



Infatti, il punto è che xylon di per sé, pur non impedendolo per metonimia (legno-croce), non denota la presenza di un palo verticale ma di un solo legno, e se il riferimento era alla Legge presumibilmente il palo verticale dove i giudei esponevano, anche al tempo di Paolo, coloro che erano stati giustiziati. Insomma, anche qui il campo semantico non ci permette dedurre la presenza di una traversa, anzi, si fa notare, il contrario.

Dunque, come tu fai notare, non una croce come questa portata da Cireneo nel sarcofago “della Passione” dei Musei Vaticani del 325-350 E.V.



Per altro è bizzarro che non esista alcuna raffigurazione in cui Gesù o il Cireneo porta il patibulum, come dovremmo aspettarci se fosse stata quella la consuetudine, ma sempre tutta la crux/stauros. Forse che ormai una forma tradizionalmente accettata aveva preso il posto di rappresentazioni più realistiche dell'evento?

Shalom








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30/08/2010 00.40
 
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Re:
barnabino, 8/30/2010 12:30 AM:



Infatti, il punto è che xylon di per sé, pur non impedendolo per metonimia (legno-croce), non denota la presenza di un palo verticale ma di un solo legno, e se il riferimento era alla Legge presumibilmente il palo verticale dove i giudei esponevano, anche al tempo di Paolo, coloro che erano stati giustiziati. Insomma, anche qui il campo semantico non ci permette dedurre la presenza di una traversa, anzi, si fa notare, il contrario.
...



Il caso citato in Deut. con ogni probabilità indicava non una "crocefissione" ma l'esposizione di un cadavere.
Per alcuni studiosi questa procedura passa lei stessa nel calderone delle "crocefissioni", ma in generale viene distinta da essa.

In questo caso è ovvio che il poveretto non poteva trascinare proprio niente, nemmeno se il "mos" fosse esistito.
E' pero' molto interessante segnalare da un lato che troviamo menzione di cadaveri attaccati al "pabibulum" per portali in giro per le strade, dall'altro che gli autori usano comunque "stauros" per indicare l'oggetto, presumibilmente un semplice palo, su cui veniva appesa la salma.

Simon
30/08/2010 00.46
 
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Caro Simon,


il patibulum veniva inchiodato allo stipes (il palo verticale)



Davvero Polymetis è certo che la trave orizzontale (una furca però non mi pare esattamente una trave verticale, ma può darsi mi sia sfuggito qualcosa) venisse inchiodata sullo stauros?

Ma se lo stauros era già piantato a terra (cosa che per altro dimostrerebbe la falsità della tradizione cattolica) era un'operazione inutilmente macchinosa portare la trave fino a 3 metri ed oltre, inchiodarla e schiodarla ogni volta, legare il prigioniero, innalzarlo fino alla trave, stendergli le braccia per inchiodarlo da quella posizione scomoda, slegarlo. Insomma, io ci vedo un procedimento tecnicamente un po' macchinoso, sembrerebbe più semplice che lo stauros semmai venisse innalzato dopo avervi fissato (appoggiato a terra) il condannato.

Shalom
[Modificato da barnabino 30/08/2010 00.47]
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30/08/2010 00.46
 
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Per amor di correttezza correggo alcune cose scritte in precedenza.

Il graffito del Poly non era quello di Alexamenos, ma quello di Pozzuoli, mi ero sbagliato.

Mi scuso, ma siccome ormai i post del Poly li guardo appena , mi sembrava visto di sfuggita, che fosse quello di Alexamenos l'asino umano.

Anche se questo non toglie quello detto a proposito delle striscie o tracce sulla roccia, che addirittura quella sopra le braccia, continua sulla sinistra oltre la mano per un bel un pò;(anche se in questa di foto non si vede); ma pure quella centrale sul gonnellino, dapprima retta procede sulla destra della stessa lunghezza, e in modo concavo, per scendere poi verso sotto.

Mentre la traccia sulla figura di quella di Pozzuoli, dalla mano destra continua pure oltre, in pratica possibilmente fa parte delle varie tracce sulla roccia, come piccole crepe.

notte
[Modificato da dispensa. 30/08/2010 01.00]
30/08/2010 00.54
 
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Caro Simon,


Il caso citato in Deut. con ogni probabilità indicava non una "crocefissione" ma l'esposizione di un cadavere



Certamente, ma Paolo sta solo facendo una paragone, dice che come il cadavere che era esposto allo xylon (in riferimento a quella pratica ebraica) era maledetto, così Gesù doveva morire su uno xylon per portare la maledizione della Legge.

Quello che intendo è che se Paolo pensava a quello xylon, quello della pratica giudica, con un morto appeso allo xylon, quello che aveva in mente probabilmente non era una legno qualsiasi, ma quello utilizzato per l'esposizione, un palo, qualunque fosse la forma dello stauros. Per questo che anche qui si traduce xylon con "palo" e conferma che stauros reso proprio con xylon non contiene alcuna idea di travi orizzontali, anzi, il contario.


E' pero' molto interessante segnalare da un lato che troviamo menzione di cadaveri attaccati al "pabibulum" per portali in giro per le strade, dall'altro che gli autori usano comunque "stauros" per indicare l'oggetto, presumibilmente un semplice palo, su cui veniva appesa la salma



[SM=g27985]

Ed è bizzarro che non esiste alcuna raffigurazione antica di Gesù o del Cireneo che portano un patibulum, ma al più la croce intera.

Shalom
[Modificato da barnabino 30/08/2010 00.58]
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30/08/2010 01.15
 
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Re:
barnabino, 8/30/2010 12:46 AM:

Caro Simon,


il patibulum veniva inchiodato allo stipes (il palo verticale)



Davvero Polymetis è certo che la trave orizzontale (una furca però non mi pare esattamente una trave verticale, ma può darsi mi sia sfuggito qualcosa) venisse inchiodata sullo stauros?

Ma se lo stauros era già piantato a terra (cosa che per altro dimostrerebbe la falsità della tradizione cattolica) era un'operazione inutilmente macchinosa portare la trave fino a 3 metri ed oltre, inchiodarla e schiodarla ogni volta, legare il prigioniero, innalzarlo fino alla trave, stendergli le braccia per inchiodarlo da quella posizione scomoda, slegarlo. Insomma, io ci vedo un procedimento tecnicamente un po' macchinoso, sembrerebbe più semplice che lo stauros semmai venisse innalzato dopo avervi fissato (appoggiato a terra) il condannato.

Shalom



Anche a quest'ora hai ragione da vendere... battere uno o piu' chiodi per attaccare una traversa su un pilastrino incastrato solo a terra è certamente un compito ingrato.

Dovresti chiedere al Poly ed ai suoi fans come si immaginano i soldati romani indaffarati in questa procedura. E tantopiu' nei casi in cui il condannato era "patibulo adfixum", cioè già attaccato al "patibulum" in precedenza!

Simon
30/08/2010 10.48
 
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Carissimi, è successo esattamente quello che temevo. Non mi sono connesso per un giorno al vostro forum e quando torno trovo due pagine di interventi a me rivolti a cui rispondere. Il che non sarebbe un problema visto che un detattore vocale, quello che mi manca è la possibilità in termini di spazio per poterlo fare. È molto semplice, quando tutti gli altri membri del forum sono d'accordo con te e hai solo un interlocutore "avversario" a cui rispondere poter essere sintetici, ma quando invece, come nel mio caso, si deve rispondere a cinque persone che vogliono interloquire con te, non è né equo né è possibile imporre queste ristrettezze. Chiedo che vengano immediatamente ripristinati i precedenti limiti nella scrittura, altrimenti non è possibile condurre alcuna discussione. Vorrei comunque dire in queste poche righe che mi è stata attribuita da Simon una citazione che non è mia. Innanzitutto perché, come ripeto per l'ennesima volta, il Pdf da cui cita non è opera mia di Laolaia, in secondo luogo perché quel Pdf dice l'esatto contrario di quello che viene attribuito. In nessuna delle citazioni di Livio presentate in quell'elenco si voleva dire che sono prove del mos romanorum della crocifissione.
Quelle citazioni sono state fatte perché la Watch Tower ha affermato nelle sue pubblicazioni, in alcune riviste citate dal Laolaia, che Livio avrebbe usato il termine crux nella semplice accezione di "palo"*. Al che, Laolaia, presa una concordanza di Livio, ha trascritto tutte le apparizioni del termine crux declinato, e ne ha giustamente concluso che tutte queste citazioni sono equivoche, e non ci permettono, come fa la società, di dire che in queste citazioni di Livio crux è significhi palo. Infatti dopo le citazioni di Livio c'era questo commento: “Tutte queste citazioni sulla crocifissioni sono laconiche e prive di dettagli sul modo in cui avvenivano le esecuzioni; in nessuno dei sei brani troviamo indicazioni utili a determinare quale fosse la natura della crux.”

Come appare chiaro dunque Simon ha attribuito a me, o per meglio dire a Laolaia, un'affermazione che non esiste. Detto questo spero che i limiti di spazio vengano rimossi perché non ho alcuna intenzione di partecipare discussioni non posso rispondere ovviamente continuerò partecipare se mi sarà garantito che potrò continuare a postare le risposte allegandole in Pdf.

Ad maiora

* "«La parola latina usata in riferimento allo strumento su cui morì Gesù era crux che, secondo Livio, famoso storico romano del I secolo
E.V., significa un semplice palo.»" (Svegliatevi, 24 nov 84, p. 16)

"Negli scritti di Livio, storico romano del primo secolo a.E.V., crux significa un palo semplice. “Croce” è solo un significato posteriore di crux" (appendice alla NWT, P. 770 nell’edizione inglese del 1950)
[Modificato da Polymetis 30/08/2010 10.49]
---------------------
Ά όταν έκτιζαν τα τείχη πώς να μην προσέξω.
Αλλά δεν άκουσα ποτέ κρότον κτιστών ή ήχον.
Ανεπαισθήτως μ' έκλεισαν απο τον κόσμο έξω
(Κ. Καβάφης)
30/08/2010 12.01
 
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Re:
Polymetis, 30/08/2010 10.48:

È molto semplice, quando tutti gli altri membri del forum sono d'accordo con te e hai solo un interlocutore "avversario" a cui rispondere poter essere sintetici, ma quando invece, come nel mio caso, si deve rispondere a cinque persone che vogliono interloquire con te, non è né equo né è possibile imporre queste ristrettezze. Chiedo che vengano immediatamente ripristinati i precedenti limiti nella scrittura, altrimenti non è possibile condurre alcuna discussione.




Sbagli! Qui non ci sono "avversari", Polymetis. Ci sono persone che hanno idee differenti, e cercano di esprimerle rispettandosi a vicenda, e rispettando il forum che li ospita e la confessione cui appartengono (permettimi di dirti che, su questo punto, ti servirebbe una bella ....revisione).
Esistono delle regole, a cui tutti dobbiamo attenerci (anch' io ahimè, che ho come te l'abitudine malsana di scrivere "fiumi di parole", e che, pertanto , mi sono già beccato diverse romanzine dai miei fratelli in fede, moderatori del forum).
Pertanto, attieniti alle regole.
E niente "avversari": quelli ci sono senz' altro in un "triste" forum che tu moderi, e che conosciamo, ma qui no!
Ciao!!!
[SM=g27987]


[Modificato da Aquila-58 30/08/2010 12.03]
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"Perciò, siccome abbiamo questo ministero secondo la misericordia che ci è stata mostrata, non veniamo meno; 2 ma abbiamo rinunciato alle cose subdole di cui c’è da vergognarsi, non camminando con astuzia, né adulterando la parola di Dio, ma rendendo la verità manifesta, raccomandandoci ad ogni coscienza umana dinanzi a Dio" (2 Cor. 4:1-2)

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30/08/2010 12.25
 
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Io e la mia fidanzata appoggiamo la richiesta di Polymetis di rimuovere i limiti di lunghezza. Stiamo per andare in crisi di astinenza di suoi post.

thufir
30/08/2010 12.34
 
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Re:
h.thufir, 30/08/2010 12.25:

Io e la mia fidanzata appoggiamo la richiesta di Polymetis di rimuovere i limiti di lunghezza. Stiamo per andare in crisi di astinenza di suoi post.

thufir




Intanto che aspetti nuovo materiale, potresti rileggere quelli fino ad ora postati e farne un riassunto a beneficio dei lettori che non hanno il coraggio/voglia di leggere post kilometrici.
Non c'è nulla che non si possa riassumere, se si comprente il testo e se si hanno adatte competenze linguistiche, come tu hai dimostrato di possedere.

credimi, non è una proposta ironica..ma davvero mi piacerebbe sapere cosa Poly scrive in quei post...forse anche lui sarebbe contento di sapere che anche gli illetterati possono così accedere alla sua cultura in fatto di croce/palo... in fondo stiamo parlando del patibolo di colui che ha dato la vita per permetterci di averne una migliore. Credo che glielo si debba. sarebbe una bella teatimonianza di cristianesimo all'opera.

[SM=g27985]




[Modificato da Giandujotta.50 30/08/2010 12.47]
30/08/2010 12.47
 
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Re:
h.thufir, 30/08/2010 12.25:

Io e la mia fidanzata appoggiamo la richiesta di Polymetis di rimuovere i limiti di lunghezza. Stiamo per andare in crisi di astinenza di suoi post.

thufir




Guarda caso ...

Apri un forum e fatti postare migliaia di post kilometrici e sei a posto
30/08/2010 12.50
 
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Re:
Polymetis, 8/30/2010 10:48 AM:


...
Vorrei comunque dire in queste poche righe che mi è stata attribuita da Simon una citazione che non è mia. Innanzitutto perché, come ripeto per l'ennesima volta, il Pdf da cui cita non è opera mia di Laolaia, in secondo luogo perché quel Pdf dice l'esatto contrario di quello che viene attribuito. In nessuna delle citazioni di Livio presentate in quell'elenco si voleva dire che sono prove del mos romanorum della crocifissione.
Quelle citazioni sono state fatte perché la Watch Tower ha affermato nelle sue pubblicazioni, in alcune riviste citate dal Laolaia, che Livio avrebbe usato il termine crux nella semplice accezione di "palo"*. Al che, Laolaia, presa una concordanza di Livio, ha trascritto tutte le apparizioni del termine crux declinato, e ne ha giustamente concluso che tutte queste citazioni sono equivoche, e non ci permettono, come fa la società, di dire che in queste citazioni di Livio crux è significhi palo. Infatti dopo le citazioni di Livio c'era questo commento: “Tutte queste citazioni sulla crocifissioni sono laconiche e prive di dettagli sul modo in cui avvenivano le esecuzioni; in nessuno dei sei brani troviamo indicazioni utili a determinare quale fosse la natura della crux.”

Come appare chiaro dunque Simon ha attribuito a me, o per meglio dire a Laolaia, un'affermazione che non esiste. Detto questo spero che i limiti di spazio vengano rimossi perché non ho alcuna intenzione di partecipare discussioni non posso rispondere ovviamente continuerò partecipare se mi sarà garantito che potrò continuare a postare le risposte allegandole in Pdf.

Ad maiora



Caro Poly,
saro' brevissimo. Sto' cominciando a rispondere al tuo .pdf (che in traduzione è tuo) dove si dice che Plauto (II a.C.) avrebbe definito il "mos", mentre Livio è contemporaneo del Cristo.
Stai (state) affermando che Livio non conosceva il "mos"?

Simon
30/08/2010 12.57
 
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Re: Re:
Giandujotta.50, 30/08/2010 12.34:


Intanto che aspetti nuovo materiale, potresti rileggere quelli fino ad ora postati e farne un riassunto a beneficio dei lettori che non hanno il coraggio/voglia di leggere post kilometrici.


Ciao Giandujotta spero tu stia scherzando. Credo che questa impresa sia impossibile, almeno per me. Non me la sento proprio.


Non c'è nulla che non si possa riassumere, se si comprente il testo e se si hanno adatte competenze linguistiche, come tu hai dimostrato di possedere.


Forse non c'è nulla che non si possa riassumere ma come dice più volte lo stesso Poymetis se una cosa va detta con 300 parole non ce ne possono volere 50 e in questo concordo con lui.


credimi, non è una proposta ironica..ma davvero mi piacerebbe sapere cosa Poly scrive in quei post...forse anche lui sarebbe contento di sapere che anche gli illetterati possono così accedere alla sua cultura in fatto di croce/palo... in fondo stiamo parlando del patibolo di colui che ha dato la vita per permetterci di averne una migliore. Credo che glielo si debba. sarebbe una bella teatimonianza di cristianesimo all'opera.


Se ti piacerebbe sapere quello che scrive è molto semplice, basta leggere i post. Se ritieni come me che l'argomento sia importante e glielo si debba allora armati di pazienza e fallo anche tu. Quale modo migliore di provare la propria fede? Anche io sono un illetterato per questo tipo di argomenti eppure con la pazienza sono riuscito a leggere tutto e a capire molto, anche per il fatto che Polymetis scrive molto bene e in modo logico. Ti assicuro che non troverai difficoltà. Magari ci sono delle parti polemiche, quelle basta saltarle. Per favore potresti anche tu pregare i tuoi fratelli di rimuovere il vincolo? E' una cosa che non ha senso, veramente.

thufir
30/08/2010 13.02
 
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Re: Re: Re:
h.thufir, 30.08.2010 12:57:

Per favore potresti anche tu pregare i tuoi fratelli di rimuovere il vincolo? E' una cosa che non ha senso, veramente.

thufir



il limite non è verso Polymetis, ma è un limite imposto a varie sezioni del forum. L'unico ad accrogersi del limite è Poly proprio perchè è l'unico che esagera


[Modificato da Seabiscuit 30/08/2010 13.02]



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30/08/2010 13.18
 
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