▪ Quando qualcuno muore, è appropriato che i cristiani portino fiori ai familiari o mandino fiori al funerale?

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00Monday, August 29, 2011 11:04 AM
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Domande dai lettori
▪ Quando qualcuno muore, è appropriato che i cristiani portino fiori ai familiari o mandino fiori al funerale?
In alcuni paesi c’è questa usanza. A volte, però, l’uso di fiori ai funerali ha avuto un significato religioso. Perciò analizziamo la questione nei dettagli, specialmente dal momento che ci sono altre usanze che possono sembrare legate in maniera analoga alla falsa religione. Notate questi commenti tratti dalla Encyclopedia of Religion (1987):
“I fiori sono connessi alla sfera del sacro in virtù del loro legame con dèi e dee. Flora, la dea romana della primavera e dei fiori, concede bellezza e fragranza ai fiori . . . Le divinità si possono placare e adorare . . . offrendo cibo e fiori.
“I fiori sono legati ai riti funebri in tutto il mondo. I greci e i romani coprivano di fiori i morti e le loro tombe. In Giappone, quando un buddista muore la sua anima è portata in alto su un loto, e nei cimiteri le lapidi possono poggiare su fiori di loto scolpiti . . . I tahitiani depongono presso il corpo del defunto mazzi di fiori avvolti in felci e poi versano sul cadavere profumo di fiori per facilitargli il passaggio nel sacro aldilà . . . I fiori possono essere presenti nelle occasioni sacre anche sotto forma di incenso o di profumo”.
Sapendo che i fiori sono stati usati in relazione alla falsa religione, alcuni cristiani hanno ritenuto di non dover portare o mandare fiori a un funerale. La loro decisione può anche riflettere il desiderio di evitare usanze mondane, visto che i seguaci di Gesù non devono ‘far parte del mondo’. (Giovanni 15:19) Tuttavia, versetti biblici pertinenti e modi di pensare locali possono aiutare a sviluppare l’argomento.
I fiori sono uno dei buoni doni che Dio ha provveduto per il diletto degli esseri viventi. (Atti 14:15-17; Giacomo 1:17) La bellezza floreale che egli ha creato è stata usata nella vera adorazione. Il candelabro del tabernacolo era decorato con “fiori di mandorlo . . . e fiori”. (Esodo 25:31-34) Gli intagli del tempio raffiguravano anche ghirlande e palme. (1 Re 6:18, 29, 32) Chiaramente, l’uso pagano che veniva fatto di fiori e ghirlande non significava che i veri adoratori non dovessero usarli mai. — Atti 14:13.
Ma che dire dell’argomento più generale del seguire le usanze, come per esempio quelle funebri? La Bibbia menziona molte usanze, alcune non appropriate per i veri adoratori, altre invece seguite dal popolo di Dio. In 1 Re 18:28 si legge dell’“abitudine” degli adoratori di Baal di ‘invocare con quanto fiato avevano e farsi incisioni’. Questa era un’usanza che i veri adoratori non seguivano. D’altra parte, in Rut 4:7 non è mostrata alcuna disapprovazione per “l’usanza [che esisteva] in tempi precedenti in Israele riguardo al [modo di esercitare il] diritto di ricompra”.
Usanze accettevoli a Dio si potrebbero sviluppare persino in relazione a questioni strettamente religiose. Quando Dio descrisse la cerimonia della Pasqua non menzionò l’uso del vino, ma nel I secolo era entrato nella tradizione l’uso di calici di vino. Gesù e i suoi apostoli non respinsero questa usanza religiosa. Non ebbero nulla da obiettare ad essa, e la seguirono. — Esodo 12:6-18; Luca 22:15-18; 1 Corinti 11:25.
La situazione è analoga nel caso di alcune usanze funebri. L’usanza egiziana era quella di imbalsamare i morti. Il fedele patriarca Giuseppe non disse automaticamente: ‘Questa è un’usanza pagana, perciò noi ebrei la dobbiamo evitare’. Al contrario, “comandò ai suoi servitori, i medici, di imbalsamare suo padre”, chiaramente al fine di permettere che Giacobbe fosse sepolto nella Terra Promessa. (Genesi 49:29–50:3) In seguito gli ebrei svilupparono diverse usanze funebri, come quella di lavare il corpo e di seppellirlo il giorno della morte. I primi cristiani accettarono tali usanze ebraiche. — Atti 9:37.
Ma che dire se si ritiene che il significato di un’usanza funebre si basi sull’errore religioso, ad esempio sull’insegnamento dell’immortalità dell’anima? Ricordate che, secondo l’enciclopedia, alcuni “depongono presso il corpo del defunto mazzi di fiori avvolti in felci e poi versano sul cadavere profumo di fiori per facilitargli il passaggio nel sacro aldilà”. Il fatto che possa esistere una tale usanza non significa che i servitori di Dio debbano evitare qualsiasi cosa che le assomigli. Anche se i giudei non credevano in un “passaggio nel sacro aldilà”, la Bibbia dice che, “preso il corpo di Gesù, lo avvolsero in bende con gli aromi, com’è usanza fra i giudei di preparare per la sepoltura”. — Giovanni 12:2-8; 19:40.
I cristiani devono evitare le pratiche che sono in contrasto con la verità della Bibbia. (2 Corinti 6:14-18) Tuttavia, ogni genere di oggetti, forme e pratiche, in qualche tempo o in qualche luogo, hanno avuto un’interpretazione falsa o sono stati legati a insegnamenti antiscritturali. Gli alberi sono stati adorati, la forma del cuore è stata considerata sacra, e l’incenso è stato usato in cerimonie pagane. Significa questo che il cristiano non debba mai usare incenso, includere gli alberi in qualche decorazione o indossare gioielli a forma di cuore? Non è corretto trarre una simile conclusione.
Il vero cristiano dovrebbe chiedersi: Seguendo una determinata usanza indicherei ad altri di avere adottato credenze o pratiche antiscritturali? La risposta potrebbe dipendere dal periodo di tempo e dal luogo in cui si vive. Un’usanza (o un simbolo) potrebbe aver avuto un significato legato alla falsa religione migliaia d’anni fa, oppure potrebbe averlo oggi in un paese distante. Ma senza dover fare lunghe ricerche, chiedetevi: ‘Qual è il punto di vista comune nel luogo in cui vivo?’ — 1 Corinti 10:25-29.
Se è risaputo che un’usanza (o un simbolo, come la croce) ha un significato legato alla falsa religione, evitatela. I cristiani pertanto non manderanno composizioni floreali a forma di croce, né a forma di cuore rosso se questo è considerato un simbolo religioso. Oppure ci potrebbero essere alcuni modi formali di usare i fiori al funerale o presso la tomba che hanno localmente un significato religioso. I cristiani dovrebbero evitare anche questi. Tutto ciò, però, non significa che portare un mazzo di fiori a un funerale o a un amico all’ospedale debba essere considerato di per sé un atto religioso da evitare.
Al contrario, in molti paesi mandare o portare fiori è un’usanza diffusa ed è considerato un appropriato gesto di benignità. I fiori possono aggiungere un tocco di bellezza e rendere più piacevole un’occasione triste. Possono anche essere un’espressione di gentilezza e di interessamento. Altrove ci può essere l’usanza di esternare tali sentimenti con un’azione generosa, ad esempio provvedendo da mangiare a chi è malato o in lutto. (Si pensi all’affetto provato per Gazzella a motivo del fatto che si era interessata e preoccupata degli altri. [Atti 9:36-39]) Dove questo non è legato chiaramente a false credenze, alcuni testimoni di Geova hanno l’abitudine di portare un vivace mazzetto di fiori a un amico che è in ospedale, oppure quando qualcuno muore. E individualmente essi possono esprimere ulteriormente il loro interesse e i loro sentimenti con azioni concrete. — Giacomo 1:27; 2:14-17.
[Note in calce]
I pagani hanno usato a lungo incenso di fiori nelle loro cerimonie, tuttavia non era sbagliato per il popolo di Dio usare incenso nella vera adorazione. (Esodo 30:1, 7, 8; 37:29; Rivelazione 5:8) Vedi anche “Sono ornamenti idolatrici?” in Svegliatevi! dell’8 giugno 1977.
È bene tenere in considerazione i desideri della famiglia; alcuni dispongono che chiunque desideri mandare fiori faccia piuttosto una contribuzione alla congregazione o a un certo ente di beneficenza.
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