Domande dei lettori

Amalia 52
00Friday, August 13, 2010 7:11 AM
Perché i testimoni di Geova non brindano, dal momento che la Bibbia non menziona questa usanza?

Fare un brindisi con un bicchiere di vino (o con un’altra bevanda alcolica) è un’usanza praticata sin dall’antichità, anche se il modo in cui lo si fa differisce da luogo a luogo. A volte coloro che brindano fanno tintinnare i bicchieri. Chi propone un brindisi di solito augura felicità, salute, lunga vita o cose del genere. Forse gli altri che si uniscono al brindisi esprimono il loro accordo o levano i bicchieri e bevono un po’ di vino. Per molti è solo un’usanza innocua o un gesto di cortesia, ma i testimoni di Geova hanno buone ragioni per non brindare.
Naturalmente i cristiani sperano che gli altri siano felici e godano di buona salute. Il corpo direttivo del I secolo concluse una lettera alle congregazioni con una parola che si può tradurre “state sani” o “state bene”. (Atti 15:29) E alcuni veri adoratori dissero a certi re: “Il mio signore . . . viva a tempo indefinito!”, o: “Viva il re a tempo indefinito!” — 1 Re 1:31; Neemia 2:3.
Ma qual è l’origine dell’usanza di brindare? L’Encyclopædia Britannica, citata nella Torre di Guardia del 1° ottobre 1968, diceva: “L’usanza di bere ‘alla salute’ dei vivi deriva molto probabilmente dall’antico rito religioso di bere in onore degli dèi e dei defunti. Ai pasti i greci e i romani versavano libagioni agli dèi, e ai banchetti cerimoniali bevevano in onore degli dèi e dei defunti”. L’enciclopedia aggiungeva: “Il bere alla salute dei vivi dev’essere stato strettamente collegato a queste usanze che in sostanza equivalevano a libagioni”. — Ed. del 1910, vol. 13, p. 121.
È un punto di vista ancora valido? Un’opera del 1995 dice: “[Il brindisi] è probabilmente un vestigio non religioso di antiche libagioni sacrificali in cui un liquido sacro veniva offerto agli dèi: sangue o vino in cambio di un desiderio, una preghiera riassunta con le parole ‘lunga vita!’ o ‘alla salute!’” — International Handbook on Alcohol and Culture.
Il fatto che un oggetto, una decorazione o un’usanza tragga origine dalla falsa religione dell’antichità o vi trovi dei paralleli non vieta sempre al vero adoratore di usare tali cose o di seguire tali usanze. Prendiamo ad esempio la melagrana. In una nota enciclopedia biblica leggiamo: “Pare che la melagrana sia stata usata come simbolo sacro anche nelle religioni pagane”. Ciò nonostante, Dio fece mettere sull’orlo della veste del sommo sacerdote melagrane fatte di filo, e melagrane decoravano le colonne di rame del tempio di Salomone. (Esodo 28:33; 2 Re 25:17) Anche la fede nuziale un tempo aveva un significato religioso. Tuttavia oggi la maggioranza delle persone non è a conoscenza di questo fatto e considera la fede nuziale solo un segno che si è sposati.
Che dire dell’uso di vino in relazione ad atti di devozione? Per esempio in un’occasione gli uomini di Sichem, che erano adoratori di Baal, “entrarono nella casa del loro dio e mangiarono e bevvero e invocarono il male su Abimelec”, il figlio di Gedeone. (Giudici 9:22-28) Pensate che una persona leale a Geova avrebbe bevuto a tale scopo, forse invocando una maledizione divina su Abimelec? Descrivendo un periodo in cui molti in Israele si ribellavano a Geova, Amos disse: “Si stendono accanto a ogni altare; e bevono nella casa dei loro dèi il vino di quelli che sono stati multati”. (Amos 2:8) I veri adoratori avrebbero partecipato a riti del genere, sia che il vino fosse versato come libagione agli dèi o che fosse semplicemente bevuto in circostanze del genere? (Geremia 7:18) Oppure avrebbero levato un bicchiere di vino e chiesto agli dèi di proteggere qualcuno e di concedergli un futuro felice?
È interessante che a volte gli adoratori di Geova levavano le mani e chiedevano il suo favore. Levavano le mani al vero Dio. Infatti leggiamo: “Salomone stava davanti all’altare di Geova . . . e ora stese le palme delle mani ai cieli; e diceva: ‘O Geova, Dio d’Israele, non c’è nessun Dio come te . . . e voglia tu stesso udire nel luogo della tua dimora, nei cieli, e devi udire e perdonare’”. (1 Re 8:22, 23, 30) In modo analogo, “Esdra benedisse quindi Geova, . . . al che tutto il popolo rispose: ‘Amen! Amen!’ con l’alzata delle loro mani. Quindi si inchinarono e si prostrarono dinanzi a Geova”. (Neemia 8:6; 1 Timoteo 2:8) È chiaro che quei leali non alzavano le mani ai cieli per ricevere una benedizione da qualche dio della fortuna. — Isaia 65:11.
Oggi, quando fanno un brindisi, molti forse non pensano che stanno chiedendo un intervento o una benedizione a qualche dio, ma non sanno spiegare perché levino al cielo il bicchiere di vino. Ciò nondimeno, il fatto che essi non analizzino a fondo la cosa non significa che i veri cristiani debbano sentirsi obbligati a compiere la stessa azione.
È risaputo che anche in altre cose i testimoni di Geova si astengono dal seguire usanze che per la maggioranza sono comuni. Ad esempio, molti rendono omaggio a emblemi nazionali, come la bandiera, però non lo considerano un atto di adorazione. I veri cristiani non rendono tale omaggio ma non interferiscono nelle scelte altrui. Molti Testimoni, sapendo quando avrebbe avuto luogo una cerimonia di questo tipo, hanno agito con discrezione per non offendere nessuno. In ogni caso, sono decisi a non compiere gesti patriottici, che non sono in armonia con la Bibbia. (Esodo 20:4, 5; 1 Giovanni 5:21) Oggi molti non vedono un brindisi come un gesto legato alla religione. I cristiani tuttavia hanno validi motivi per non fare un brindisi, usanza le cui origini sono legate alla religione. E anche oggi si può considerare un brindisi una richiesta rivolta ‘al cielo’ per ottenere una benedizione, come se si chiedesse aiuto a una forza sovrumana. — Esodo 23:2.

W 15/2/07
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