I VEDA e la BIBBIA

claudio2018
00Tuesday, January 15, 2019 10:36 AM
Riprendo e rispondo in questo 3d a quanto postato dall'utente Ellera nel 3d su Biglino (dato che lì era ampiamente OT) riguardo ai Veda . Ognuno faccia le sue considerazioni tra la prospettiva di felicità offerta dai Veda e la prospettiva di felicita offerta dalla Bibbia . Ellera ha fatto altre condensate dichiarazioni che potete trovare nel 3d indicato a cui se volete potete inserire qui le vostre risposte. Io non conosco i Veda ma conoscendo la Bibbia quel poco che Ellera ha scritto mi trova in disaccordo. E qui spiegherò perché



Proviamo a sintetizzare il pensiero Vedico in pochissime righe: Sia Dio che le Anime esistono dall'eternità, 


Secondo la Bibbia solo Dio esiste dall'eternità mentre le anime sono mortali



nessuno è mai stato creato, proprio perché nella dimensione spirituale il Tempo non esiste, 


Secondo la. Bibbia ci fu un "principio" in cui Dio "creò"



nella dimensione spirituale il Tempo non esiste, quindi non esiste un prima e un dopo. Altrimenti non sarebbe Eternità. 


Ma un essere materiale viene "creato" o ,se preferisci, "messo" in un mondo materiale di cui i parametri di "tempo" "prima" e "dopo" esistono



Il problema nasce quando un'anima desidera intraprendere una esperienza distaccata da Dio, a quel punto ottiene un corpo materiale, in un mondo materiale, costruito apposta per soddisfare tale desiderio.


A parte che uno dovrebbe avere memoria di aver operato tale scelta presso Dio e di avergli avanzato tale richiesta ma comunque questo concetto non ', è molto diverso da quello che emerge dal racconto che tu definisci "storiella" : un inizio perfetto , l'uomo desidera l'indipendenza e Dio gliela concede



Nel mondo materiale, l'anima ottenendo un corpo, interagisce con il Mondo Materiale compiendo delle azioni, queste azioni producono delle reazioni, in base alla qualità della azioni stesse. 
Se ti comporti bene, otterrai dei benefici, se ti comporti male, otterrai sofferenze varie. 


Concetto espresso anche nel principio biblico "qualunque cosa l'uomo semini questa pure mietera'" ma relazionato a una sola vita in cui si conserva il ricordo di ciò che si è fatto e in cui si può riparare all'errore commesso . Il ricordo viene mantenuto anche dopo un eventuale risurrezione per poter cambiare



Questo si chiama legge del Karma. 
Quando si muore, significa che l'Anima lascia il corpo e in base alla sua situazione karmica va in un altro corpo appropriato. Questa trasmigrazione si chiama Samsara. Quando ha fine questo Samsara? Semplice! Quando uno realizza che vivere in questo mondo materiale non è una bella cosa e si da da fare per raggiungere un livello comportamentale che lo porta in una dimensione virtuosa, come potrebbe essere quella di un Santo e in tale dimensione, non desiderando più gioire di queste cose materiali, alla morte non rinasce più in un corpo materiale ma fa ritorno nel Mondo Spirituale, in comunione con Dio. 


La trovi una legge giusta? Quanti ricordano la loro vita precedente in modo da poter evitare gli errori passati ? Un ciclo di rinascite quasi infinito significa giustizia? In pratica significa "morire" milioni di volte in milioni di vite non ricordandosi mai le vite precedenti con annessi e connessi pregi ed errori. Significa anche abbandonare i propri cari e non rivederli nella vita futura....

La Bibbia descrive invece la morte come una "nemica" , che una volta morto uno è espiato dagli errori , che si muore una volta e si può risuscitare , ricordare gli errori commessi nella vita precedente per non ripeterli. E poter stare con i propri cari senza doverli perdere . Inoltre le scritture danno enorme valore al "mondo materiale non relegandolo a una sorta di purgatorio che ha il fine di far rendere conto ad un anima dopo milioni di rinascite che viverci non' è una bella cosa.



Ci sono anime che in questo mondo materiale, comportandosi bene, riescono ad avere sempre buone nascite, in famiglie benestanti, con livelli di vita elevati, ciò nonostante devono sempre invecchiare e morire e se non raggiungono la realizzazione spirituale, rinascere. 


Dunque i milioni di poveri che ci sono al mondo sono poveri per colpa loro ? Si sono "meritati" questa vita grama ? Peccato che non ricordano nemmeno cosa hanno fatto nella loro vita precedente per meritarsi la vita grama che stanno vivendo ora !

La Bibbia non fa comunque aspettare a un anima milioni di rinascite prima di premiarla . Dice che già ora possiamo essere in comunione con Dio e se anche morissimo con una buona relazione con Dio potremo ereditare la migliore delle vite. Tutti (Salmo 37)



La legge del karma spiegherebbe la ragione del perché uno nasce povero, l'altro nasce ricco, uno nasce malato, l'altro diventa Imperatore, ecc. sono gli accumuli dei comportamenti delle vite passate. Più chiaro e limpido di così? 


Sarà anche limpido ma come ho detto lo trovo profondamente ingiusto perché ogni vita dovrebbe ricordare cosa ha fatto nella vita passata per potersi migliorare. La Bibbia esclude che le sofferenze sono legate a colpe personali compiute in vite precedenti . Gesù non disse che l'uomo nato cieco stava portando le conseguenze degli "accumuli" delle vite passate.

Da quel poco che hai riassunto è sorprendente notare come il pensiero Vedico ricalchi due concetti basilari che la Bibbia riconosce come provenienti da Satana:

1) Siamo immortali

2) Soffriamo per colpa nostra (pensiero veicolato dai confortatori di Giobbe)
claudio2018
00Wednesday, January 16, 2019 9:58 AM
Caro Ellera



Il fatto è che anche nei Veda si parla di "libero arbitrio" ma in modo scientificamente diverso. Il libero arbitrio lo si ha per l'eternità... per l'eternità uno può scegliere di stare con Dio o lontano da Dio. 


L'idea promossa da Satana in quella che tu consideri "storiella" è molto simile : "non morirete ma sarete simili a Dio conoscendo il bene e il male" Dio comunque (e io pure) non considera giusto permettere a uno che sceglie la lontananza da lui la possibilità di vivere vite di serie b , c , d ecc primo perché Dio non si diverte a "degradare" le persone , secondo perché queste persone rischierebbero di praticare il male per un ciclo infinito di rinascite procurando danni a tempo indefinito. Piuttosto per ragioni di amore e di giustizia essendo Dio la "fonte della vita" chi sceglie la lontananza da lui sceglie la "lontananza dalla vita" ovvero la morte



Nei Veda non si parla di "peccato originale" da attribuire a passati avi, (vedi Adamo e Eva), ma di una scelta personale fatta da ogni individuo, quindi la responsabilità di ciò che accade ad ogni persona è attribuibile a se stessi, nel senso che ognuno scelse di propia spontanea volontà di allontanarsi da Dio


Il peccato degli "avi" , per quanto influisce a livello genetico non annulla la responsabilità individuale e la facoltà di scegliere la vicinanza o la lontananza da Dio ma come detto prima essendo Dio la "fonte" della vita allontanandosi da lui ci allontaniamo dalla vita . Secondo la Bibbia l'uomo avrà una vita di secoli per decidere se star vicino a Dio e vivere o starne lontano e morire. E non'e' detto che sia preferibile la lontananza da Dio pur conservando la vita perché star lontani da Dio equivale a star lontani dal suo spirito di conseguenza si vivrebbe in modo da far male a sé e agli altri producendo inutile sofferenza e tormento . In tali condizioni non'e' insolito che qualcuno dica "preferirei morire" Dunque tutta la sofferenza non 'e' semplicemente il risultato di scelte personali sbagliate compiute in una vita precedente ma tutto un meccanismo innescato anche da altri che vivono nel nostro tempo in modo contrario al suo spirito e producono guai e sofferenze anche agli innocenti . In questo caso più nobile di una legge del karma che concepisce la sofferenza come una responsabilità individuale che risponde solo a sé stessi è la legge del Dio della Bibbia secondo cui chi vive in modo contrario alle leggi di Dio merita di morire perché rappresenta una causa di sofferenza per altri. L'esempio su tutti è quello di Satana che per la sua scelta di stare lontano da Dio , Dio non lo ha abbandonato ad un ciclo di rinascite in cui può perpetuare il suo spirito bugiardo e omicida in ogni vita ma lo ha condannato alla morte.



Dio non è un despota che dice: "o mi ami e fai come ti dico io, oppure ti castigo" no! Lui ti lascia fare ciò che vuoi e se sbagli paghi il "karma" nel senso che il "karma" è automatico, come dire che se io metto un dito sul fuoco e mi brucio non devo prendermela con nessuno, ma solo con me... 


Nemmeno la Bibbia lo presenta in questi termini . Descrive Dio in modo più elastico di come lo descrivi . Ad esempio lasciò in esistenza i Cananei per 400 anni ma quando raggiunsero il colmo dovette intervenire. Dunque è vero che ti lascia fare quel che vuoi ma certi comportamenti quando superano i limiti e quando sono oltremodo di danno agli altri Dio per amore verso chi desidera vivere in pace con lui ovviamente non può tollerarli all'infinito . Come ti ho detto secondo le scritture Dio concedera' una vita di secoli nelle condizioni giuste di par condicio di conoscenza per tutti perché ognuno sappia cosa fare e perché
Inoltre il sacrificio di riscatto di Gesù dimostra proprio il contrario di despotismo ma dimostra amore verso il genere umano redimendolo da una condanna che non aveva scelto così che milioni di persone morte nei secoli passati nella completa ignoranza di Dio non rinasceranno in corpi e cervelli che non ricorderanno nulla del loro passato ma risorgeranno e ricorderanno perfettamente chi sono. Dio come detto gli concedera' una vita di secoli perché abbiano tutto il tempo per conoscere la "fonte della vita" e "scegliere" con piena cognizione di causa. Ma tieni conto anche che il libero arbitrio anche se presuppone la facoltà di scegliere il tipo di vita che si vuole vivere ha dei limiti che sono rappresentati dalla libertà degli altri non per forza esclude che uno possa scegliere la morte.



I Veda sono stati la base da cui sono partite tutte le dottrine e filosofie, non a caso l"antica Grecia ne era stata molto influenzata e persino Paolo di Tarso, con le sue idee intrise di Platonismo ha subito l'influenza della cultura Vedica, divenuta più evidente con Agostino da Ippona.


Le idee di Paolo non sono affatto intrise di platonismo. Se uno vuole vederci il platonismo in alcune sue espressioni le deve estrapolare dal contesto il quale al contrario rivela che le idee di Paolo sono intrise di intendimento del ruolo di Cristo nel proposito di Dio e di numerosi riferimenti in tal senso alle Scritture Ebraiche.

Agostino di Ippona non fa testo perché di era già discostato profondamente dal cristianesimo primitivo che di filosofico non aveva nulla concependo il Regno millenario di Cristo e l'attesa della parousia in concetti allegorici



I concetti vedici quindi influenzarono anche la trasformazione della Bibbia in un libro sacro, con la storiella di Adame e Eva. 


Direi. che se il tuo "quindi" è basato sul modo in cui intendi e percepisci le idee di Paolo è a dir poco approssimativo per non dire fuorviato. Quanto alla storiella di Adamo ed Eva sia Gesù che Paolo e altri evangelisti lo consideravano un resoconto storico e vi fecero riferimento per stabilire la linea genealogica del Cristo



Il calendario che parte dalla nascita di Cristo, sfoggiato come elemento che da valore al Cristo, fa ridere, forse non sei a conoscenza che ogni parte del Mondo ha calendari differenti. I cristiani hanno quello che coincide con la nascita di Cristo. Gli Hindu, visto che Visnu, essendo Dio ed essendo eterno non ha nascita, non ha di queste necessità, pertanto il calendario Hindu è al momento nell'anno 5115 che corrisponde al Kaliyuga, era che durerà ancora 427000 anni... pensa un po' tu a chi crede che la fine dei tempi è vicina, quale illusione!  . I buddisti sono nel 2558, per gli ebrei nel 5776 e via discorrendo... 


Il calendario è una conferma indiretta della storicità del Cristo non pretende di dare più o meno valore alla sua figura. Quanto alle date la Bibbia rivela che alla fine di 7 tempi sarebbero iniziati gli ultimi tempi e dirimere questa profezia non'e' affatto banale perché attorno ad essa ruota la questione del Regno del messia che darà infine quell'opportunità secolare all'umanità di scegliere la vita o scegliere la morte

Saluti











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