I cristiani possono ricorrere alla cremazione?

Genius 81
00Friday, March 14, 2014 7:11 PM
w 15 giugno 2014 p. 7
ˇ Non c’è nulla nelle Scritture che induca a considerare
la cremazione in modo negativo.
In alcuni passi biblici si parla di corpi e ossa di
persone decedute che vennero bruciati (Gios. 7:25;
2 Cron. 34:4, 5). Questo fatto potrebbe indicare che
tali persone non furono ritenute meritevoli di una
degna sepoltura. Ma tale trattamento, che in sostanza
equivaleva alla cremazione, non sempre aveva
quel significato.
Ciò si comprende dalla narrazione relativa allamorte
di Saul e dei suoi tre figli, caduti in battaglia contro
i filistei. Uno di loro era Gionatan, il grande amico e
leale sostenitore di Davide.Quando appresero dell’accaduto,
valorosi israeliti che vivevano a Iabes-Galaad
recuperarono i quattro corpi, li bruciarono e poi ne
seppellirono le ossa. In seguito Davide li lodò per il
loro gesto (1 Sam. 31:2, 8-13; 2 Sam. 2:4-6).
La speranza biblica per i morti è la risurrezione,
grazie alla quale Geova riporta in vita la persona. Il
fatto che le sue spoglie vengano cremate o meno
non incide minimamente sulla sua capacità di riportarla
in vita con un corpo nuovo. I tre ebrei fedeli
che, per ordine del re Nabucodonosor, si trovarono
a un passo dalla morte in una fornace ardente non
avevano motivo di temere che, se le fiamme li avessero
ridotti in cenere, Dio non avrebbe potuto risuscitarli
(Dan. 3:16-18). Lo stesso può dirsi di tutti i fedeli
servitori di Geova che morirono nei campi di
concentramento nazisti e finirono nei forni crematori.
Diversi suoi servitori, inoltre, sono morti in
esplosioni o in altri modi che non hanno lasciato
traccia dei loro corpi; ciò nondimeno la loro risurrezione
è certa (Riv. 20:13).
Per risuscitare una persona, Geova non ha bisogno
del corpo che questa aveva prima di morire. Lo
dimostra il caso dei cristiani unti che vengono risuscitati
alla vita celeste. Come Gesù, che fu “reso vivente
nello spirito”, l’unto risuscitato è la stessa persona,
ma con un corpo spirituale.Nessuna parte del
suo corpo fisico ascende al cielo (1 Piet. 3:18; 1 Cor.
15:42-53; 1 Giov. 3:2).
La nostra speranza nella risurrezione non dipende
da ciò che accade al corpo fisico; poggia invece
sulla fede nel fatto che Dio ha sia la capacità che il
desiderio di adempiere le sue promesse (Atti 24:15).
È vero che forse non comprendiamo appieno il
modo in cui Geova ha realizzato il miracolo della risurrezione
in passato o come lo farà in futuro. Questo
però non ci impedisce di riporre la nostra fiducia
in lui, che ha dato una “garanzia” risuscitando
Gesù (Atti 17:31; Luca 24:2, 3).
I cristiani fanno bene a tener conto delle consuetudini
e dei modi di pensare locali, oltre che delle
norme di legge in merito al trattamento delle salme
(2 Cor. 6:3, 4). Detto questo, però, disporre che al decesso
il corpo di una persona venga cremato o meno
è una decisione che spetta alla persona stessa o alla
famiglia.
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