Le piccole frazioni di tempo nell'antica letteratura vedica

Giullare108
00Tuesday, June 28, 2011 5:51 AM
La concezione delle piccole frazioni di tempo, nella cultura vedica.

IL MAHABARATA - ADI PARVA (Il libro delle origini) SEZIONE 1
L’esistenza, la non-esistenza, la gioia e il dolore, hanno come radici il tempo. Questo crea e distrugge ogni cosa. E’ il tempo che brucia ogni creatura ed è sempre il tempo che estingue il fuoco. In quest’universo, gli stati di bene o di male sono causati dal tempo. Il tempo distrugge ogni cosa e poi le ricrea. Solo il tempo veglia, quando tutto dorme. In verità il tempo non può essere sopraffatto. Il tempo passa sopra ogni cosa senza mai tornare indietro. Sapendo che tutte le cose, passate, presenti, future e tutto ciò che esiste, sono figlie del tempo, non possiamo rigettare questa logica.

Le piccole frazioni di tempo
Dagli antichi indiani ai giorni nostri, il tempo è il grande distruttore di ogni cosa e come tale viene identificato con la morte.

Surya Siddhanta
1:11 - Ciò che comincia con un respiro è chiamato murta (…) Sei respiri compongono un Vinadi, mentre sessanta Vinadi compongono un Nadi. Il tempo occupato nel pronunciare dieci lunghe sillabe, corrisponde alla lunghezza di un respiro.

10 lunge sillabe (Gurvaksharas) - Uguale a un respiro (Prana) o periodo di 4 secondi
6 respiri - Uguale a un Vinadi o periodo di 24 secondi
60 Vinadi - Uguale a un Nadi o periodo di 24 minuti
60 Nadi - Uguale a un giorno.

La durata di un respiro (Prana), nel Surya Siddhanta è spesso chiamata “Asu”. Il termine Nadi è spesso sostituito con la parola “Gatika” e il termine Vinadi è sostituito con la parola Vigatika.

Altre misure tratte dal Surya Siddhanta:

Un Gatika = 24 minuti (1440 secondi)
Per fare un Gatika necessitano 60 Vigatikas.
Un Vigatika = 24 secondi.
Per fare un Pala necessitano 60 Vigatikas
Per fare un Vipala necessitano 60 Palas.

Non so con quale strumento si potessero misurare Palas e Vipalas, non con meridiane, ne con clessidre. Parliamo di frazioni di tempo molto piccole.

Nel BAGAVATA PURANA troviamo riferimenti alle piccole frazioni di tempo, ancora più straordinari. L’informazione si trova nel terzo tomo, a partire dall’undicesimo capitolo, verso uno. Il capitolo si intitola, IL CALCOLO DEL TEMPO A PARTIRE DALL’ATOMO.

The material manifestation's ultimate particle, which is indivisible and not formed into a body, is called the atom. It exists always as an invisible identity, even after the dissolution of all forms. The material body is but a combination of such atoms, but it is misunderstood by the common man. Atoms are the ultimate state of the manifest universe. When they stay in their own forms without forming different bodies, they are called the unlimited oneness. There are certainly different bodies in physical forms, but the atoms themselves form the complete manifestation. One can estimate time by measuring the movement of the atomic combination of bodies. Time is the potency of the almighty Personality of Godhead, Hari, who controls all physical movement although He is not visible in the physical world.
Atomic time is measured according to its covering a particular atomic space. That time which covers the unmanifest aggregate of atoms is called the great time. The division of gross time is calculated as follows: two atoms make one double atom, and three double atoms make one hexatom. This hexatom is visible in the sunshine which enters through the holes of a window screen. One can clearly see that the hexatom goes up towards the sky. The time duration needed for the integration of three trasareṇus is called a truṭi, and one hundred truṭis make one vedha. Three vedhas make one lava. The duration of time of three lavas is equal to one nimeṣa, the combination of three nimeṣas makes one kṣaṇa, five kṣaṇas combined together make one kāṣṭhā, and fifteen kāṣṭhās make one laghu.
Fifteen laghus make one nāḍikā, which is also called a daṇḍa. Two daṇḍas make one muhūrta, and six or seven daṇḍas make one fourth of a day or night, according to human calculation (Bagavata Purana 3:11:1-8).

Riassumo il senso: La particella ultima della manifestazione materiale, non divisibile (stiamo parlando di un testo molto vecchio), si chiama ATOMO. Il termine sanscrito usato per questa parola è PARAMANU. Termine ancora oggi usato in alcuni paesi orientali per citare l’ATOMO (esempio: Tailandese NALIKA PARAMANU, significa orologio atomico).
Il testo continua: si può stimare il tempo attraverso il movimento delle combinazioni atomiche dei corpi. Il tempo atomico viene misurato in accordo alla copertura dello spazio da lui occupato. Il tempo che è coperto da un invisibile aggregazione di atomi è detto tempo grossolano. Il tempo vien calcolato in questo modo: due atomi formano un doppio atomo, tre doppi atomi formano un esatomo… Il tempo indicato da tre TRASARENUS (tre doppi atomi) è detto TRUTI e cento TRUTIS compongono un VEDHA, tre VEDHA formano un LAVA. La durata di tre LAVA corrisponde a un NIMESA, la combinazione di tre NIMESAS formano uno KSANA. Cinque KSANAS combinati insieme formano un KASTA e quindici KASTAS formano un LAGHU. Quindici LAGHUS formano un NADIKA, detto anche DANDA. Due DANDAS formano un MUHURTA e sei o sette DANDAS compongono un quarto del giorno o della notte in accordo al calcolo degli umani.

Sotto uno schemino che riassume il tutto.

Un truṭi - 8/13,500 secondi
Un vedha - 8/135 secondi
Un lava - 8/45 secondi
Un nimeṣa - 8/15 secondi
Un kṣaṇa - 8/5 secondi
Un kāṣṭhā - 8 secondsi
Un laghu - 2 minuti
Un daṇḍa - 30 minuti
Un prahara - 3 ore
Un giorno - 12 ore
Una notte - 12 ore
Un pakṣa - 15 giorni

Torniamo al Surya Siddhanta.

Surya Siddhanta
1:12 - Sessanta Nadi compongono un giorno e una notte. Trenta giorni compongono un mese. E un mese (Savana), è composto di trenta albe e di trenta tramonti del Sole.

Surya Siddhanta
1:13 - Un mese lunare, è composto da 29 giorni e dodici ore (Tithi); un mese solare (Saura), inizia con l’entrata del Sole in una determinata costellazione e dodici mesi compongono un anno e quest’ultimo corrisponde ad un giorno secondo la misura celeste del tempo.

Gli Indù usavano ed usano tuttora, il calendario lunare a scopo religioso, questo è ed era l’unico uso che veniva o viene fatto del calendario lunare.
L’unico calendario civile riconosciuto dagli Indù, rimaneva e rimane quello solare. Ma questo non corrisponde al nostro calendario “solare-tropicale”, quello usato in India era ed è un calendario “solare-siderale” ove si tiene conto di un fenomeno astronomico chiamato “precessione degli equinozi”.
Il mese siderale è calcolato in base all’apparente entrata del Sole in una determinata costellazione e la sua lunghezza, varia in accordo alla rapidità con cui è attraversata dal Sole (dalla grandezza di questa), quindi la durata del mese può variare da ventinove giorni e otto ore, a poco più di trentuno giorni e dodici ore.
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