Matteo 7:13, 14 e Luca 13:24,

Amalia 52
00Saturday, September 3, 2011 5:08 PM
Leggendo Matteo 7:13, 14 e Luca 13:24, dovremmo concludere che persino nella risurrezione la maggioranza degli uomini non accetterà la vera adorazione?

No, questi versetti non sostengono tale conclusione. Essi si riferiscono in particolare all’ottenere la vita nel Regno celeste.
Le parole di Gesù in Matteo 7:13, 14 fanno parte del Sermone del Monte. Gesù disse: “Entrate per la porta stretta; perché ampia e spaziosa è la strada che conduce alla distruzione, e molti sono quelli che vi entrano; mentre stretta è la porta e angusta la strada che conduce alla vita, e pochi sono quelli che la trovano”.

Gran parte di ciò che Gesù disse in quella occasione si riferiva in particolare al Regno celeste. Per esempio, egli iniziò dicendo: “Felici quelli che si rendono conto del loro bisogno spirituale, poiché a loro appartiene il regno dei cieli”. Disse che i puri di cuore avrebbero ‘visto Dio’ e che “il regno dei cieli” appartiene a quelli “perseguitati a causa della giustizia”. (Matteo 5:3, 8, 10) Più avanti nello stesso discorso Gesù parlò della strada larga che porta alla distruzione e di quella stretta che conduce alla vita. E fra l’altro aggiunse: “Non chiunque mi dice: ‘Signore, Signore’, entrerà nel regno dei cieli, ma chi fa la volontà del Padre mio che è nei cieli”. — Matteo 7:13, 14, 21.

Il significato di Luca 13:24 è simile, come si può notare dal contesto. Gesù pronunciò due illustrazioni circa “il regno di Dio”. Quindi gli fu chiesto: “Signore, sono pochi quelli che sono salvati?” Gesù rispose: “Sforzatevi con vigore per entrare dalla porta stretta, perché molti, vi dico, cercheranno di entrare ma non potranno”.

“Molti” si riferisce a persone che avrebbero implorato di poter entrare dopo che una porta sarebbe stata chiusa e serrata. Questi vennero definiti “operatori d’ingiustizia”, che non erano degni di essere con “Abraamo e Isacco e Giacobbe e tutti i profeti nel regno di Dio”. I “molti” pensavano che sarebbero stati i primi “nel regno di Dio”, ma in effetti sarebbero stati gli ultimi, nel senso che non ci sarebbero entrati affatto. — Luca 13:18-30.

Il contesto mostra che Gesù stava parlando dell’ingresso nel celeste Regno di Dio. I capi giudei dell’epoca avevano goduto a lungo di una posizione di privilegio, avendo accesso alla Parola di Dio. Si ritenevano spiritualmente ricchi e giusti agli occhi di Dio in contrasto col popolo comune, che tenevano in bassa stima. (Giovanni 9:24-34) Eppure Gesù disse che gli esattori di tasse e le meretrici che accettavano il suo messaggio e si pentivano potevano ottenere l’approvazione di Dio. — Confronta Matteo 21:23-32; Luca 16:14-31.

Le persone comuni che divennero discepoli di Gesù avevano la prospettiva di essere accettate come figli spirituali quando alla Pentecoste del 33 E.V. iniziò la chiamata celeste. (Ebrei 10:19, 20) Benché vaste moltitudini udissero Gesù, quelli che lo accettarono e in seguito ricevettero la speranza celeste furono pochi. Ma il piccolo gregge di esseri umani generati dallo spirito che avrebbe ricevuto quella ricompensa si poteva paragonare a Giacobbe che giaceva a tavola in cielo con Geova (il più grande Abraamo) e suo Figlio (rappresentato da Isacco). Certo questo era qualcosa per cui valeva la pena sforzarsi con vigore, ma la maggioranza di quelli che udirono Gesù non lo fece.

Di conseguenza, in entrambi i casi possiamo comprendere dal contesto che i commenti di Gesù (circa i pochi che percorrono la strada stretta che conduce alla vita e vengono salvati) si riferivano primariamente all’ottenere l’approvazione di Dio a quel tempo, quando Egli stava offrendo la speranza della vita celeste. Relativamente pochi di quelli che udirono il messaggio della verità e appresero ciò che era richiesto reagirono positivamente mostrandosi fedeli. — Matteo 22:14; 24:13; Giovanni 6:60-66.

Fatto interessante, anche oggi che abbiamo a disposizione l’intera Bibbia e che le profezie divine sugli ultimi giorni si adempiono notevolmente, sono relativamente pochi quelli che accettano il messaggio cristiano e perseverano nel servire Geova. Questo è in armonia con l’illustrazione di Gesù circa i diversi tipi di terreno.

Egli disse che alcuni avrebbero udito “la parola del regno”, ma Satana avrebbe portato via ciò che era stato seminato. Altri avrebbero accettato la parola con gioia, ma col tempo sarebbero venuti meno a causa di tribolazione e persecuzione. Altri ancora sarebbero stati infruttuosi a causa dell’“ansietà di questo sistema di cose e [del] potere ingannatore delle ricchezze”. — Matteo 13:18-23.

Possiamo essere certi che la situazione sarà molto diversa quando milioni e milioni di persone saranno risuscitate nel Giorno del Giudizio. Allora Satana non sarà libero di portar via i semi della verità seminati nel loro cuore. Esse non dovranno far fronte a persecuzioni o alle ansietà dell’attuale sistema malvagio. Saranno ammaestrate in un ambiente giusto, circondate dalle miracolose opere di Dio, fra cui la risurrezione dei morti e la guarigione delle nazioni. È vero che alcuni non reagiranno favorevolmente nemmeno allora. (Confronta Giovanni 11:45-53). Ma ci sono validi motivi per pensare che la maggioranza afferrerà il significato della parola, reagirà positivamente e sarà salvata.

Fonte:w 15/3/90
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