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Che menzogna dire che “si uccide per amore”

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    M71
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    TdG
    00 4/10/2021 9:33 PM
    Steno Sari
    Articolo apparso su Libero domenica 4 Aprile
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    (SimonLeBon)
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    TdG
    00 4/10/2021 9:35 PM
    Re:
    Potente e condivisibile il finale, "per amore si se stessi".

    Simon
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    frida18
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    00 4/11/2021 11:30 PM
    E' utile sapere che... esiste una soluzione più “morbida” rispetto alla denuncia penale ma anche più “dura” rispetto alla diffida di un avvocato



    Stalking: cos’è l’ammonimento del questore

    9 Aprile 2021 | Autore: Paolo Remer


    Uno strumento di protezione alternativo alla querela, più rapido del processo ed efficace per evitare nuovi episodi di persecuzione.
    Se sei vittima di atti persecutori da parte di un tuo ex, di un conoscente o di un collega di lavoro devi sapere che esiste una soluzione più “morbida” rispetto alla denuncia penale ma anche più “dura” rispetto alla diffida di un avvocato: per lo stalking puoi richiedere un ammonimento del questore alla persona che ti perseguita.

    Questo provvedimento si rivela efficace perché consente l’intervento rapido della pubblica autorità, senza dover attendere i tempi di svolgimento del processo penale. Per ottenerlo è sufficiente rappresentare i fatti accaduti e non c’è un contraddittorio con il persecutore. Inoltre, l’ammonimento permette all’autore delle condotte illecite di evitare le conseguenze penali: gli basterà desistere dal compiere per il futuro altri atti persecutori.

    Nel reato di stalking, l’ammonimento del questore è alternativo alla querela e può essere utile in molti casi, come le molestie continue che si verificano sul luogo di lavoro (il cosiddetto stalking occupazionale) in cui avviene una coesistenza forzata della vittima con il suo stalker per parecchie ore al giorno, o in altri casi di frequentazione reciproca e costante tra l’autore del reato e la vittima.
    Una volta ammonito, lo stalker avrà modo di ripensare a ciò che ha commesso per evitare più gravi conseguenze a suo carico: infatti, se persevera nell’illecito, il reato diventa perseguibile d’ufficio – il che significa che non dovrai sporgere querela – e in caso di condanna, riceverà un aumento di pena.

    Indice

    1 Reato di stalking: in cosa consiste
    2 Stalking: come viene punito
    3 Ammonimento del questore: l’istanza
    4 Ammonimento del questore: il procedimento e gli effetti
    5 Ammonimento del questore: lo stalker deve essere ascoltato?
    Reato di stalking: in cosa consiste

    Con il nome di stalking si intendono atti persecutori di vario genere, posti in essere nei confronti di una determinata persona, che per diventare reato [1] devono consistere in «condotte reiterate» di minacce o molestie, tali da comportare alternativamente una delle seguenti conseguenze:

    arrecare alla vittima «un perdurante e grave stato d’ansia o di paura», profondo e non transitorio;
    ingenerare un «fondato timore per l’incolumità propria o di un prossimo congiunto o di persona al medesimo legata da relazione affettiva»;
    costringere la persona offesa «ad alterare le proprie abitudini di vita», ad esempio modificando i propri orari di uscita di casa e i suoi percorsi.
    Stalking: come viene punito

    La pena prevista per il reato di stalking è la reclusione da sei mesi a cinque anni. Se il reato è commesso dal coniuge (anche separato o divorziato) o dalla persona legata da una relazione affettiva con la vittima, la pena è aumentata, come anche nel caso in cui il fatto venga commesso attraverso strumenti informatici o telematici (ad esempio, inviando una serie di messaggi sul cellulare oppure su WhatsApp o Facebook).

    Il reato è perseguibile a querela, che deve essere sporta entro il termine di sei mesi anziché nell’ordinario termine di tre mesi. Querelare significa non solo descrivere e denunciare i fatti subiti, ma anche chiedere espressamente la punizione del colpevole. Per i reati “privati”, che riguardano esclusivamente la sfera personale, la scelta di procedere o meno è lasciata alla vittima e il procedimento penale non può essere instaurato d’ufficio. La sola denuncia non sarebbe sufficiente e il reato di stalking (a meno che non riguardi un minore o un disabile o sia connesso con un altro reato procedibile d’ufficio) non potrebbe essere perseguito, salvo proprio il caso dell’ammonimento non rispettato di cui parleremo a breve.

    Lo stalking rientra tra le ipotesi di “Codice rosso” e, dunque, c’è una procedura accelerata per lo svolgimento delle indagini: il pubblico ministero deve ascoltare la persona offesa entro tre giorni dal ricevimento della notizia di reato in Procura.
    Ammonimento del questore: l’istanza

    In alternativa alla querela, la vittima può presentare un’istanza al questore chiedendo l’emissione di un ammonimento nei confronti dello stalker [2]. L’ammonimento non può essere chiesto se la persona offesa ha già sporto querela.

    L’istanza, che può essere proposta direttamente dalla vittima senza avvocato, deve contenere l’esposizione dei fatti e può essere proposta tramite qualsiasi comando di pubblica sicurezza (Commissariati della Polizia di Stato, Stazioni dell’Arma dei Carabinieri) che provvederà ad inoltrarla senza ritardo al questore. Nella richiesta, occorre indicare tutte le minacce o le molestie subite, evidenziando l’intento persecutorio e le conseguenze, come lo stato di ansia e di paura o la forzata modifica delle abitudini di vita per evitare contatti con l’autore.

    Ammonimento del questore: il procedimento e gli effetti

    La procedura istruttoria è molto snella, perché si tratta di un procedimento amministrativo di prevenzione e non di un processo penale, nel quale occorrerebbe approfondire i fatti reato fino a raggiungere la piena prova della loro commissione. Per arrivare alla decisione, il questore assume, se necessario, informazioni dagli organi investigativi e sente le persone informate sui fatti quando gli occorrono dei chiarimenti (ad esempio, potrebbe decidere di ascoltare i familiari della vittima).

    Infine, il questore, se ritiene fondata la richiesta, emette un decreto di ammonimento rivolto al persecutore, contenente l’invito a tenere una condotta conforme alla legge. A questo punto, lo stalker è convocato dall’autorità di pubblica sicurezza e, all’atto della presentazione, gli viene comunicato l’ammonimento del questore emesso nei suoi confronti. Nell’occasione, viene redatto un verbale per documentare l’operazione.
    Da quel momento, se il persecutore compirà ulteriori atti contro la vittima, sarà denunciato d’ufficio dalla pubblica autorità, senza più necessità che la persona offesa presenti querela e, in caso di condanna, avrà un aumento di pena.

    Ammonimento del questore: lo stalker deve essere ascoltato?

    La procedura di ammonimento non richiede l’audizione dell’interessato durante la fase istruttoria. Per l’ammonimento del questore non è necessario l’avviso. Il persecutore non ha diritto ad alcuna comunicazione preventiva dell’avvio del procedimento amministrativo a suo carico, che è per sua natura urgente e cautelare [3].

    Solo all’esito del procedimento, come abbiamo visto, gli verrà comunicato il provvedimento adottato e, da quel momento, dovrà cessare le condotte persecutorie per evitare le più gravi conseguenze che abbiamo delineato.

    La giurisprudenza amministrativa [4] ritiene pienamente legittimo l’ammonimento del questore anche se lo stalker non è stato sentito personalmente e, dunque, non ha fornito la sua versione. La mancata audizione personale non integra una lesione del diritto di difesa tale da rendere illegittimo il provvedimento, in quanto la legge richiede solo, come abbiamo visto, che siano sentite le persone informate dei fatti.
    Il presunto persecutore, può tuttavia presentare ricorso al prefetto contro l’ammonimento del questore entro 30 giorni dalla notifica del provvedimento, oppure ricorrere in via giurisdizionale al Tar (Tribunale amministrativo regionale) entro 60 giorni.’
    [Edited by frida18 4/11/2021 11:32 PM]

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    ...le tue proprie consolazioni vezzeggiavano la mia anima
    salmo 94:19