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Il filosofo greco Celso scherniva la nuova religione cristiana

il cui fondatore traeva origine da una madre operaia, e i cui primi missionari erano poveri pescatori di Galilea (Contra Celsum I,28). Alla stessa epoca i pagani si facevano beffa dei cristiani le cui comunità si componevano per gran parte di gente modesta.

Il Vangelo, dicevano ironicamente, esercita la sua seduzione solo sui “semplici, sui poveri, sugli schiavi, sulle donne e sui bimbi”. (Ibid.,III,39;I,62) Lo stesso Taziano tracciò il ritratto del cristiano del suo tempo: esso sfuggiva il potere e le richezze, ed era anzitutto “povero e senza esigenze” (Orat,11. Vedi A.Deman: Science marxiste et historie romaine, in Latomus, 1960,pp.781-791).

La Fede livellava le classi e aboliva le distinzioni sociali mentre la società romana non faceva che isolarsi ed elevare barriere. Maestri e schiavi, ricchi e poveri, patrizi e filosofi si unirono e si fusero in una comunione più profonda di quella del sangue e della cultura, venendo a congiungersi tutti in una elevazione comune e personale che permetteva loro di chiamarsi in tutta verità col nome di “fratello” e di “sorella”. (Minucio Felice: Octavius,9,3;Aristide:Apol,15;Luciano:Peregrin,1,13:Tertulliano aplog;39).

Il lavoro sulla terra e sul mare, i mestieri manuali che servivano alla collettività, cioè lo scultore, il panettiere, il carpentiere, il sarto, il vasaio, il tessitore non ponevano problemi ai cristiani, a condizione di non lavorare per i templi pagani. Numerosi cristiani si limitavano a coprire modesti incarichi, il che, tra l’altro, permise a Giovenale di chiamarli “morti di fame” (Sat,IV,verso 150). I giovani cristiani erano a loro volta esortati ad imparare un mestiere.

E’ possibile che uno dei motivi dell’astio pagano fosse generato dal fatto che i cristiani pagavano onestamente le imposte, il che ad un mediterraneo è sempre apparso sospetto..

I soldati che divenivano cristiani si trovavano in una brutta condizione. All’epoca di Costantino, i martirologi saranno purgati e i soldati obiettori di coscienza ne saranno eliminati. Sappiamo che la Chiesa del IIsecolo scoraggiò i fedeli al darsi al mestiere delle armi e che a volta lo vietò. E’ una delle critiche che il patriota Celso muoveva ai cristiani perché essi scalzavano le fondamenta dell’impero. “Cosa avverrebbe se tutti facessero altrettanto? L’Imperatore si troverebbe in breve abbandonato e l’Impero sarebbe alla mercè dei barbari”. Ma secondo Origene, l’Imperatore aveva più bisogno di cristiani che di soldati.

-Contra Celsum,VIII,68.

All’epoca di clemente alessandrino molti filosofi divennero cristiani. Questa brusca invasione dell’intellighentia in una Chiesa mal preparata ad accoglierla rappresentò una richezza e un esplosivo. Accanto a un Giustino, quanti filosofi mal convertiti misero l’ortodossia in pericolo in quei tempi!. Nella giovane Chiesa i filosofi di mestiere diedere avvio ad un’impresa di largo respiro: “Platone per disporsi al Cristo” secondo Pascal: l’incontro dell’anima platoniana e dell’anima cristiana segna una data.

La conversione di filosofi e giuristi pose alla Chiesa il problema della cultura e dello studio della fede e della filosofia, del linguaggio e dei mezzi di comunicazione. La letteratura pagana, come le città erano parassitate dall’idolatria. Tertulliano si poneva interrogativi riguardo allo studio per i cristiani (De idolatria,10) Sotto questi interrogativi affiorano lo scontro tra fede e cultura. Tertulliano non condannava lo studio a condizione che il veleno pagano non vi fosse mescolato. A partire dal III secolo venne manifestata una riserva nei riguardi dei maestri che insegnavano lettere profane.

Inoltre la Chiesa sconsigliò tutti i mestieri connessi con la magia, astrologia, giochi di circo, fantini, gladiatori, o semplici impiegati nell’organizzazione dei giochi. Gli attori o i danzatori non erano trattati meglio: comici, mimi, ballerine, erano spesso reclutati in strati sociali molto bassi, o destinati a cadervi. Sin dalle origini i cristiani esclusero tutti i mestieri aventi rapporto con i culti pagani come quelli che si riferivano alla costruzione e alla decorazione dei templi e alla partecipazione sotto ogni forma di cerimonie (Cipriano: ep.2.Taziano:Orat,22,23).Le esclusive della Chiesa riducevano alla disoccupazione molti convertiti che dovevano essere sostenuti dalla comunità. Fuori dai culti pagani l’arte era quasi nulla (vedi Tertulliano, Contra Hermogenem). Così per i cristiani era difficile vivere in quel mondo e lo scontro era inevitabile.. La fedeltà coniugale veniva schernita e spettacoli e terme nonché le festività del santo patrono…perdon….del dio patrono favorivano incontri ed avventure, nonché motivi di tensione fra pagani e cristiani.

Le difficoltà si accrescevano per le donne che si sposavano dopo la conversione e non erano seguite dalla conversione dei mariti. I pagani andavano ripetendo: “Dividono le famiglie” (Aristide,Oratio platonica,2;ed.Dindorf II,p.39)

L’esperienza spiega la reticenza della Chiesa nei confronti dei matrimoni misti tra pagani e cristiani e Tertulliano descrive il rischio che correva la donna in simile caso:

“Le sarà impossibile compiere i suoi doveri verso il Signore con accanto un servo del diavolo, incaricato dal suo maestro di opporsi al suo fervore…Quando vorrà partecipare all’adunanza…se vorrà uscire (USCIRE DOVE? FORSE IN SERVIZIO?)…creerà per lei una infinità di occupazioni che la costringeranno in casa”.-Apolog 3,4. Vedi Cipriano De lapsis,6; Testim 3,62..

I bagni misti erano sconsigliati ai cristiani.(Didascalia III 19, 19, 1-2)



Questo dimostra come i primi cristiani fossero visti come una sétta e messi ai margini del mondo romano di allora. Essi venivano attaccati da pagani convinti come Celso o da lapsi (apostati), affinché l’Impero li vedesse come settari.



Benché il cristiainesimo dell’Epoca non è per niente uguale a quello professato oggi dal mondo Occidentale, questo ci insegna due cose:



I) I grandi cambiamenti della storia spesso provengono da minoranze.

II) Corsi e ricorsi storici.



Se paragoniamo il mondo di allora a quello odierno e diamo ad ogni attore la sua parte, chi non vede nella parte dei Testimoni di Geova quella dei “primi cristiani”?



Fin qui ho fatto un’analisi storica del sociale del cristianesimo primitivo e si può ben notare come ogni atteggiamento e persino ogni accusa di quell’Epoca verso i cristiani può giustamente applicarsi oggi ai Testimoni di Geova ( a proposito Ippolito chiama i cristiani “testimoni di Dio”, In Dan,II,38,4).