00 15/06/2019 14:35
Caro Domingo,


Di fatto è proprio lì il problema. Se i sacerdoti ebraici avessero riconosciuto il Messia profetizzato chiaramente da Isaia, da Daniele e da Michea, i cristiani non si sarebbero sconvolti il cervello con diatribe unitarie e trinitarie



Per la verità i cristiani del I secolo, che invece riconobbero in Gesù il Messia e Figlio di Dio, non pare che si perdessero in diatribe sulla natura di Gesù, anzi, il problema pare non essere neppure sfiorato nei test del NT che pure erano quelli più vicini al giudaismo dell'origine.


C'era un solo Dio, il Padre che ha generato un solo Figlio, il Logos, Signore e Salvatore del creato [1 Corinzi 8,5-6]. Il monoteismo ebraico sarebbe stato semplicemente integrato con la rivelazione di un misterioso Figlio dell'Uomo che è pure Figlio di Dio



Il figlio dell'uomo (e il figlio di Dio) non sono una figura nuova, il giudaismo del secondo tempio conosceva la figura ultraterrena di giudice escatologico del figlio dell'uomo, così come altre figure angeliche che il NT pare applicare a Gesù. Il problema, a mio avviso, è leggere il NT e quelle figure ultraterrene secondo il paradigma ellenistico piuttiosto che nell'ambito dell'originario paradima giudaico. D'altronde nel I secolo i giudei non sono scandalizzati da una ipotetica sovrapposizione di Gesù a Geova, i cristiani non sono mai accusati di contraddire la shemà, le polemiche non vertono sulla "natura" divina di Gesù ma semmai sulla legittimità del suo ruolo messianico. Solo in seguito, con l'ellenizzazione, la questione della natura di Gesù diventa centrale.

Shalom

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