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L’ANNO di Zuinglio, così è stato chiamato il 1969 nei circoli protestanti svizzeri. Perché? Perché 450 anni fa Ulrico Zuinglio, sacerdote della Chiesa Cattolica Romana, intraprese i suoi lavori nella chiesa cattedrale di Zurigo. Era il primo giorno dell’anno 1519. Salito sul pulpito sbalordì i parrocchiani con la solenne dichiarazione che avrebbe predicato la Bibbia dall’“A” alla “Z”. Proprio il giorno dopo cominciò con le Scritture Greche Cristiane, dal primo capitolo di Matteo.

Strani sentimenti questi uscendo dalle labbra di un sacerdote cattolico romano. Ma Zuinglio non era un comune sacerdote. Nato a Wildhaus il 1° gennaio 1484, proveniva da una famiglia numerosa il cui padre era un rispettato cittadino, magistrato della comunità della valle alpina in cui risiedeva. Suo zio, sacerdote, lo avviò presto a una carriera di studi, studi che lo portarono prima a Basilea poi a Berna e a Vienna, dove s’iscrisse nel 1498. Infine, ottenne la laurea di dottore in filosofia a Basilea e fu pronto ad assumere il suo primo incarico d’insegnante in una scuola religiosa.
Zuinglio cominciò presto a interessarsi di quegli studiosi del suo giorno che spingevano a prestare più attenzione alle lingue classiche di Grecia e Roma, e anche all’antico ebraico. Risentì profondamente dell’influenza di un certo Thomas Wyttenbach, il quale era giunto alla conclusione che “la morte di Cristo è il solo riscatto per le nostre anime”. Dobbiamo riflettere sulle tenebre di ignoranza che erano scese sulla cristianità nel Medio Evo per comprendere quanto dev’essere sembrata illuminante questa conclusione.

Le superstizioni monacali e l’estrema mondanità della chiesa disgustavano il giovane insegnante Zuinglio. Egli sapeva che ci voleva una grande purificazione. Infine giunse al punto di rendersi conto che tutto il filosofeggiare degli studiosi doveva cedere il passo all’unica autorità della Parola di Dio. Professò pure che la Bibbia si interpretava da sola e che le ricchezze del suo contenuto sarebbero divenute la ricompensa di coloro che si fossero dedicati con riverenza e preghiera al suo studio.

Nel 1516 egli venne in possesso delle Scritture Greche pubblicate da Erasmo. Esercitava ora l’insegnamento e il sacerdozio a Glarona. Con vorace appetito cominciò a leggere questo libro. I suoi sermoni presero una nuova forma. Ogni giorno leggeva e commentava un brano delle Sacre Scritture, sostituendo gradualmente le vecchie favole e superstizioni con la verità. Divenne così noto come insegnante delle Scritture che quando a Zurigo ci fu un posto vacante venne invitato a occuparlo.

Fonte:g 22/5/70