00 10/1/2010 9:29 PM
Riformatore sociale e politico

Mentre è vero che Zuinglio si annunciò così come difensore della verità biblica, si deve pure notare che la sua attività non fu affatto limitata alla pacifica propagazione del messaggio biblico. A differenza di Cristo Gesù e dei suoi apostoli, si interessò delle questioni politiche del suo giorno. Non solo domandò riforme nella chiesa, ma cercò di rinnovare le autorità dominati nel campo secolare.
A quel tempo gli Svizzeri erano molto richiesti come soldati mercenari per combattere a favore di chi offrisse la paga più alta. Zuinglio si rallegrò quando Zurigo proibì per legge il servizio mercenario all’estero. Si oppose aspramente all’arruolamento di soldati svizzeri per le campagne belliche del papa. Ecco la traduzione delle sue parole riguardo a questa controversia: “Giustamente portano cappello e manto rosso; se li scuotete, ne cadranno quindi ducati e corone, e se li strizzate, ne esce il sangue di vostro figlio, di vostro fratello, di vostro padre e del vostro amico”.

Se in quei giorni i giornali fossero stati come i nostri, mentre questo sacerdote cattolico continuava a promuovere riforme ci sarebbero state intestazioni pressappoco di questo genere: “Zuinglio fa pulizia di indulgenze e reliquie; rifiuta le pensioni pontificie; amarezza degli avversari!” “Nel 1522 Zuinglio trasgredisce il sacro digiuno. Coinvolta la Casa Editrice Froschauer. Vescovo inorridito. Zuinglio risponde col Primo Sermone Stampato”. “Accesa controversia sul celibato dei sacerdoti”. “Zuinglio ignora la regola del celibato; sposa la vedova Anna Reinhard, 1522”.

Ci fu poi l’assemblea del Consiglio Municipale di Zurigo convocata il 29 gennaio 1523, importante perché mirava a risolvere le molteplici cause di dissenso nella chiesa. Zuinglio presentò un elenco di sessantasette punti da dibattere. Da ogni parte giunsero accuse ecclesiastiche contro Zuinglio. Ma egli sedeva lì in mezzo alla sala, fiancheggiato dai consiglieri municipali, con le Bibbie greca, ebraica e latina a portata di mano.

Quindi l’assemblea si anima mentre arriva l’ora di Zuinglio il momento in cui deve rispondere alle numerose accuse. Molti lo vedono ora per la prima volta: di media statura, forte, magro, dai capelli biondo-rossicci e dalla carnagione rosea. Ha la voce bassa e parla con decisione, mentre guarda l’uditorio e comincia: “Signori! Se trovate qualche cosa di eretico nei punti di questa considerazione, ebbene, in nome di Dio, sono qui!”

All’intervallo di mezzogiorno molti consiglieri si erano già convinti che Zuinglio non era un eretico. E il giorno dopo la notizia si diffuse rapidamente fra il popolo. Zuinglio aveva vinto elegantemente ed era autorizzato a continuare il suo lavoro. Joachim Vadian, borgomastro del cantone di S. Gallo, fu profondamente soddisfatto. Sebastian Meyer, acceso sostenitore bernese del riformatore, era al colmo della gioia. Descrisse questo avvenimento come ‘schiacciante vittoria per l’evangelizzazione dell’intera Confederazione [Svizzera]’.