00 9/7/2011 9:09 AM
Facciamo un breve riassunto. Il tradizionalista Hindu accetta come inizio del Kali Yuga, la data del 3101 a.C., ma non accetta la stessa data per la guerra di Kurukshetra, questi tendono a retrodatarla, sulla base di informazioni contenute nel Mahbharata e in altre scritture.

Tra i metodi usati, l’astronomia la fa da padrone.

Vi sono delle accuse rivolte agli studiosi occidentali, è che questi, per far valere le loro tesi e screditare (posdatando) la civiltà indiana usano delle date ricavate dalla tradizione e poi fanno una ricerca astronomica, per vedere se i dati contenuti nel Mahabharata corrispondono oppure no.

Questa cosa è stata fatta anche con l’anno 3101 a.C., con pessimo risultato. Il pessimo risultato non riguarda l’avvento del Kali Yuga, che di per se non ha nulla di storico, ma riguarda la datazione della guerra di Kurukshetra. Il risultato è stato pessimo, in quanto la guerra è avvenuta prima di tale data.

Dove sta l’errore? Non bisogna cercare le configurazioni astrali di una data, per poi confrontarle con quelle contenute nel Mahabharata, bisogna invece cercare nel tempo, cioè datare le configurazioni astrali contenute nel Mahabharata. Questo è il modo corretto. Ma questo sistema porta molto indietro nel tempo, infastidendo gli storici occidentali e altri eminenti studiosi.

Prima di scartare a priori un’idea a favore di un'altra, io direi che è utile comprendere le ragioni degli studiosi indiani.

Nel periodo in cui il Mahabharata è stato scritto erano in uso diversi sistemi astronomici utili a datare gli eventi. Lo scrittore si è servito di questi sistemi per lasciare traccia ai posteri, sul periodo in cui un evento deve essere collocato.

Ancora oggi, questo sistema è in uso. Per esempio, durante la cerimonia di posa della prima pietra di un tempio o di un altro edificio, il bramino, usa dare lo “Sankalpa”, la posizione di tutti i pianeti. Un po’ come è successo per la lapide di Aihole (questa riporta solo la sintesi). Tutte le possibili configurazioni astrali di quel momento vengono registrate. Così tra due o tre mila anni, il futuro archeologo sarà in grado di datare quell’evento. Tutto sommato direi che tale metodo è molto ingegnoso. Ma non è un metodo moderno, questo è molto antico.

Vediamo alcuni di questi sistemi di datazione. Uno dei più importanti usato dagli antichi indiani è il ciclo delle Nakshatra (asterismi) che dura 25920 anni. Le Nakshatra sono un gruppo di 27 stelle, il ciclo di ogni stella è di 960 anni. Nel cerchio celeste a ogni Nakshatra è assegnato uno spazio pari a 13° 20’. Il Sole precessionale percorre un grado in circa 72 anni. Il Sole precessionale percorre 13° 20’ in 960 anni.

Ne deriva, che conoscendo la posizione del Sole in una determinata Nakshatra, conosciamo anche il tempo di precessione, quindi la data approssimativa di un evento.

Da questo metodo, comprendiamo anche, che gli antichi indiani conoscevano il fenomeno della precessione degli equinozi. Scoperta che noi occidentali attribuiamo a Ipparco.

Un altro metodo di datazione è quello detto del ciclo dei Saptarishi. Le sette stelle dell’Orsa. Dalla posizione dei Saptarishi (su di una mappa) si traccia una riga in verticale, in questo modo si ricava la Nakshatra attraversata in un determinato momento. Questo ciclo è lungo 2700 anni. Cioè 100 anni per Nakshatra.

Facciamo un esempio concreto. Utiliziamo il Bhagavata Purana (BP), scritto dallo stesso autore del Mahabharata (MB). Si può dire che il BP sia la seconda opera più importante di Vyasa. Quest’ultimo dice di essere stato testimone oculare della guerra di Kurukshetra.

Il sistema di transito delle sette stelle dell’Orsa Maggiore sulle Nakshatra è accennato nel BP.


Bhagavata Purana, Skanda 12, capitolo 2 versi dal 26b al 28.
(…) Delle sette stelle che formano la costellazione dell’Orsa Maggiore (Saptarishi), Pulaha e Kratu sono le prime a sorgere nel cielo notturno. Se tracciamo una linea che corre da Nord verso Sud, la Nakshatra attraversata da questa linea, sarà l'asterismo che governerà la costellazione di quel momento. Le sette stelle dell’Orsa Maggiore, rimarranno connesse con quella particolare Nakshatra per cento anni. Attualmente, nel corso della vostra vita, siamo situati nell’asterismo chiamato Magha.



Si tratta di un dialogo tra re Parikshit e Sukadeva. Quest’ultimo sta facendo un elenco di genealogie. Per far meglio comprendere, il periodo (di quel preciso momento) da la posizione della Nakshatra rispetto a due stelle dell’Orsa Maggiore. Da questo dato possiamo comprendere che re Parikshit è vissuto in un periodo in cui L’Orsa Maggiore è connessa con la stella (Nakshatra) Magha (Regulus).

Quindi un periodo di 100 anni che si ripete ogni 2700 anni. Con questi pochi dati abbiamo un margine di errore che rientra nei 100 anni e non nei 2700. Per avere un’informazione più precisa, bisogna trovare un fatto o un evento in cui sono considerati più dati astronomici, come per esempio la connessione con il ciclo precessionale delle Sole in transito sulle Nakshatra o la posizione dei pianeti, e così via.

Conoscendo la connessione dei Saptarishi con la Nakshatra, possiamo in modo approssimativo trovare la data in cui è vissuto re Parikshit.

Il BP, da un'altra indicazione a proposito dell’inizio del Kali Yuga e dell’avvento utile alla datazione della dinastia Nanda.


Bhagavata Purana, Skanda 12, capitolo 2 verso 32.
Quando le sette stelle dell’Orsa Maggiore (Saptarishi), si trasferiranno da Magha a Purvashada, Kali mostrerà tutta la sua potenza, questo accadrà a partire dal re Nanda e dalla sua dinastia.



L’età di Kali, dunque coincide con l’avvento di re Nanda e non con la guerra di Kurukshetra. Quindi nel momento in cui il BP è stato scritto il Kali Yuga non era ancora iniziato. Il kali Yuga ha inizio quando le stelle dell’Orsa sono connesse con la Nakshatra Purvashada (Sagitarii).

Tra Magha (Regulus) e Purvashada (Sagitarii), corrono 11 Nakshatra. Vale a dire che tra Parikshit e l’avvento di re Nanda, corre un periodo di 1100 anni.


Bhagavata Purana, Skanda 12, capitolo 2 verso 26a.
Dalla tua nascita fino all'incoronazione del re Nanda, passeranno 1150 anni (…).



La cosa sorprendente è che si tratta di una profezia. L’intero capitolo 2 del 12mo Skanda del BP si esprime al futuro. Sukadeva discute con re Parikshit, su ciò che deve avvenire nel Kali Yuga e presenta una lista di re, le cui dinastie regneranno dopo di lui. La dinastia Nanda deve regnare 1150 anni dopo Parikshit.

Ovvio che questo agli occhi di un religioso, è qualcosa di sorprendente. Questa profezia si è realizzata. Vi fu davvero un re Nanda e una dinastia che ha preso il suo nome.

Secondo l’Enciclopedia Britannica la dinastia ha regnato intorno al 343 a.C.

Fonte: "Nanda dynasty." Encyclopædia Britannica. Encyclopædia Britannica Ultimate Reference Suite. Chicago: Encyclopædia Britannica, 2011.

Se questa informazione è vera, re Parikshit avrebbe vissuto nel 1493 a.C..
Ma gli indiani non accettano tale data, è troppo tardiva… significa collocare il Kali Yuga nel 343 a.C. invece del 3101 a.C.. Etichettano questa informazione, come uno sgarbo all’antichità della loro civiltà. Un tentativo di scoraggiare le ricerche in India in favore delle speculazioni occidentali.

Per capire se hanno ragione gli occidentali o gli indiani, dobbiamo provare a far combaciare i dati astronomici, con il 343 a.C., se questi combaciano potrebbero aver ragione gli storici occidentali, se non combaciano, forse hanno ragione gli indiani.

CONTINUA...