00 06/03/2016 12:29

Non esiste dunque alcun bisogno che vi sia uno psicologo (o un avvocato) per ciascun corpo degli anziani. Essi hanno viceversa, questo assolutamente sì, la competenza necessaria per decidere come gestire la faccenda dal punto di vista delle norme scritturali e dell'applicazione della procedura nella congregazione di pertinenza, ad esempio quando disassociare e quando accordare misericordia, se è il caso di effettuare un annuncio pubblico per prevenire ulteriori episodi di abusi, e via dicendo



Bravo ELL... i nostri critici sembrano ignorare il ruolo degli anziani di congregazione, che non è quello di psicologi, poliziotti, avvocati che dispensano consigli legali, medici o psicoterapeuti. La vittima se ha bisogno di figure professionali specifiche è libera di rivolgersi a loro, ma l'anziano ha il ruolo specifico di pastore spirituale e giudice ecclesiastico, dunque un ruolo religioso e non medico/psicoterapeutico. L'anziano valuta solo il lato spirituale della questione e interno alla congregazione, tutto qui, come per altro è giusto... se un anziano cominciasse ad improvvisarsi medico, psicologo o consulente legale, anche ammesso ne avesse i titolo, non solo verrebbe meno al suo ruolo ma abuserebbe di esso, molto probabilmente facendo solo ulteriori danni.

Shalom
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