00 10/08/2010 01:05

Io sono a pagina 277. Polimetis mente oppur ignora.
Nè lo "stauros" nè la "crux" hanno mai indicato una "croce" o solo una "croce", nè nel I né nel II nè prima di allora.
La tesi riporta letteralmente centinaia di passi di autori greci e latini e li discute tutti molto dettagliatamente.

Detto in soldoni, siamo di fronte ad una "pia fraus" dove la storiella del "mos romanorum" e del "patibulum" condotto allo "stipes" per attaccarcelo è una semplice supposizione che non rende nemmeno giustizia ai testi.



Se sbaglio io, sbaglia anche qualsiasi dizionario antichistico di questo pianeta. Ma, chi può dirlo, forse siamo dinnanzi ad una rivoluzione copernicana nelle scienze antichistiche. Sfortunatamente non posso certo basarmi sul vostro parere o la vostra lettura, non essendo voi competenti in materie antichistiche potreste bervi qualunque tesi. La domanda dunque è solo una visto che voglio valutare il lavoro di persona: dopo avete reperito questa tesi di laurea, dove posso acquistarla?
Ovviamente non ho intenzione di spendere un centesimo, la farò comprare dalla biblioteca del dipartimento di studi storici della mia università.


Non è nuovo quello che scrive, ma mi pare che l'obiezione posta da Polymetis e altri sia che in origine lo stauros poteva essere anche un palo, ma nel I secolo finì per indicare l'esecuzione solo su un oggetto cruciforme.



Non ho mai detto una cosa tanto deficiente. Rileggi quello che ho scritto, e vedi se riesci a trovare quel "solo" nei miei scritti. Non credo ci riuscirai.

Ad maiora
[Modificato da Polymetis 10/08/2010 01:09]
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Ά όταν έκτιζαν τα τείχη πώς να μην προσέξω.
Αλλά δεν άκουσα ποτέ κρότον κτιστών ή ήχον.
Ανεπαισθήτως μ' έκλεισαν απο τον κόσμο έξω
(Κ. Καβάφης)