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...: Scrittura del Giorno :...

Last Update: 12/31/2016 7:48 AM
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3/18/2016 8:37 AM
 
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Venerdì 18 marzo
Ecco l’Agnello di Dio che toglie il peccato del mondo (Giov. 1:29)
Gesù spiegò che “non [era] venuto per essere servito, ma per servire e per dare la sua anima come riscatto in cambio di molti” (Matt. 20:28). I “molti” che avrebbero tratto beneficio dal suo riscatto non sarebbero stati solo gli ebrei pentiti. È infatti volontà di Dio che “ogni sorta di uomini siano salvati”, dato che il riscatto “toglie il peccato del mondo” (1 Tim. 2:4-6). I primi discepoli di Gesù ebbero il coraggio necessario per continuare a rendergli testimonianza? Certo! (Atti 5:30-32). Circa 27 anni dopo la Pentecoste del 33, si poteva dire che “l’annuncio della verità [della] buona notizia” aveva raggiunto ebrei e gentili “in tutta la creazione che [era] sotto il cielo” (Col. 1:5, 23). w14 15/7 4:7, 8

Lettura della Bibbia per la Commemorazione: (fatti avvenuti dopo il tramonto: 9 nisan) Marco 14:3-9
(Marco 14:3-9) E mentre egli era a Betania nella casa di Simone il lebbroso, giacendo al pasto, venne una donna con un astuccio di alabastro di olio profumato, nardo genuino, molto costoso. Rotto l’astuccio di alabastro, essa glielo versava sulla testa. 4 Allora ci furono alcuni che espressero indignazione fra di loro: “Perché si è fatto questo spreco d’olio profumato? 5 Poiché quest’olio profumato si poteva vendere per più di trecento denari e dare ai poveri!” E provavano grande dispiacere verso di lei. 6 Ma Gesù disse: “Lasciatela stare. Perché cercate di darle fastidio? Essa ha fatto verso di me un’opera eccellente. 7 Poiché i poveri li avete sempre con voi, e quando volete potete sempre fare loro del bene, ma non avrete sempre me. 8 Essa ha fatto ciò che poteva; si è impegnata a mettere in anticipo olio profumato sul mio corpo in vista della sepoltura. 9 Veramente vi dico: Dovunque la buona notizia sarà predicata, in tutto il mondo, anche ciò che questa donna ha fatto sarà detto in ricordo di lei”.
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3/19/2016 7:57 AM
 
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Sabato 19 marzo
Imparate da me, poiché io sono d’indole mite e modesto di cuore (Matt. 11:29)
Durante il suo ministero terreno, Gesù parlò e si comportò in modo tale da dimostrare autentica umiltà. Non richiamò mai indebita attenzione su di sé. Al contrario, diede tutta la gloria a suo Padre (Mar. 10:17, 18; Giov. 7:16). Non fu mai arrogante con i suoi discepoli né li fece mai sentire inferiori. Piuttosto li onorò, lodandoli per il buono che vedeva in loro ed esprimendo fiducia nei loro confronti (Luca 22:31, 32; Giov. 1:47). Gesù mostrò straordinaria umiltà essendo ubbidiente (Filip. 2:5-8). A differenza di quelli che arrogantemente disprezzano l’ubbidienza, Gesù si sottomise umilmente alla volontà di Dio per lui, mostrandosi “ubbidiente fino alla morte”. Non c’è alcun dubbio che Gesù, il Figlio dell’uomo, era “modesto di cuore”. w15 15/2 1:7

Lettura della Bibbia per la Commemorazione: (fatti avvenuti di giorno: 9 nisan) Marco 11:1-11
(Marco 11:1-11) Or quando si avvicinavano a Gerusalemme, a Betfage e a Betania presso il monte degli Ulivi, inviò due dei suoi discepoli 2 e disse loro: “Andate nel villaggio che vi sta di fronte, e appena vi sarete entrati troverete un puledro legato, sul quale non si è ancora seduto nessuno del genere umano; scioglietelo e conducetelo. 3 E se qualcuno vi dice: ‘Perché fate questo?’ dite: ‘Il Signore ne ha bisogno e lo rimanderà subito qui’”. 4 E andati, trovarono il puledro legato alla porta, di fuori, sulla via laterale, e lo sciolsero. 5 Ma alcuni di quelli che stavano là dicevano loro: “Che fate sciogliendo il puledro?” 6 Essi dissero a questi come Gesù aveva detto; e li lasciarono andare. 7 E condussero il puledro a Gesù, e misero su di esso i loro mantelli, ed egli vi sedette sopra. 8 E molti stesero i loro mantelli sulla strada, ma altri tagliarono del fogliame dai campi. 9 E quelli che andavano avanti e quelli che venivano dietro gridavano: “Salva, preghiamo! Benedetto colui che viene nel nome di Geova! 10 Benedetto il regno, che viene, del nostro padre Davide! Salva, preghiamo, nei luoghi altissimi!” 11 Ed entrò a Gerusalemme, nel tempio; e guardò attorno ogni cosa, ed essendo l’ora già tarda, uscì verso Betania con i dodici.
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3/20/2016 8:00 AM
 
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Domenica 20 marzo
Il Figlio dell’uomo è venuto per dare la sua anima come riscatto in cambio di molti (Matt. 20:28)
In che modo questo riscatto avrebbe riequilibrato la bilancia della giustizia? (1 Tim. 2:5, 6). Come essere umano perfetto, Gesù aveva prospettive simili a quelle di Adamo prima che peccasse. Il proposito di Geova era riempire la terra con la progenie perfetta di Adamo. Pertanto, spinto dal profondo amore per suo Padre e per i discendenti di Adamo, Gesù cedette la propria vita umana in sacrificio. Proprio così: cedette una vita umana perfetta che corrispondeva a ciò che Adamo aveva perduto. Dopodiché Geova riportò in vita suo Figlio come essere spirituale (1 Piet. 3:18). Egli poté giustamente accettare il sacrificio di quell’unico uomo perfetto quale riscatto, o prezzo di acquisto, per ricomprare i componenti della famiglia umana e dare loro le stesse prospettive di vita che Adamo aveva perduto. In un certo senso, Gesù prese il suo posto (1 Cor. 15:45). w14 15/9 4:11, 12

Lettura della Bibbia per la Commemorazione: (fatti avvenuti di giorno: 10 nisan) Marco 11:12-19
(Marco 11:12-19) Il giorno dopo, quando erano usciti da Betania, ebbe fame. 13 E avendo scorto da lontano un fico che aveva foglie, andò a vedere se per caso vi trovasse qualcosa. Ma, avvicinatosi, non trovò nient’altro che foglie, poiché non era la stagione dei fichi. 14 E, presa la parola, gli disse: “Nessuno mangi più frutto da te in eterno”. E i suoi discepoli ascoltavano. 15 Ora vennero a Gerusalemme. Là entrò nel tempio e cominciò a scacciare quelli che vendevano e compravano nel tempio, e rovesciò le tavole dei cambiamonete e i sedili di quelli che vendevano colombe; 16 e non lasciava che alcuno portasse un utensile attraverso il tempio, 17 ma insegnava, dicendo: “Non è scritto: ‘La mia casa sarà chiamata casa di preghiera per tutte le nazioni’? Ma voi ne avete fatto una spelonca di ladroni”. 18 E i capi sacerdoti e gli scribi lo udirono e cercavano il modo di distruggerlo; perché avevano timore di lui, poiché tutta la folla si stupiva di continuo del suo insegnamento. 19 E quando si fece tardi, uscivano dalla città.
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3/21/2016 8:23 AM
 
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Lunedì 21 marzo
Questo calice significa il nuovo patto in virtù del mio sangue (1 Cor. 11:25)
Coloro che legittimamente prendono gli emblemi alla Commemorazione sono assolutamente sicuri di essere contraenti del nuovo patto. Dio ha concluso il nuovo patto con gli israeliti spirituali (Gal. 6:15, 16). Questo patto è stato convalidato dal sacrificio di Cristo ed è stato reso operativo mediante il suo sangue versato (Luca 22:20). Gesù è il Mediatore del nuovo patto e i leali unti, che ne sono una parte contraente, ricevono un’eredità celeste (Ebr. 8:6; 9:15). Chi ha il diritto di prendere gli emblemi alla Commemorazione sa di essere stato introdotto anche nel patto del Regno (Luca 12:32). Grazie a questo patto, gli unti fedeli governeranno con Cristo per sempre in qualità di re celesti (Riv. 22:5). w15 15/1 2:14, 15

Lettura della Bibbia per la Commemorazione: (fatti avvenuti di giorno: 11 nisan) Marco 11:20–12:27, 41-44
(Marco 11:20-12:27) Ma quando passavano la mattina di buon’ora, videro il fico già seccato dalle radici. 21 E Pietro, ricordandosene, gli disse: “Rabbi, vedi, il fico che hai maledetto si è seccato”. 22 E rispondendo Gesù disse loro: “Abbiate fede in Dio. 23 Veramente vi dico che chiunque dice a questo monte: ‘Sollevati e gettati nel mare’, e non dubita in cuor suo ma ha fede che quello che dice avverrà, gli sarà fatto. 24 Per questo vi dico: Tutte le cose che chiedete pregando, abbiate fede di averle praticamente ricevute, e le avrete. 25 E quando state in piedi pregando, perdonate qualunque cosa abbiate contro qualcuno; affinché anche il Padre vostro che è nei cieli perdoni i vostri falli”. 26 — 27 E vennero di nuovo a Gerusalemme. E mentre egli camminava nel tempio, i capi sacerdoti e gli scribi e gli anziani, venuti da lui, 28 gli dicevano: “Con quale autorità fai queste cose? o chi ti ha dato questa autorità di fare queste cose?” 29 Gesù disse loro: “Io vi farò una domanda. Rispondetemi, e anch’io vi dirò con quale autorità faccio queste cose. 30 Il battesimo di Giovanni era dal cielo o dagli uomini? Rispondetemi”. 31 Ed essi ragionavano fra loro, dicendo: “Se diciamo: ‘Dal cielo’, egli dirà: ‘Perché, dunque, non gli avete creduto?’ 32 Ma osiamo dire: ‘Dagli uomini’?” . . . Essi avevano timore della folla, poiché tutti questi ritenevano che Giovanni era stato veramente un profeta. 33 E rispondendo a Gesù dissero: “Non sappiamo”. E Gesù disse loro: “Nemmeno io vi dico con quale autorità faccio queste cose”. 12 E cominciò a parlare loro con illustrazioni: “Un uomo piantò una vigna, e vi pose intorno una siepe, e scavò una vasca per lo strettoio ed eresse una torre, e l’affittò a dei coltivatori e fece un viaggio all’estero. 2 E nella sua stagione mandò uno schiavo dai coltivatori, per avere dai coltivatori parte dei frutti della vigna. 3 Ma essi lo presero, lo batterono e lo mandarono via a mani vuote. 4 E di nuovo mandò da loro un altro schiavo; e questo lo colpirono sulla testa e lo disonorarono. 5 E mandò un altro, e questo lo uccisero; e molti altri, dei quali alcuni li batterono e altri li uccisero. 6 Ne aveva ancora uno, un figlio diletto. Lo mandò per ultimo da loro, dicendo: ‘Rispetteranno mio figlio’. 7 Ma quei coltivatori dissero fra loro: ‘Costui è l’erede. Venite, uccidiamolo e l’eredità sarà nostra’. 8 E presolo, lo uccisero e lo gettarono fuori della vigna. 9 Che farà il proprietario della vigna? Egli verrà e distruggerà i coltivatori, e darà la vigna ad altri. 10 Non avete mai letto questa scrittura: ‘La pietra che gli edificatori hanno rigettato, questa è divenuta la principale pietra angolare. 11 Questo è stato fatto da Geova, ed è meraviglioso agli occhi nostri’?” 12 Allora cercavano il modo di afferrarlo, ma avevano timore della folla, poiché compresero che aveva detto l’illustrazione pensando a loro. E lasciatolo, se ne andarono. 13 Gli mandarono poi alcuni dei farisei e dei seguaci del partito di Erode, per sorprenderlo nelle sue parole. 14 Arrivati, questi gli dissero: “Maestro, sappiamo che sei verace e che non ti curi di nessuno, poiché non guardi l’aspetto esteriore degli uomini, ma insegni la via di Dio secondo verità: È lecito pagare il tributo a Cesare o no? 15 Dobbiamo pagare o non dobbiamo pagare?” Scorgendo la loro ipocrisia, egli disse loro: “Perché mi mettete alla prova? Portatemi un denaro perché lo veda”. 16 Ne portarono uno. Ed egli disse loro: “Di chi è questa immagine e l’iscrizione?” Gli dissero: “Di Cesare”. 17 Quindi Gesù disse: “Rendete a Cesare le cose di Cesare, ma a Dio le cose di Dio”. E si meravigliavano di lui. 18 Ora vennero da lui i sadducei, i quali dicono che non c’è risurrezione, e gli fecero la domanda: 19 “Maestro, Mosè ci ha scritto che se il fratello di qualcuno muore e lascia la moglie ma non lascia un figlio, suo fratello deve prendere la moglie e suscitare da lei una progenie a suo fratello. 20 C’erano sette fratelli; e il primo prese moglie, ma quando morì non lasciò progenie. 21 E la prese il secondo, ma morì senza lasciar progenie; e il terzo lo stesso. 22 E i sette non lasciarono progenie. Ultima di tutti, morì anche la donna. 23 Nella risurrezione, di quale di loro sarà moglie? Poiché i sette l’ebbero in moglie”. 24 Gesù disse loro: “Non sbagliate voi per questo, perché non conoscete né le Scritture né la potenza di Dio? 25 Poiché quando sorgono dai morti, gli uomini non si sposano né le donne sono date in matrimonio, ma sono come gli angeli nei cieli. 26 Ma riguardo ai morti, che sono destati, non avete letto nel libro di Mosè, nel racconto del roveto, come Dio gli disse: ‘Io sono l’Iddio di Abraamo e l’Iddio di Isacco e l’Iddio di Giacobbe’? 27 Egli non è l’Iddio dei morti, ma dei viventi. Voi vi sbagliate di molto”.
(Marco 12:41-44) E, sedutosi di fronte alle casse del tesoro, osservava come la folla gettava denaro nelle casse del tesoro; e molti ricchi gettavano molte monete. 42 Venne poi una povera vedova e gettò due monetine, che sono di minimo valore. 43 Allora chiamò a sé i suoi discepoli e disse loro: “Veramente vi dico che questa povera vedova ha gettato più di tutti quelli che hanno gettato denaro nelle casse del tesoro; 44 poiché tutti vi hanno gettato del loro avanzo, ma essa, nella sua indigenza, vi ha gettato tutto quello che aveva, tutto il suo sostentamento”.
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3/22/2016 7:42 AM
 
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Martedì 22 marzo
Faccio un patto con voi (Luca 22:29)
A differenza degli altri patti in cui Geova è uno dei contraenti, il patto del Regno fu stipulato in prima persona da Gesù con i suoi seguaci unti. Gli undici apostoli fedeli ‘avevano perseverato con Gesù nelle sue prove’. Questo patto garantiva loro che sarebbero stati con lui in cielo e si sarebbero seduti su troni per essere re e sacerdoti (Luca 22:28, 30). Ma non sarebbero stati gli unici ad avere questo privilegio. Il glorificato Gesù apparve in visione all’apostolo Giovanni e gli disse: “A chi vince concederò di sedere con me sul mio trono” (Riv. 3:21). Se ne deduce che il patto del Regno è stato concluso con i 144.000 cristiani unti (Riv. 5:9, 10; 7:4). w14 15/10 2:15, 16

Lettura della Bibbia per la Commemorazione: (fatti avvenuti di giorno: 12 nisan) Marco 14:1, 2, 10, 11; Matteo 26:1-5, 14-16
(Marco 14:1, 2) Ora due giorni dopo era la pasqua e [la festa de]i pani non fermentati. E i capi sacerdoti e gli scribi cercavano come afferrarlo con un astuto stratagemma e ucciderlo; 2 poiché ripetutamente dicevano: “Non alla festa; affinché non ci sia un tumulto del popolo”.
(Marco 14:10, 11) E Giuda Iscariota, uno dei dodici, se ne andò dai capi sacerdoti per consegnarlo loro. 11 Ed essi, uditolo, si rallegrarono e promisero di dargli del denaro d’argento. Ed egli cercava come tradirlo in un tempo opportuno.
(Matteo 26:1-5) Or quando Gesù ebbe finito tutte queste parole, disse ai suoi discepoli: 2 “Voi sapete che fra due giorni è la pasqua, e il Figlio dell’uomo sarà consegnato per essere messo al palo”. 3 Quindi i capi sacerdoti e gli anziani del popolo si radunarono nel cortile del sommo sacerdote, che si chiamava Caiafa, 4 e tennero insieme consiglio per afferrare Gesù con un astuto stratagemma e ucciderlo. 5 Comunque, dicevano: “Non alla festa, affinché non ci sia un tumulto fra il popolo”.
(Matteo 26:14-16) Allora uno dei dodici, quello chiamato Giuda Iscariota, andò dai capi sacerdoti 15 e disse: “Che mi darete perché ve lo consegni?” Gli fissarono trenta pezzi d’argento. 16 E da allora egli cercava una buona opportunità per tradirlo.
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3/23/2016 7:37 AM
 
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Data della Commemorazione Dopo il tramonto
Mercoledì 23 marzo
Voi avete un’unzione dal santo (1 Giov. 2:20)
Solo quelli che hanno la testimonianza dello spirito che sono figli di Dio dovrebbero prendere gli emblemi alla Commemorazione. Coloro che hanno ricevuto “uno spirito di adozione come figli” di Dio sono generati dallo spirito. Il Suo spirito rende testimonianza con il loro spirito rendendoli consapevoli di essere unti figli di Geova (Rom. 8:16, 17). Non si tratta semplicemente di perdere interesse per la vita sulla terra; sono certi che saranno coeredi di Gesù nel Regno celeste se rimarranno fedeli fino alla morte. Oggi c’è solo un rimanente dei 144.000 seguaci di Cristo che hanno “un’unzione dal santo”, Geova. Tramite il Suo spirito gridano “Abba, Padre!” (Rom. 8:15). La loro relazione con Dio è davvero speciale! w15 15/1 2:16

Lettura della Bibbia per la Commemorazione: (fatti avvenuti di giorno: 13 nisan) Marco 14:12-16; Matteo 26:17-19 (fatti avvenuti dopo il tramonto: 14 nisan) Marco 14:17-72
(Marco 14:12-16)
Ora il primo giorno dei pani non fermentati, quando abitualmente sacrificavano la [vittima della] pasqua, i suoi discepoli gli dissero: “Dove vuoi che andiamo a preparare perché tu mangi la pasqua?” 13 Allora mandò due dei suoi discepoli, e disse loro: “Andate in città, e vi verrà incontro un uomo che porta un vaso di terracotta [pieno] d’acqua. Seguitelo, 14 e dovunque entri dite al padrone di casa: ‘Il Maestro dice: “Dov’è la stanza degli ospiti in cui io possa mangiare la pasqua con i miei discepoli?”’ 15 Ed egli vi mostrerà una grande stanza superiore, mobiliata e pronta; e lì preparate per noi”. 16 E i discepoli uscirono, ed entrati in città trovarono come egli aveva detto loro; e prepararono la pasqua.
(Matteo 26:17-19) Il primo giorno dei pani non fermentati i discepoli si accostarono a Gesù, dicendo: “Dove vuoi che ti prepariamo da mangiare la pasqua?” 18 Egli disse: “Andate in città dal Tal dei tali e ditegli: Il Maestro dice: ‘Il mio tempo fissato è vicino; celebrerò la pasqua con i miei discepoli in casa tua’”. 19 E i discepoli fecero come Gesù aveva loro ordinato, e fecero i preparativi per la pasqua.
(Marco 14:17-72) Fattosi sera, egli venne con i dodici. 18 E mentre giacevano a tavola e mangiavano, Gesù disse: “Veramente vi dico: Uno di voi, che sta mangiando con me, mi tradirà”. 19 Essi cominciarono ad addolorarsi e a dirgli uno per uno: “Non sono io, vero?” 20 Egli disse loro: “È uno dei dodici, che sta intingendo con me nella scodella comune. 21 È vero che il Figlio dell’uomo se ne va, come è scritto di lui, ma guai a quell’uomo mediante il quale il Figlio dell’uomo è tradito! Sarebbe stato meglio per quell’uomo se non fosse mai nato”. 22 E mentre continuavano a mangiare, egli prese un pane, disse una benedizione, lo spezzò e lo diede loro, e disse: “Prendete, questo significa il mio corpo”. 23 E preso un calice, rese grazie e lo diede loro, e tutti ne bevvero. 24 E disse loro: “Questo significa il mio ‘sangue del patto’, che dev’essere versato a favore di molti. 25 Veramente vi dico: Non berrò più del prodotto della vite fino a quel giorno in cui lo berrò nuovo nel regno di Dio”. 26 Infine, dopo aver cantato lodi, uscirono verso il monte degli Ulivi. 27 E Gesù disse loro: “Inciamperete tutti, perché è scritto: ‘Colpirò il pastore, e le pecore saranno disperse’. 28 Ma dopo che sarò stato destato, andrò davanti a voi in Galilea”. 29 Ma Pietro gli disse: “Anche se tutti gli altri inciamperanno, io non inciamperò”. 30 Allora Gesù gli disse: “Veramente ti dico: Oggi, sì, questa notte, prima che il gallo canti due volte, tu mi rinnegherai tre volte”. 31 Ma egli ancor più diceva: “Se dovrò morire con te, non ti rinnegherò affatto”. Anche tutti gli altri dicevano la stessa cosa. 32 E vennero a un luogo il cui nome era Getsemani, ed egli disse ai suoi discepoli: “Sedete qui mentre io prego”. 33 E presi con sé Pietro e Giacomo e Giovanni, cominciò a essere attonito e gravemente turbato. 34 E disse loro: “L’anima mia è profondamente addolorata, fino alla morte. Restate qui e siate vigilanti”. 35 E andando un po’ avanti cadeva a terra e pregava che, se possibile, passasse da lui quell’ora. 36 E proseguì, dicendo: “Abba, Padre, ogni cosa ti è possibile; rimuovi da me questo calice. Tuttavia non ciò che io voglio, ma ciò che tu vuoi”. 37 E venne e li trovò addormentati, e disse a Pietro: “Simone, dormi? Non hai avuto la forza di vigilare nemmeno un’ora? 38 Vigilate e pregate, per non entrare in tentazione. Lo spirito, certo, è desideroso, ma la carne è debole”. 39 E andò via di nuovo e pregò, dicendo la stessa parola. 40 E di nuovo venne e li trovò addormentati, poiché i loro occhi erano aggravati e non sapevano quindi che cosa rispondergli. 41 E venne la terza volta e disse loro: “In un tempo come questo voi dormite e vi riposate! Basta! L’ora è venuta! Ecco, il Figlio dell’uomo è consegnato nelle mani dei peccatori. 42 Alzatevi, andiamo. Ecco, il mio traditore si è avvicinato”. 43 E immediatamente, mentre parlava ancora, arrivò Giuda, uno dei dodici, e con lui una folla con spade e bastoni [mandata] dai capi sacerdoti e dagli scribi e dagli anziani. 44 Ora il suo traditore aveva dato loro un segno convenuto, dicendo: “Chi bacerò, è lui; arrestatelo e conducetelo via al sicuro”. 45 E venuto, subito gli si accostò, dicendo: “Rabbi!” e lo baciò molto teneramente. 46 Ed essi gli misero le mani addosso e lo arrestarono. 47 Comunque, uno di quelli che stavano lì accanto trasse la sua spada e colpì lo schiavo del sommo sacerdote, staccandogli l’orecchio. 48 Ma Gesù, presa la parola, disse loro: “Siete usciti con spade e bastoni come contro un ladrone per arrestarmi? 49 Giorno dopo giorno ero con voi nel tempio a insegnare e non mi avete arrestato. Tuttavia, questo avviene perché si adempiano le Scritture”. 50 E tutti lo abbandonarono e fuggirono. 51 Ma un giovane che indossava una veste di lino fine sul [corpo] nudo lo seguiva da vicino; e cercarono di afferrarlo, 52 ma egli si lasciò dietro la veste di lino e se ne fuggì nudo. 53 Ora condussero Gesù dal sommo sacerdote, e tutti i capi sacerdoti e gli anziani e gli scribi si riunirono. 54 Ma Pietro, da lontano, lo seguì fino al cortile del sommo sacerdote; e sedeva insieme ai servitori della casa, riscaldandosi davanti alla luce del fuoco. 55 Nel frattempo i capi sacerdoti e l’intero Sinedrio cercavano una testimonianza contro Gesù per metterlo a morte, ma non ne trovavano alcuna. 56 Molti, in realtà, rendevano falsa testimonianza contro di lui, ma le loro testimonianze non erano concordi. 57 E alcuni, levatisi, rendevano falsa testimonianza contro di lui, dicendo: 58 “Noi lo abbiamo udito dire: ‘Io abbatterò questo tempio che è stato fatto con mani e in tre giorni ne edificherò un altro non fatto con mani’”. 59 Ma neppure su queste cose la loro testimonianza era concorde. 60 Infine il sommo sacerdote si alzò in mezzo a loro e interrogò Gesù, dicendo: “Non rispondi nulla? Che testimoniano questi contro di te?” 61 Ma egli taceva e non diede nessuna risposta. Di nuovo il sommo sacerdote lo interrogava, dicendogli: “Sei tu il Cristo, il Figlio del Benedetto?” 62 Quindi Gesù disse: “Lo sono; e voi vedrete il Figlio dell’uomo seduto alla destra della potenza e venire con le nubi del cielo”. 63 Allora il sommo sacerdote si strappò le vesti e disse: “Che bisogno abbiamo ancora di testimoni? 64 Avete udito la bestemmia. Che ve ne sembra?” Tutti lo condannarono come reo di morte. 65 E alcuni cominciarono a sputargli addosso e a coprirgli tutta la faccia e a colpirlo con i pugni, dicendogli: “Profetizza!” E, schiaffeggiandolo, i servitori del tribunale lo presero. 66 Ora mentre Pietro era di sotto nel cortile, venne una delle serve del sommo sacerdote, 67 e, visto Pietro che si riscaldava, lo guardò fisso, dicendo: “Anche tu eri col Nazareno, con questo Gesù”. 68 Ma egli lo negò, dicendo: “Non lo conosco né capisco ciò che dici”, e se ne andò fuori nel vestibolo. 69 E la serva, scortolo, cominciò di nuovo a dire a quelli che stavano lì accanto: “Questo è uno di loro”. 70 Di nuovo egli lo negava. E dopo un po’, quelli che stavano lì accanto dicevano ancora una volta a Pietro: “Certamente tu sei uno di loro, poiché, infatti, sei galileo”. 71 Ma egli cominciò a maledire e a giurare: “Non conosco quest’uomo di cui parlate”. 72 E immediatamente un gallo cantò una seconda volta; e Pietro ricordò la parola che Gesù gli aveva detto: “Prima che il gallo canti due volte, mi rinnegherai tre volte”. E accasciatosi, scoppiò a piangere.
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Giovedì 24 marzo
Egli non è qui, poiché è stato destato (Matt. 28:6)
Gesù era vivo! Ciò che accadde nei successivi 40 giorni eliminò qualsiasi dubbio sulla risurrezione di Gesù. Riassumendo i fatti, l’apostolo Paolo scrisse ai corinti: “Vi ho trasmesso, fra le prime cose, ciò che anch’io ho ricevuto, che Cristo morì per i nostri peccati secondo le Scritture; e che fu sepolto, sì, che è stato destato il terzo giorno secondo le Scritture; e che apparve a Cefa, quindi ai dodici. Apparve poi a più di cinquecento fratelli in una volta, la maggioranza dei quali rimangono fino al presente, mentre alcuni si sono addormentati nella morte. Apparve poi a Giacomo, quindi a tutti gli apostoli; ma, ultimo di tutti, apparve anche a me come a uno nato prematuramente” (1 Cor. 15:3-8). w14 15/11 1:9, 10

Lettura della Bibbia per la Commemorazione: (fatti avvenuti di giorno: 14 nisan) Marco 15:1-47
(Marco 15:1-47) E immediatamente, all’alba, i capi sacerdoti con gli anziani e gli scribi, sì, tutto il Sinedrio, tennero consiglio e, legato Gesù, lo condussero e lo consegnarono a Pilato. 2 E Pilato gli fece la domanda: “Sei tu il re dei giudei?” Rispondendo, gli disse: “Tu stesso [lo] dici”. 3 Ma i capi sacerdoti lo accusavano di molte cose. 4 E Pilato lo interrogava di nuovo, dicendo: “Non rispondi nulla? Vedi quante accuse presentano contro di te”. 5 Ma Gesù non diede ulteriore risposta, tanto che Pilato si meravigliava. 6 Ora, di festa in festa egli liberava loro un prigioniero, quello che richiedevano. 7 Allora c’era il cosiddetto Barabba in legami con i sediziosi, che nella loro sedizione avevano commesso assassinio. 8 E la folla, salita, cominciò a fare richiesta secondo quanto egli era solito far loro. 9 Pilato rispose loro, dicendo: “Volete che vi liberi il re dei giudei?” 10 Poiché sapeva che i capi sacerdoti lo avevano consegnato per invidia. 11 Ma i capi sacerdoti incitarono la folla perché piuttosto liberasse loro Barabba. 12 Di nuovo Pilato rispose, dicendo loro: “Che farò, dunque, di colui che chiamate il re dei giudei?” 13 Ancora una volta gridarono: “Al palo!” 14 Ma Pilato proseguì dicendo loro: “Perché, che ha fatto di male?” Ma essi gridavano ancora di più: “Al palo!” 15 Allora Pilato, desiderando soddisfare la folla, liberò loro Barabba, e, dopo aver fatto sferzare Gesù, lo consegnò perché fosse messo al palo. 16 I soldati lo condussero ora nel cortile, cioè nel palazzo del governatore; e radunarono l’intero reparto delle truppe, 17 e lo rivestirono di porpora e, intrecciata una corona di spine, gliela misero. 18 E cominciarono a salutarlo: “Buon giorno, re dei giudei!” 19 E lo percuotevano sulla testa con una canna e gli sputavano addosso e, piegando le ginocchia, gli rendevano omaggio. 20 Infine, dopo averlo schernito, lo spogliarono della porpora e lo rivestirono con le sue vesti. E lo condussero fuori per metterlo al palo. 21 E costrinsero un passante, un certo Simone di Cirene, che veniva dai campi, il padre di Alessandro e di Rufo, a prestare servizio, sollevando il suo palo di tortura. 22 E lo condussero al luogo [detto] Gòlgotha, che tradotto significa: Luogo del Teschio. 23 Qui cercarono di dargli vino drogato con mirra, ma egli non lo volle prendere. 24 E lo misero al palo e distribuirono le sue vesti, gettando la sorte su di esse per vedere ciò che ciascuno avrebbe preso. 25 Ed era la terza ora, e lo misero al palo. 26 E l’iscrizione dell’accusa contro di lui era scritta di sopra: “Il re dei giudei”. 27 Inoltre, misero al palo due ladroni con lui, uno alla sua destra e uno alla sua sinistra. 28 — 29 E quelli che passavano di là parlavano ingiuriosamente di lui, scuotendo la testa e dicendo: “Ehi! Tu che abbattevi il tempio e lo edificavi in tre giorni, 30 salva te stesso scendendo dal palo di tortura”. 31 In modo simile anche i capi sacerdoti lo schernivano fra loro con gli scribi, dicendo: “Ha salvato altri; non può salvare se stesso! 32 Scenda ora il Cristo, il re d’Israele, dal palo di tortura, affinché vediamo e crediamo”. Anche quelli che erano al palo insieme a lui lo biasimavano. 33 Quando venne la sesta ora, le tenebre scesero su tutto il paese fino alla nona ora. 34 E alla nona ora Gesù chiamò ad alta voce: “Elì, Elì, lamà sabachthàni?” che tradotto significa: “Dio mio, Dio mio, perché mi hai abbandonato?” 35 E alcuni di quelli che stavano lì accanto, uditolo, dicevano: “Vedi, chiama Elia”. 36 Ma uno corse, inzuppò una spugna di vino acido, la pose su una canna e gli dava da bere, dicendo: “Lasciate stare! Vediamo se Elia viene a calarlo giù”. 37 Ma Gesù emise un alto grido e spirò. 38 E la cortina del santuario si squarciò in due da cima a fondo. 39 Or quando l’ufficiale dell’esercito, che stava lì accanto, di fronte a lui, ebbe visto che era spirato in queste circostanze, disse: “Certamente quest’uomo era il Figlio di Dio”. 40 C’erano anche delle donne che guardavano da lontano, fra cui Maria Maddalena e Maria madre di Giacomo il Minore e di Iose, e Salome, 41 che quando egli era in Galilea lo accompagnavano e lo servivano, e molte altre donne che erano salite insieme a lui a Gerusalemme. 42 Ora, essendo già tardo pomeriggio, e poiché era la Preparazione, cioè il giorno prima del sabato, 43 venne Giuseppe di Arimatea, rispettabile membro del Consiglio, che aspettava anche lui il regno di Dio. E, fattosi coraggio, andò davanti a Pilato e chiese il corpo di Gesù. 44 Ma Pilato si domandava se egli era già morto, e, chiamato l’ufficiale dell’esercito, gli chiese se era già morto. 45 E accertatosi dall’ufficiale dell’esercito, concesse il cadavere a Giuseppe. 46 Quindi egli comprò un panno di lino fine e lo calò giù, lo avvolse nel panno di lino fine e lo pose in una tomba scavata in un masso di roccia; e rotolò una pietra alla porta della tomba commemorativa. 47 Ma Maria Maddalena e Maria madre di Iose continuavano a guardare dove era stato posto.
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3/25/2016 8:01 AM
 
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Venerdì 25 marzo
L’ultimo Adamo divenne spirito vivificante (1 Cor. 15:45)
Come sarà liberata l’umanità dalla lotta contro l’imperfezione ereditata? Geova ha pensato a un Regno celeste composto dall’“ultimo Adamo” e da coregnanti scelti di fra il genere umano (Riv. 5:9, 10). Questi ultimi avranno sperimentato cosa significava essere imperfetti. Per ben mille anni, Gesù e coloro che regneranno con lui aiuteranno chi vivrà sulla terra a vincere l’imperfezione, cosa che non avrebbero potuto fare da soli (Riv. 20:6). Entro la fine del Regno millenario, l’umanità ubbidiente sarà stata liberata da tutti i nemici nati con la disubbidienza di Adamo. w14 15/9 4:12-15

Lettura della Bibbia per la Commemorazione: (fatti avvenuti di giorno: 15 nisan) Matteo 27:62-66 (fatti avvenuti dopo il tramonto: 16 nisan) Marco 16:1
(Matteo 27:62-66) Il giorno dopo, che era successivo alla Preparazione, i capi sacerdoti e i farisei si radunarono davanti a Pilato, 63 dicendo: “Signore, ci siamo ricordati che quell’impostore mentre era ancora in vita disse: ‘Dopo tre giorni sarò destato’. 64 Comanda dunque che il sepolcro sia reso sicuro fino al terzo giorno, affinché i suoi discepoli non vengano a rubarlo e non dicano al popolo: ‘È stato destato dai morti!’ e quest’ultima impostura sia peggiore della prima”. 65 Pilato disse loro: “Avete una guardia. Andate, rendetelo sicuro come sapete”. 66 Ed essi andarono e resero il sepolcro sicuro, sigillando la pietra e mettendovi la guardia.
(Marco 16:1) E quando fu passato il sabato, Maria Maddalena, e Maria madre di Giacomo, e Salome comprarono aromi per venire a spalmarglieli.
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Sabato 26 marzo
Cristo soffrì per voi, lasciandovi un modello, affinché seguiate attentamente le sue orme (1 Piet. 2:21)
Di tutti gli uomini che siano mai vissuti sulla terra nessuno è degno di essere imitato più di Gesù. Come facciamo a dirlo? Lui stesso una volta affermò: “Chi ha visto me ha visto anche il Padre” (Giov. 14:9). Gesù riflette la personalità di Geova in maniera così perfetta che vedere il Figlio è come vedere il Padre. Quindi più imiteremo Gesù, più ci avvicineremo a Geova, la Persona più importante dell’universo. Siamo grati di avere a disposizione un’ispirata descrizione di Gesù che ci permette di conoscere la sua personalità. Il fatto che Geova abbia voluto che questi dettagli venissero riportati nelle Scritture Greche Cristiane è la dimostrazione che vuole che conosciamo suo Figlio per poterlo imitare. w15 15/2 1:1, 2

Lettura della Bibbia per la Commemorazione: (fatti avvenuti di giorno: 16 nisan) Marco 16:2-8
(Marco 16:2-8) E il primo giorno della settimana vennero molto presto alla tomba commemorativa, quando era sorto il sole. 3 E dicevano l’una all’altra: “Chi ci rotolerà la pietra dalla porta della tomba commemorativa?” 4 Ma alzati gli occhi, videro che la pietra era stata rotolata, benché fosse molto grande. 5 Quando entrarono nella tomba commemorativa, videro un giovane seduto a destra, vestito di una lunga veste bianca, e rimasero attonite. 6 Egli disse loro: “Smettete di essere attonite. Voi cercate Gesù il Nazareno, che fu messo al palo. Egli è stato destato, non è qui. Vedete il luogo dove lo posero. 7 Ma andate, dite ai suoi discepoli e a Pietro: ‘Egli va davanti a voi in Galilea; là lo vedrete, come vi disse’”. 8 E, uscite, fuggirono dalla tomba commemorativa, poiché erano prese da tremore e forte emozione. E non dissero nulla a nessuno, poiché avevano timore. Ma tutte le cose che erano state loro comandate le narrarono brevemente a quelli che erano intorno a Pietro. Inoltre, dopo queste cose, Gesù stesso mandò per mezzo d’essi, dall’oriente all’occidente, la santa e incorruttibile proclamazione della salvezza eterna.
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3/27/2016 7:33 AM
 
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Domenica 27 marzo
Devi amare il tuo prossimo come te stesso (Matt. 22:39)
Il comando di amare il prossimo come noi stessi è chiamato “legge regale” (Giac. 2:8). Dopo aver fatto riferimento ad alcuni comandamenti della Legge mosaica, Paolo dichiarò: “Qualsiasi altro comandamento [...] si riassume in questa parola, cioè: ‘Devi amare il tuo prossimo come te stesso’. L’amore non fa male al prossimo; perciò l’amore è l’adempimento della legge” (Rom. 13:8-10). Dobbiamo quindi continuare a mostrare amore al prossimo. Mentre pensiamo ai motivi per cui dovremmo mostrare amore al prossimo, è bene riflettere sull’affermazione di Gesù secondo cui il Padre “fa sorgere il suo sole sui malvagi e sui buoni e fa piovere sui giusti e sugli ingiusti” (Matt. 5:43-45). Dobbiamo amare gli altri, ‘giusti o ingiusti’ che siano. Un modo importante di mostrare tale amore è quello di parlare loro del messaggio del Regno. Che grandi benedizioni sono in serbo per coloro che accolgono con autentico apprezzamento la buona notizia! w14 15/6 2:19-21
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3/28/2016 7:27 AM
 
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Lunedì 28 marzo
“Voi siete i miei testimoni”, è l’espressione di Geova (Isa. 43:10)
Purtroppo i mezzi di informazione hanno sostanzialmente ignorato, se non distorto, i fatti più importanti della storia umana. È stato senz’altro così con le parole che l’Iddio onnipotente pronunciò per bocca dell’antico profeta Ezechiele: “Le nazioni dovranno conoscere che io sono Geova” (Ezec. 39:7). Ma il Sovrano Signore dell’universo non ha bisogno dei media di questo mondo. Dispone di circa otto milioni di Testimoni che in tutte le nazioni parlano di lui e di ciò che ha fatto e sta facendo per l’umanità. Questo esercito di Testimoni annuncia anche ciò che Dio ha promesso di fare in futuro per il bene del genere umano. Dando la priorità a quest’opera di testimonianza, teniamo fede al nome che lui stesso ci ha dato. È davvero un privilegio portare il nome di Geova, il “Re d’eternità”, che afferma: “Questo è il mio nome a tempo indefinito, e questo è il memoriale di me di generazione in generazione”! (1 Tim. 1:17; Eso. 3:15). w14 15/7 3:2, 3
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3/29/2016 7:57 AM
 
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Martedì 29 marzo
Accostatevi a Dio, ed egli si accosterà a voi (Giac. 4:8)
Nella sua Parola, Geova ci invita ad ‘accostarci a lui’, e ci promette che, se lo facciamo, ‘si accosterà a noi’ Che pensiero rincuorante! Per molti però è impensabile che Dio possa desiderare una cosa del genere: credono di essere indegni di avvicinarsi a lui o che lui sia troppo distante per essere raggiunto. Ma allora, è davvero possibile avere un’intima relazione con Geova? La verità è che Geova “non [è] lontano” da chiunque voglia trovarlo e che è possibile conoscerlo (Atti 17:26, 27; Sal. 145:18). È suo proposito che gli esseri umani, per quanto imperfetti, si accostino a lui, e lui è disposto a concedere loro il suo favore considerandoli amici intimi (Isa. 41:8; 55:6). Per esperienza il salmista poté scrivere: “O Uditore di preghiera, sì, a te verranno persone di ogni carne. [...] Felice è colui che scegli e fai avvicinare” (Sal. 65:2, 4). w14 15/8 3:2, 3
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3/30/2016 8:02 AM
 
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Mercoledì 30 marzo
Come ultimo nemico, sarà ridotta a nulla la morte (1 Cor. 15:26)
Che ne sarà di Satana, colui che diede origine a tutte le sofferenze dell’umanità? Troviamo la risposta in Rivelazione 20:7-15. Nel corso di una prova finale a cui saranno sottoposti tutti gli esseri umani perfetti, gli sarà permesso di sviarli. Sia lui che coloro che lo seguiranno saranno eliminati in eterno con “la seconda morte” (Riv. 21:8). Poiché chi le è soggetto non potrà più tornare all’esistenza, questa morte non sarà mai ridotta a nulla. “La seconda morte”, però, non è un nemico degli esseri umani che amano e servono il Creatore. L’umanità resa perfetta si troverà allora in uno stato di completa approvazione da parte di Geova, pronta a ricevere la vita eterna e senza più alcun nemico. L’incarico affidato ad Adamo sarà stato portato a termine senza di lui. La terra sarà piena di suoi discendenti, felici di assolvere la responsabilità di prendersi cura del pianeta e delle sue molte forme di vita. Ci sia consentito di non perdere mai l’apprezzamento per il modo in cui Geova, nel suo grande amore, presto ridurrà a nulla l’ultimo nemico, la morte. w14 15/9 4:17, 18
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3/31/2016 7:49 AM
 
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Giovedì 31 marzo
Siamo collaboratori di Dio (1 Cor. 3:9)
Geova prova piacere in ciò che fa (Sal. 135:6; Giov. 5:17). Affinché anche le sue creature intelligenti provino una simile gioia e si sentano realizzate, ha assegnato loro lavori piacevoli e gratificanti. Per esempio, incluse il Figlio primogenito nell’attività creativa (Col. 1:15, 16). Durante la sua esistenza preumana in cielo, Gesù era accanto a Dio “come un artefice” (Prov. 8:30). Dalle prime fino alle ultime pagine, la Bibbia spiega che Geova ha sempre affidato degli incarichi ai suoi figli spirituali. Ad esempio, dopo che Adamo ed Eva ebbero peccato e furono espulsi dalla loro dimora paradisiaca, Dio “pose ad oriente del giardino di Eden i cherubini e la fiammeggiante lama di una spada che roteava continuamente per custodire la via dell’albero della vita” (Gen. 3:24). E Rivelazione 22:6 dichiara che Geova ‘mandò il suo angelo per mostrare ai suoi schiavi le cose che sarebbero accadute’ in futuro. w14 15/10 3:1, 2
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Venerdì 1° aprile
È stato destato (Matt. 28:6)
Alcune settimane dopo la morte di Gesù, l’apostolo Pietro si trovò faccia a faccia con un gruppo di influenti uomini minacciosi e ostili. Si trattava degli stessi capi religiosi ebrei che avevano orchestrato la morte di Gesù. Quegli uomini esigevano una spiegazione: volevano sapere “con quale potere o nel nome di chi” Pietro aveva guarito un uomo zoppo dalla nascita. L’apostolo rispose con coraggio: “Nel nome di Gesù Cristo il Nazareno, che voi metteste al palo ma che Dio ha destato dai morti, mediante lui quest’uomo sta sano qui davanti a voi” (Atti 4:5-10). In precedenza Pietro, vinto dalla paura, aveva rinnegato Gesù tre volte (Mar. 14:66-72). Come riuscì in questa occasione ad avere coraggio davanti a quei capi religiosi? Lo spirito santo ebbe un ruolo fondamentale, come anche la convinzione che Gesù era stato risuscitato. w14 15/11 1:1, 2
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4/2/2016 7:47 AM
 
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Sabato 2 aprile
Il piccolo stesso diverrà mille (Isa. 60:22)
Forse viviamo in una zona in cui ci sono pochi Testimoni o in cui non vediamo molti risultati immediati nell’opera di predicazione. Tuttavia, ricordare che il Regno può superare ogni ostacolo ci darà la forza di perseverare. Ad esempio, quando nel 1926 il fratello Edwin Skinner arrivò in India, nel paese c’erano solo pochi Testimoni. All’inizio i progressi furono esigui e l’opera venne descritta come “ardua”. Ma il fratello continuò a predicare e vide come il messaggio del Regno superò grandi ostacoli. Nel 2013 c’erano oltre 37.000 Testimoni attivi in India, e alla Commemorazione i presenti furono più di 108.000. Quando il fratello Skinner arrivò in India, l’opera nella Zambia era appena cominciata. Ma nel 2013 oltre 170.000 proclamatori predicavano lì, e alla Commemorazione assisterono 763.915 persone. Questo significa che nella Zambia 1 abitante su 18 era presente. Una crescita davvero sbalorditiva! w14 15/12 1:8, 9
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4/3/2016 8:25 AM
 
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Domenica 3 aprile
Andate e fate discepoli di persone di tutte le nazioni (Matt. 28:19)
Grazie al fatto che i seguaci di Gesù avrebbero compiuto quest’opera, alla fine la “buona notizia del regno [sarebbe stata] predicata in tutta la terra abitata, in testimonianza a tutte le nazioni” (Matt. 24:14). Pur amando Gesù e la buona notizia, però, è molto probabile che i discepoli si siano chiesti come avrebbero portato a termine tale incarico visto che erano così pochi. Gesù, che proclamavano come Figlio di Dio, era stato messo a morte e loro erano considerati “illetterati e comuni” (Atti 4:13). E il loro messaggio andava contro ciò che insegnavano gli influenti capi religiosi. A prescindere da quali fossero le loro preoccupazioni, i discepoli si impegnarono nel predicare la buona notizia non solo a Gerusalemme e nella Samaria, ma anche in tutto il mondo allora conosciuto. Malgrado le difficoltà, nell’arco di 30 anni i discepoli predicarono “in tutta la creazione che è sotto il cielo” e questa buona notizia portò frutto “crescendo in tutto il mondo” (Col. 1:6, 23). w15 15/2 3:1, 2, 4
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4/4/2016 8:00 AM
 
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Lunedì 4 aprile
Pregate incessantemente. Circa ogni cosa, rendete grazie. Poiché questa è riguardo a voi la volontà di Dio unitamente a Cristo Gesù (1 Tess. 5:17, 18)
Quando le benedizioni che abbiamo sono ben impresse nella nostra mente e nel nostro cuore, non possiamo far altro che pregare Geova per ringraziarlo (Sal. 95:2; 100:4, 5). Anche se molti considerano la preghiera semplicemente un modo per fare richieste a Dio, noi sappiamo che Geova è felice quando lo ringraziamo per ciò che abbiamo. Nella Bibbia sono riportate numerose preghiere di ringraziamento che ci toccano il cuore, come quelle di Anna ed Ezechia (1 Sam. 2:1-10; Isa. 38:9-20). Imitiamo quindi quei fedeli servitori che si mostrarono grati, e ringraziamo Geova in preghiera per le benedizioni che abbiamo. Far questo ci recherà tanti benefìci: ci sentiremo sollevati, il nostro amore per Geova crescerà e ci avvicineremo sempre di più a lui (Giac. 4:8). w15 15/1 1:7
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4/5/2016 7:44 AM
 
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Martedì 5 aprile
A noi Dio le ha rivelate per mezzo del suo spirito (1 Cor. 2:10)
Se serviamo Geova da decenni forse abbiamo notato un graduale cambiamento nel modo in cui le nostre pubblicazioni spiegano molte narrazioni bibliche. In che senso? In passato capitava spesso che le nostre pubblicazioni affrontassero argomenti scritturali cercando tipi e antitipi. Le narrazioni bibliche erano considerate il tipo, mentre gli adempimenti profetici costituivano l’antitipo. Perché ora le cose sono cambiate? Come era logico aspettarsi, nel corso degli anni Geova ha aiutato “lo schiavo fedele e discreto” a diventare sempre più discreto (Matt. 24:45-47). La discrezione ha permesso di essere più cauti nel definire un episodio biblico un quadro profetico, a meno che non ci sia una chiara base scritturale per farlo. Pertanto oggi le nostre pubblicazioni si concentrano maggiormente su aspetti pratici e facili da comprendere in relazione a fede, perseveranza, santa devozione e altre importanti qualità che impariamo dalle narrazioni bibliche. w15 15/3 1:7, 9, 10, 12
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4/6/2016 7:15 AM
 
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Mercoledì 6 aprile
Mosè stimò il biasimo del Cristo come ricchezza maggiore dei tesori d’Egitto (Ebr. 11:26)
Mosè fu incaricato come “Cristo”, cioè “unto”, nel senso che fu scelto da Geova per condurre Israele fuori dall’Egitto. Sapeva che assolvere questo incarico sarebbe stato difficile, addirittura un “biasimo”. In passato, infatti, un israelita gli aveva domandato in tono sarcastico: “Chi ti ha costituito principe e giudice su di noi?” (Eso. 2:13, 14). E in seguito lui stesso aveva chiesto a Geova: “Come mi ascolterà Faraone?” (Eso. 6:12). Ma come lo aiutò Geova? Primo, gli assicurò: “Mostrerò d’essere con te” (Eso. 3:12). Secondo, gli diede coraggio spiegandogli un aspetto del significato del proprio nome: “Io diverrò qualunque cosa mi piaccia” (Eso. 3:14, nt.). Terzo, gli diede poteri miracolosi per dimostrare che era stato lui a inviarlo (Eso. 4:2-5). Quarto, gli affiancò Aaronne, che in veste di collaboratore e portavoce lo aiutò a svolgere il suo incarico (Eso. 4:14-16). w14 15/4 1:9, 10
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